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Aggiornato: 8 min 54 sec fa

La più grande barriera che impedisce agli investitori di acquistare le valute criptate

Mer, 05/15/2019 - 12:44

Il continuo aumento della popolarità di Bitcoin e di altre importanti valute criptate, in particolare negli ultimi 18 mesi, è degno di nota sia per i trader che per i non. Questo improvviso balzo alla ribalta del trading coin è qualcosa che ha creato un'opportunità del tutto nuova sul mercato. Molti trader sono ora alla ricerca di un broker di criptovalute “top” per realizzare le loro aspirazioni di saltare sull'onda di questo mercato. Crypto ha catturato l'immaginazione di tutti, e ora vedono il potenziale non solo per capitalizzare finanziariamente, ma anche per cambiare l'intero modello finanziario e dei pagamenti globali.  Iniziare a fare trading di criptovaluteCi sono senza dubbio un certo numero di direzioni che un nuovo trader può prendere quando è coinvolto nel trading di criptovaluta. Soprattutto durante il boom del mercato alla fine del 2017, sempre più siti di criptovaluta trading cominciano a sorgere. Il primo passo per iniziare, è un rapporto con un broker di alta qualità. TradeFW è quel tipo di piattaforma leader che molti stanno cercando. In grado di offrire il trading in una serie di importanti mercati cripto, con l'ulteriore garanzia che questo trading sia associato ad una valuta importante come le coppie USD/BTC. Una volta che avete creato questo rapporto col broker e fatto un pò di pratica di trading di criptovaluta attraverso il conto demo, iniziare a fare trading dal vivo non potrebbe essere più facile. Basta registrarsi per un conto trading live, inserire alcune informazioni di base, e si è pronti per iniziare il trading di criptovalute. E' troppo tardi per essere coinvolti nel settore?Una delle maggiori barriere per essere coinvolti nell'attuale mercato del trading di criptovalute, è il mercato stesso. Il boom di circa 12 mesi fa, ha sofferto in tempi più recenti. Questo, tuttavia, è semplicemente una barriera psicologica, e molti direbbero che questo periodo attualmente meno frenetico rappresenta il momento ideale per imparare a tradare con la criptomoneta, ed essere coinvolti nel mercato. I picchi di mercato, che hanno concluso il 2017 con un'enorme ondata di nuovi investitori sul mercato, si sono infatti placati. E molti nuovi trader del settore si sono spaventati. Tuttavia, coloro che hanno esperienza in qualsiasi forma di trading forex, o criptomoneta, si rendono conto che tutto questo fa parte del naturale processo di trading. La bellezza del trading con trader del calibro di TradeFW o altri siti di trading valutario di primo piano, è che dispongono di un'infrastruttura formativa che supporta sia i trader nuovi che esperti per imparare e crescere nelle loro carriere di trading. Idealmente, questo dovrebbe facilitare i trader nell'essere in grado di trarre profitto, anche quando il mercato è in periodi lenti. Pertanto, possiamo affermare con certezza che, se si sceglie la piattaforma di criptovaluta corretta su cui fare trading, non è mai troppo tardi per iniziare. Vantaggi e svantaggi del trading della criptovaluta Come per qualsiasi forma di commercio o attività in generale, vi sono fattori positivi e negativi associati. Nel caso del trading di criptovaluta, tuttavia, molti degli aspetti negativi sono spesso sovrastimati da una mancanza di conoscenza del settore o dalla paura dell'ignoto. Tuttavia, qui ci sono alcuni aspetti positivi e negativi chiave quando si tratta di esserne coinvolti. Vantaggi
  • Come l'industria ha dimostrato più volte in un periodo di tempo relativamente breve, il potenziale di capitalizzazione è enorme. Aumenti repentini dei prezzi possono verificarsi in un periodo di tempo estremamente rapido. 
  • Prepararsi e iniziare a scambiare valuta criptata è in realtà molto semplice e veloce. Non c'è bisogno di alcuna conoscenza dettagliata dei prerequisiti, e il processo di immissione degli ordini, acquisto e vendita, è sempre abbastanza fluido. 
  • Con l'avanzare della società, la moneta criptata si sta integrando sempre di più con la vita quotidiana. Raramente come trader, avrai un accesso così unico ad un mercato in via di sviluppo, e sostenuto dalla sicurezza e dalla trasparenza a cui è sottoposto il mercato della criptovaluta. 
Svantaggi
  • Come per tutte le forme di trading, è sempre presente il rischio di perdere denaro. Questo può essere accentuato dalla velocità con cui il mercato della criptomoneta può cambiare se confrontato con il forex standard o il trading azionario. 
  • Sapere dove negoziare le valute criptate è di vitale importanza. Ogni broker avrà i propri termini e quindi è importante eseguire un'adeguata ricerca prima di scegliere il giusto broker, soprattutto perché il controllo regolamentare all'interno del settore è in una fase molto precoce. 
Conclusione
E' evidente che ci sono molte opzioni di criptovaluta per i trader sia nuovi che esperti nel settore. Queste offerte hanno un grande potenziale se i trader superano i timori iniziali di partecipare ad un'area così nuova, anche se rivoluzionaria. Se questa barriera può essere superata e se si sviluppa una partnership positiva con una piattaforma di trading di criptovaluta, allora il potenziale per gli investitori in questo mercato abbonda. 

ESTATE INPSIEME 2019: QUALE TOUR OPERATOR SCEGLIERE? COSA PREPARARE PRIMA DI PARTIRE?

Mar, 05/14/2019 - 15:45
I viaggi per figli dei dipendenti INPS, Estate INPSieme, sono alle porte. Quale tour operator scegliere? Cosa bisogna ricordarsi di portare prima di partire? Quali documenti preparare?


Come molti di voi sapranno nei mesi scorsi è stato possibile presentare le domande relative al bando di concorso Estate INPSieme 2019, per l’assegnazione di contributi per soggiorni studio in paesi europei ed extra europei. Il concorso è riservato agli studenti iscritti nell’anno scolastico 2018-2019 alla scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore), figli o orfani ed equiparati di:
  • dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • pensionati iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici (GDP);
  • iscritti alla Gestione Fondo IPOST.
COSA È
Ogni anno l'INPS bandisce borse di studio per soggiorni estivi di vacanza e studio in Italia, della durata di una o due settimane, e all’estero, della durata di due settimane.
È un’opportunità interessante in cui ai momenti ricreativi e sportivi si alternano varie attività culturali, gite e, soprattutto per l’estero, lo studio di una lingua straniera.

Ai giovani disabili è data la possibilità di avvalersi di assistenza continua di personale qualificato, con costi a carico dell’Istituto.

A CHI È RIVOLTO 
I soggiorni sono aperti ai figli, agli orfani e agli equiparati degli iscritti alla Gestione Fondo ex IPOST o alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (ex Fondo Credito).

Per chi non è rientrato nei ripescaggi o vuole partire comunque, anche senza aver partecipato al bando, è possibile scegliere fra le destinazioni disponibili sui booking dedicati delle varie compagnie e partire da privati, pagando a rate (di solito senza interessi), ma per questo bisogna informarsi presso i tour operator attivi sul territorio.

QUALE TOUR OPERATOR?

I ragazzi che partono per una delle destinazioni scelte sono seguiti dai tour operator. Proprio per questo è importante scegliere la destinazione con il tour operator più organizzato, che di solito accompagna gli studenti durante tutto il viaggio e la permanenza.

Altra cosa che bisogna chiedere è quali tipi di attività sono comprese (escursioni, corsi di lingua, ecc) e quali invece sono a pagamento. Da chiedere inoltre se il vitto, oltre che l'alloggio, sono compresi e quanto è compreso nel costo. 

COSA PREPARARE PRIMA DEL VIAGGIO?


Prima regola fondamentale è procurarsi i documenti necessari per il viaggio.
In alcuni paesi non appartenenti all’Unione Europea è sufficiente una carta d’identità valida per l’espatrio, ma quasi sempre è necessario il passaporto o il visto turistico. Prima di organizzare il viaggio bisogna informarsi adeguatamente sul sito Viaggiare Sicuri oppure presso l’ambasciata o il consolato del paese verso cui si viaggerà in Italia.

OGGI È LA FESTA DELLA MAMMA: REGALA UNA AZALEA DELLA RICERCA

Dom, 05/12/2019 - 11:30
AIRC è nuovamente nelle piazze italiane con l'Azalea della Ricerca in occasione della Festa della Mamma. L'Azalea è da sempre un momento di grande partecipazione collettiva e il suo successo è dovuto alla generosità dei cittadini italiani e alla disponibilità degli oltre 20.000 volontari.



Tornano le azalee della ricerca di Airc, per la festa della mamma. In 3700 piazze italiane domenica 12 maggio i volontari della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro saranno a disposizione per l’acquisto di un’azalea con un contributo di 15 euro. I fondi raccolti dall’iniziativa serviranno a sostenere la ricerca contro i tumori femminili, come quelli al seno e gli organi riproduttivi.

Le statistiche affermano che nel corso della vita una donna su tre circa  venga colpita da un tumore: nel 2018 in Italia sono stati stimati 178 mila nuovi casi di tumori nelle donne, oltre 52 mila dei quali diagnosi di tumore alla mammella, al primo posto delle neoplasie femminili più frequenti. Il cancro al seno è anche quello però, ricordano da Airc, in cui la ricerca ha avuto i successi maggiori: oggi la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è dell’87%. Anche per i tumori all’endometrio e alla cervice uterina sono stati fatti notevoli progressi, tanto che per entrambi la sopravvivenza oggi a cinque anni supera il 70%, mentre più difficile rimane ancora oggi la lotta al tumore all’ovaio, difficile da diagnosticare e trattare.

Oltre che nelle piazze – sul sito Airc la mappa interattiva per trovare quella più vicino a te, che puoi conoscere anche chiamando il numero 840 001 001 – sarà possibile partecipare all’iniziativa tramite l’acquisto delle azalee anche online. È possibile sostenere la ricerca Airc anche donando al numero solidale 45521, attivo fino al prossimo 31 agosto, o tramite numero verde, in banca o alla posta.

Tutte le informazioni sull’iniziativa, gli approfondimenti sulla prevenzione, gli screening e gli stili di vita, e un ricco ricettario, sul sito dell’Airc www.lafestadellamamma.it

CNR: I GHIACCIAI AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Ven, 05/10/2019 - 17:38

CNR-IRPI, CNR-ISAC e Comitato Glaciologico Italiano saranno presenti allo stand del CNR al Salone del Libro di Torino (padiglione 3, stand S35), sabato 11 maggio, per parlare dei ghiacciai alpini e del loro stato attuale in relazione al cambiamento climatico in atto. 
“Ghiacciai alpini: attori protagonisti sul set del cambiamento climatico” è il titolo della giornata a tema che si svolgerà sabato 11 maggio, nello stand del CNR al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso Lingotto Fiere, dal 9 al 13 maggio 2019.


Al Salone del Libro di Torino il CNR presenterà un programma dedicato a “Le vie dell’acqua” con giornate a tema su ghiacci, fiumi, laghi e mare. Una particolare attenzione è rivolta al tema delle microplastiche e attraverso un simulatore del “vortice oceanico” verrà riprodotta la formazione delle tristemente note isole di plastica. 
QUI IL PROGRAMMA COMPLETO (PDF)  
Durante la giornata di sabato, saranno presenti ricercatori del gruppo GeoClimAlp dell’IRPI di Torino, ricercatori dell’ISAC di Torino e glaciologi del Comitato Glaciologico Italiano che tratteranno il tema del declino dei ghiacciai alpini, delle cause e delle problematiche associate. L’argomento verrà presentato sul grande schermo fornendo una carrellata di significativi confronti fotografici di ghiacciai e terminerà con alcune riflessioni finali su come affrontare le sfide dell’Antropocene.
Per informazioni: Guido Nigrelli, CNR-IRPI. Email guido.nigrelli@irpi.cnr.it  - Web http://geoclimalp.irpi.cnr.it/ 
Twitter https://twitter.com/@geoclimalp




"BAMBINO RUBI I SOLDI". SOLTANTO PERCHÉ HA LA PELLE SCURA?

Ven, 05/10/2019 - 15:46
DA IL PICCOLO di TRIESTE

INCONTRO A CHIERI SU ALZHEIMER E ALTRE DEMENZE: CONTRO I PREGIUDIZI PER CAPIRE

Ven, 05/10/2019 - 08:26
Venerdì 10 maggio, ore 20,45, sala della Conceria - Chieri
Un'occasione straordinaria, rivolta a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione alle famiglie che questa situazione la vivono ogni giorno, ai medici e agli operatori socio-assistenziali, ai caregiver e alle associazioni che sul nostro territorio si adoperano per la cura e il supporto delle persone affette da demenza e dei loro familiari.
Un invito a partecipare, a metterci tutti insieme in ascolto profondo, col cuore aperto, per cogliere appieno l'importante messaggio che il dott. Ferdinando Schiavo viene a condividere con noi.

Cosa bisogna sapere per trovare il sistema di allarme migliore

Gio, 05/09/2019 - 15:13


Provvedere alla sicurezza della propria abitazione è una necessità da cui non si può prescindere: per fortuna il mercato mette a disposizione un vasto assortimento di soluzioni utili a questo scopo, con sistemi di allarme tradizionali ma anche proposte più innovative e all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, che hanno il pregio di poter essere controllate anche a distanza. Occorre, però, capire quale sia l'impianto più adatto ai propri bisogni, e quindi quali siano le caratteristiche di un allarme efficace.
La differenza tra un allarme antifurto e un allarme anti-intrusioneSpesso i concetti di allarme antifurto e di allarme anti-intrusione vengono accostati come se facessero riferimento agli stessi prodotti, ma in realtà si tratta di due soluzioni diverse di cui è opportuno mettere in evidenza le differenze. Nel caso di un allarme antifurto, per esempio, si ha a che fare con un impianto che, per avvertire della possibilità di un furto imminente, emette un segnale che può essere luminoso, sonoro o di entrambi i tipi. A volte, poi, si può impostare l'inoltro di telefonate o l'invio di notifiche al numero del proprietario di casa. Lo scopo è sempre quello di prevenire, impedire o comunque ostacolare razzie e situazioni illecite. Diverso è il caso di un allarme anti-intrusione, che segnala che in casa ci sono uno o più intrusi. Questo tipo si sistema si basa, in genere, su sensori di movimento e telecamere di video-sorveglianza: la presenza di potenziali malintenzionati viene rilevata prima che essi possano entrare in casa.
Allarmi cablati o wirelessUn'altra distinzione di cui è opportuno tenere conto in vista di un possibile acquisto è quella tra gli allarmi con fili e senza fili: si può scegliere, infatti, tra modelli cablati e modelli muniti di tecnologia wireless. Gli antifurti wireless sono fondamentali per una gestione domotica della casa, proprio perché non hanno bisogno di cavi per poter comunicare. I modelli più recenti, per altro, sono concepiti e sviluppati in maniera tale da poter essere gestiti a distanza, con l'aiuto di specifiche app da scaricare sul telefono. Il vantaggio garantito da un impianto wireless va individuato proprio nel fatto che non ha bisogno di canalizzazioni, visto che non ci sono fili da dover far passare: di conseguenza, non ci si deve preoccupare di eventuali opere murarie e dei disagi che ne possono derivare. La procedura di installazione è tanto veloce quanto facile, e i costi sono più contenuti rispetto a quelli previsti per i sistemi cablati. Le onde elettromagnetiche assicurano le comunicazioni tra la sirena, la centralina e i sensori: se questo aspetto fino a qualche tempo fa poteva costituire un problema, a causa delle interferenze radio che si potevano verificare, oggi gli impianti moderni annullano questo pericolo e mettono ko i tentativi di possibili sabotatori.
I sistemi cablatiNei sistemi di allarme cablati, i vari sensori sono collegati con le sirene e la centralina tramite i cavi. Sono diverse le tipologie di sensori che entrano in gioco: oltre a quelli antifurto, ci sono quelli che segnalano gli allagamenti, quelli che segnalano gli incendi, e così via. Nel novero rientrano, poi, i sensori d'urto, i sensori perimetrali e i sensori magnetici: sono tutti strumenti destinati a essere applicati in corrispondenza delle finestre, delle porte e dei muri e che permettono di rilevare gli spostamenti, la rottura dei vetri o l'apertura di finestre e porte. Un impianto con fili deve essere sempre installato da un professionista del settore, per evitare che qualche area possa essere lasciata scoperta.
I sistemi a raggi infrarossiPer proteggere e tenere sotto controllo gli spazi esterni di un'abitazione, come per esempio un giardino o un cortile, in genere si fa affidamento su un sistema a raggi infrarossi, che è in grado di produrre onde invisibili che fanno partire l'allarme in presenza di movimenti.
Come sono fatti gli allarmiLa centralina è la parte più importante di un sistema di allarme, dal momento che il suo compito è quello di analizzare i segnali che provengono dai vari sensori per decodificarli. Anche nel caso in cui l'energia elettrica dovesse venire meno, la centralina continua a funzionare, visto che è munita di una batteria ricaricabile che assicura la sua copertura perfino in occasione di un black-out. Se qualche malintenzionato tenta di aprire il pannello con l'obiettivo di accedere ai componenti interni, si attiva il sistema anti-manomissione per l'emissione di un segnale di allarme. I sistemi più innovativi includono, al giorno d'oggi, un modulo GPRS o combinatore telefonico per l'invio e la ricezione di notifiche e avvisi sul telefono del padrone di casa. Nel momento in cui si rileva un'intrusione, la centralina attiva il combinatore telefonico, che spedisce un messaggio ai numeri di telefono memorizzati.

SCIENZiatE!: A ROMA IL FESTIVAL ALLA SCOPERTA DI 6 GRANDI SCIENZIATE DELLA STORIA

Lun, 05/06/2019 - 23:03
Dal 10 al 26 maggio 6 laboratori didattici hands-on e una grande festa finale aperta al pubblico per scoprire e raccontare la vita e l’attività di ricerca di 6 grandi scienziate della storia con il coinvolgimento di docenti e artisti: Ipazia d’Alessandria, Rosalind Franklin, Marie Curie, Mildred Dresselhaus, Donna Strickland e Rachel Carson. Ingresso gratuito.



Dal 10 al 26 maggio 2019 a Roma arriva SCIENZiatE!, un grande festival a ingresso gratuito che attraverso 6 divertenti laboratori interattivi e un grande evento finale, racconterà le scoperte di 6 grandi donne che con il loro lavoro hanno cambiato il mondo scientifico: Ipazia d’Alessandria, Rosalind Franklin, Marie Curie, Mildred Dresselhaus, Donna Strickland e Rachel Carson.


Realizzato presso la Biblioteca Rugantino e il parco Romanisti (VI Municipio), il Festival è un’esperienza di divulgazione ideata e curata da Claudia Fasolato e Nadia Di Mastropietro, basata sulla sperimentazione della scienza in prima persona a cura di Doc Educational, con il supporto di The Science Zone Associazione di Divulgazione Scientifica. E’ parte del programma diEUREKA! ROMA 2019 promossa da Roma Capitale e in collaborazione con SIAE.

I 6 laboratori interattivi per bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni, si terranno dal 10 al 25 maggio presso la Biblioteca Rugantino (via Rugantino 113), e serviranno a scoprire i temi di ricerca e la biografia delle 6 scienziate scelte come role models per questo progetto: Rosalind Franklin e la biologia; Ipazia d’Alessandria e la geografia astronomica, Rachel Carson e le scienze ambientali; Marie Sklodowska Curie e la chimica; Mildred Dresselhaus e la scienza dei materiali; Donna Strickland e l’ottica.

Con i laboratori di SCIENZiatE! la scienza diventa un’esperienza diretta, divertente e coinvolgente: ci si mettono le mani e ci si mette la faccia, preparando data dopo data il materiale didattico per l’esibizione scientifica di domenica 26 maggio, nell’ambito dell’evento finale.

Ma SCIENZiatE! non è solo questo: si raccontano le storie e si riflette sull’esperienza di vita di sei grandi figure della scienza che, in quanto donne, hanno dovuto affrontare un mondo dominato da colleghi uomini, spesso poco propensi a riconoscerne l’autorevolezza.  
Sono ammessi max 45 partecipanti per ogni laboratorio. Per info e prenotazioni: thesciencezone.info@gmail.com

Il 26 Maggio dalle 15 alle 20 il grande evento finale che conclude la manifestazione si terrà a ingresso gratuito presso il Parco dei Romanisti (viale dei Romanisti 200), e accoglierà un pubblico di tutte le età con mostre, laboratori e performance dal vivo di danza e arti circensi. La giornata si aprirà alle 15 con una passeggiata scientifica nel quartiere, per scoprire la scienza nascosta nel quotidiano alla luce dell’esperienza laboratoriale. Bambini e ragazzi animeranno le postazioni di una esibizione scientifica interattiva, accompagnati dal live painting a tema di 6 giovani artiste: Mila Gno, Tiziana Rinaldi Giacometti, Giusy Guerriero, Violetta Carpino, Anita Genca e Flavia Fanara. L’evento sarà arricchito da un dibattito con ricercatrici e scienziate contemporanee, e con uno spettacolo di teatro improvvisazione a cura della compagnia teatrale I Bugiardini e una performance di acrobatica aerea dell’artista Chiara Lucisano in arte Kira, accompagnata da un reading scientifico.

DOC Educational è una cooperativa di professionisti dell’educazione che riunisce insegnanti ed altri attori del mondo della formazione di alto livello. Ha un importante storico in progetti educativi su larga scala, e si dota di una piattaforma web 4.0 per l’organizzare delle risorse umane. Si occuperà dell’attuazione del progetto in tutte le fasi.

Doc Educational considera la creatività come elemento essenziale di ogni attività umana e opera affinché l’apprendimento delle discipline artistiche avvenga nel contesto ideale, per garantire la migliore qualità possibile a chi lo riceve e legalità e dignità a chi lo eroga. Doc Educational sostiene e sviluppa iniziative di apprendimento destinate a tutte le categorie sociali, in particolare quelle più disagiate, che devono adeguare i loro saperi alle nuove esigenze del mondo. In una società in cui il sapere da privilegio è diventato un bisogno diffuso, Doc Educational si impegna a valorizzare l’arte e la sua conoscenza, fattori indispensabili per accogliere e comprendere il futuro.
The Science Zone Associazione di Divulgazione Scientifica è un’associazione culturale che si occupa di comunicazione e didattica delle scienze, con progetti nazionali e internazionali nelle scuole elementari e medie, in contrasto alla dispersione scolastica e per la formazione dei docenti (fondi MIUR, Regione Lazio, UE KA2 Erasmus+). Sarà il garante scientifico del progetto SCIENZiatE!

Programma dei Laboratori
Max 45 partecipanti per ogni laboratorio
Età 6-15 anni, i partecipanti saranno divisi in gruppi per età.
Per info e prenotazioni: thesciencezone.info@gmail.com

Venerdì 10 Maggio (16-19, Biblioteca Rugantino): Rosalind Franklin e la biologia
Rosalind Franklin fu una biologa e cristallografa a cui si deve l’esperimento che portò alla scoperta della struttura del DNA. Per una grave scorrettezza dei colleghi Watson e Crick, fu esclusa dall’articolo che portò i colleghi uomini al premio Nobel. Accompagnati da questa scienziata illustre, partiremo dal DNA per esplorare diversi aspetti della vita di animali (i sensi, la percezione, i processi metabolici) e vegetale (la fotosintesi clorofilliana, la capillarità). 

Sabato 11 Maggio (10-13, Biblioteca Rugantino): Ipazia d’Alessandria e la geografia astronomica 
Ipazia fu una delle prime scienziate donne della storia. Studiò ed insegnò la geometria, l’astronomia e la filosofia, progettando e realizzando strumenti scientifici per lo studio del moto dei corpi celesti. Combatté contro i pregiudizi e le superstizioni, e fu tragicamente uccisa per questo. In questo laboratorio scopriremo alcuni dei temi di ricerca di Ipazia: si metteranno le mani sull’astronomia e sul moto dei pianeti, costruendo modellini e astrolabi.

Venerdì 17 Maggio (16-19, Biblioteca Rugantino): Rachel Carson e le scienze ambientali 
Rachel Carson studiò biologia e si dedicò poi alla scrittura e alla divulgazione scientifica, pubblicando libri di grande successo. A partire dagli anni Cinquanta monitorò e rese pubblici i pericolosi effetti biologici del pesticida DDT, al tempo diffusissimo. Insieme a questa scienziata, comunicatrice e ambientalista, lavoreremo sull’ecologia e le scienze ambientali. Quanto è difficile purificare l’acqua? Qual è la differenza tra una conchiglia e una bottiglietta di plastica? Che cosa vuol dire ecosistema? A queste domande risponderemo “mettendoci le mani”, con esperimenti e letture.

Sabato 18 Maggio (10-13, Biblioteca Rugantino): Marie Sklodowska Curie e la chimica
Marie Sklodowska Curie fu una chimica polacca nata alla fine dell’Ottocento. Scoprì la radioattività (per cui, prima donna nella storia, vinse il Nobel nel 1903) e due nuovi elementi, il polonio e il radio, lavorando insieme al marito Pierre Curie. Non smise mai di ricercare nonostante la salute sua e di Pierre fu compromessa dalle radiazioni: allora non si sapeva nulla della loro pericolosità. Noi non lavoreremo con elementi pericolosi ma, ispirati dalla tenacia di Marie Curie, scopriremo che cosa sono atomi e molecole, come le molecole interagiscono e si trasformano, che cos’è una reazione chimica.

Venerdì 24 Maggio (16-19, Biblioteca Rugantino): Mildred Dresselhaus e la scienza dei materiali
Mildred Dresselhaus (1930-2017) è stata una fisica e scienziata dei materiali. Era chiamata “la regina della scienza del carbonio” per i suoi studi sui materiali come i nanotubi di carbonio o il grafene. Cresciuta in un quartiere periferico di New York, ha lottato per procurarsi un’istruzione di alto livello, fino a diventare professoressa al MIT di Boston. Insieme a Millie parleremo di materiali: quali sono le caratteristiche fondamentali dei materiali? Che differenza c’è tra un metallo e un pezzo di plastica? Quale strategia si usa per scoprire di che cosa sono fatti? La fisica dei materiali sarà svelata attraverso tanti esperimenti “hands-on”.

Sabato 25 Maggio (10-13, Biblioteca Rugantino): Donna Strickland e l’ottica
Donna Strickland è una fisica canadese. Ha vinto il Nobel per la fisica lo scorso anno per le sue ricerche sugli impulsi laser ultracorti, che hanno consentito enormi sviluppi nello studio della materia. Ci ispireremo alle sue ricerche per parlare di luce: cosa vuol dire che la luce emessa da una lampadina è bianca? Perché è diversa dalla luce laser? Come si trasmette la luce? Come funziona una macchina fotografica? Come ci vediamo allo specchio? Perché il cielo è blu? Insieme scopriremo la risposta a queste domande progettando e realizzando esperimenti di ottica. Portate un paio di occhiali da sole!

Evento finale del 26 Maggio: ore 15-20 Parco dei Romanisti
Una grande festa finale con performance, teatro, circo, live painting dibattiti e approfondimenti sul tema: SCIENZiatE! Donne curiose e tenaci che hanno cambiato la storia della scienza:
- Passeggiata scientifica dalla Biblioteca alla sede del festival
- Esibizione scientifica interattiva: tutti i partecipanti ai laboratori sono invitati ad animare gli stand dell’esibizione come divulgatori! Per raccontare al pubblico quello che hanno scoperto
- Mostra scienziate: pannelli informativi & didattici ispirati alle sei scienziate illustri
- Dibattito sulle donne nella scienza: i pregiudizi di genere, il contributo delle donne, il soffitto di cristallo

PIONIERI. ESPLORATORI DELL’IGNOTO DA LEONARDO AI GIORNI NOSTRI

Ven, 05/03/2019 - 22:59
L’Università di Torino celebra Leonardo a 500 anni dalla sua morte



Parte martedì 7 aprile alle ore 10.00 presso i Musei Reali di Torino “Pionieri. Esploratori dell’ignoto da Leonardo ai giorni nostri”, la rassegna promossa dall’Università degli Studi di Torino in collaborazione con Thales Alenia Space, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. Il progetto interdisciplinare, che durerà fino al 18 giugno, tutti i martedì e i giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, è realizzato nell’ambito della mostra “Leonardo Da Vinci. Disegnare il futuro” in corso ai Musei Reali, ispirato all’universalità del grande artista.

Il public programme della mostra prevede oltre 60 “Speakers’ corners”, brevi incursioni dei ricercatori dell'Università di Torino e di Thales Alenia Space in mostra, che prendendo le mosse dai disegni esposti e partendo dalle suggestioni delle opere, ne approfondiranno i temi illustrando il punto di arrivo delle loro ricerche e le sfide future nei più svariati ambiti disciplinari.

L’esplorazione dell’ignoto, guidata dall’ingegno, la fantasia, le aspirazioni e l’ardore leonardeschi, rivive nei “pionieri” della ricerca universitaria e industriale di oggi: dalle neuroscienze all’astrofisica, dalla linguistica alle scienze della Terra, dalla fisica dei materialiall’antropologia culturale. I protagonisti della ricerca animeranno un inedito spazio di condivisione con il pubblico all’interno della mostra.

Tra i diversi appuntamenti in programma si segnala il 9 maggio (0re 10-12) “Vite estreme: la sfida del benessere psicologico nello spazio” in cui Raffaella Ricci del Dipartimento di Psicologia analizzerà come il volo umano studiato da Leonardo nel Codice sul volo degli uccelli ha raggiunto oggi traguardi all’epoca inimmaginabili. Le missioni future intendono perfino portare l'essere umano su Marte, in un ambiente isolato, confinato ed estremo in cui sarà determinante garantire il benessere psicologico e cognitivo dei pionieri sul pianeta rosso.

Il 14 maggio (ore 16-18) è la volta di “Femminile ma non è femmina” in cui Silvia De Francia del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche partendo dall’opera Testa di Fanciulla tratterà del problema della questione di genere in medicina, in particolare sulle differenze in ambito medico e clinico-terapeutico e di risposta ai farmaci fra uomo e donna.

Andrea Gallice del Dipartimento di Scienze economico-sociali e matematico-statistiche prendendo spunto dall’opera Studi di carri d’assalto il 28 maggio (ore 16-18) si occuperà dell'analisi delle interazioni strategiche (non solo conflittuali ma anche di natura cooperativa) attraverso le lenti della teoria dei giochi. Dai conflitti sovranazionali alla sostenibilità di accordi internazionali fino anche alle attività di fundraising

Il martedì e il giovedì gli studenti universitari muniti di tesserino hanno diritto all’ingresso ridotto speciale (8 euro). Maggiori informazioni: www.museireali.beniculturali.it

La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Ridotto dell’Auditorium Vivaldi, ospiterà invece sempre a partire dal 7 maggio (fino al 22 giugno) la mostra “Leonardo e i suoi saperi. Viaggio tra i fondi bibliografici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, della Fondazione Luigi Firpo, dell’Università degli Studi di Torino”, un percorso espositivo tra fondi librari legati al maestro di Vinci quale lettore, autore e soggetto tematico nelle più diverse declinazioni scientifiche e umanistiche.

Sito Web: www.unito.it/leonardo

VERSO L'IBERNAZIONE UMANA

Ven, 05/03/2019 - 17:26
Foto di Walter CaputoSono le 11:00 di un giorno qualunque, caro lettore. Mentre stai lavorando il tuo cuore si ferma. Fortunatamente ti trovi in un locale provvisto di defibrillatore e vieni soccorso in tempo. In ospedale, la tua barella corre velocissima e vedi solo più il soffitto, poco dopo il nulla. Quando ti risvegli, accanto al tuo letto c’è tua moglie che sta parlando con il chirurgo. Ti è stata praticata l’ipotermia terapeutica e – grazie al raffreddamento fisico – la temperatura del tuo corpo è scesa da 37 a 34°C. Ora il calore del tuo corpo è tornato normale, ma il tuo cervello ha subito una deprivazione di ossigeno e glucosio per troppo tempo. Ti viene comunicato che – purtroppo – non è stato possibile evitare danni permanenti al cervello.
Ora, riavvolgiamo il nastro. Sono trascorsi alcuni anni e la scienza è riuscita ad indurre nell’uomo un’ipotermia molto più profonda, fino a 20 °C. Anche il cuore di tuo figlio si è fermato, ma grazie ad un’ipotermia che assomiglia ad un’ibernazione, lui non ha riportato danni al cervello. 
Sono trascorsi alcuni decenni e tuo figlio è diventato anziano. Purtroppo gli viene diagnosticata la malattia di Alzheimer. Nel suo cervello viene rilevata l’iperfosforilazione della proteina Tau. In tale condizione questa proteina si stacca dai microtubuli, che formano il citoscheletro e forma degli aggregati tossici per la cellula. Negli animali, durante l’ibernazione, succede la stessa cosa, ma – nel loro caso – entro poche ore dal risveglio, la proteina Tau risulta completamente defosforilata. Grazie ad alcuni ricercatori – dopo decenni di studi ed esperimenti scientifici – il meccanismo di defosforilazione è stato compreso. Così la memoria e le funzioni cognitive di tuo figlio si sono salvate. 
 A tuo fratello, di 10 anni più giovane di te, è stato irradiato un tumore in ipotermia. Ha potuto sopportare una dose di radiazioni molto più elevata del solito, in quanto alcuni scienziati hanno scoperto che gli animali ibernanti sono molto radioresistenti. Lo stato di ibernazione di tuo fratello ha consentito una protezione dei tessuti attigui al tumore, cosicché quest’ultimo è stato colpito con tutta l’artiglieria radioattiva. E ha perso. Tuo fratello si è salvato. Sono trascorsi altri anni, ma non ci sono state recidive.
Tuo nipote, grazie all’ibernazione ha potuto superare i confini del nostro Sistema Solare, andando ad esplorare – di persona – zone dell’Universo che nessuno aveva mai visto prima. Nella sua astronave c’era meno cibo ed una minor produzione di rifiuti, perché durante l’ibernazione non è necessario alimentarsi e non si producono scarti biologici. L’ibernazione di tutti i membri dell’equipaggio ha consentito di ridurre i tempi in cui più persone devono vivere in spazi ristretti, fornendo una parziale soluzione al fenomeno della cabin fever. Inoltre, in uno stato ridotto di coscienza, non si è potuto verificare alcun episodio psicotico. L’ibernazione ha consentito anche di mantenere in efficienza muscoli ed ossa. Se potesse proteggere gli astronauti anche dai raggi cosmici, sarebbe semplicemente perfetta.
Ho elaborato – in maniera narrativa -  tutte le situazioni sopra esposte grazie al bel libro di Matteo Cerri, “A mente fredda – l’ibernazione dal mondo animale all’esplorazione spaziale”, pubblicato da Zanichelli nella collana “Chiavi di lettura”. Spero di aver reso l’idea di cosa significhi riuscire ad indurre l’ibernazione in un essere umano, e quanto sia importante come obiettivo
Walter Caputo
Science Writer

DA GRANDE FARO'... 10 GRANDI SI RACCONTANO AD UNA PICCOLA SOGNATRICE

Dom, 04/28/2019 - 18:57
Foto di Walter Caputo"Cosa farò da grande?" è una domanda importante, soprattutto se pensiamo che dal nostro lavoro dipendono un mucchio di cose, tra cui - giusto per citarne alcune fondamentali - quale sarà il nostro reddito, dove andremo a vivere e se saremo soddisfatti di ciò che facciamo ogni giorno, tipicamente dal lunedì al venerdì, salvo ponti e vacanze. Naturalmente ciascuno deve cercare/trovare/decidere la propria strada, ed oggi è sempre più difficile, vista la velocità di cambiamento del mondo in cui viviamo.
Prendiamo in considerazione una bambina di 11 anni, che frequenta la prima media e pensa al suo futuro. Non è presto per pensarci, perché già la scelta delle scuole superiori può porre dei vincoli o presentare delle opportunità per ciò che si farà in futuro. E poi ci sarà l'università: cosa conviene frequentare? Non è neanche detto che gli studi siano finalizzati ad una specifica attività lavorativa, magari i ragazzi di oggi studieranno in un settore e lavoreranno in un altro.
Come ottenere allora spunti per immaginare o creare il proprio futuro? Ariel Spini Bauer, 11 anni, ha deciso di chiederlo a dieci adulti che hanno fatto grandi cose nella vita, ma anche loro sono stati bambini ed avevano dei sogni, che hanno cercato di realizzare.
C'è chi - come Fabiola Gianotti - dirige il CERN di Ginevra e chi - come Barbara Mazzolai - ha inventato il plantoide ovvero un robot che si comporta come una pianta. C'è anche chi dalla scienza si è spostato alla letteratura, come Paolo Giordano, e chi - come Paolo Nespoli - nel 2017 era in orbita dopo aver festeggiato il 60esimo compleanno. Non manca Amalia Ercoli Finzi, prima donna ingegnere aerospaziale e Piero Angela, che non ha bisogno di presentazioni.
E così è venuto fuori un libro: "Da grande farò... 10 grandi si raccontano ad una piccola sognatrice", scritto da Ariel Spini Bauer e pubblicato da Editoriale Scienza. Non ci sono solo le interviste, ma anche le sensazioni e i pensieri di una bambina rispetto al futuro. Non mancano, al termine di ogni intervista, alcuni elementi - a mio parere molto importanti - utili per decidere se intraprendere una determinata carriera scientifica.
Vorrei dare anch'io qualche consiglio ai bambini di oggi, ma - francamente - non me la sento. Tuttavia c'è una cosa di cui sono certo e che mi rende simile ad Ariel: mi piace tanto leggere e scrivere.
Walter Caputo
Divulgatore Scientifico

MA QUESTA AUTO SI RICARICA MENTRE VA?

Dom, 04/28/2019 - 18:14
Foto di Walter Caputo"Questa è una delle domande che più spesso i possessori di veicoli elettrici si sentono rivolgere. Non servono conoscenze approfondite delle leggi della Fisica per comprendere l'assurdità di un quesito del genere. (...) è certamente possibile recuperare una parte dell'energia durante le decelerazioni o le discese, ma un veicolo elettrico non può ricaricarsi integralmente grazie al suo stesso movimento! Sarebbe una forma di moto perpetuo, impossibile da realizzare."
Quelle sopra riportate sono parole di Mario Grosso, ingegnere ambientale e Professore al Politecnico di Milano. Per divulgare "la mobilità sostenibile per il XXI secolo" ha scritto: "L'ultima auto a benzina", libro pubblicato da Zanichelli nell'ormai famosa collana "Chiavi di lettura". Purtroppo la mobilità è un problema complesso e non esistono soluzioni semplici. Spesso qualcuno si sveglia al mattino ed è convinto di aver trovato la soluzione. Talvolta è un politico, che non sa niente dell'argomento e non ha trascorso anni a studiarlo, né possiede alcuna esperienza. Potrebbe anche trattarsi di una persona qualunque - che si occupa di tutt'altro nella vita - ma quel mattino ha letto due cose su Google. Google non è una scuola, né un'università e non la sostituisce. Niente può sostituire una laurea specifica ed un'esperienza nel settore, ecco perché dobbiamo necessariamente tornare a consultare gli esperti. Ed ecco perché vi invito a leggere: "L'ultima auto a benzina". Potrete scoprire molte cose interessanti e rivedere completamente le vostre idee sulla mobilità sostenibile.
Ad esempio, sarebbe possibile ricaricare effettivamente un'auto elettrica mentre va, ma occorrerebbero piastre di ricarica wireless disseminate su tutte le strade. Quindi si tratterebbe di sostenere un costo enorme per realizzare nuove infrastrutture. Tuttavia, ci sono molti elementi a favore del motore elettrico: un'efficienza del 90%, invece che del 25% del motore termico (vi rendete conto che sprecate il 75% dell'energia prodotta con la vostra auto?); molto meno rumore prodotto (e quindi un minor inquinamento acustico); meno calore prodotto e ciò significa una parziale soluzione al fenomeno dell'isola di calore urbana (si tratta della maggior temperatura che si rileva nelle grandi città rispetto alle zone circostanti).Bici comoda per 2 adulti e 2 bambini - Foto di Luigina Pugno
Lo so che ora state pensando al problema delle batterie, ma forse non sapete che una batteria potrebbe garantirvi una percorrenza di circa 200.000 chilometri, prima di dover essere sostituita. Inoltre, a quel punto della vita della batteria, essa avrebbe ancora molte frecce nel suo arco e potrebbe essere riusata in altri ambienti/settori. E per concludere, la fine (definitiva) della batteria non sarebbe comunque una fine, perché si potrebbero estrarre ancora molti elementi utili.
Insomma, non posso continuare oltre, perché altrimenti vi priverei del piacere della lettura e della riflessione. Ma voglio aggiungere un'ultima questione: perché usate la bicicletta solo di domenica? Perché la usate solo come strumento di svago e non come mezzo di trasporto?
Walter CaputoDivulgatore Scientifico

TO SCIENCE CAMP 2019: LA SCIENZA PER BAMBINE E BAMBINI DAI 7 ANNI IN SU

Dom, 04/28/2019 - 18:11
Dalla pagina Facebook di Torino Science Camp 

Cari genitori, cari insegnanti, cari amici
Bentrovati! Presentiamo ufficialmente la stagione 2019 dei nostri science camp.  
Sono 8 campi (ma quasi di sicuro saliranno a 9…) rivolti a bambine e bambini dai 7 anni a salire.





Accanto a camp irrinunciabili, che ogni anno sono sempre richiestissimi (come 7minuti camp dedicato alle storie e ai linguaggi narrativi e ai social media, la partecipazione a Mare di Libri festival dei ragazzi che leggono o i due camp “Do it yourself” sulla robotica e la programmazione, con la felicissima collaborazione di Scuola di Robotica di Genova) quest’anno abbiamo qualche ritorno e delle novità.


Dopo tre anni riproponiamo un camp dedicato al circo e alla scienza nascosta nelle arti di giocolieri ed equilibristi: “CIRCOstanze scientifiche” (9-12 anni), completamente riprogettato grazie all’alleanza con K Production e Fuma che 'nduma scuole di circo. Un camp che unisce teatro e fisica, matematica e arte, abilità personali e collaborazione del gruppo. 
Le novità assolute sono invece due.
“Le scintille di Leonardo” (7-10 anni) è dedicato ad esplorare il genio toscano, nell’anno in cui celebriamo i 500 anni dalla sua nascita. Approfittando della trasversalità di Leonardo (artista e scienziato, inventore, musico e letterato) i ragazzini scopriranno cosa è il metodo scientifico, come allenare la creatività e il problem solving, come diventare curiosi di tutto quello che ci accade intorno e critici/scettici/costruttivi su ogni scelta che ci viene proposta. Per diventare uno spirito libero e un capace innovatore come fu Leonardo.
La seconda novità nasce dall’ottima collaborazione con Pacha Mama AssociationParco e Museo Paleontologico Territoriale dell'Astigiano con cui abbiamo progettato un nuovo camp, “Bosco in provetta” (10-13 anni). Il bosco è il punto di partenza e di arrivo di ogni attività, per capire la natura e i suoi meccanismi, per osservare i suoi abitanti, per capire come un bosco cambia su scala umana (anni) o su scala geologica (milioni di anni). Soprattutto per capire come i nostri comportamenti di uomini moderni e tecnologicamente avanzati hanno influenzato pesantemente l’equilibrio dei boschi e della natura tutta.


Dopo il grande successo dello scorso anno torna la partnership con Associazione Accatagliato, l’associazione di divulgazione scientifica di Padova, che pubblica la rivista PLaNCK e che anche quest’anno propone un camp in Veneto: “C’è tutto il tempo” (8-12 anni). Tutte le attività toccheranno questi argomenti: il tempo nella geologia, il tempo dell'uomo e nella vita dell'uomo, il tempo nella fisica, il tempo nell'astronomia, il tempo nella musica… E, proprio per il tema dell'astronomia, è prevista una in gita all' Osservatorio Astrofisico di Asiago.


Infine una sorpresa, che stiamo elaborando e che vi presenteremo con precisione entro al fine di aprile: un camp a fine agosto per adolescenti (14-18), ma aperto anche agli adulti, sul tema del mare. Gli oceani sono sempre più maltrattati: plastica che intossica l’acqua e asfissia la vita dei suoi abitanti, specie invasive, alterazioni di acidità e salinità, discariche inquinanti di ogni, vere e proprie predazioni di pesce. Vi proponiamo 8 giorni all’isola d’Elba, in collaborazione con una organizzazione internazionale per la salvaguardia degli oceani e con gli scienziati che conducono due progetti europei per capire meglio il Pianeta Blu e imparare a rispettarlo sempre, anche se si vive lontano dalla costa. Chi fosse interessato a questa proposta ce la segnali: organizzeremo una news letter specifica

Taggate e invitate tutti gli amici e i genitori interessate a seguire questa nostra pagina che nelle prossime settimane presenterà uno alla volta tutti i camp. Se avete già adocchiato un camp o un viaggio e avete bisogno subito di qualche dettaglio potete scriverci o telefonarci al 334.8965886: le iscrizioni sono già aperte!!
Grazie per tutto il sostegno che ci vorrete offrire e per il passaparola, sempre prezioso!


Maggiori informazioni sul sito: www.tosciencecamp.it 

YEMEN: SAVE THE CHILDREN, L'EPIDEMIA DI COLERA HA COLPITO PIÙ DI 100 MILA BAMBINI DA INIZIO ANNO

Ven, 04/26/2019 - 07:54
Più di 100 mila casi sospetti di colera sono stati registrati, dall’inizio dell’anno in Yemen, tra i bambini di età inferiore ai 15 anni, più del doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 

United Nations Photo
 
Le violente piogge che hanno colpito di recente il Paese, le inondazioni improvvise, la scarsità di carburante e gli scontri in corso – sottolinea Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – stanno contribuendo a peggiorare la situazione, dopo quattro anni di guerra, e a creare le condizioni perfette perché il colera possa diffondersi nei prossimi mesi ancora più velocemente.

Nel video seguente: Tamer Kirolos, direttore di Save the Children in Yemen, racconta qual è la situazione in Yemen, che cosa facciamo per i milioni di bambini intrappolati in un Paese distrutto da un conflitto che dura da quattro anni e cosa puoi fare tu per aiutarli.



I bambini, secondo l’Organizzazione, rappresentano quasi la metà di tutti i nuovi casi di colera registrati (45%). In particolare, tra il 1 gennaio e il 19 aprile 2019 sono stati registrati 236.550 casi sospetti, di cui 105.384 sono bambini sotto i 15 anni. Quasi la metà di questi casi sono stati registrati solo nell'ultimo mese, un numero nove volte superiore rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell'anno scorso.
La mancanza di carburante e l’aumento del prezzo di quest’ultimo stanno mettendo a dura prova la capacità di funzionamento dei sistemi fognari, di fornitura di acqua pulita e di raccolta dei rifiuti. Molte famiglie, infatti, non riescono ad accompagnare i propri figli nelle strutture sanitarie perché non possono permettersi il costo dei trasporti e in molti sono costretti a fare uso di acqua sporca perché l’acqua pulita, a causa dell’incremento del prezzo della benzina, è troppo cara.
Secondo Save the Children i casi di colera potrebbero crescere drasticamente soprattutto nelle zone dove imperversano gli scontri. Ad Hajjah, nel nord-ovest del paese, per esempio, si teme che i combattimenti possano impedire l'accesso all'unica fonte d'acqua a 200.000 persone, già particolarmente vulnerabili in seguito alla fuga dalle proprie abitazioni ed esposte ad alti livelli di insicurezza alimentare.
Dopo che l’epidemia di colera aveva colpito più di 1 milione di persone nel 2017, la malattia è stata parzialmente contenuta nel 2018. A febbraio scorso, la comunità internazionale ha annunciato lo stanziamento di 2,6 miliardi di dollari nell’ambito della risposta alla guerra in Yemen, il 65% dei fondi necessari per affrontare i bisogni umanitari in tutto il paese. A due mesi di distanza, tuttavia, quegli impegni non hanno ancora trovato concretezza e alle agenzie impegnate sul terreno sono arrivati solo il 4% dei fondi necessari per gli interventi in materia di salute e il 10% di quelli per i servizi igienico-sanitari, acqua e igiene, cruciali nella lotta alla diffusione della malattia.
"Il colera sta nuovamente imperversando in molte parti del paese, minacciando i bambini e le loro famiglie già stremati dal conflitto. Le violenze in corso hanno reso vani i passi in avanti contro il colera compiuti lo scorso anno e stanno costringendo sempre più persone a fuggire dalle loro case, aumentando fame e malnutrizione e portando al collasso i servizi igienico-sanitari. Inoltre, i fondi promessi dalla comunità internazionale non riescono ancora ad arrivare alla popolazione ma bisogna agire in fretta per contenere quanto più la diffusione del colera”, ha affermato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen.
"Tutte le parti coinvolte dovrebbero attuare l'accordo di Stoccolma e tornare al tavolo dei negoziati per concordare un cessate il fuoco e una soluzione politica per porre fine al conflitto, perché solo quando questo avverrà i bambini dello Yemen potranno essere al sicuro", ha concluso Kirolos.
Senza le necessarie cure, il colera può uccidere in poche ore e a rischio sono soprattutto i bambini il cui sistema immunitario è già indebolito dalla malnutrizione e hanno almeno il triplo delle probabilità di morire dopo il contagio. Diarrea e colera, infine, sono a loro volta tra le principali cause della malnutrizione che, secondo le Nazioni Unite, colpisce in forma acuta due milioni di bambini sotto i cinque anni che devono essere nutriti in modo adeguato entro la fine dell’anno.


Per sostenere gli interventi di Save the Children in Yemen: www.savethechildren.it/cosa-facciamo/risposta-alle-emergenze/emergenza-yemen

L'ORTOPEDIA CHE GUARDA AL FUTURO

Lun, 04/22/2019 - 23:51
Un impianto automatizzato firmato da Norblast per la realizzazione di protesi ortopediche osteointegrabili grazie ad un processo di sabbiatura controllata che ne migliora le performance

La medicina si evolve e, con essa, le soluzioni richieste per assicurare interventi sempre più risolutivi. Per riuscire, occorrono garanzie, un alto grado di competenza e la capacità di saper innovare. Queste alcune delle caratteristiche che contraddistinguono il Gruppo Norblast, realtà specializzata nella progettazione e costruzione di macchine per la finitura della superficie di componenti, attraverso trattamenti di sabbiatura e pallinatura ad alta tecnologia.

Attraverso un’esperienza costruita in oltre 40 anni di attività, Norblast ha saputo rispondere alla richiesta esposta da un’azienda mondiale leader nella produzione e commercializzazione di prodotti medici-ortopedici: realizzare un impianto automatico di sabbiatura controllata, in grado di raggiungere e garantire la rugosità necessaria al trattamento di Hydroxyapatite Plasma Spray su protesi ortopediche.Una richiesta, questa, non priva di criticità. Tra i requisiti imprescindibili vi erano infatti il rigoroso controllo di tutti i parametri di processo per produrre a “zero scarti”, l’utilizzo di materiali certificati compatibili con le necessità del settore biomedicale e la gestione dell’impianto all’interno di un’isola non presidiata.
A consentire la perfetta risposta di Norblast – e la risoluzione delle problematiche esposte dalla committenza – è stata la presenza di un laboratorio interno, che ha permesso all’azienda bolognese di testare la migliore formula per neutralizzare ogni possibile problematica. L’aspetto principale di questo progetto è stato infatti quello di individuare, tramite accurati processi sperimentali, i corretti parametri di sabbiatura, idonei a preparare correttamente la superficie del componente protesico per garantire il successo della deposizione e adesione di un rivestimento tecnologico di Hydroxyapatite Plasma Spray. Le caratteristiche morfologiche della superficie sono state analizzate per ottenere i corretti parametri di rugosità Ra, Rv, Rp e Rz nel Test Center Norblast.
Il risultato è stato assolutamente sorprendente per la committenza stessa. Lo studio e la realizzazione di un adeguato impianto ad aria compressa, integrato in una linea produttiva e in grado di dialogare con sistemi automatici di carico e scarico, ha assicurato il rigoroso monitoraggio e il controllo di tutte le variabili di sparo (quali pressione di lavoro, angolo di impatto e granulometria) per garantire la ripetibilità del processo, sempre utilizzando materiale biocompatibili. Una soluzione che guarda al futuro e che permette a Norblast di porsi sempre più come interlocutore d’eccezione per la capacità di cogliere le difficoltà dei singoli processi produttivi e neutralizzarle grazie alla progettazione e realizzazione di macchine speciali ideate appositamente per risolvere qualsiasi tipologia di criticità.
Norblast srl nasce nel 1976 dall’esperienza nel mondo della meccanica del Cavalier Remo Norelli. Le sperimentazioni e le collaborazioni con centri di ricerca e università, unite alla non comune capacità di trovare soluzioni innovative alle problematiche evidenziate dalla clientela, portano in breve l’azienda a diventare il punto di riferimento in Italia e nel mondo nella costruzione di macchinari anche personalizzati e nei processi di sabbiatura e pallinatura. Negli anni ’90 nascono Peen Service, divisione specializzata di ricerca e applicazione di nuove tecnologie, oltre alla consociata spagnola Ipar Blast. Norblast vanta prestigiose collaborazioni nei più svariati settore: additive manufacturing aeronautica e aerospaziale, automotive, biomedicale, energia, fonderia, inox leghe, meccanica, stampi, utensili.
Informazioni: www.norblast.it

MANIFESTI IN MOSTRA CONTRO LE SOSTANZE PERICOLOSE

Lun, 04/22/2019 - 23:50
Nello stabilimento di Lonato del Garda del Gruppo Feralpi è stata inaugurata il 17 aprile un’esposizione di manifesti per contribuire alla campagna europea incentrata sulla protezione dei lavoratori da sostanze pericolose.


In Europa sono alcuni milioni i lavoratori esposti alle tante sostanze pericolose presenti nei luoghi di lavoro. Se il 38% delle imprese dell’Unione Europea ha dichiarato la presenza di sostanze chimiche o biologiche sotto forma di liquidi, vapori o polveri, il 17% dei lavoratori risulta esposto a sostanze o prodotti chimici, e il 15% a fumo, esalazioni e polveri, per almeno un quarto dell’orario di lavoro.


Partendo da questi dati e dalla constatazione che molti lavoratori e aziende non sono sufficientemente consapevoli dei rischi da prevenire, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha organizzato per il 2018 e il 2019 la campagna “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Una campagna che ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare sui rischi derivanti dalle sostanze pericolose e agenti cancerogeni e promuovere un’adeguata valutazione del rischio nelle aziende.
I manifesti degli studenti dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia
L’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), tramite un bando della Fondazione AiFOS, ha commissionato agli studenti dell’Accademia SantaGiulia di Brescia la realizzazione di una serie di manifesti con l’obiettivo promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti lavorativi. Una commissione ha selezionato 25 manifesti degli oltre 50 progetti presentati, premiando la validità del messaggio veicolato, la rappresentatività grafica del messaggio e la coerenza dell’opera artistica.
Al progetto, che rientra nella Campagna Europea promossa dall'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul lavoro (EU-Osha), hanno lavorato gli studenti del secondo anno delle scuole di Grafica e di Web e comunicazione d’impresa dell’Accademia SantaGiulia, coordinati dal Prof. Claudio Gobbi. Si tratta di un importante progetto di collaborazione tra AiFOS e l’Accademia che, per la quarta edizione biennale, hanno nuovamente unito le proprie competenze con l’obiettivo di migliorare la comunicazione-informazione sulla sicurezza negli ambienti di lavoro.
La mostra inaugurata nel Gruppo Feralpi
Il gruppo siderurgico bresciano ospiterà fino a lunedì 13 maggio la mostra dei manifesti nel proprio stabilimento di Lonato del Garda.
All’inaugurazione, che si è svolta mercoledì 17 aprile, hanno partecipato:Giuseppe Pasini, Presidente Gruppo FeralpiMariella Morelli, Responsabile del Processo Prevenzione Inail Provinciale BresciaRiccardo Romagnoli, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiuliaGobbi Claudio, Professore referente del progetto manifesti della sicurezzaRocco Vitale, Presidente AiFOS
“Feralpi è lieta di ospitare questa mostra” – ha ricordato durante l’inaugurazione Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi – “perché siamo profondamente convinti che la sicurezza non sia solo fatta di sistemi di protezione, di barriere e di tecnologie, ma che sia prima di tutto un fattore culturale. Siamo immersi nella trasformazione digitale, abbiamo sistemi intelligenti e macchine che auto-apprendono. È questa l’impresa del futuro, ma non dobbiamo mai dimenticare che esiste una soglia umana fatta di percezione della sicurezza e di approccio al tema della sicurezza che prescinde dalla capacità della tecnologia di portare al massimo gli standard di protezione dell’uomo”.
“Dobbiamo quindi lavorare assieme” – ha continuato – “per promuovere la sicurezza, per tenere alta l’attenzione. Oggi, con AiFOS e Accademia di Belle Arti di SantaGiulia si affronta questa sfida con un approccio umano e creativo. Ciò significa incidere sulla leva del cuore e della mente per raggiungere un obiettivo importante. Qui si tratta di responsabilità condivisa, nel senso che solo attraverso la collaborazione è possibile agire in modo ancora più significativo sulla promozione della sicurezza».
Infine Rocco Vitale, presidente di AiFOS, ha sottolineato l’importanza di questa mostra: “una mostra in cui i manifesti non costituiscono solo l’arredo di un convegno in materia di sicurezza sul lavoro. In questo caso i manifesti sono collocati per un intero mese all'interno di uno stabilimento dove gli operai passano tutti i giorni, possono vederli e riflettere sui messaggi che i manifesti veicolano”.
“Questa è una mostra” – ha concluso – “che, realizzata dai ragazzi dell'Accademia e rivolta direttamente ai lavoratori, può contribuire realmente allo sviluppo di una cultura della prevenzione, vera e unica chiave per gestire efficacemente le sostanze pericolose e, in generale, tutti i rischi nei luoghi di lavoro”.

Per informazioni:Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia - tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it - convegni@aifos.it

LE CONSEGUENZE DEL FUTURO. SALUTE: SULLA NOSTRA PELLE

Lun, 04/22/2019 - 23:35
Alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, per il ciclo Le conseguenze del futuro, martedì 23 aprile alle 18.30 si parla di Salute. Sulla nostra pelle, con Iain Mattaj e Laura Boella

Dopo aver puntato i riflettori su conoscenza, formazione e comunità, il percorso d’indagine Le conseguenze del futuro, proposto dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con Eni, prosegue martedì 23 aprile, alle 18.30 presso la sede della Fondazione (viale Pasubio 5; Sala Polifunzionale), con il focus Salute. Sulla nostra pelle, insieme a Iain Mattaj, il biologo scozzese primo direttore della Fondazione Human Technopole di Milano – il neonato istituto che aspira a diventare uno dei più grandi poli di ricerca multidisciplinare sulle scienze della vita – e a Laura Boella, professore ordinario di Filosofia morale all’Università Statale di Milano. A moderare gli interventi, il conduttore e autore radiofonico e teatrale Matteo Caccia.
A Ian Mattaj spetterà il compito di inquadrare il tema della salute dal punto di vista degli ultimi progressi del settore biomedicale e dei relativi impatti sociali sui individui e società, spiegando come scienza e salute siano sempre più intrecciate a livello globale. La ricerca scientifica d’eccellenza deve sempre più farsi carico del miglioramento della qualità della vita, ponendosi come fattore di coesione per la creazione di società inclusive, nelle quali tutti abbiano le stesse possibilità di accesso a tecniche e cure avanzate e di precisione. Nell’ambito biomedicale, in particolare, i risultati della ricerca ci hanno già donato, ad esempio: solo tra il 2000 e il 2016, un aumento di 5 anni dell’aspettativa di vita (secondo l’OMS), la disponibilità di biosensori ingeribili grazie ai quali gli specialisti possono monitorare la salute gastrointestinale senza procedure invasive, la creazione di vasi sanguigni bioingegnerizzati utilizzabili come innesti a lungo termine o bypass e robot programmabili con le tecniche chirurgiche più avanzate. Non solo: il traguardo forse più decisivo è costituito dallo sviluppo di tecnologie sempre meno costose (si è passati dagli oltre $500 milioni per una singola sequenza nel 2003 a meno di $1.000 di oggi) e capaci ora di analizzare l’intera sequenza del DNA di una singola cellula alla volta, descrivendo il genoma nel modo più completo in assoluto e avvicinandoci sempre più alla cosiddetta “medicina personalizzata”. Da tutto questo si comprende perché il binomio tecnologia-salute vada contestualizzato sia nella sfera della collettività che in quella più intimamente personale e la testimonianza di uno dei più importanti esponenti della ricerca biomedica al mondo racchiude la chiave di lettura per unire ricerca d’avanguardia e nuovi modelli di sviluppo, capaci di comprendere pienamente la sfera della salute personale e quella della comunità.
Per approfondire il nesso tra società e progresso, intendendo quest’ultimo sia in senso tecnologico che economico e sociale, la parola passerà a Laura Boella: l’attenzione si concentrerà sulla dimensione intersoggettiva delle relazioni umane, composta di sentimenti di simpatia, empatia e compassione, in contrapposizione alla progressiva tecnologizzazione di quasi tutti gli ambiti relazionali dell’uomo, con conseguenze evidenti in termini di percezione della vicinanza e lontananza tra i soggetti. Come preservare una dimensione di umanità a fronte della digitalizzazione pervasiva che stiamo vivendo e come aver cura di sé e degli altri a prescindere da quella medicalizzazione spinta cui la società contemporanea sembra essere portata? È il paradosso della nostra società del benessere: il tema della salute viene distorto e inteso come performance, un “dover stare bene” quasi agonistico che suscita una particolare sensibilità nei confronti della pressione sociale e si esprime, in taluni contesti, in un consumo non necessario e smodato di neurofarmaci. Tutto questo solleva interrogativi cruciali per decidere quali saranno le conseguenze del futuro, vale a dire il mondo edificato dagli esiti di tendenze e linee di sviluppo evidenti già oggi: una prospettiva che la docente di Filosofia morale ha indagato nel suo saggio Empatie. L’esperienza empatica nella società del conflitto (Raffaello Cortina Editore, 2018), mettendo in guardia contro il flusso continuo di emozioni a buon mercato che ci invade quotidianamente, sui media e online, e soffermandosi sulla peculiarità dell’empatia, che non è simpatia, non è governata dall'etica della solidarietà e della fratellanza e non produce mere somiglianze o sintonie, bensì azioni impreviste e sempre diverse, scaturite dai nuovi pensieri e desideri nati grazie all’incontro-confronto con l’altro. E la diversa qualità delle relazioni umane può generare anche empatia senza simpatia ed empatia negativa, due esiti emozionali alternativi a quello più semplificato e che crediamo di conoscere e che costituiscono un elemento essenziale per definire il ruolo dell’empatia nel più ampio contesto culturale e istituzionale.
A concludere la serata dopo i primi due interventi sarà, come di consueto, la testimonianza di una “buona pratica”, affidata in questo caso a Jacopo Fo e Iacopo Patierno, che metteranno a fuoco il rapporto fra “teatro” e “salute” nei contesti di povertà, raccontando l’esperienza – pluripremiata – nel distretto di Palma, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, in Mozambico, dove gli spettacoli de “Il Teatro fa bene” hanno permesso a circa 25mila persone di avvicinarsi alle buone pratiche igienico-sanitarie e alimentari, in particolare riguardo la maternità e la cura dei neonati. Le performance sono state realizzate da un gruppo di attori mozambicani formati in Italia che hanno impiegato il linguaggio teatrale per obiettivi di alfabetizzazione sanitaria.
Le conseguenze del futuro proseguirà sui temi: Cibo. La giusta risorsa, con Raj Patel, economista, saggista e attivista affiliato alla University of Texas, e il Vice Presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo Paolo De Castro (7 maggio); Spazio. Le piazze del mondo, con Ash Amin, urbanista e geografo presso l’Università di Cambridge, in dialogo con Abderrahman Labsir, responsabile delle politiche giovanili e di inclusione sociale e membro del consiglio municipale della città di Mechelen, in Belgio, esempio di integrazione sociale e culturale fondata su processi partecipati di rigenerazione urbana (22 maggio).
Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.www.fondazionefeltrinelli.it | #conseguenzedelfuturo

IL POLITECNICO DI TORINO PRESENTA IL FESTIVAL DELLA TECNOLOGIA

Gio, 04/18/2019 - 07:40
Nel 160° anniversario della sua fondazione, dal 7 al 10 novembre 2019, il Politecnico di Torino organizza un Festival dedicato a tecnologia e società: sarà una grande occasione di incontro tra università, cittadini, imprese, pubblica amministrazione e terzo settore per informarsi e riflettere sulle grandi sfide di una società sempre più tecnologica.


Dall’invenzione del fuoco al digitale, la tecnologia continua a rivoluzionare le società umane: in occasione del 160° anniversario della sua fondazione, il Politecnico di Torino organizza il Festival della Tecnologia con l’obiettivo di proporre una riflessione ampia sul rapporto tra tecnologia e società, avvicinare i cittadini al metodo scientifico e rafforzare il dialogo tra università e società civile.

Raccontare la tecnologia attraverso le persone e raccontare le persone attraverso la tecnologia: sarà questo l’obiettivo del Festival della Tecnologia, che proporrà dal 7 al 10 novembre 2019 un programma che utilizzerà strumenti diversi per offrire al grande pubblico di ogni età laboratori didattici e workshop, allestimenti interattivi e incontri con scienziati, artisti, sociologi, scrittori di fama internazionale.
Il Festival si inserisce nel panorama nazionale e internazionale come uno dei primissimi momenti di questa portata specificamente dedicati a una riflessione sulla tecnologia, sul ruolo che ha avuto nella nostra storia e che avrà nell’affrontare le sfide future (dalle modifiche del clima alla rivoluzione digitale, dalla genetica alle energie rinnovabili, ecc.), promuovendo un dibattito partecipato e accessibile a tutti che si occupa di temi vicini alla vita delle persone e che utilizza anche linguaggi inediti per il mondo della tecnologia, come l’arte, il teatro, la letteratura e la musica.
Inoltre, il Politecnico propone un Festival che è espressione non solo dell’Ateneo ma anche di una rete ampia e diffusa di partner che coinvolge centri di ricerca nazionali e internazionali, istituzioni pubbliche e imprese private, esperti, personalità e testimoni. I contributi di questa rete costruiranno un programma molto ricco di iniziative che a partire dalle sedi del Politecnico si estenderanno alla città quasi a realizzare un “Festival diffuso” su un territorio, come quello torinese e piemontese, che da secoli è fortemente connotato dalla tecnologia e dall’innovazione.
Un territorio, però, che dall’altra parte ha fatto della cultura e dell’integrazione tra linguaggi differenti la sua seconda vocazione, e nel quale il Politecnico si fa promotore di un dialogo con la città e l’intera società, anche uscendo fisicamente dagli spazi dedicati all’accademia. Nasce così la stretta collaborazione tra il Politecnico e le realtà culturali del territorio per il Festival della Tecnologia, prima tra tutte il Circolo dei Lettori, che nei quattro giorni dell’evento ospiterà incontri e dibattiti e che questa mattina è stato la sede della presentazione della manifestazione, con l’accoglienza della Direttrice Maurizia Rebola.
“Il Politecnico intende massimizzare il suo impatto sulla società ancor più di quanto non abbia fatto in passato e uno dei modi per farlo – a fianco di didattica, ricerca e trasferimento tecnologico – è proprio promuovere occasioni di confronto e di approfondimento su temi di grandi rilevanza, aperti a tutti i cittadini. Il Festival della Tecnologia è il contributo che il Politecnico vuole dare alla sua Torino, al Piemonte e al Paese in occasione del nostro 160° compleanno, un tassello della strategia complessiva di condivisione della conoscenza e di ruolo civile dell’Ateneo”, spiega il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco.
Aggiunge il Delegato del Rettore per la Cultura e la Comunicazione Juan Carlos De Martin: “Le radici tecnologiche di Torino e del Piemonte, che risalgono indietro nei secoli, rappresentano non solo la leva fondamentale per assicurare la prosperità economica presente e futura del nostro territorio, ma anche una risorsa importante per articolare una riflessione approfondita e fortemente interdisciplinare su quella che è l’aspetto decisivo del nostro periodo storico, appunto, la tecnologia. Ci sembra importante affiancare alle fabbriche, delle macchine e degli algoritmi – che è cruciale continuare a padroneggiare e promuovere – anche approfondimenti che ci diano gli strumenti per mettere lo sviluppo tecnologico al servizio della società nel suo complesso, anche in vista delle sfide che dovremo affrontare nei prossimi anni e decenni”.
Un momento di riflessione importante per tutto il territorio, che ha una forte vocazione tecnologica e che può candidarsi, grazie anche a questo festival, a diventare un punto di riferimento nella discussione tra nuove tecnologie e cultura, come ha ricordato l’Assessora per la Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi, intervenuta alla conferenza stampa presso il Circolo dei Lettori, così come l’Assessora alla Cultura della Città di Torino Francesca Leon, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa come il Festival della Tecnologia per l'amministrazione cittadina, anche alla luce della particolare attenzione che questa ha, fin dai suoi esordi, manifestato verso il tema delle tecnologie.
Il programma delle iniziative sarà aggiornato nei prossimi mesi all’indirizzo www.festivaltecnologia.it e sui social network (hashtag: #FesTech19).

TRIESTE NEXT 2019 E NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI: LE DATE UFFICIALI

Sab, 04/13/2019 - 09:04
Anche quest'anno si terranno a Trieste due grandi eventi internazionali dedicati alla scienza e alla ricerca: dal 27 al 29 settembre il pubblico potrà partecipare all'ottava edizione di Trieste Next, il Festival della ricerca scientifica mentre il 27 settembre, dal pomeriggio a sera inoltrata si terrà SHARPER, la Notte Europea dei Ricercatori.
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TRIESTE NEXT - Il Festival della ricerca scientifica

“Big data, Deep Science. Il futuro della scienza e degli umani nell’era dell’intelligenza aumentata”
, questo il titolo dell'ottava edizione di Trieste Next. Il Festival della ricerca scientifica è promosso da Comune di TriesteUniversità degli Studi di TriesteItalyPost, Area Science Park SISSA, curato da Goodnet Territori in Rete e realizzato in collaborazione con laCommissione Europea. Co-promotore della manifestazione è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

"In continuità con le precedenti edizioni, e in preparazione al grande appuntamento di Trieste ESOF 2020 Capitale Europea della Scienza, Trieste Next presenterà al grande pubblico lo stato dell’arte della ricerca scientifica nel settore", così dichiarano i promotori. "L'obiettivo è quello di favorire il dialogo tra mondo della ricerca e mondo dell’impresa e di promuovere il confronto costruttivo tra le cosiddette discipline STEM, scienze, tecnologie, ingegneria e matematica, e le scienze umane e sociali".

In programma a Trieste Next, tre giorni di talk, conferenze e seminari, con oltre 50 eventi in calendario e 150 relatori. Torneranno anche gli esperimenti e i laboratori scientifici in piazza Unità d’Italia, curati dagli enti di Trieste Città della Conoscenza, che dopo il successo delle precedenti edizioni dedicheranno un’intera mattinata alle scuole primarie e secondarie della Regione.

Il programma di Trieste Next è ora in fase di definizione. Aggiornamenti e anticipazioni verranno pubblicate sul sito www.triestenext.it.

SHARPER - La Notte Europea dei Ricercatori

Dopo il successo dell’edizione 2018, il 27 settembre 2019 Trieste, assieme a centinaia di città europee, ospiterà la Notte Europea dei Ricercatori.

A Trieste la Notte dei Ricercatori si chiama SHARPER: “SHAring Researchers’ Passions for Evidences and Resilience”, un progetto nazionale finanziato dalla Commissione Europea, che dal pomeriggio alla sera inoltrata porterà nel cuore della città tantissimi ricercatori, con un ricco programma di appuntamenti per il pubblico di tutte le età.

L’obiettivo di questa iniziativa è quello di coinvolgere tutti i cittadini nella quotidianità del mestiere dei ricercatori, facendo luce sul ruolo che svolgono nel costruire il futuro della società, ma anche sul loro modo di indagare il mondo basandosi sui fatti e sulle osservazioni, nonché sulla loro capacità di adattarsi e di interpretare contesti sociali e culturali sempre più complessi e in continua evoluzione.

La manifestazione è organizzata da Immaginario Scientifico con il Comune di Trieste e gli istituti scientifici del Protocollo d'Intesa Trieste Città della Conoscenza, in collaborazione con numerosi enti e associazioni locali e nazionali. SHARPER Trieste è anche un evento in vista di Trieste Città Europea della Scienza, ESOF2020.

Tutte le informazioni saranno disponibili su: www.immaginarioscientifico.it e www.sharper-night.it

AL FESTIVAL DELLE SCIENZE LA ROBOTICA E IL COSMO: INVENZIONI E SCOPERTE

Ven, 04/12/2019 - 16:23
Tra gli ospiti anche il Premio Pulitzer Jared Diamond




Il National Geographic Festival delle Scienze, fino a domenica all’Auditorium Parco della Musica, entra nel fine settimana continuando a offrire occasioni per riflettere su scienza e tecnologia dal punto di vista dell’invenzione, leit-motiv di questa edizione. Aprono la mattina due appuntamenti in programma alle ore 11: Autopsia di un oggetto con Vittorio Marchis e Davide Coero Borga (anche alle ore 16 e 18, AuditoriumArte) e Pianeti a confronto, dialogo tra Eleonora AmmannitoValentina Galluzzi e Stefania Amici, moderate da Elisa Nichelli, che guideranno il pubblico a scoprire affinità e differenze tra il nostro e gli altri pianeti (Teatro Studio Borgna). Il cosmo e i suoi segreti saranno al centro anche dell’incontro successivo, alle ore 12 in Sala Petrassi: moderati da Francesco Rea, durante L’Italia marziana Francesca AltieriAlberto BattistelliSimone Dell’Agnello ed Enrico Flamini, esponenti di quattro prestigiosi enti di ricerca scientifica, racconteranno presente e futuro dell’esplorazione del Pianeta rosso, avventura nella quale l’Italia è in prima linea.

E dopo una breve pausa, sarà il Premio Pulitzer Jared Diamond ad aprire la serie degli incontri pomeridiani. Introdotto da Telmo Pievani, con lui si parlerà delle Crisi nazionali analizzate alla luce delle crisi personali: da questo paragone partirà la prima conferenza pomeridiana, tenuta in onore del genetista, scienziato e accademico Luigi Cavalli-Sforza (ore 15, Sala Petrassi). Quasi in contemporanea, alle 15.30 il tema centrale del Festival verrà messo in relazione con l’imponderabilità delle tante variabili di un procedimento scientifico durante L’invenzione inaspettata, con Federica BertocchiniEugenio Coccia e Silvia Marchesan moderate da Michele Bellone. (Teatro Studio Borgna). Alle 17, un vero e proprio remix di creatività e ispirazione con Bill Buxton che spiegherà cosa significa Remixare le origini dell’invenzione con Simone Arcagni a fare da moderatore (Sala Petrassi), mentre la Robotica per lo spazio sarà la protagonista del dialogo tra Francesco Longo e Nikolaos Tsagarakis, moderati da Jaime D’Alessandro, che ripercorreranno la storia di avatar robotici e cyber compagni, aiutanti fondamentali e a volte famosi – chi non ricorda Hal 9000, il computer di “2001 Odissea nello spazio”? – durante molte missioni spaziali (ore 17.30, Teatro Studio Borgna). Di fake news, come identificarle e denunciarle, si occuperanno invece Carl Bergstrom e Jevine West, alle ore 19 in Sala Petrassi moderati da Walter Quattrociocchi, seguiti poco dopo da Carlo Cellucci e Mario De Caro che chiudono le conferenze del pomeriggio con le loro riflessioni tra Invenzione e scoperta, con Jacopo Romoli nelle vesti di moderatore (ore 19.30, Teatro Studio Borgna).
Infine, l’appuntamento della serata celebra un’invenzione famosissima e “terrificante”. Alle 21 in Sala Sinopoli Tonino Battista dirige il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble nell’esecuzione della sinfonia di Mark Grey in 4 movimenti Frankenstein, omaggio alla visione e capacità inventiva di Mary Shelley a più di duecento anni dal suo capolavoro letterario; a seguire, Mark O’ Connell, autore di Essere una macchina (Adelphi, 2018), Agnieszka Wykowska svilupperanno i temi portanti del romanzo discutendo di Umano postumano, muovendosi lungo il sottile confine che separa promesse innovative e limiti da non varcare della moderna tecnologia.

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