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Aggiornato: 28 min 14 sec fa

È ONLINE "STOP ALLERGIA": NUOVA RIVISTA PER LA SALUTE DI TUTTA LA FAMIGLIA

3 ore 59 min fa
Arriva sul web Stop Allergia, la versione sfogliabile dell'omonima testata di divulgazione scientifica sulle allergie, sulle loro cause, i sintomi e le curePensi di essere a rischio di allergie? Non fare autodiagnosi, parlane con il tuo medico.

Le allergie possono condizionare la qualità della vita e, in alcuni casi, possono essere pericolose per la vita stessa.

Una corretta informazione e piccoli accorgimenti possono aiutare a gestire le allergie e le intolleranze.

“Il Dottore risponde”, il servizio dedicato agli utenti
Proprio per questo motivo, la rivista sfogliabile Stop Allergia ha lo scopo di informare gli utenti che, a loro volta, potranno porre delle domande agli specialisti grazie al servizio “Il Dottore risponde”.

Articoli di approfondimento – redatti da professionisti nell’ambito scientifico – interviste agli esperti in allergologia, spiegheranno cosa sono le malattie allergiche e le varie tipologie, i sintomi e le cure.
La definizione di allergia
Il Ministero della Salute ha definito l’allergia: "la più comune malattia immunitaria caratterizzata da una reazione infiammatoria verso agenti, allergeni, normalmente innocui".Nelle malattie allergiche vi è il coinvolgimento del sistema immunitario e la sovrapproduzione di immunoglobuline di tipo E. Esse sono responsabili della conseguente manifestazione sintomatologica.Sono tanti i diversi tipi di allergie, tra le più comuni:  l’allergia a polvere e acarile allergie al pelo degli animalil’allergia al pollinel’allergia primaverilele allergie alimentarile allergie ad inquinanti e additivile allergie ai farmaci ecc.
L’aumento notevole dei casi
Secondo i dati statistici, negli ultimi dieci anni sono aumentati notevolmente i casi di soggetti che soffrono di allergie. Molti di essi sono soprattutto bambini.
L’aumento è dovuto alla minore tolleranza dei soggetti a sostanze dannose, sempre più presenti nell’aria che respiriamo e nei cibi consumati giornalmente. Inoltre, il miglioramento degli strumenti diagnostici permette di scoprire forme allergiche prima non facilmente individuabili.

Dermatite da leccamento: come comportarsi se il proprio cane ne è interessato

Gio, 01/09/2020 - 20:01


La cosiddetta dermatite da leccamento è una condizione che riguarda tantissimi cani, di conseguenza è molto importante conoscerla e soprattutto riconoscerla per poter intervenire per tempo.Che cos’è la dermatite da leccamentoLa dermatite da leccamento è sostanzialmente una lesione infiammatoria che l’animale si procura involontariamente leccando in modo eccessivo un determinato punto della sua pelle; sappiamo bene che è del tutto normale che un cane lecchi il proprio pelo, ma non è così laddove l’esemplare insista in maniera eccessiva su un punto in particolare.Molto importante è quindi che si osservi il comportamento del proprio cane: nel caso in cui si notasse un’insistenza molto accentuata accompagnata ad una tendenza a leccarsi più elevata rispetto alla norma, è il caso di approfondire la questione e di richiedere un parere autorevole a un veterinario.Le cause della dermatite da leccamento possono essere molteplici, vediamo quali sono le più frequenti.A cosa può esser dovuta la dermatite da leccamentoAnzitutto, questi comportamenti poco salutari messi in atto dall’animale possono essere dovuti ad un attacco batterico o fungino, ad un trauma, alla puntura di un insetto o ancora ad un’artrite o alla presenza di acari.Non vanno trascurate neppure le cause di natura prettamente psicologica: proprio come gli umani, infatti, anche i cani possono essere interessati da patologie riguardanti la psiche.Da questo punto di vista può essere una causa piuttosto diffusa il cosiddetto disturbo ossessivo compulsivo, ovvero sostanzialmente un modo attraverso cui il cane manifesta una condizione di stress e di disagio.Secondo gli esperti, comportamenti simili possono essere dovuti al fatto che il cane non è tenuto in condizioni idonee, ad esempio vive in spazi troppo ristretti, o ancora possono essere dovuti a noia o all’assenza del padrone, ovvero appunto alla sofferenza per la sua mancanza.Come comportarsi?Come si stava accennando in precedenza, solo un veterinario può effettuare una diagnosi, di conseguenza sarebbe davvero un grosso errore quello di giungere a delle conclusioni in modo autonomo.Quello che il padrone scrupoloso può fare è, appunto, osservare con maggiore attenzione il comportamento del proprio cane, allo stesso modo la presenza di lesioni cutanee deve allarmare.Un possibile indice del fatto che l’esemplare sia interessato da dermatite da leccamento è inoltre l’anomala assenza di pelo in uno specifico punto della pelle.Rimedi per la dermatite da leccamentoI rimedi per la dermatite da leccamento possono essere molteplici: nel caso in cui tale comportamento sia dovuto a problematiche specifiche, come può essere ad esempio la presenza di un trauma, oppure di un tumore, è evidente che è necessario risolvere il problema alla sua radice.Un veterinario è sicuramente in grado non solo di eseguire una diagnosi specifica, ma anche di suggerire una terapia mirata.Può accadere che il veterinario suggerisca di correggere il comportamento del cane applicando sulla sua pelle dei prodotti mirati, analogamente a come una persona può fronteggiare un caso di micosi cutanea applicando un prodotto specifico, magari acquistando una crema antimicotica dall’e-commerce DocPeter.Se il comportamento del cane non è dovuto a problematiche particolari si può optare anche per delle soluzioni prettamente “funzionali”, ad esempio applicando sul punto che l’esemplare è solito leccare delle sostanze naturali che gli renderebbero sgradevole il compimento dell’azione.In alcuni casi, inoltre, per risolvere il problema può essere sufficiente l’applicazione di una benda, ma anche quest’operazione può essere suggerita ed attuata soltanto da un veterinario.

Autofficine: il loro futuro potrebbe essere MOBILE

Gio, 01/09/2020 - 20:00


Le autofficine sono delle aziende massicciamente presenti sul territorio italiano, come d’altronde anche in altre nazioni, segno evidente del fatto che esse possono contare su un bacino di clienti piuttosto corposo.
Capita a tutti, d’altronde, di doversi rivolgere a dei professionisti per riparare il proprio veicolo, senza trascurare le varie esigenze di natura manutentiva e quant’altro può riguardare l’utilizzo di un mezzo, ecco perché le autofficine continueranno ad essere un punto di riferimento indiscusso.
Va sottolineato inoltre che oggi, quando si acquista un veicolo, è possibile far riferimento per qualsiasi necessità alle officine convenzionate con il brand produttore, ciò contribuisce ulteriormente alla presenza delle autofficine nelle varie città italiane.
Le autofficine devono innovarsi, come qualsiasi altra aziendaAnche queste aziende, tuttavia, devono innovarsi, per poter rispondere al meglio alle esigenze della loro clientela: da questo punto di vista possono giocare un ruolo importante le tecnologie adoperate, nonché l’aggiornamento del know-how di tutti i professionisti che vi operano, ma non solo.Negli ultimi tempi, infatti, alcune autofficine hanno scelto di rendersi protagoniste di innovazioni davvero importanti, le quali potrebbero rappresentare una vera e propria “rivoluzione” per chi opera nel settore.La novità delle autofficine mobiliMolte autofficine, infatti, hanno scelto di divenire “mobili“, ovvero di operare per mezzo di furgoni adeguatamente allestiti; in alcuni casi, alcune autofficine hanno semplicemente accostato l’impiego di veicoli attrezzati alla loro tradizionale operatività presso il punto operativo fisso, altre invece, soprattutto aziende di recente fondazione, operano esclusivamente tramite dei veicoli ad hoc.Per le aziende del settore, scegliere di offrire i propri servizi in questa particolare modalità può garantire dei vantaggi non da poco.Perché questa soluzione può essere molto interessanteAnzitutto, è verosimile immaginare che molti clienti gradiscano la possibilità di ottenere un servizio “a domicilio“: non è più il cliente a doversi recare in officina, dunque, bensì il contrario.Oltre a questo va sottolineato che in tantissime occasioni, per il cliente, è molto difficoltoso recarsi in officina: se il veicolo è guasto al punto da non poter funzionare correttamente, infatti, spostarsi diventa impossibile o quantomeno rischioso.Un’autofficina che opera in modo “mobile”, dunque, può raggiungere il cliente e il suo veicolo guasto nel punto in cui si è fermato e può quindi servire in maniera ottimale coloro che rimangono “in panne”.Un’officina in un furgone è davvero realizzabile?Allestire un’officina a bordo di un furgone non è cosa semplice, questo è vero, ma non è affatto impossibile, come testimoniato dal fatto che diverse aziende del settore sono già riuscite in quest’intento.Sicuramente è fondamentale che gli spazi vengano ottimizzati, dunque l’interno del furgone deve essere sfruttato in maniera ottimale anche in altezza, non soltanto in ampiezza, da qui l’impiego assai consueto di scaffalature e strutture analoghe.A bordo del veicolo devono essere previste tutte le strumentazioni e le tecnologie necessarie per poter lavorare e per poter compiere le operazioni più disparate, stesso dicasi per tutti gli arredi tecnici e i relativi accessori, ad esempio i tavoli da lavoro corredati dall’indispensabile morsa da banco, strumento descritto nel dettaglio nel sito web BricoPortale.Una novità che potrebbe diffondersi sempre piùCi sono davvero tutte le premesse affinché le autofficine mobili si diffondano in maniera importante: in Italia le aziende del settore che operano in questo modo sono ancora piuttosto poche, mentre in altre nazioni, come ad esempio negli Stati Uniti, sono una realtà più consolidata.Da un lato, i clienti possono trarre grandi benefici dal rivolgersi a imprese operanti in questo modo, dall’altro quest’ultime possono vedersi spalancare dei grandi orizzonti e possono quindi ampliare in modo consistente il loro business, avendo la meglio sui competitor meno propensi al cambiamento.

CANNABIS, TAJANI: "SI COMINCIA CON LO SPINELLO E SI ARRIVA ALL'EROINA". MA SARÀ PROPRIO VERO?

Dom, 12/29/2019 - 23:27
Antonio Tajani, già presidente del Parlamento europeo scrive su Twitter che "tutti coloro che fanno uso di droghe pesanti hanno iniziato facendosi una canna". Ma è una fallacia argomentativa, ovvero un inganno verbale chiamata "affermazione del conseguente. E neppure tanto nuova. Vediamo perché.

Tutti coloro che fanno uso di droghe pesanti hanno iniziato facendosi una canna. Voi cosa ne pensate della sentenza della cassazione sulla coltivazione della #cannabis a casa? pic.twitter.com/2EH3iG4UBR— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) 27 dicembre 2019


Nel mirino, naturalmente, la recente sentenza della Cassazione a sezioni unite che ha decretato legittima, a certe condizioni, la coltivazione di qualche piantina di marijuana in casa. La tesi del centrodestra è sempre la stessa: si inizia con lo spinello e si arriva alla cocaina e all'eroina.
Quella di Tajani è chiamata FALLACIA ARGOMENTATIVA. In particolare è quella che è conosciuta come "affermazione del conseguente" e avviene quando si presume un effetto da una causa non necessariamente correlata. 
Se piove il marciapiede è bagnatoIl marciapiede è bagnatoQuindi piove
Ovviamente possono esserci molte altre spiegazioni che implicano il bagnarsi del marciapiede. Il fatto che sia bagnato non è una garanzia che stia piovendo.
Se l'amuleto porta fortuna, oggi non mi capiterà nulla di male.Non mi è capitato nulla di male. Dunque l'amuleto porta fortuna. 
Si, ma quante altre volte in cui NON avevi l'amuleto, non ti è capitato nulla di male?
Se bevi tanta acqua Sgorgona farai tanta "plin plin"Fai tanta "plin plin".Dunque hai bevuto tanta acqua Sgorgona 
Si, ma qualsiasi acqua, bevuta in quantità, ha effetti diuretici!
Il paralogismo (ragionamento fallace) dell'affermazione del conseguente non è sempre così facile da cogliere, perché non viene mai espresso in maniera così visibile come sopra.
Più spesso, invece, avrà l'aspetto simile a questa. Già l'affermazione di Tajani non è nuova: la fece qualche anno fa un politico francese che un giorno disse, parlando del pericolo dell'abuso di droghe:
"Poiché la maggioranza degli eroinomani ha fatto uso di marijuana, la maggior parte di quelli che consumano marijuana finirà nell'eroina".

Possiamo vedere che questa conclusione è sbagliata nella figura.

I due insiemi in figura  rappresentano il numero di consumatori di marijuana (ellisse più grande) e di eroinomani (cerchio più piccolo). La maggioranza degli eroinomani consuma anche marijuana. Possiamo, vedendo il grafico, concluderne che i consumatori di marijuana sono in maggioranza eroinomani?

Possiamo esprimere in simboli la forma del paralogismo dell'affermazione del conseguente nel modo seguente:
1. A implica B.
2. B è vero.
3. Quindi A è vero.

Se anche le due premesse sono vere, la conclusione non lo è necessariamente: si dice che tale conclusione è un non sequitur (non ne consegue).
Ecco la forma che l'affermazione precedente assumerebbe:

1. La maggioranza degli eroinomani ha fatto uso di marijuana
2. Le persone consumano marijuana
3. Quindi la maggiorparte delle persone che consumano marijuana diventano eroinomani (conseguenza fallace)


Nel blog l'Estinto, Ivo Silvestro riporta un esempio analogo di un autore che denuncia, tra i mali peggiori della società, l'assenza del padre (la società senza padre è una società patogena):
Ecco come è stato espresso il paralogismo:

1. Se il padre assente è causa di figli disadattati, allora i figli di padri assenti sono disadattati.
2. Le persone disadattate hanno avuto un padre assente.
3. Quindi il padre assente è causa di figli con problemi.
Ovviamente le statistiche non daranno ragione a queste conclusioni: chi ha affermato questo ragionamento avrebbe dovuto cercare la percentuale di disadattati tra i figli di padri assenti, non il contrario.
Come dice l'autore del blog prendiamo ad esempio i casi di suicidio negli Stati Uniti! Noteremmo che  ben più del 63 per cento dei giovani suicidi parla inglese.
Ne dedurremmo allora con sicurezza che sia la lingua di Shakespeare a indurre le persone a togliersi la vita?
Altro esempio, molto utilizzato nel nostro paese :-) 
1. Chi è comunista, allora odia le persone come me.2. I magistrati e i giornalisti ce l'hanno con me.3. Dunque magistrati e giornalisti sono comunisti.

Le ricerche mostrano che l'utilizzo di questo tipo di paralogia è centrale nel discorso politico dei partiti di estrema destra nei confronti dei tema dell’immigrazione (Rydgren, 2005). Ecco come un politico xenofobo potrebbe utilizzare l'affermazione del conseguente a suo favore.
1. Le persone poco intelligenti hanno lavori a bassa qualificazione
2. Gli immigrati hanno lavori a bassa qualificazione
3. Quindi gli immigrati sono poco intelligenti
Notare che in America si diceva lo stesso delle persone di colore (gruppo in cui, all'inizio del secolo scorso, erano inclusi anche gli italiani).

ANCHE I NOBEL SI INGANNANO 

Se pensate che oggi questo genere di paralogismi non venga più utilizzato, perlomeno in ambito scientifico, leggete cosa ha affermato questo studioso (al Sud le persone sono meno intelligenti) e addirittura un premio Nobel quale James Watson (scopritore del DNA) che affermò tre anni fa che i neri sono meno intelligenti dei bianchi. Ovviamente le loro argomentazioni sono fallaci e non basate su alcuno studio scientifico serio.
Il fatto che a volte il paralogismo "affermazione del conseguente" sia difficile da cogliere, è dovuto anche alla somiglianza con un ragionamento invece del tutto valido chiamato modus ponens (modo che afferma).
1. A implica B.
2. A è vero.
3. Quindi B è vero.


Esempio: 
Se piove, il marciapiede è bagnato.
Piove.
Allora il marciapiede è bagnato.

Notate la lieve differenza rispetto alla frase con cui abbiamo iniziato l'articolo.

Altro esempio di modus ponens (ragionamento corretto) :

Se manca la corrente allora la lampadina si spegne.
Manca la corrente.
Allora la lampadina si spegne.
Se avessimo utilizzato la (fallace) affermazione del conseguente avremmo detto invece: 
Se manca la corrente allora la lampadina si spegne.
La lampadina si spegne.
Allora manca la corrente
Che ovviamente non ci garantisce la verità della affermazione finale (la lampadina può essere spenta perché si è bruciata).

CONCLUSIONI 

Il paralogismo "affermazione del conseguente" parte da premesse esatte ma arriva a conclusioni non verificabili. Tale paralogismo viene incluso nel gruppo dei "paralogismi formali" perché il ragionamento proposto, in virtù della sua sola forma non garantisce la preservazione della verità delle premesse.

Gli altri due paralogismi formali che analizzeremo le prossime volte saranno:
  • L'inconsistenza 
  • La negazione dell'antecedente

PICCOLO VOCABOLARIO
  • Paralogismo: ragionamento fallace, falso, strutturato sulla forma di un sillogismo.
  • Sillogismo: ragionamento concatenato
  • Modus Ponens: è una affermazione che parte da premesse vere e arriva a conclusione vera.
  • Fallacie formali: fallacie riguardanti la forma del sillogismo o la sua validità.
  • Fallacie informali: fallacie riguardanti il contenuto del sillogismo. 
.

SICUREZZA NELLE MANIFESTAZIONI PUBBLICHE

Lun, 12/23/2019 - 14:03
Foto di Walter CaputoIl 13 marzo 2018, a Torino, si è svolto un importante convegno, intitolato: “progettazione e gestione della sicurezza delle manifestazioni pubbliche nei luoghi aperti”. Grazie alla volontà e al lavoro dei relatori e degli organizzatori (nonché della casa editrice EPC), questo convegno è diventato un libro, che si pone l’obiettivo di condividere con tutti gli addetti ai lavori i principali aspetti della sicurezza inerente le manifestazioni pubbliche.
Il volume “Manifestazioni pubbliche nei luoghi aperti” pubblicato da EPC Editore – a cura dell’ing. Giuseppe G. Amaro – ha nel sottotitolo un’indicazione eloquente: “esperienze a confronto”. E’ proprio questo il focus del libro: mettere insieme diversi contributi di vari relatori, ciascuno specializzato nel proprio settore, in modo che il lettore possa effettivamente avere una visione d’insieme, contemporaneamente settoriale e multidisciplinare, degli eventi che si svolgono in luoghi aperti come piazze. Luoghi che – in un certo senso – devono essere trasformati al fine di accogliere una manifestazione di cui il pubblico deve usufruire in sicurezza. 
L’ing. Cosimo Pulito, nel capitolo 1, spiega soprattutto gli aspetti normativi, comprese le autorità pubbliche coinvolte e le nuove direttive ministeriali. Purtroppo, e cito le sue parole: “la semplice osservanza delle norme di sicurezza non garantisce la sicurezza”.
Nel secondo capitolo, l’ing. Giuseppe G. Amaro affronta il tema della progettazione degli spazi aperti, spazi che “non sono stati pensati ed organizzati per le necessità del nostro tempo”, né per gli eventi, né per gli affollamenti che ne conseguono. E’ così che talvolta alcuni eventi finiscono in tragedia, dal festival musicale a Roskilde in Danimarca, in cui – il 30 giugno 2000 – persero la vita 9 persone (calpestate dalla folla) ai festeggiamenti per il pellegrinaggio alla città santa, in cui – il 24 settembre 2015 – a La Mecca (Arabia Saudita) almeno 2264 pellegrini rimasero uccisi, calpestati dalla folla. 
Nel terzo capitolo, lo psicologo e psicoterapeuta Dott. Antonio Zuliani tratta il tema delle persone dentro la folla, in particolare le azioni e le reazioni di fronte ad eventi critici. E’ vero che “la persona quando entra a far parte di una folla arriva a manifestare una sorta di regressione intellettuale”, ma è anche vero che “in situazioni di panico ed emergenza gli individui che fanno parte di una folla sono talvolta disposti a mettere a repentaglio la propria vita pur di salvare quella di uno sconosciuto”. 
Nel quarto capitolo, l’ing. Enrico Ronchi affronta il tema dell’esodo di massa, rilevando – tra le altre cose – che “il comportamento della folla può essere spiegato con la tendenza ad andare verso luoghi e persone familiari e a rimanere insieme ai propri cari, sia in caso di gruppi pre-stabiliti (una famiglia, un gruppo di amici) che in caso di gruppi emergenti”.
Nei successivi capitoli vengono affrontati temi più tecnici, come l’analisi dinamico-prestazionale, gli organi di controllo tecnici e la sicurezza relativa agli allestimenti temporanei. Non mancano temi più gestionali, come la comunicazione interattiva e la gestione dell’evento e temi strettamente giuridici come le responsabilità dei vari soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’evento. Il libro è completato da un caso pratico di attuazione delle disposizioni di sicurezza (Carnevale di Ivrea del 2018) e da una ricca appendice normativa.
Walter Caputo
Formatore in sicurezza sul lavoro

Veterinario e non solo: tutti i modi per lavorare con gli animali

Mer, 12/18/2019 - 15:59

Lavorare con gli animali può essere l’occasione per trasformare una passione o una predisposizione in una professione vera e propria. La figura che più spesso si associa a questo tipo di percorso professionale è quella del veterinario ma esistono numerose altre professioni, forse meno conosciute, che consentono di svolgere un lavoro che preveda un contatto costante con vari tipi di animali.

Quali sono i modi per lavorare con gli animaliCome detto, la professione del medico veterinario è quella che maggiormente viene associata alla possibilità di lavorare con cani, gatti e non solo. Si tratta di una figura autorizzata all’esercizio della professione grazie al conseguimento di uno specifico titolo accademico, la laurea in Medicina Veterinaria. Il percorso accademico è accessibile soltanto agli studenti che superano i test di ingresso previsti dalla legge, dal momento che tutti i corsi di medicina, in Italia, sono a numero programmato. Le prove di ammissione rappresentano spesso uno scoglio difficile da superare; per questo è bene prepararsi nella maniera migliore possibile, anche affidandosi agli strumenti di studio messi a disposizione da portali specializzati come unidformazione.com.Per chi vuole lavorare con gli animali, la carriera da veterinario è solo una delle tante opzioni possibili. Di recente, infatti, si sono imposte nuove opzioni da questo punto di vista. Le professioni legate a vario titolo al rapporto con il mondo animale si sono diversificate notevolmente negli ultimi anni, grazie all’emergere di nuove figure.Una di queste è quella del Pet Detective. Com’è facile intuire, si tratta di un investigatore per animali domestici che si occupa di ritrovare gli esemplari scomparsi o smarriti utilizzando strumenti tecnologici altamente sofisticati oppure dei segugi specializzati in grado di fiutare l’odore dell’animale da ritrovare. Non esistono percorsi formativi riconosciuti in maniera ufficiale ma le ricerche devono seguire una sorta di protocollo, basato sulla ricostruzione delle ‘abitudini’ dell’animale da ritrovare.Un operatore di etologia relazionale, di contro, si occupa dei rapporti tra uomo e animale; il percorso di formazione, in questo caso, è ben delineato, dal momento che esistono corsi universitari in Etologia (ovvero lo studio del comportamento animale) riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione. Gli studi di Etologia aprono anche le porte ad altre carriere professionali, come ad esempio l’esperto di etologia applicata al comportamento relazionale di particolari categorie di animali, come ad esempio i gatti o i pappagalli.Altro esempio di figura professionale che lavora con gli animali è l’operatore Tellington, che utilizza tecniche di manipolazione per perseguire il benessere fisico e psicologico del ‘paziente’.

Il Pet sitter e le altre opportunità professionaliIl novero dei lavori che si possono fare con gli animali comprende anche quello del pet sitter; questa figura (una sorta di ‘badante’) per animali domestici non coincide più soltanto con il dog sitter ma con una serie di professionalità in grado di occuparsi di gatti ed altri animali da compagnia.Per quanto possa sembrare un lavoro semplice, quello del pet sitter richiede grande applicazione. Le mansioni da assolvere, infatti, vanno oltre la somministrazione del cibo e la gestione del bioritmo. Non tutti gli animali, anche se appartengono alla stessa razza, hanno le stesse esigenze. I fattori ai quali un pet sitter deve prestare attenzione vanno dal peso all’età, passando per le prerogative della specie alle condizioni di salute. Alcuni tipi di animali necessitano di ‘cure’ particolari, come ad esempio esercizi o giochi, necessari al mantenimento della salute psicofisica.Altri lavori con gli animali sono:- il tecnico veterinario (funge da assistente al medico veterinario);- il biologo marino o faunistico;- l’allevatore;- lo zoologo;- il toelettatore (addetto alla pulizia degli animali);- addestratore o educatore per cani (si occupa di educazione cinofila a scopo agonistico o di svago).

SE IL CLIMA CAMBIA PER NOI È UN PROBLEMA?

Lun, 12/16/2019 - 15:06
Foto di Walter CaputoIl clima sta cambiando molto più rapidamente di quanto non si sia mai verificato. Le conseguenze a lunghissimo termine non sono facilmente prevedibili, ma quelle a breve termine sono ormai sotto gli occhi di tutti. Invertire la rotta dipende non solo dai governi di tutti gli stati, ma anche dai singoli individui che - con il loro comportamento quotidiano - possono fare la differenza. Per cambiare però, bisogna anche capire bene cosa sta succedendo e - dato che il problema è molto complesso - occorre un linguaggio estremamente semplificato, come quello che si utilizza per i bambini e i ragazzi. Solo in questo modo anche gli adulti possono trovare risposte comprensibili alle domande sul clima che si pongono ogni volta che in tv vedono l'ennesimo disastro. E sono anche i figli che pongono quesiti sul clima ai genitori: in questo caso, a maggior ragione, dobbiamo saper fornire risposte corrette, perché saranno loro la generazione di domani, che - insieme a quelle future - subirà ancor di più gli effetti del cambiamento climatico.
Quelli sopra esposti sono - in sintesi - i motivi per i quali vi consiglio la lettura di: "Perché la Terra ha la febbre? E tante altre domande sul clima" (Editoriale Scienza 2019), libro in cui il giornalista Federico Taddia intervista la climatologa Elisa Palazzi che - grazie alla sua laurea in Fisica, al suo dottorato e alla sua esperienza di lavoro al CNR - riesce a a rispondere alle domande che voi vi siete posti più volte. E le risposte sono anche rese più accattivanti grazie alle illustrazioni di AntonGionata Ferrari.
Per darvi qualche assaggio del libro in questione, vorrei far luce su qualche luogo comune (sul clima) duro a morire. Prendiamo per esempio l'ozono che viene sempre visto - in modo positivo - come quel gas che ci protegge dai raggi dannosi del Sole. Ed è vero, ma è l'ozono che si trova sopra i 12.000 metri di quota, tuttavia, esiste anche un ozono classificato come inquinante atmosferico, che si trova nella parte più bassa dell'atmosfera. Quest'ultimo si forma sia per cause naturali, che per le attività dell'uomo ed è dannoso  quando è presente in alte concentrazioni.
Passiamo ad un altro esempio: il permafrost, che significa porzione di suolo perennemente congelato. E invece, purtroppo, no. Comincia a fondere, come il resto del ghiaccio presente sul nostro Pianeta. L'ulteriore problema è che il permafrost contiene diversi miliardi di tonnellate di carbonio organico, che si libera sotto forma di gas serra ed accelera quindi il riscaldamento globale.
Concludo con un'ultima nota: il termine "bomba d'acqua" molto utilizzato negli articoli sia sul web che sulla carta stampata non è corretto. Il termine scientificamente corretto è: "nubifragio". Buona lettura e buon cambiamento di comportamento a tutti!
Walter Caputo
Uno che legge molto


REGALI DELL'ULTIMO MINUTO

Dom, 12/15/2019 - 11:53
Ci sono regali che sono sempre degli evergreen di sicuro successo: questi regali sono i libri. Lo sono anche per chi di solito non legge e, in questo caso, possono diventare la porta che apre la scoperta della lettura.

La redazione di Gravità Zero ne ha letti molti quest'anno. Il redattore Walter Caputo sta cercando di mantenere la media di uno a settimana (attualmente è a quota 47). Tranquilli, non vi segnaleremo 52 libri, ma solo alcuni tra quelli letti negli ultimi tempi. Se non doveste trovarlo in libreria e siete alle strette, esiste sempre il servizio Prime di Amazon.

Cominciamo con quelli per bambini, anche se, vista la qualità e il contenuto, sono adatti anche per gli adulti. Cliccando sul titolo potete andare a leggere la recensione.


VOGLIO LA LUNA  "Non voglio mica la luna..." cantava Loredana Bertè e invece sì, "Voglio la luna" è il titolo del libro scritto da Andrea Valentee Umberto Guidoni, illustrato da Susy Zanella e pubblicato da Editoriale Scienza. Dato che sono trascorsi 50 anni dal primo allunaggio del 20 luglio 1969 è proprio ora di guardare indietro per proiettarsi nel futuro. Ed è proprio ciò che fanno gli autori: ripercorrono la storia dell'esplorazione lunare per ricordarci che si sta pianificando di tornare sul nostro satellite.



TERRA CHIAMA  LUNA  Alle 18:50 del 24 luglio 1969 Columbia, il modulo di comando dell'Apollo 11, piombò sull'Oceano Pacifico. 

A causa delle avverse condizioni atmosferiche, la capsula si capovolse, ma venne tempestivamente raggiunta dagli elicotteri, dai quali alcuni uomini la raddrizzarono utilizzando dei galleggianti. Le prime parole di Michael Collins, pilota del modulo di comando, furono: "Stiamo bene tutti e tre, fate con comodo". Gli altri due erano Neil Armstrong, comandante della missione e Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare). 

Dopo 21 giorni di isolamento in quarantena, i tre astronauti furono portati in parata a New York. Vennero quattro milioni di persone per vederli. Erano eroi. Gli eroi dell'Apollo 11.


LA DANZA DELLE RANE Ho trascorso le ultime dieci sere a leggere: "La danza delle rane" a mio figlio. Non gli bastava un capitolo, anche se era tardi, anche se era stanco, voleva comunque ascoltare il più possibile. 
Non era tanto - o solo - per sapere come andasse a finire la storia, ma era proprio la storia in sé, troppo bella per rinviarne la lettura al giorno successivo.  


DA GRANDE FARO'  "Cosa farò da grande?
" è una domanda importante, soprattutto se pensiamo che dal nostro lavoro dipendono un mucchio di cose, tra cui - giusto per citarne alcune fondamentali - quale sarà il nostro reddito, dove andremo a vivere e se saremo soddisfatti di ciò che facciamo ogni giorno , tipicamente dal lunedì al venerdì, salvo ponti e vacanze. 
Naturalmente ciascuno deve cercare, trovare, decidere la propria strada, ed oggi è sempre più difficile, vista la velocità di cambiamento del mondo in cui viviamo.





LE GRANDI MACCHINE DI LEONARDO Ho voluto fotografare il libro: "Le grandi macchine di Leonardo", scritto da Davide Morosinottoe Christian Hille pubblicato da Editoriale Scienza,su uno stendino, sì - avete capito bene- uno di quegli aggeggi che diamo per scontati, compriamo in un ipermercato, montiamo ed utilizziamo subito per far asciugare i panni grazie ad un sistema di fili. La questione è proprio che noi non sapremmo inventare uno strumento del genere, mentre Leonardo ha inventato davvero un sacco di cose e spesso le ha immaginate, a volte costruite, oppure solo disegnate. 
Lui non aveva la tecnologia che abbiamo noi oggi, soprattutto non poteva infilare una spina in una presa e schiacciare un bottone. Di conseguenza le sue macchine sono alimentate da energia umana o animale. Eppure molti ausili tecnologici che oggi ci rendono la vita molto comoda non sono altro che la rielaborazione moderna degli antichi progetti di Leonardo. E' per questo motivo che gli dobbiamo tanto. 

Tuttavia, per capire le sue macchine e quelle di oggi occorre vederle affiancate, pagina dopo pagina e descritte nei loro elementi meccanici fondamentali. In sintesi, questo è il lavoro svolto dagli autori del libro in oggetto, non a caso sottotitolato "40 invenzioni geniali: com'erano un tempo e come sono oggi".


LA TAVOLA DEGLI ELEMENTI Che la Chimica sia importante, ormai, è un fatto arcinoto. E non c'è bisogno di una ricorrenza come quella dei 150 anni della Tavola Periodica, per ricordarci che le basi di chimica vanno apprese fin da piccoli. Siamo infatti costretti ogni giorno a nuotare in un oceano di fake-newse - senza bussola - si può finir male. 

Capire ciò che mangiamo senza chimica è impossibile, e lo stesso discorso vale per la nostra salute. A dispetto della sua importanza, la chimica non è molto amata, né sufficientemente compresa. Non predomina nemmeno sugli scaffali delle librerie nella sezione "divulgazione scientifica", dove spesso perde la partita, vinta dalla Fisica, che viene considerata molto più misteriosa ed affascinante. 


IL GIRO DEL MONDO IN 80 ESPERIMENTI Il giro del mondo si può fare anche solo in (circa) 80 minuti. Però occorre salire sulla Stazione Spaziale Internazionale, di conseguenza non è proprio un viaggio alla portata di tutti. E' possibile invece fare un bel giro del mondo in 80 esperimenti, ed è un viaggio - questo sì- alla portata di chiunque. Basta infatti abbandonarsi alla lettura e mettersi alla prova nella sperimentazione. 
Sto parlando - naturalmente - del libro: "Il giro del mondo in 80 esperimenti", scritto da Lorenzo Monaco e Matteo Pompili, illustrato da Stefano Tambellini e pubblicato da Editoriale Scienza. 



PIANTE IN VIAGGIO Non voglio cominciare questo pezzo dicendovi che le piante sono fondamentali per la nostra esistenza e per il nostro percorso evolutivo, perché dovreste già saperlo. Voglio invece parlarvi di un libro da cui estrarre alcuni punti principali che vi consentiranno di capire - letteralmente - un mucchio di cose. 
Si tratta di "Piante in viaggio", scritto da Telmo Pievanied Andrea Vico, illustrato da Nicolò Mingolinie pubblicato da Editoriale Scienzain una collana ad hocin collaborazione con l'Orto botanico di Padova, che è il più antico orto universitario del mondo e - appunto - nel 2022 compirà la bellezza di 800 anni di vita. Una collana di 8 libri è uno dei modi scelti dall'Università di Padova per festeggiare il suo lunghissimo compleanno.



Concludiamo qui i suggerimenti per i bambini di ogni età e passiamo a quelli per gli adulti



LA FISICA IN CUCINA  Nella vita quotidiana di ciascuno di noi la Fisica serve ad un sacco di cose. Serve a fare meno fatica (ad esempio sfruttando le leve), ci consente di scegliere gli strumenti giusti per lavorare (anche in cucina), ci è indispensabile per fare calcoli veloci e pratici, precisi solo quanto ci occorre: come diceva Enrico Fermi "non fare mai nulla con precisione maggiore dello stretto necessario". 
"La scienza e la cucina vivono di curiosità, di esperimenti, di scoperte, di ricerca. Ogni scienziato cerca di arricchire il patrimonio della conoscenza con fatti ed idee nuove. Analogamente, anche il cuoco più legato alla tradizione sperimenta spesso piccole modifiche a tradizionali procedure, provando nuovi attrezzi in cucina e persino inventando nuove ricette. E' quindi possibile utilizzare un approccio scientifico anche in cucina, seguendo le indicazioni del metodo scientifico, per esempio realizzando una ricetta" scrivono Ugo Amaldi e Maria Bonzagni nel libro: "La Fisica in cucina", pubblicato da Zanichelli. 

IL FORMICAIO INTELLIGENTE  Il più antico caso di lotta biologica riportato in letteratura risale a 1700 anni fa. Nel documento cinese del 304 d.C. si spiega come utilizzare le formiche tessitrici per difendere gli alberi da frutto. Quando si mettono a punto pratiche agricole è importante controllare gli infestanti, ma anche limitare i danni all'uomo e all'ambiente.


Una via è il controllo biologico conservativo, che salvaguarda gli equilibri naturali e aumenta l'efficacia dei predatori già presenti negli agroecosistemi.
Ricordiamo tutti l'arrivo della cinice asiatica nel 2012 soprattutto perché da noi non ha antagonisti naturali. In una ricerca condotta con Lara Maistrello dell'università di Modena-Reggio Emilia è emerso che la formica Crematogaster scutellaris attacca con successo gli stati giovanili della cimice, diventando un importante strumento per limitarne la diffusione. In agricoltura le formiche sono state combattute a causa della loro "collaborazione" con cocciniglie e afidi. In realtà sono solo alcune specie quelle che si alleano con queste infestanti, mentre ne esistono molte altre utili per l'agricoltura. Ma quali sono i benefici?





CONTRO NATURA
In questi mesi si parla molto di divulgazione scientifica:serve? se sì, come va fatta?Il dibattito, come succede spesso su temi importanti nell'epoca dei social, si è polarizzato: sembra si possa essere solo più contro una certa tesi oppure a favore.
Pare si sia perso il buon senso. 
Colgo quindi l'occasione - avendo recentemente letto "Contro Natura" di Dario Bressaninie Beatrice Mautinoper estrarre dal loro testo alcune indicazioni - di buon senso - sulla divulgazione scientifica. L'argomento è il cibo, ma i suggerimenti seguenti - secondo me- valgono per qualunque divulgatore.



FRAMMENTI DI CHIMICA Quante persone entrano in un bar e scelgono di bere un caffè con zucchero di canna?Credo che siano molte, ma credo anche che non sappiano perché  evitano lo zucchero bianco, ovvero il comune saccarosio. Probabilmente alcuni rifiutano lo zucchero bianco perché è raffinato e sono convinti che faccia male. Sicuramente tali persone non hanno conoscenze chimiche adeguate e hanno deciso di informarsi sullo zucchero da chi non è chimico o da chi ha interesse a vendere determinati prodotti o da chi mette in circolazione fake news su una certa categoria di prodotti, per avvantaggiare i prodotti "concorrenti" o alternativi



LA PIZZA AL  MICROSCOPIO La pizza fa bene? Crea dipendenza come il cioccolato? E gli antiossidanti dove si trovano nella pizza? E che ruolo svolgono? 





Si tratta di domande senz'altro interessanti e le riposte sono state fornite (anche) da Walter Caputoe Luigina Pugno, in occasione dell'uscita del libro "La pizza al microscopio", pubblicato da Gribaudo. D'altronde la pizza è un simbolo del nostro Paese...


A MENTE FREDDA Sono le 11:00 di un giorno qualunque, caro lettore. Mentre stai lavorando il tuo cuore si ferma. Fortunatamente ti trovi in un locale provvisto di defibrillatore e vieni soccorso in tempo. In ospedale, la tua barella corre velocissima e vedi solo più il soffitto, poco dopo il nulla. Quando ti risvegli, accanto al tuo letto c’è tua moglie che sta parlando con il chirurgo. Ti è stata praticata l’ipotermia terapeuticae – grazie al raffreddamento fisico – la temperatura del tuo corpo è scesa da 37 a 34°C. Ora il calore del tuo corpo è tornato normale, ma il tuo cervello ha subito una deprivazione di ossigeno e glucosio per troppo tempo. Ti viene comunicato che – purtroppo – non è stato possibile evitare danni permanenti al cervello.


L'ULTIMA AUTO A BENZINA "Questa è una delle domande che più spesso i possessori di veicoli elettrici si sentono rivolgere. Non servono conoscenze approfondite delle leggi della Fisica per comprendere l'assurdità di un quesito del genere. (...) è certamente possibile recuperare una parte dell'energia durante le decelerazioni o le discese, ma un veicolo elettrico non può ricaricarsi integralmente grazie al suo stesso movimento! Sarebbe una forma di moto perpetuo, impossibile da realizzare."





LA TRAMA DELLA VITA  Non vi è mai capitato di terminare la lettura di un libro e rimanere disorientati? Succede così: chiudi il libro e guardi dalla finestra lontano, poi torni nel mondo e ti chiedi: "Allora, quali sono gli elementi essenziali del libro? Perché è stato scritto? Perché la gente dovrebbe leggerlo?". A me è successo proprio oggi, con il libro: "La trama della vita- La scienza della longevità e la cura dell'incurabile tra ricerca e false promesse", scritto da Giulio Cossue pubblicato da Marsilio Editori



ARMI DI DISTRUZIONE MATEMATICA Ho sempre detto ai miei studenti che la matematica non ha mai fatto male a nessuno, ma i docenti di matematica sì. E, naturalmente, ho sempre cercato di distinguermi dagli insegnanti di matematica che ho avuto, i quali mi hanno trasmesso i concetti matematici come se fossero immutabili dogmi. La matematica invece può cambiare, come cambia la scienza, man mano che cose che si ritenevano vere vengono dimostrate falseed anche con il progresso di strumenti sempre più precisi e migliori di quelli che li hanno preceduti. 



EMDR E DISTURBI SESSUALI
L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica psicoterapeutica che utilizza i movimenti oculari per aiutare la mente ad elaborare emozioni e pensieri disturbanti. 
Così come il corpo ha una capacità di autoguarigione, che possiamo sperimentare tutte le volte che ci tagliamo, anche la mente la possiede. Di fatti facciamo diverse esperienze ogni giorno, e ogni giorno proviamo diverse emozioni, ma quando proviamo tristezza  non ci ammaliamo di depressione, o quando proviamo ansia non ci ammaliamo di un disturbo d'ansia. Questo perché la nostra mente elabora le esperienze e va avanti.


Non ci resta che augurarvi di fare buoni regali e buona lettura!


Luigina Pugno







TTecnologico: DAL 2011 UNA PIAZZA DIGITALE CHE RACCONTA LA SCIENZA

Sab, 12/14/2019 - 18:27
Una piattaforma che si pone l’obiettivo di promuovere le iniziative innovative, la valorizzazione dei risultati della ricerca e la divulgazione scientifica. Sono questi i cardini principali del blog TTecnologico nato a gennaio del 2011 a Cagliari per raccordare il mondo della ricerca e la società. 

“Significa trasferimento tecnologico - spiega Alessandro Ligas giornalista freelance e gestore del blog TTecnologico – e l’ho voluto costruire come se fosse un hub a cui fare riferimento per connettersi con il mondo della ricerca a 360 gradi sensibilizzando gli imprenditori e la società civile sulle attività svolte all’interno dei laboratori”. "Informare, promuovere dibattiti, raccontare gli ottimi risultati che ogni giorno si concretizzano in termini di iniziative, di nuove idee, di ricerche e di ricerche che diventano business, di imprese che nascono sono soltanto alcuni dei temi che vengono trattati affianco alle classiche materie scientifiche come la fisica, la chimica, la biologia ecc… ma anche scoperte scientifiche, bioingegneria o “semplice” informazione scientifica"."Un trasferimento delle conoscenze che parte dalla realtà che ci circonda. “Si vuole scattare una fotografia dell’ecosistema della ricerca – continua -, cercando di comprenderne i risultati, incentivare le sinergie tra i diversi stakeholders e fornire informazioni utili a bandi e opportunità che promuovono lo sviluppo della ricerca”.
 
Il punto di partenza è la convinzione che la scienza sia cultura ma che soprattutto la cultura sia scienza.

“È necessario pensare che tutta la cultura sia scienza - continua il fondatore della piattaforma – per poter riuscire a vedere in prospettiva. Non importa quale forma assume la scienza, teorica, empirico-sperimentale, storica, comparata, descrittiva, prospettica o futurologica, ciò che è importante è che venga indagata con il rigore proprio del metodo scientifico”. 
Non solo istantanee dell’ecosistema della ricerca ma soprattutto buone pratiche che danno il “buon esempio” e siano da stimolo concreto per combattere in modo concreto il fenomeno delle bufale e delle fake news. 
“Oggi - conclude - si fa ricerca per acquisire nuove conoscenze, di base e applicate, che possano trovare applicazioni concrete nella vita di tutti i giorni ed essere utili al benessere economico e al miglioramento della qualità della vita”.
Le pagine del blog sono anche uno spazio che offrono l’opportunità di condividere le diverse esperienze e che mette in risalto il loro modo di vivere l’innovazione e la ricerca.

Indirizzo Web:   www.trasferimentotec.wordpress.com

A TORINO ARRIVA GRETA THUNBERG: "VENERDI SARÒ IN PIAZZA CASTELLO"

Mer, 12/11/2019 - 20:36
Greta Thunberg arriva nella città Sabauda. È lei stessa  ad annunciarlo su Twitter, dopo aver anticipato la sua decisione ai ragazzi torinesi di Fridays for future. La giovane che da mesi si batte per l'ambiente in queste ore è a Madrid e ha deciso di fare tappa nel capoluogo piemontese durante il suo viaggio di ritorno in Svezia, dove vive.

This Friday 13th I’m looking forward to joining the climate strike in Torino, Italy on my way back home! See you at Piazza Castello, Torino 15.00!#fridaysforfuture #climatestrike #schoolstrike4climate @F4F_Turin pic.twitter.com/rymxXbIr3L— Greta Thunberg (@GretaThunberg) 11 dicembre 2019


"Ci vediamo alle 15 in piazza Castello a Torino", scrive Greta. Entusiasti i ragazzi torinesi di "Fff", che già a settembre avevano incassato l'apprezzamento social della loro leader, che aveva postato sui social network la foto dell'imponente corteo che invadeva l'intera via Cernaia, in centro a Torino. Gioisce anche la sindaca Chiara Appendino: "Torino ti dà il benvenuto, grazie per la tua visita".

GRETA APPENA ELETTA PERSONA DELL'ANNO DA TIME 

La teenager svedese Greta Thunberg è  la 'Persona dell'Anno' di Time. La sedicenne ha conquistato la copertina che dal 1927 ogni dicembre il magazine americano attribuisce alla persona che, nel bene o nel male, ha segnato l'anno che sta per concludersi.
Greta ha battuto il presidente Donald Trump, la speaker della Camera Nancy Pelosi, la 'talpa' che ha messo in moto la procedura per l'impeachment contro il presidente e i manifestanti di Hong Kong. Greta, che oggi ha parlato alla Cop 25 di Madrid, e' la piu' giovane Persona dell'Anno di Time.

Tutti pazzi per gli acquisti su internet: il ruolo dei social

Mer, 12/11/2019 - 08:00

Ormai tutti quanti hanno imparato a destreggiarsi nel mare magnum dei social network, che sempre più spesso aprono le porte agli ‘store’ virtuali di qualsiasi tipologia merceologica. Al punto che il gesto ormai internazionale di scorrere la personale ‘home’ di una piattaforma diventa un modo - sempre più diffuso - per compiere acquisti in maniera pratica e veloce. Compaiono offerte calibrate a seconda di quelle che sono le diverse attitudini e preferenze di una persona, in modo da rendere l’esperienza più soddisfacente. E’ possibile affermare che lo sviluppo ecommerce passa sempre più spesso attraverso le popolari piattaforme dei social network, sulle quali qualsiasi utente è in grado di sbarcare e navigare. Questo sistema nuovo e intuitivo si affianca a una ricerca, comunque virtuale, di tipo più ‘tradizionale’: quando si va a caccia di un oggetto si seleziona cioè dal portale di riferimento la categoria, magari ‘spuntando’ un filtro per affinare la ricerca, per poi scorrere lo schermo fino a incrociare il prodotto perfetto che saprà conquistarci da un punto di vista estetico e di prezzo. Una pratica già di per sé veloce, ma comunque più lenta rispetto a quella connessa ai social network, sui quali l’esperienza d’acquisto diventa in un certo senso complementare alla navigazione: compaiono dei ‘bottoni’ che consentono di finalizzare l’operazione d’acquisto restando sulla medesima pagina. Quello delle festività natalizie è sempre un banco di prova importante, trainato anche da tutta una serie di appuntamenti intermedi e preliminari del calibro di ‘black friday’ e ‘cyber monday’ ma non solo: un vero e proprio periodo deputato allo shopping. 
L’esperienza di acquisto si integra nella navigazione onlineLa statistica parla chiaro: tre persone su quattro che fanno acquisti su internet sono stimolate proprio dai social network, sempre più integrati con l’ecommerce. Nel nome dell’inclusione e di un’esperienza che si configura come un trend globale di successo. Basta pensare a quello che accade con la popolare piattaforma Instagram, che si presta al meglio a trasformare le sue pagine in vere e proprie vetrine: l’icona di una borsetta corrisponde a un bottone che reindirizza a un determinato prodotto su un certo sito di acquisti online per completare la procedura. Ma anche Pinterest guarda con interessa a queste possibilità, accogliendo un catalogo dedicato ai prodotti dei venditori così come è grandissimo anche il potenziale del colosso Facebook sempre in tema di funzionalità integrate di ecommerce. 
Le regole di un trend in continua ascesa
Ci sono delle regole alle quali occorre comunque attenersi, per prendere parte in modo corretto a questa nuova tendenza commerciale su simili piattaforme social. Anche per evitare di incorrere in spiacevoli conseguenze, che per loro essenza sono connaturate al pianeta virtuale. Innanzitutto occorre tenere presenti le recensioni e le condivisioni che configurano pareri e consigli ad alto tasso di veridicità. Il confronto delle diverse offerte sul web è divenuto sempre più agevole e intuitivo rispetto alla stessa operazione applicata ai negozi fisici. Mentre per quanto riguarda i brand sarà utile pianificare delle strategie advertising studiando con precisione il target da intercettare, magari puntando sull’intervento degli influencer che fanno della fiducia un marchio di fabbrica e di autenticità. Anche le immagini hanno un ruolo cruciale e devono rispettare criteri di alta qualità e definizione.

IL GIRO DEL MONDO IN 80 ESPERIMENTI

Sab, 12/07/2019 - 19:17
Foto di Walter CaputoIl giro del mondo si può fare anche solo in (circa) 80 minuti. Però occorre salire sulla Stazione Spaziale Internazionale, di conseguenza non è proprio un viaggio alla portata di tutti. E' possibile invece fare un bel giro del mondo in 80 esperimenti, ed è un viaggio - questo sì - alla portata di chiunque. Basta infatti abbandonarsi alla lettura e mettersi alla prova nella sperimentazione. 
Sto parlando - naturalmente - del libro: "Il giro del mondo in 80 esperimenti", scritto da Lorenzo Monaco e Matteo Pompili, illustrato da Stefano Tambellini e pubblicato da Editoriale Scienza. E devo dire che in questo libro di esperimenti ne trovate davvero molti, e spesso non servono grandi mezzi per realizzarli, bastano poche cose, ma - com'è noto - il valore aggiunto dato dalla comprensione di un concetto tramite un esperimento non potrà mai essere superato da un testo. Inoltre ho trovato esperimenti poco noti o - per me - inediti, e tenete conto che di libri sugli esperimenti ne ho letti parecchi.
D'altronde, a questo punto, il lettore più attento avrà già riconosciuto i due autori per alcuni libri precedenti, come "Esperimenti con frutta, verdura e altre delizie" recensito su Cibo al Microscopio ed "Esperimenti con zombi, vampiri e altri mostri" recensito su Gravità Zero. Ma in questo nuovo libro il taglio geografico assume il ruolo di filo conduttore, e - ha detto mio figlio - per ogni Paese vengono descritti gli aspetti scientifici più rilevanti, ovvero (sue testuali parole) "le cose più belle". 
Vorrei anticiparvi altro, ma non sarebbe giusto: il piacere della scoperta non deve essere mai rovinato. Quindi sappiate che si tratta (anche) di un testo ben illustrato, un viaggio che potete far fare ai vostri figli per Natale. 
Il giro del mondo in 80 giorni
Lorenzo Monaco e Matteo Pompili
Illustrato da Stefano Tambellini
Editoriale Scienza, ottobre 2019

Walter Caputo

VACANZE STUDIO INPSIEME

Mar, 12/03/2019 - 12:39
Uno dei desideri principali dei ragazzi per le vacanze estive è partecipare a una vacanza studio. Per molti di loro è possibile partire gratuitamente per una vacanza studio in Italia o all’estero grazie al bando Estate INPSieme promosso dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. I viaggi studio promossi dall’INPS puntano a favorire sia la conoscenza di una lingua straniera, sia la scoperta della destinazione scelta, facendo vivere loro esperienze sempre nuove ed entusiasmanti.



La componente ricreativa è importante tanto quanto quella legata allo studio (nel bando Estate INPSieme 2019 erano richieste 30 ore di lingua obbligatorie per una vacanza studio all’estero), proprio per questo le vacanze studio INPS proposte da San Marino Tour Service vengono organizzate in modo da rispondere appieno ai bandi INPS e prevedono visite ai luoghi di interesse culturale e ai luoghi di svago. Le vacanze studio INPS in Italia sono regolate dal bando Estate INPSieme Italia, a cui possono accedere gli studenti della scuola primaria, della scuola secondaria di primo grado e, in caso di studenti disabili, della scuola di secondaria di secondo grado, figli, orfani ed equiparati degli aventi diritto e hanno come focus principale, oltre alle conoscenze linguistiche, lo sviluppo di diverse abilità: artistiche, sportive, ambientalistiche e scientifico-tecnologiche.

Grazie alle vacanze studio all’estero è possibile apprendere con maggiore facilità le lingue straniere, anche grazie alla possibilità di parlare con le persone del posto. Durante le uscite e i momenti di svago sarà possibile mettere alla prova le proprie conoscenze dialogando nella lingua del posto, spingendo a risolvere anche i piccoli problemi legati alla comunicazione in una lingua straniera. Le vacanze studio sono utili non solo per l’ottenimento di un migliore risultato scolastico, ma anche per un colloquio di lavoro, dato che una delle skill più richieste è proprio la conoscenza di una lingua straniera. È infatti sufficiente leggere qualche annuncio di lavoro per verificare l’importanza di una seconda, e partecipare a una vacanza Estate INPSieme 2020 è sicuramente fra i sistemi migliori per migliorare le proprie competenze linguistiche divertendosi.

API TORINO AL GOURMET FOOD FESTIVAL CON IL PROGETTO "GUSTA TO"

Dom, 11/24/2019 - 09:28
API Torino al Lingotto Fiere Torino con lo stand collettivo UnionAlimentari, 4 eventi e la presentazione del progetto GUSTA TO
Credit foto: Luca Galli in cc 2.0

Gourmet Food Festival è un evento dedicato al mondo del food in cui visitatori, produttori e operatori del settore si incontrano in un unico ambiente a Torino, una delle culle mondiali dell’enogastronomia dal 22 al 24 Novembre 2019.






Il Food Festival nasce con l’obiettivo di promuovere e narrare il rapporto fra cibo e territorio (regionale, italiano, internazionale) attraverso il minimo comune denominatore della qualità e dell’eccellenza e conoscere oltre 100 tesori enogastronomici, svagarsi o partecipare al fitto calendario di appuntamenti.

Le aziende presenti allo stand collettivo UnionAlimentari con API TORINO sono Alpina Food srl, Distribuzione Fantolino , La Tripa 'D Muncalé srl, @Ferrero Caffè srl, Pian della Mussa srl - Birre Artigianali - Succhi di Frutta, Petrini 1958 Bon Ton, R.C.A. imballaggi Flessibili srl.






API Torino vi aspetta al Lingotto Fiere Torino con lo stand collettivo UnionAlimentari, 4 eventi e la presentazione del progetto GUSTA TO






FGourmet Food Festival – II edizione 22-24 NOVEMBRE 2019 Orarisabato 23: h. 10-22 domenica 24: h. 10-20
PADIGLIONE 1 | LINGOTTO FIERE TORINOVia Nizza 294, TorinoIngresso 5 euroScarica dal sito il coupon per ottenere una Gourmoneta sconto per partecipare a moltissime attività all’interno del festival 
Sito Web: www.gourmetfoodfestival.it

LA COMUNICAZIONE POLITICA NELL'ERA DEI SOCIAL

Gio, 11/21/2019 - 12:40
Costruzione del consenso, un confronto sulla comunicazione politica nell’epoca post ideologica



Il dibattito si propone di offrire un breve sguardo storico sull’evoluzione della comunicazione in ambito politico negli ultimi venticinque anni e di come le nuove piattaforme digitali (social media in primis), anche attraverso lo strumento della profilazione degli utenti e delle loro abitudini e/o orientamenti, consentano di modulare molto più velocemente e con maggiore precisione l’offerta politica in funzione di micro target e/o micro cluster. 
Rispetto a questo cambiamento come si collocano la politica classica e il patrimonio ideologico dei partiti?
La conoscenza quasi immediata delle richieste degli elettori comporta un ampliamento del processo democratico oppure conduce a limitare la qualità e l’intensità del processo di sviluppo della proposta politica di quelle idee che non hanno riscontro nell’immediato ?
Ed infine il web writing deve necessariamente rivestire la forma del “hot text”, scrittura breve ed emotiva, con l’unico scopo di veicolare un messaggio finalizzato ad intercettare e condizionare un sentiment già indagato o può mirare alla mobilitazione ed al recruiting?

Queste e altre riflessioni, che verranno proposte nell’incontro, hanno lo scopo di offrire strumenti di lettura nuovi per fare un passo in avanti senza riproporre, come soluzione, vecchi paradigmi politici, sociali e culturali.

Intervengono:
  • Dott.Gianni Bientinesi, Founder & Ceo di Business Intelligence Group, Sociologo e autore del saggio “Le Persone oltre i Numeri”
  • Dott. Andrea Del Corno, avvocato e consigliere dell’ordine degli avvocati di Milano; Segretario di Piattaforma Milano 
  • Dott.sa Laura Mastroberardino , Responsabile nazionale circoli ed affiliazioni EPI, membro Segreteria politica di Stefano Parisi, responsabile relazioni esterne ERA, responsabile comunicazione Fondazione Antoniana - COO O.M.T. srl e CEO SI.PA
  • Dott.sa Roberta Pizzochera, Assessore all’Educazione e alle Politiche per l’infanzia, Servizi sociali, Servizi alla persona e all'integrazione socio sanitaria, Associazionismo, Politiche giovanili, alla famiglia, al reddito di cittadinanza e Rapporti con gli organi di partecipazione democratica.

ven 22 novembre 2019
18:30 – 20:00 CET

PADIGLIONE VISCONTI Teatro alla Scala
58 Via Tortona
20144 Milano
Maggiori info su: EVENTBRIDE

Anche nel 2019 il conto deposito online è un investimento vincente

Gio, 11/21/2019 - 00:06


Quelli che stiamo vivendo sono anni di tassi di interesse bassi, ma per chi ha intenzione di compiere un investimento sicuro e redditizio il conto deposito online continua a essere una soluzione vincente: a patto che, ovviamente, si sia in grado di scegliere quello giusto. In media il tasso netto positivo che viene pagato si aggira intorno all’1 per cento: nulla di straordinario, è vero, ma in un’epoca di titoli di Stato dai rendimenti negativi è tutto grasso che cola. Senza dimenticare, poi, che in alcune circostanze è possibile addirittura superare il 3 per cento.
L’arma in più per i piccoli risparmiatoriSono soprattutto i piccoli risparmiatori che possono trovare in un conto deposito online uno strumento di guadagno certo e concreto. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di un conto bancario a tutti gli effetti, che in quanto tale è caratterizzato anche da un codice Iban, grazie a cui il possessore può ottenere una remunerazione prestabilita parcheggiando la propria liquidità. E se i Btp fino a 3 anni viaggiano con il segno meno, non va meglio per i Bot: insomma, sembra proprio non esserci alternativa migliore dei conti di deposito in questi ultimi mesi del 2019.Il rendimentoPer altro, va notato che il tasso netto positivo, prossimo all’1 per cento, è ben più alto rispetto all’inflazione, che in questo momento è pari a 4 decimi di punto percentuale. Come è evidente, i piccoli investitori non hanno molta scelta, e si trovano in difficoltà nel provare a ricavare dagli asset finanziari del valore allettante. I mercati finanziari in questo momento storico devono fare i conti con i tassi negativi: una bolla quasi paradossale, con le obbligazioni sotto zero che in tutto il mondo superano i 14mila miliardi di dollari di valore complessivo. Un conto deposito online può essere considerato un’ancora di salvezza, forse la sola che allo stato attuale offre rendimenti reali positivi, tenuto conto del costo della vita.Il conto deposito non è un conto correnteI conti di deposito sono conti bancari, ma questo non vuol dire che abbiano le stesse caratteristiche di un conto corrente: per esempio non è possibile farsi accreditare la pensione o lo stipendio su questo tipo di conto, che non permette neppure di pagare le bollette. Il deposito della liquidità è lo scopo per cui nascono questi strumenti, che comunque consentono di trasferire denaro al conto corrente di appoggio.Perché c’è bisogno di un conto di depositoLa necessità e l’utilità dei conti di deposito sono emerse in tutta la loro evidenza nel momento in cui si è capito che i conti correnti non sono più in grado di remunerare la liquidità: una circostanza che, per altro, va avanti ormai da qualche tempo. Come noto, i conti di deposito che assicurano i tassi più allettanti sono quelli vincolati, cioè quelli che non permettono di riottenere il capitale che è stato depositato prima che si giunga al termine concordato. Il rendimento cala, invece, se si sceglie di usufruire del beneficio della svincolabilità, che garantisce una maggiore libertà di azione ed è sinonimo di flessibilità.Il conto corrente oggi è una spesaI conti di deposito italiani sono tra i più vantaggiosi a livello europeo, considerando che diversi istituti di credito vi ricorrono a mo’ di alternativa rispetto all’emissione di bond allo scopo di ottenere liquidità. Vale la pena di pensarci, dunque, tanto più che i conti correnti comportano una spesa annuale non indifferente, non solo per l’imposta di bollo prevista nel caso in cui la giacenza media sia di più di 5mila euro.

Idee per Capodanno? Cerca una bella baita e risparmia organizzando già da ora

Gio, 11/14/2019 - 07:00




Alla domanda “cosa farai a Capodanno” tantissime persone alzano gli occhi al cielo. In realtà siamo dell’idea che per alleggerire la tensione e lo stress che questa domanda provoca basterebbe organizzarsi in anticipo e pianificare una serena nottata spendendo il giusto o divertendosi assieme alle persone a noi più care.


Perché non trascorrere il Capodanno lontani dalla movida?

Un’idea molto carina e sempre adatta a tutti i tipi di festeggiamenti, ovvero tra amici o familiari, è quella di dare un’occhiata alle baite in affitto e cercare un piccolo angolo di paradiso, magari innevato, in cui salutare l’anno che se ne va e dare il benvenuto al nuovo. Questo tipo di festeggiamenti è adatto alle famiglie perché prevede tutte le comodità della casa, specialmente se si hanno bambini molto piccoli. In alcune baite in affitto è anche possibile portare con sé il proprio amico a quattro zampe, a patto che sia tenuto al sicuro dai botti di capodanno che potrebbero terrorizzarlo. Chiaramente è anche il modo ideale per una serata indimenticabile da trascorrere con gli amici, specialmente se le intenzioni saranno quelle di alzare leggermente il gomito ed evitare assolutamente di mettersi alla guida per raggiungere locali costosi e troppo affollati. 

Organizzati per tempo e ti accaparrerai il miglior affare

Organizzarsi in tempo significa godere di una doppia comodità: risparmiare tempo e denaro. Se darai un’occhiata ai siti che mettono a disposizione baite in affitto in questo periodo, vedrai che le opzioni di scelta sono numerose e che queste tenderanno a diminuire vertiginosamente man mano che ci si avvicina alla festività. Difatti i prezzi di lancio sono sempre più bassi rispetto ai periodi “sotto-data” proprio perché la domanda aumenta e l’offerta diminuisce all’avvicinarsi del Capodanno. Per questo conviene programmare già da ora una bella serata nelle baite in affitto e pianificare i preparativi in tutta calma. Una buona organizzazione è sempre il miglior equipaggiamento. Dopotutto se procedi con anticipo ti aggiudicherai sicuramente le opzioni migliori e, per questo, avrai sempre più scelta. Inoltre se ti riduci ad agire a ridosso di Capodanno rischierai di non trovare nulla disponibile o di dover pagare una somma molto più alta rispetto a quella che sarebbe stata tramite prenotazione anticipata. 

In baita per tutte le tue vacanze, anche per quelle romantiche

Chiaramente le baite sono perfette anche per fare una vacanza diversa dal solito, a pieno contatto con la natura o in mezzo alle montagne per una bella settimana bianca sugli scii. Le baite sono molto in voga anche per rilassanti vacanze romantiche a due e per godere di una piccola pausa di fuga dalla città. Prenotando una baita si risparmia molto denaro rispetto all’albergo e ci si assicurerà una vacanza indimenticabile in posti incontaminati, circondati dal verde ed immersi nell’aria pura. Servono altri motivi per decidere? Affrettati perché il tempo scorre e le occasioni volano via, in mano a chi diligentemente si è già attivato per pianificare il proprio Capodanno. 

IL CIOFS FP AL FORUM INTERNAZIONALE DELL’ORIENTAMENTO DI GENOVA

Lun, 11/11/2019 - 07:25

Si apre martedì 12 novembre a Genova la 24° edizione del Salone Orientamenti, appuntamento dedicato agli studenti, docenti e famiglie. Il cuore del più grande “villaggio dell’orientamento” d’Italia sarà al Porto Antico di Genova, Ma il programma prevede eventi anche a Palazzo Ducale e al Palazzo della Borsa oltre a Palazzo San Giorgio, Acquario e Museo della Navigazione . Il Salone, organizzato da Regione Liguria e dal comitato promotore composto da Comune di Genova, Città Metropolitana di Genova, Università degli Studi di Genova, Ufficio Scolastico Regionale e Camera di Commercio in strettissima collaborazione con il MIUR ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è la tappa più importante di un percorso che si è esteso nel tempo e nello spazio. Il Forum Internazionale sull’Orientamento, in programma all’Auditorium dell’Acquario di Genova dalle 9 alle 16 nella giornata di martedì 12 novembre, rappresenta un appuntamento ormai tradizionale all’interno del Salone Orientamenti. Quest’anno il convegno, organizzato con la collaborazione del CIOFS-FP e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, sceglie come focus centrale del dibattito il “saper fare” e la formazione tecnico-professionale, senza tuttavia dimenticare gli aspetti più generali e teorici dell’orientamento.
L’intera mattinata sarà dedicata alla scoperta dei nuovi orizzonti dell’orientamento grazie agli interventi di esperti nazionali e internazionali che spazieranno dall’imprenditoria giovanile al ruolo della famiglia nel percorso orientativo. Il pomeriggio, invece, sarà caratterizzato da un impianto più dinamico, con la presentazione di progetti, strategie e buone pratiche attivati in Italia e in Europa. L’obiettivo è valorizzare il percorso compiuto e indicare quello ancora da compiere per rendere l’orientamento una vera e propria disciplina essenziale nel bagaglio degli studenti.
Dopo i saluti delle autorità, coordinati da Silvana Rasello, Presidente del CIOFS FP Piemonte, e da Franco Chiaramonte, Esperto in politiche del lavoro, interverranno in una tavola rotonda dal titolo “Orientamento: nuovi orizzonti”:
  • João Santos, DG EMPL — Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione - “Orientamento in Europa”
  • Schany Taix, ELAIS – “Orientamento MULTIMODALE”
  • Lauretta Valente, CIOFS-FP COSPES – “Orientamento e saper fare”
  • Diego Boerchi, Università Cattolica di Milano – “Disponibili, troppo coinvolti o assenti: come i genitori partecipano alla scelta dei propri figli”
  • Ludovico Albert, Presidente Fondazione per la scuola – Compagnia di San Paolo “Dispersione implicita e Orientamento”
  • Jan Wilker, Start-Net Europe – “Best practices in Europe”
Nel pomeriggio, fanno il punto sugli strumenti di orientamento, coordinati da Furio Truzzi:

  • Mirko Cutrì, Coordinatore di World Skills Italy
  • Tomas Sprlak, FECBOP
  • Raffaella Nervi, Regione Piemonte e Antonella Sterchele, Città Metropolitana di Torino
  • Elisabetta Donato ed Elisabetta Beccio, CIOFS-FP Piemonte – BILCO e integrazione dei servizi
  • Francesco Isetta e Alice Barbieri, Aliseo – #Progettiamocilfuturo
  • Tiziana Piacentini e Matteo Barbetta, CIOFS-FP Nazionale - GUIDE 2.0
  • Daniela Volpe e Angelika Bartholomäi, Regione Puglia – Presentazione del progetto Or.Co.
  • Ilaria Cavo, Assessore Regionale alla Scuola, all’Università e alla Formazione

A tirare le conclusioni sarà Carmela Palumbo, Capo Dipartimento del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione-MIUR.

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Info: Monica Roncari
Ufficio Comunicazione
CIOFS FP PIEMONTEwww.ciofs.net
www.centrobilco.it
Piazza Maria Ausiliatrice, 27
10152 Torino
Tel. 011 5211773

UNIVERSITÀ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO: CONVEGNO CULTURALE A FIRENZE

Dom, 11/10/2019 - 21:07
La Cultura è lavoro, comunanza tra i popoli e opportunità. Questi sono stati alcuni dei punti toccati Sabato 26 ottobre a Firenze, durante l’evento culturale annuale universitario organizzato dall'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale.





Sfide e opportunità della cultura universitaria, internazionale e culturale. È questo il tema del convegno che si è tenuto a Firenze presso Palazzo Borghese e che ha visto alternarsi interventi di eccellenze della Sociologia, della Medicina, del Diritto, della Storia. 

Molte le persone intervenute all'incontro sia come relatori che compre premiati. Oltre al Rettore Prof. Avv. Giovanni Neri, Il Prof. Avv. Gianluca Gambogi, il Prof. Adolfo Panfili, Preside di Facoltà all’Università di Arezzo, la Prof.ssa Maria Gaia Pensieri, docente di sociologia, il Prof. Antonio Felice Uricchio, il Prof. Marco Grappeggia, Presidente dell’Università, il Prof. Avv. Michele Miccoli – Docente di Diritto Penale Università Popolare degli Studi di Milano, la Prof.ssa Patrizia Tavasci – Università Popolare della Cultura Olistica di Monza.
La Cultura universitaria dunque come elemento trainante di opportunità e, nello specifico, della coesione tra i popoli: un messaggio che anche il Rettore Prof. Avv. Giovanni Neri ha ribadito durante il suo specchio accogliendo l’elemento cardine su cui ha ruotato un ricco programma di interventi.
Una Università, quella Popolare di Milano, con un trascorso lungo e glorioso. Fondata nel 1901 da Gabriele D’annunzio e da Benedetto Croce: due fulgide menti del panorama culturale italiano del secondo scorso. Il Rettore ha poi ribadito l'importanza della giornata per la presenza dei propri iscritti e premiati. Sono loro - ha spiegato - le eccellenze a cui è stato rivolto questo incontro. 
Il Prof. Avv. Giovanni Neri, Rettore Magnifico dell'Università Popolare degli Studi di Milano - Università di Diritto Internazionale, è anche Presidente dell'“Accademia Italiana delle Scienze Criminologiche ed Investigative” e Direttore Scientifico della Collana di Diritto e Diritto Comparato "Jus & Comparative Law" presso la "Sapienza - Università di Roma". La nostra struttura si avvale di professionisti di consolidata esperienza ed e' in grado di offrire assistenza e consulenza per la soluzione giudiziale e stragiudiziale di controversie innanzi alle magistrature di merito e di legittimita'.
Il Premio Gabriele D’Annunzio insieme all’Ambrogino d’oro sono due tra i premi più importanti che annualmente vengono assegnati a Milano. Premi per personalità di spicco nel campo delle scienze umane e sociali. Proprio per questo si è voluto dedicare la giornata alle personalità che rendono l'ateneo un fiore all'occhiello da oltre un secolo nei confronti della cultura e dell'apertura a tutte le provenienze, paesi o etniche. Un sentimento quello della coesione che l’Università rispecchia pienamente nei propri obiettivi

Nel corso della mattinata hanno preso parte i docenti che hanno illustrato le loro ricerche sul alcuni dei seguenti temi: sociologia, giurisprudenza, economia.Due di loro, il Prof. Avv. Michele Miccoli e la Prof.ssa Maria Gaia Pensieri hanno presentato il loro nuovo libro. “Hikikomori. Il nuovo male del secolo” scritto dal Prof. Miccoli insieme alla dr.ssa Simonetta Vernocchi.
L’evento è stato dedicato alla commemorazione del centenario di Gabriele D’Annunzio, cofondatore dell’Università Popolare di Milano e sul tema si sono confrontati diversi esponenti e rappresentanti delle istituzioni. 
Sono nativi digitali. Hanno la padronanza  degli strumenti tecnologici ma ne sono anche vittime - spiega il prof. Miccoli. Gli adolescenti di oggi usano la rete ma  ma manca loro l’esperienza e la malizia per cavarsela, nella vita reale come in quella virtuale, evitando i pericoli quando gli si presentano. Il loro rapporto con la tecnologia, che qualche volta può trasformarsi in un rifugio sicuro e confortevole, è uno degli aspetti analizzati durante il Convegno. "Hikikomori" è un termine giapponese che significa letteralmente "stare in disparte" e viene utilizzato generalmente per riferirsi a chi decide di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi (da alcuni mesi fino a diversi anni), rinchiudendosi nella propria camera da letto, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno. Il libro del Prof. MIccoli analizza proprio questo problema sociale che può trasformarsi in qualcosa di molto pericoloso se non curato in tempo. 

La prof.ssa Pensieri ha invece presentato invece il libro dal titolo “La falsa giustizia. La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli“, scritto insieme al gen. Luciano Garofano e con Prefazione di Manfredi Mattei Filo Della Torre, e introduzione di Baldassare Lauria. 

Nel libro - ha spiegato l'autrice - abbiamo riportato diversi casi di processi di revisione instaurati negli USA che alla loro conclusione hanno portato a scagionare i condannati a pene molto gravose, al carcere a vita o addirittura alla pena capitale.I casi citati erano tutti accomunati da due elementi: proponevano l’analisi dei bitemark - segni di morso - presenti sulle vittime, e l’altro elemento in comune era sempre lo stesso consulente della Procura.Ebbene durante i differenti processi di revisione emerse che il consulente non aveva nessuna specializzazione per dichiararsi esperto in questo campo specifico, e che la Procura si era affidata a lui giudicandolo esperto sulla base dei precedenti incarichi.

COME LA TECNOLOGIA STA CAMBIANDO IL NOSTRO MODO DI PAGARE

Ven, 11/08/2019 - 17:21

La tecnologia ha cambiato e sta continuando a cambiare il nostro modo di comunicare. Se prima il mezzo di comunicazione più diffuso era l’e-mail, seguito poi dai forum, oggi ci sono a disposizione le chat e le app di messaggistica istantanea come WhatsApp o Telegram.
La maggior parte delle persone, poi, indipendentemente dalla loro età, fa sempre più uso dei social network. La tecnologia non ha cambiato solo il nostro modo di comunicare, bensì anche il nostro modo di pagare. Se prima il contante era re, oggi il contante, pur essendo ancora molto diffuso, ha lasciato spazio ad altre forme di pagamento, utilizzate soprattutto per gli acquisti online. I pagamenti online hanno portato ad una rapida crescita del settore dell’e-commerce, cioè le attività di vendita e acquisto di prodotti effettuato via Internet. Il commercio elettronico non riguarda solo il momento vero e proprio dell’acquisto da parte del cliente, ma anche tutte le fasi che precedono e seguono l’acquisto. Se prima si tendeva ad acquistare nel proprio negozio di fiducia nel quartiere in cui si viveva, oggi molti prodotti sono acquistati su Amazon o Ebay. L’e-commerce è un settore davvero all’avanguardia per una serie di motivi:
  • Riduce i costi di transazione, rendendo superflua l'apertura di nuovi magazzini; 
  • Riduce le tempistiche di acquisto da parte del cliente: il cliente non è costretto a recarsi presso un negozio fisico ma può ordinare comodamente da casa e 24 ore su 24; 
  • Si può avere un rapporto molto più facile con il cliente, offrendo un servizio clienti via mail, via chat o via telefono, a seconda delle necessità; 
  • Ci si può concentrare sull’espansione del proprio business attraverso strategie di online marketing: mentre prima ci si doveva affidare al passaparola o a metodi di pubblicità antiquati, con internet anche una piccola realtà di e-commerce può farsi strada e iniziare a pubblicizzare e vendere i propri prodotti. 
Questi sono solo alcuni dei vantaggi dell’e-commerce che, seppur lentamente, sta diventando sempre più importante in Italia con un incremento previsto del 14% ogni anno fino al 2021.

PayPal

Dall’esigenza di pagare in modo rapido, semplice e sicuro è nato PayPal. Con PayPal si possono fare trasferimenti di denaro senza fornire necessariamente le coordinate del proprio corrente bancario o il numero della propria carta di credito o prepagata. PayPal può essere usato da chiunque: da aziende, piccole, medie o grandi che siano, da professionisti dotati di partita IVA, da collaboratori occasionali sprovvisti di partita IVA o da privati. Si può persino semplicemente scambiare denaro con i propri familiari o amici. Per farlo basta aprire un account sul sito di PayPal, che può essere personale o business a seconda delle esigenze. Il servizio garantisce sicurezza e flessibilità e si sta espandendo sempre di più nel mondo. Anche in Italia sta crescendo rapidamente. Infatti, gli account su PayPal attivi ammontano a 5,5 milioni e coprono il 26 % delle transazioni, un numero davvero considerevole. Tutt’oggi PayPal è usato da 250 milioni di persone per fare acquisti su centinaia di migliaia di siti web.

Le carte prepagate

Esistono anche strumenti come le carte prepagate che sono molto utili non solo per acquistare prodotti online, ma anche per l’acquisto di carburante. Infatti, le carte prepagate sono uno strumento di pagamento tracciabile e che presentano una serie di vantaggi rispetto alle carte di credito. Infatti, le carte di credito hanno un costo mensile eccessivo, necessitano di tempo e parecchi soldi per l’attivazione e sono per forza legate ad un conto bancario. Le carte prepagate, invece, hanno costi e tempi di attivazione molto più ridotti e hanno un costo esiguo se non nullo. Inoltre, sono comode perché evitano l’accumularsi di debiti. Si può semplicemente ricaricare l’importo che serve quando più si preferisce. Per esempio, la soluzione offerta da Soldo è molto comoda, specialmente per le aziende. Infatti, il titolare dell’impresa può tenere sotto controllo le entrate e le uscite, fissare un limite massimo di spesa per ogni carta prepagata, delegare ai responsabili dei singoli dipartimenti la gestione delle carte e attivare e disattivare funzioni a seconda dell’uso. In riferimento al carburante, la carta prepagata di Soldo è l’unica carta carburante universale che, a differenza di quelle monomarca, può essere utilizzata per qualsiasi distributore di benzina, di qualunque marca. È un metodo di pagamento sicuro e tracciabile, che consente la detrazione iva sul carburante ed è per questo motivo amico delle aziende.
In conclusione, la tecnologia ha cambiato le nostre abitudini, non solo in relazione al modo di comunicare ma anche nell’ambito degli acquisti. Se prima si preferiva acquistare nel negozio di fiducia del proprio quartiere, oggi si preferisce comprare prodotti via internet ed approfittare dei metodi di pagamento più all’avanguardia, fra i quali il famosissimo PayPal, sempre più usato nella nostra nazione. Se si pensa, però, all’acquisto di carburante sono molto usate le carte prepagate, che sono molto comode e più sicure rispetto alle carte di credito.

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