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Aggiornato: 2 ore 43 min fa

REGISTRAZIONI DI HASHTAG IN AUMENTO, CRESCITA DEL 64% IN UN ANNO

Gio, 05/11/2017 - 11:51
Londra, 11 maggio 2017 - CompuMark, azienda specializzata nella ricerca e nella protezione dei marchi, ha annunciato i risultati della sua ultima ricerca sulle registrazioni di hashtag come marchi, che hanno evidenziato una crescita del 64% nel corso del 2016 rispetto all’anno precedente. Le registrazioni di maggior rilevanza di marchi internazionali più conosciuti includono #lovetravels (Marriott), #getthanked (T-Mobile), e #gofor2 (Hershey).
Dalla prima domanda di registrazione di un hashtag come marchio, avvenuta nel 2010, sono state effettuate più di 5.000 registrazioni, di cui 2.000 soltanto nel 2016.

Lo studio ha inoltre mostrato che, mentre le domande di registrazione di hashtag come marchi a livello internazionale siano aumentate, gli Stati Uniti rimangono leader nel numero di richieste per questi marchi (33% delle domande totali dal 2010) anche se la quota complessiva delle registrazioni nel paese è scesa al 28%, rispetto al 35% del 2015. Ciò nonostante gli Stati Uniti hanno continuato a registrare la maggior quantità di hashtag nel 2016 (608), seguiti del Brasile (226) e dall’India (141).

“Sebbene le organizzazioni globali stiano registrando più hashtag che mai, si è verificato un rallentamento nel tasso di crescita nel mercato statunitense, forse dovuto al tempo e agli sforzi necessari per avere successo” ha commentato Rob Davey, Senior Director Global Services di CompuMark.
“Ma ciò che l’aumento delle richieste a livello globale indica è che i brand iniziano a comprendere il valore di passare attraverso un processo di ricerca adeguato in tutti gli ambiti, compresi i social media, assicurandosi di essere protetti dalle possibili violazioni e di limitare i rischi associati.La società che ha effettuato la maggior parte delle domande per la registrazione di hashtag nel 2016 è stata l’emittente colombiana RCN Television S.A. con 50 registrazioni relative alla programmazione di calcio Grita Gol.
Dando uno sguardo alle classi di registrazione, tre in particolare sono state le più richieste. Queste includono 594 nella Classe 41 (servizi di istruzione e intrattenimento, show, eventi sportivi, formazione), seguiti da 587 nella Classe 35 (pubblicità e amministrazione, consulenza aziendale, marketing, retail online, selezione del personale) e 512 nella Classe 25 (abbigliamento, calzature e copricapi).
Mentre le prime tre classi rimangono le stesse, la loro classifica è cambiata. Inoltre, la quarta classe più popolare nel 2015, la Classe 9 (software per computer, hardware, videogiochi, CD, DVD e lettori MP3, pubblicazioni elettroniche scaricabili), è scesa al quindicesimo posto con 101 richieste nel 2016, dalle 278 dell’anno precedente.

DIFENDERSI DAL TERREMOTO SI PUÒ

Mer, 05/10/2017 - 22:22
Partiamo da questo concetto: i terremoti, in generale, sono distruttivi e non li vuole nessuno. Naturalmente i danni maggiori provengono dai terremoti più forti e l'uomo - probabilmente - non ha mai smesso di cercare la soluzione al problema. Purtroppo i terremoti non sono eliminabili, poiché derivano dal fatto che il nostro pianeta - in un certo senso - è "vivo": con ciò intendo dire che esso è in perenne movimento.
Dovremmo quindi scegliere un'altra strada: essere preparati ad affrontare i terremoti. Ciò implica - ad esempio - costruire gli edifici in un certo modo. Per farlo però ci occorre sapere quali sono le zone del nostro Paese a maggior rischio, così potremmo ottimizzare le risorse necessarie per ristrutturare, ricostruire o mettere in sicurezza le abitazioni, a partire da quelle di maggiore importanza, come ad esempio le scuole e gli ospedali. Inoltre, sarebbe molto utile riuscire a "prevedere" i terremoti. Tuttavia, non possiamo accontentarci di una previsione su una zona lunga 300 chilometri, che implichi un'allerta della durata di un anno. Non possiamo stare in allerta per troppo tempo e mobilitare magari gran parte della popolazione italiana.
Certo, la questione della prevedibilità dei terremoti è piuttosto complessa: non è di tipo dicotomico, nel senso che i terremoti sono prevedibili oppure non lo sono. Sarebbe più corretto affermare che oggi i terremoti sono prevedibili, ma non con precisione. Inoltre dovremmo capire quali sono gli strumenti che utilizziamo, e verificare se per caso esistono strumenti migliori che possono essere dei sostituti, o che per lo meno possono essere affiancati a quelli attuali.
"Difendersi dal terremoto si può": dettaglio del capitolo 6Quello appena citato è proprio il quesito affrontato da Giuliano F. Panza, professore ordinario di Sismologia e Geofisica ed Antonella Peresan, sismologa, nel libro: "Difendersi dal terremoto si può - L'approccio neo-deterministico", pubblicato da EPC editore.
Il metodo attualmente normato si chiama PSHA, ovvero definizione probabilistica della pericolosità sismica. Tuttavia la legge - in qualche punto vaga - consente l'applicazione di altri metodi. Sulla base dei recenti e gravi terremoti avvenuti in Italia, si è constatato che i metodi probabilistici non hanno avuto successo. Al contrario, quelli neo-deterministici, in particolare NDSHA (definizione neo-deterministica della pericolosità sismica) hanno dimostrato di essere molto più robusti, utili ed efficaci.
Premesso che nel libro troverete tutti i dettagli di quanto sopra affermato, qui voglio solo fornire una prima informazione, cercando di chiarire gli elementi fondamentali del problema. Cosa significa, in pratica, approccio probabilistico? Io affermo che esiste una probabilità del 70% che si verifichi un terremoto di magnitudo superiore a 6 entro i prossimi 30 giorni nella città "X". Possono succedere solo due cose: il terremoto si verifica, quindi avevo ragione, oppure il terremoto non si verifica, ma io ho avuto ragione lo stesso, perché non ho detto che si sarebbe sicuramente verificato. Ciò implica che la mia affermazione non è falsificabile, e di conseguenza non può rientrare in un approccio scientifico alla questione della prevedibilità dei terremoti.
PSHA è un metodo nato nel 1968: alla sua base - come scrivono gli autori - "c'è il tentativo di stimare la probabilità che avvenga un sisma con una certa intensità, in un certo luogo e lasso di tempo". Ciò si fa utilizzando il cosiddetto "periodo di ritorno", che però non è correttamente applicabile ai terremoti di forte intensità, che sono sporadici e non sono ciclici. E' come pensare che un certo numero del lotto debba per forza uscire perché è da un sacco di tempo che non esce: in realtà un certo numero non esce ogni settimana oppure ogni mese, anzi, quel numero (ritardatario) ha la stessa probabilità di uscire che ha un numero che è appena uscito.
"Difendersi dal terremoto si può": quarta di copertina
La stima neo-deterministica di scenari di pericolosità (NDSHA) ha invece solide basi fisiche e non si basa su una qualche distribuzione di probabilità fissata a priori. Come spiegano gli autori, tale metodo "utilizza le informazioni disponibili sulla struttura della Terra, le sorgenti sismiche e la distribuzione spaziale della sismicità sopra 5,0 di magnitudo, della zona di interesse". Rispetta le leggi della fisica del continuo ed è falsificabile, quindi è in linea con l'approccio scientifico. Si basa su mappe che possono essere utilmente migliorate e aggiornate. Non cerca di determinare inesistenti periodi di ritorno, ma punta a "stimare il peggio che può accadere, sulla base delle osservazioni disponibili e delle relative incertezze, con un massiccio uso di meccanica classica e di soluzioni analitiche di equazioni differenziali". NDSHA comincia ad essere raccomandato anche in sede politica (nelle commissioni) ed applicato da alcune amministrazioni pubbliche.
D'altronde, la collana "Diagonali" della EPC Editore - che include il libro qui recensito ed altri usciti recentemente - punta proprio a realizzare opere divulgative che consentano agli ingegneri (e non solo) di tornare a ragionare. Si tratta di formare professionisti in grado di risolvere "problemi unici in modo efficiente", senza delegare tutto ad un computer e ad un software.
"Difendersi dal terremoto si può - L'approccio neo-deterministico"Giuliano F. Panza, Antonella PeresanCollana DiagonaliEPC EditoreOttobre 2016
Walter Caputo

SALONE DEL LIBRO: API TORINO LANCIA BANDO "RIALZARSI È DONNA"

Mer, 05/10/2017 - 21:48
Un premio per la più bella storia di donne resilienti. 



È quanto propone Api Torino, l'Associazione delle piccole e medie imprese del capoluogo piemontese con circa 1700 aderenti, insieme ad Apid Imprenditorialità donna, che al prossimo Salone Internazionale del Libro lancerà il bando "Rialzarsi è donna. Racconta la tua storia", dedicato alle imprenditrici che hanno avuto un'esperienza d'azienda e che sono state capaci di "rialzarsi". 
"Essere responsabili di un'impresa è entusiasmante ma anche rischioso - ha detto, oggi, il presidente di Api Torino Corrado Alberto con la numero uno Apid Brigitte Sardo - per sopravvivere ai rovesci della fortuna serve una qualità importante, la resilienza, una caratteristica personale che consente di non lasciarsi prendere dal panico ne' dalla depressione, di non dare per scontate le conseguenze di un fallimento". 
Per partecipare all'iniziativa occorrerà inviare un racconto entro la fine del mese di settembre. 
I testi saranno esaminati da un gruppo composto da imprenditrici, consulenti ed esponenti della cultura. Quelli che saranno giudicati idonei saranno pubblicati nel maggio 2018. "Api Torino ha scelto di essere presente all'edizione 2017 del salone del Libro di Torino per dare un concreto segnale di sostegno ad un evento che significa molto per il nostro territorio. 
La presenza di Api al Salone ha anche l'obiettivo di raccontare la cultura di impresa". Il 22 maggio, nell'ambito del Salone del Libro, si svolgera' l'assemblea annuale dei soci dell'Associazione.

API Torino nel corso del Salone organizzerà presso il proprio spazio una serie di incontridedicati alla cultura della piccola e media impresa sui temi inerenti la produzione, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l’alimentazione, l’edilizia. Il 22 maggio API terrà la propria Assemblea annuale dei soci.
API Torino dal 1949 riunisce le Piccole e le Medie Imprese private di Torino e provincia sotto un unico tetto, garantendo rappresentanza ad un sistema industriale che costituisce la sostanza della capacità e della sapienza produttiva di una delle aree economicamente più rilevanti del Paese.
“Uno dei nostri obiettivi principali – continua Alberto – è quello di dare voce alle PMI, sensibilizzando l’opinione pubblica sul mondo imprenditoriale e sull’andamento del sistema produttivo ed economico influendo sulla scena locale, nazionale ed internazionale. Oltre a questo, ogni impresa e ogni imprenditore di API Torino accede ad un insieme di servizi, risorse e tutele ed è inserito all’interno di una rete virtuosa in cui ogni componente ha lo stesso valore partecipativo”.
Con più di 1.700 associati API Torino – che aderisce a livello nazionale a CONFAPI – è al fianco di imprenditori e aziende manifatturiere e di servizi, di tipologie e dimensioni diverse, ne rappresenta diritti e le necessità in tutti i tavoli istituzionali oltre che nei confronti delle Organizzazioni Sindacali, degli enti di ricerca e del più ampio sistema economico e sociale. Fanno parte del sistema API Torino anche API Formazione e il Centro Servizi PMI: altre due realtà che concretizzano l’impegno di API Torino fornendo una consulenza specifica per ogni esigenza. Completano il sistema associativo il Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) e APID Imprenditorialità Donna.

API TORINO SPONSOR DEL SALONE DEL LIBRO 2017
Dal 18 al 22 maggio l’Associazione presente con un proprio spazio e con l’Assemblea dei Soci.

L'ISTITUTO CNR DI AVELLINO PRESENTA L'EDIZIONE AVELLINESE DI PINTOFSCIENCE 2017

Mer, 05/10/2017 - 21:19
Si è concluso lo scorso 8 Maggio all’ Istituto di Scienze dell’Alimentazione, CNR di Avellino, la presentazione dell'Evento PintofScience2017, la manifestazione  internazionale che fa incontrare i ricercatori e il largo pubblico...al pub!

Ideato nel 2012 da due ricercatori dell' Imperial College di Londra, #PintofScience debutta nel 2013 con un successo strepitoso. Da allora la manifestazione è diventata di portata internazionale. Ad oggi, 12 i Paesi partecipanti in cui, dal 15 al 17 maggio, esperti del mondo scientifico avranno l'opportunità di uscire da laboratori e uffici e raccontare delle ricerche e scoperte di interesse comune in maniera informale e rilassata davanti ad una pinta di birra.













60 pub in 20 città italiane ospitano l'evento e, per la seconda volta, Avellino è una di queste. 6 speakers parleranno di Climatologia, Biologia marina, alimentazione e bioinformatica nell'arco delle tre serate ai pub  Giualé Soul Pub e Gattacicova.



Relatori delle serate saranno: Angelo Facchiano (Istituto di Scienze dell'Alimentazione CNR Avellino),Vincenzo Capozzi (Università di Napoli "Parthenope"), Marina Montresor (Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli), Angelita Gambuti (Università degli Studi di Napoli Federico II), Giovanni De Feo ed Anna Marabotti (Università di Salerno).
Prof. Giovanni De Feo




L'8 Maggio alle 16 al Cnr di Avellino i rappresentanti locali del team dell'evento di divulgazione scientifica hanno illustrato in dettaglio il programma (consultabile qui). Il problema dei rifiuti,  le scie chimiche, la scienza del vino, il linguaggio del DNA, sono solo alcuni fra gli argomenti proposti.

All'inaugurazione di lunedì si sono presentati alcuni ricercatori partecipanti; Giovanni De Feo (Life cycle thinking e comunicazione ambientale), Angelo Facchiano (Il caffè non mi rende nervoso) e Anna Marabotti (Mi girano le (doppie) eliche)).
'Faccio 7-8000 chilometri all'anno gratis per il mio progetto Greenopoli perchè ci credo. Per questo vengo considerato un pazzo furioso, ma io credo che è meglio che le cose le facciamo. L'invito è: usciamo dall'Accademia. Partiamo da iniziative come queste e andiamo a raccontare le cose, perché così a furia di raccontare le cose diffondiamo la conoscenza'. afferma il Professore al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Salerno Giovanni De Feo. 'Cercherò di far vedere il DNA facendo un po' di effetti speciali. Queste iniziative sono importanti per noi ricercatori. Trovare un linguaggio comune fra noi è il pubblico, spiegare cosa facciamo in maniera semplice è un modo che permette di migliorarci, fare un servizio agli altri ma anche a noi stessi' sostiene convinta la Professoressa Anna Marabotti.

Ci auguriamo tutti che questo importante evento  si ripeta ad Avellino con uguale se non maggiore successo dell'anno scorso. Cin cin alla  divulgazione scientifica.
Per ulteriori informazioni:https://pintofscience.it/#pintofscienceIThttps://www.facebook.com/pintofscienceitalyinfo@pintofscience.it

L'EUROPA PROTAGONISTA DEL NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA "LA RICERCA" DI LOESCHER EDITORE

Mer, 05/10/2017 - 20:50
È dedicato al tema dell’Europa e del suo insegnamento nella scuola italiana e degli altri stati membri, il nuovo numero della rivista «La ricerca» di Loescher Editore (n. 12, maggio 2017). In un momento in cui il processo di integrazione europea sembra messo in crisi dai nuovi populismi e dai vecchi nazionalismi, appare quanto mai opportuno fermarsi a riflettere su quanto è stato fatto e su quanto invece ci sia ancora da fare in ambito educativo per aiutare i cittadini più giovani a immaginarsi in una dimensione europea.
Scrive nel suo editoriale il direttore Sandro Invidia: “Ai miei figli cerco di instillare il dubbio sulle facili certezze di chi circoscrive i propri confini all’orto di casa o, peggio, rintraccia tra paralleli e meridiani i segni di ineluttabili destini e fatali missioni. A loro vorrei poter dare la scala che permetta di guardare ben al di là dei muri, ahimè non solo metaforici, che i miei coetanei oggi si affannano a erigere a difesa delle proprie paure”. 
Nell’anno in cui anche il Salone del Libro di Torino propone ai suoi visitatori di scavalcare i muri e di andare “oltre il confine”, la storica rivista torinese intende contribuire al dibattito in corso con una serie di riflessioni, di analisi e di proposte affidate a intellettuali, studiosi e docenti italiani e internazionali.

All’intervento di apertura di Pietro Graglia, storico e specialista delle relazioni internazionali, è affidato il compito di impostare il problema di come insegnare l’Europa, cioè “trasformare in narrazione condivisa con gli studenti un tema così sfuggente e così originale quale il processo di integrazione europea”. L’ipotesi avanzata dello storico è quella di “insegnare la complessità di un processo misto, nel quale si fondono idealità alte e interessi molto concreti […] Un compito appassionante, che coinvolge la storia delle relazioni internazionali e quella intellettuale, la storia dei partiti e dei movimenti e la storia sociale, la storia economica e commerciale e quella delle organizzazioni militari”. 
Altre risposte a questa sfida sono fornite da Franco Cardini, che nell’articolo L’Europa: le radici e la storia, dopo aver proclamato la sua “profonda fede europeistica” (accompagnata dalla delusione per la mancata unità politica), intraprende un ricco e articolato percorso sulle origini del concetto di Europa dall’antichità al presente, giungendo a formulare ipotesi e scenari per il prossimo futuro. Alle parole di Remo Ceserani, autore storico della casa editrice Loescher, è affidato il compito di invitare i docenti delle scuole e delle università italiane a superare le consuete frontiere nazionali, andando a collocare la cultura italiana nel contesto dell’Europa e della più ampia comunità mondiale. Seguono, sempre nella sezione Saperi della rivista, due interventi: il primo di Paolo Corbucci, che per il MIUR segue le attività relative a Cittadinanza e Costituzione, dedicato all’educazione alla cittadinanza in una prospettiva europea; e quello di Pier Virgilio Dastoli, presidente del Movimento Europeo in Italia. A chiusura della prima parte del numero quattro poesie di Elisa Biagini, di cui due inedite.
La parte centrale del numero è occupata dal Dossier L’Europa nei libri di testo. Come spiega Francesca Nicola nell’articolo introduttivo, “di solito in questi Dossier traduciamo riflessioni di autori stranieri, nell’idea che un punto di vista diverso possa contribuire a chiarire i problemi che troviamo a casa nostra”, ma questa volta la situazione è diversa. Quello che è apparso chiaro fin dall’inizio è che “in nessun Paese esiste una pedagogia dell’Europa: non vi sono all’estero buone pratiche o soluzioni didattiche efficaci per risolvere un problema la cui complessità è testimoniata da questo numero della Ricerca. Ecco perché – aggiunge Nicola – abbiamo scelto di spiegare come non si dovrebbe insegnare l’Europa, o comunque ciò che non va nel modo in cui oggi generalmente la si insegna”.
La sezione Scuola si apre con un’intervista ad Alessandro Fusacchia, ex capo di gabinetto del MIUR, che sottolinea il ruolo determinante della scuola nel percorso di costruzione dell’Unione Europea. Segue un articolo di Carmelina Maurizio, insegnante e valutatrice Erasmus, che illustra agli addetti ai lavori come realizzare un buon progetto di mobilità nella scuola. Infine, nell’articolo Uniti nella diversità, Simone Giusti affronta il nodo del rapporto tra insegnamento linguistico, intercultura e traduzione a scuola, mettendo in evidenza la necessità di valorizzare l’atto del tradurre in ambito educativo. Chiude il fascicolo, come di consueto, un breve racconto della scrittrice e insegnante Giusi Marchetta.
“La ricerca” è distribuita nelle scuole secondarie di primo e secondo grado ed è consultabile gratuitamente sul sito www.laricerca.loescher.it.

DA SOLIDWORKS A OrCAD: ARTEDAS ITALIA PENSA ALLE TECNOLOGIE CAD DEL FUTURO

Mer, 05/10/2017 - 09:44
Artedas Italia, protagonista a livello nazionale nella distribuzione di software CAD come OrCAD e SolidWorks, ha partecipato alla principale fiera italiana dedicata alle tecnologie più avanzate per l’industria manifatturiera, A&T Torino 2017.
Lo stand Artedas Italia 
Questo appuntamento dedicato all’industria 4.0 rappresenta la manifestazione espositiva di riferimento in Italia per le industrie manifatturiere, i system integrator e i centri di ricerca. Si tratta di un’imperdibile fiera specialistica: una tre giorni al servizio del mondo produttivo con un programma di anteprime, presentazioni, confronti tecnico-applicativi utili alle aziende che vogliono incrementare la propria competitività.

“Lo Smart Manufacturing” – spiega Alberto Bodrero, Chief Operating Officer di Artedas Italia srl – è la strada fondamentale per il rilancio dell’industria italiana. Gli ambiti applicativi sono molto ampi: si va dagli smart objects per la tracciatura dei processi alla Internet of Things, al machine-to-machine e cloud computing. all’automazione avanzata (ad es. quelli della robotica industriale) e stampa 3D come strumenti per ritrovare competitività e innovazione”.


La Fiera A&T a Torino dedicata all'Industria 4.0, alla robotica  e alla meccatronica 

In questa cornice Artedas ha portato le proprie innovative soluzioni che rivoluzionano il controllo di processo mediante soluzioni di progettazione avanzata che consentono di risolvere problemi di qualità del prodotto finito già nella fase di prototipazione.

Artedas Italia ha portato i suoi 28 anni di esperienza utili per avere fornito soluzioni complete in applicazioni mission-critical ad oltre 15.000 utenti in Italia, accompagnando le aziende ad affrontare dello Smart Manufacturing favorendo la formazione delle nuove leve. Ricordiamo inoltre che Artedas è distributore ufficiale e sponsor tecnico del software OrCAD presso il team corse del Politecnico di Torino) con lo scopo ultimo di favorire e incentivare le imprese ad adeguarsi e aderire pienamente alla quarta rivoluzione industriale.


Al Politecnico di Torino ci sono circa una trentina di studenti che costruiscono auto da corsa: una piccola scuderia automobilistica fucina di ingegneri talentuosi che, negli anni, hanno preso il posto dei precedenti colleghi con un continuo turnover: ora alcuni lavorano già in Lamborghini, in FCA o si sono trasferiti a Londra, alla McLaren. Altri hanno fondato aziende e progettano vetture.

Artedas Italia fornisce il software OrCAD e l'assistenza necessaria per la progettazione dei bolidi. La Squadra Corse del Politecnico di Torino nasce così: nell'ottobre del 2003 con l'obiettivo di partecipare al campionato mondiale universitario Formula SAE - Student nell'annata 2005. I fondatori del progetto sono 9 studenti di Ingegneria dell'Autoveicolo coordinati dal Faculty Advisor, Ing. Andrea Tonoli.
OrCAD software di progettazione è distribuito da Artedas Italia
e contribuisce alle vittore della squadra corse del Politecnico di Torino 

Per aggiornamenti in tempo reale su questo argomento segui Artedas Italia anche su YouTube, Facebook, Twitter e LinkedIn

FAMELAB ITALIA 2017: FINALE NAZIONALE A ROMA

Mar, 05/09/2017 - 17:40
Giunge a conclusione l’edizione italiana 2017 del talent show della scienza per giovani ricercatori con la passione della comunicazione: i 20 vincitori delle fasi regionali (13 ragazzi e 7 ragazze provenienti da università e centri di ricerca di dieci città italiane) arrivano a Roma per la finale che decreterà il famelabber che rappresenterà l’Italia nel contest mondiale a Cheltenham.
Fotografia di repertorio. Credits: Marco Giugliarelli 

In programma venerdì prossimo 12 maggio a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica a partire dalle ore 9.00 in sala Petrassi la finale nazionale di FameLab Italia, la gara di comunicazione tra giovani ricercatori che condividono col grande pubblico la passione per la ricerca e la bellezza della scienza. 
La gara coordinata dal 2012 da Psiquadro e realizzata in collaborazione con il British Council Italia ha coinvolto per la prima volta 10 città da nord a sud della penisola coinvolgendo 60 istituzioni tra Università, Centri di Ricerca Nazionali, Comuni, Associazioni per la promozione della cultura scientifica e società di comunicazione della ricerca, oltre che musei e centri della scienza. Un’impresa corale che presenta a Roma 20 giovani ricercatori finalisti del percorso di selezione che si sfideranno nella finale di venerdì inserita nell’ambito del National Geographic Festival delle Scienze e realizzata in collaborazione con l’istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Astrofisica oltre che alla collaborazione con Rai Cultura
Un programma serrato, quello di venerdì 12, nel quale le presentazioni dei 20 finalisti che spazieranno dalla medicina all’astrofisica, si alterneranno ad approfondimenti culturali e artistici. La finale, presentata dal professionista del teatro d’improvvisazione Tiziano Storti, avrà inizio alle 9.00 con la prima batteria di sette concorrenti, proseguirà con il primo intermezzo alle ore 10.00 dal titolo: “Astronomia e dialetti della mente” a cura dello scienziato e artista Angelo Adamo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Si riparte subito con la seconda batteria di sette concorrenti incalzati dalle lancette e dal botta e risposta con la giuria di esperti composta da: Marco Cattaneo (direttore della rivista Le Scienze e di National Geographic Italia), Anna di Ciaccio, (direttore della sezione INFN di Roma Tor Vergata e ricercatrice dell’esperimento ATLAS), Patrizia Brigidi (Università di Bologna, delegata del rettore alla ricerca europea), Francesco Lancia (attore e autore radio-televisivo); una seconda pausa accompagna il pubblico alla scoperta di luce, materia e gravità con le animazioni della “Fisica da Cartoon” realizzate a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L’ultima batteria di 6 concorrenti chiude la serie di presentazioni e mentre la giuria si ritira per deliberare il pubblico rimarrà letteralmente stregato dagli esperimenti di prestidigitazione, illusionismo e mentalismo dell’Andrea Paris Magic Show. 




A fine mattina si conoscerà finalmente il campione FameLab Italia 2017 che a giugno sfiderà altri 29 campioni provenienti da tutto il mondo nella finale internazionale del Cheltenham Science Festival nel Regno Unito. Famelab è infatti un concorso internazionale che ha come obiettivo quello di ispirare, motivare e sviluppare le capacità dei giovani ricercatori a coinvolgere il pubblico sui temi della ricerca scientifica e tecnologica. 
Questi i nomi dei ricercatori che si sfideranno in gara a Roma presentando a voce un argomento scientifico in soli tre minuti: Francesca Raffaelli, Sara Ruschioni, Eugenio Redolfi Riva, Matteo Bachetti, Luca Vanella, Riccardo Giovanni Urso, Andrés Arias Rodríguez, Giovanni Francesco Ciani, Filippo Piccinini, Giulia Melchiorre, Giuliana Galati, Giorgio Boccarella, Agnese Sonato, Alessandra Lodi, Gabriele Scattini, Stefano Lia, Emanuele Quaranta, Stefano Camera, Ilaria Persico, Tiziano Suran.
Fotografie di repertorio. Credits: Marco Giugliarelli 
Informazioniwww.famelab-italy.it  - info@famelab-italy.it

OPEN SCIENCE: L'INFORMAZIONE SCIENTIFICA TRA FAKE NEWS E OPINIONE PUBBLICA

Mar, 05/09/2017 - 12:07
L’Università di Torino al 30° Salone del Libro



In attuazione della convenzione tra la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e l'Università degli Studi di Torino, al Salone Internazionale del Libro 2017 dal 18 al 22 maggio 2017 nel Padiglione 3 del Lingotto (Via Nizza 294, Torino) sarà presente uno spazio espositivo denominato “Open Science” dedicato ai temi della scienza e del suo ruolo nelle società contemporanee.Lo spazio sarà articolato in un’area eventi, “Talking About: la scienza per capire il mondo”, e in un’area espositiva, “Science with and for Society”.«La nostra presenza al Salone rimarca il ruolo dell’Università nella creazione e promozione della cultura nel territorio», afferma il Rettore Gianmaria Ajani. «Con il contributo dei docenti e con la collaborazione degli studenti presenteremo il valore della ricerca, e affronteremo, cendo chiarezza, le problematiche più critiche dell’attualità correggendo le "fake news" e promuovendo una corretta informazione sui temi che troppo spesso sono oggetto della diffusione di notizie fuorvianti”.E aggiunge il Vice-Presidente Delegato della Fondazione, Mario Montalcini, che ha siglato la Convenzione lo scorso dicembre: «Siamo particolarmente orgogliosi di questa collaborazione che ha messo in moto esperienze e sperimentazioni che saranno la linfa vitale anche per le prossime edizioni del Salone. L’Università di Torino è un’istituzione di primissimo livello, che affiancherà la Fondazione in quegli ulteriori passi di crescita cui mira. L'Ateneo ha attivato molte professionalità e tanti giovani in diversi campi del sapere, con voglia di fare e di produrre risultati».Durante il ricco programma Talking About: la scienza per capire il mondo” si alterneranno esperti dell'Università di Torino per affrontare alcuni tra i più rilevanti argomenti su cui troppo spesso vengono diffuse le cosiddette 'fake news', informazioni scorrette e fuorvianti diffuse per manipolare l'opinione pubblica In particolare, ogni giorno da giovedì 18 maggio a domenica 21 maggio alle 12, sarà possibile assistere ad un evento che ha l’obiettivo di far comprendere le più frequenti manipolazioni delle informazioni e dei dati nei diversi campi della politica, della salute, dell'economia, del lavoro, ecc.Singoli eventi distribuiti nelle diverse giornate consentiranno poi di fare chiarezza su temi fondamentali tra cui vaccinimigranti, etica e giornalismopopulismoEuropapost-verità.Nello spazio espositivo “Science with and for Society”, dedicato alla Scienza Aperta, verranno presentate alcune dimostrazioni della ricerca che studia le grandi sfide della società per realizzare soluzioni di interesse per aziende, enti, pubbliche amministrazioni e cittadini.Si potranno anche vedere oggetti di particolare valore della ricerca realizzata nel passato. Veri propri "pezzi da museo" che escono dall'Università per raccontarsi ai cittadini.Non mancheranno narrazioni, racconti e documenti realizzati dagli studenti de Laboratorio Open Sciencedell'Incubatrice per l'Imprenditorialità Creativa e Culturale dell'Università utilizzando instant ebook che potranno essere scaricati direttamente al Salone.Lo spazio “Open Science” sarà totalmente digitale e paperless.Fra gli altri punti salienti della collaborazione fra Università e Salone attivati già a partire da questa 30a edizione, ricordiamo soltanto l’esperienza dei tirocinanti universitari inseriti a pieno titolo nella squadra che sta lavorando alla volata finale verso il Salone, e la collaborazione con il Master di Giornalismo che quest’anno realizzerà video e news multimediali in diretta dal Salone.

Qui l'elenco delle attività al Salone Internazionale del Libro nello Spazio espositivo dell’Università di Torino – “Open Science” 18-22 Maggio 2017Padiglione 3, Lingotto, Via Nizza 294, Torino -  Programma “Talking About: la scienza per capire il mondo”

CAPIRE IL CERVELLO PER CURARLO

Lun, 05/08/2017 - 12:09
sabato 13 maggio - PorteAperte@NICO; Un invito a scoprire la ricerca di base in NeuroscienzeIn occasione delle Settimane della Scienza i ricercatori del NICO - Università di Torino invitano a visitare i laboratori di Orbassano (TO) 


Sabato 13 maggio per Le Settimane della Scienza i ricercatori del NICO, Istituto di Neuroscienze della Fondazione Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino, invitano a visitare i laboratori di ricerca di Orbassano (la palazzina si trova all’interno del complesso dell’Ospedale San Luigi Gonzaga). Un invito aperto a tuttisemplici appassionati e curiosi. Un’occasione per capire come funziona il cervello, che cosa succede quando invecchia o si ammala e, soprattutto, che cosa si può fare per ripararlo.
Sclerosi Multipla, Alzheimer, Parkinson: la strada per sconfiggere queste e altre malattie del sistema nervoso parte dalla ricerca di base. Perché per riparare il cervello bisogna conoscerlo: i ricercatori del NICO studiano infatti struttura e funzioni del cervello normale, con l’obiettivo di capire come si ammala e come curarlo. La complessità degli studi sul cervello richiede un approccio multidisciplinare: per questo l’Istituto riunisce una squadra di 20 docenti universitari e 50 giovani ricercatori con esperienze complementari, traendo la sua forza dall’unione della ricerca di base con quella di tipo applicativo e clinico.
Il percorso di visita - della durata di circa 3 ore - inizia con la presentazione dell’Istituto a cura del direttore scientifico Prof. Alessandro Vercelli e prosegue con 3 stand tematici di presentazione delle linee di ricerca: Capire il cervello dal suo sviluppo (La formazione del cervello nel bene e nel male; Ormoni e cervello; Cure materne e comportamento); Quando il cervello non funziona (Malattie neurodegenerative; Sclerosi multipla; Nervi a pezzi e Invecchiamento); Il sogno di rifarsi un cervello (Cellule staminali cerebrali; Modificazioni dei circuiti cerebrali; Evoluzione: il cervello in animali e uomo). 
Dopo aver scoperto le diverse linee di ricerca gli ospiti sono pronti per la visita dei laboratori: i ricercatori illustrano i diversi approcci sperimentali, in particolare il cervello visto al microscopio, ovvero la ricerca di base in diretta. Nel laboratorio di Neurofisiologia si potrà scoprire infine come comunicano i neuroni. Il funzionamento del cervello è basato su segnali elettrici generati e trasmessi dalle cellule nervose ad altre cellule: il loro studio permette di scoprire i deficit funzionali prima che le cellule muoiano. 
Appuntamento sabato 13 maggio, è possibile scegliere tra il mattino, con orario 9:30-13:00, oppure il pomeriggio 14:30-18:00, presso la sede di Orbassano, Regione Gonzole 10 (Azienda Ospedaliera S.Luigi Gonzaga).
È richiesta la prenotazione per agevolare l’organizzazione delle visite. Info e prenotazioni su:www.nico.ottolenghi.unito.it

PREMIO LETTERARIO GALILEO PER LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA A GUIDO TONELLI

Sab, 05/06/2017 - 14:06
Guido Tonelli con il libro "La nascita imperfetta delle cose" (Rizzoli Editore, 2016) ha vinto l’undicesima edizione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, organizzato dal Comune di Padova in collaborazione con l’Università di Padova. Il libro era anche finalista del Premio Asimov, di cui abbiamo parlato proprio oggi


Tonelli con il suo La nascita imperfetta delle cose ha superato Alessandro Amato, Sotto i nostri piedi (Codice Edizioni, 2016); Guido Barbujani, Gli africani siamo noi. Alle origini dell’uomo (Editori Laterza, 2016); Silvia Bencivelli e Daniela Ovadia, È la medicina, bellezza! (Carocci Editore, 2016); Andrea Grignolio, Chi ha paura dei vaccini? (Codice Edizioni, 2016).La nascita imperfetta delle cose ha ottenuto 20 voti dalla giuria degli studenti, formata da 57 classi di scuola superiore (di cui 51 votanti) provenienti da altrettante province di tutta Italia, da Bolzano a Pantelleria. Il libro vincitore è stato scelto nella cinquina dei finalisti, selezionati dalla giuria scientifica presieduta da Dario Bressanini, chimico, divulgatore scientifico e scrittore italiano. 
Oltre 400 studenti provenienti dalle scuole superiori di tutta Italia hanno riempito il salone del Palazzo della Ragione di Padova, dove si è svolta la cerimonia di premiazione condotta da Massimo Polidoro, giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, segretario nazionale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) ed Elisa Billato giornalista di RAI 3 Veneto.

Il libro vincitore
La nascita imperfetta delle cose, Rizzoli, 2016

In quel preciso momento, un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, si è deciso il nostro destino. In un universo in cui materia e antimateria si equivalevano, e che quindi avrebbe potuto, in ogni istante, tornare a essere pura energia, può essere bastata una leggerissima preferenza del bosone di Higgs per la materia anziché per l'antimateria ed ecco che si è prodotto il mondo che abbiamo sotto gli occhi. "Ecco qua il minuscolo difetto, la sottile imperfezione da cui è nato tutto. Un'anomalia che dà origine a un universo che può evolvere per miliardi di anni." Se tutto nasce da lì, dobbiamo capire in ogni dettaglio quel momento cruciale, ricostruirlo fotogramma per fotogramma, al rallentatore e da diverse angolature. Per questo al Cern di Ginevra è stato realizzato Lhc, l'acceleratore di particelle più potente del mondo, il posto più simile al primo istante di vita dell'universo che l'uomo sia stato in grado di costruire. Per questo da anni i migliori fisici del mondo lavorano giorno e notte, ai quattro angoli del pianeta. È così che è stata catturata la "particella di Dio". Ed è per questo che si studia ancora, per capire di più su come tutto questo è nato e su come andrà a finire la nostra storia: se nel freddo e nel buio o in una catastrofe cosmica, che ci darebbe il privilegio di un'uscita di scena assai più spettacolare.

Guido Tonelli è responsabile al Cern dell'esperimento che, insieme a quello di Fabiola Gianotti, ha permesso di scoprire il bosone di Higgs, la “particella di Dio”.
Il premio ha offerto occasioni di confronto tra la letteratura divulgativa di tema scientifico e i giovani, non solo grazie al concorso e agli appuntamenti principali, ma anche con iniziative collaterali che stimolano curiosità, senso critico e capacità di sintesi degli studenti delle scuole superiori e dell’università. Fra questi il concorso “Recensire la Scienza”, lanciato sulla pagina Facebook del Premio Galileo, grazie al quale oltre 30 giovani si sono messi alla prova scrivendo i propri commenti sui libri finalisti. 
Le precedenti edizioni, a partire dal 2007 anno di apertura del Premio, hanno visto come presidenti della giuria scientifica figure molto note e illustri della ricerca e della divulgazione a partire dall’oncologo Umberto Veronesi, recentemente scomparso. Si sono avvicendati in ordine Carlo Rubbia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli e Paolo Crepet.
Ugualmente noti anche i libri e gli autori vincitori delle passate edizioni. Il primo anno vinse Perché la Scienza?, di Francesco e Luigi Luca Cavalli Sforza; poi Se l'uomo avesse le ali, di Andrea Frova; Energia per l'astronave terra, di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani; I vaccini dell'era globale, di Rino Ruppoli e Lisa Vozza; C’è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria, di Piergiorgio Odifreddi; Il meraviglioso mondo dei numeri, di Alex Bellos; Il DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica, di Sergio Pistoi; Il bonobo e l'ateo. In cerca di umanità

PREMIO ASIMOV 2017 PER LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA: VINCE BURIONI CON UN LIBRO SUI VACCINI

Sab, 05/06/2017 - 12:28
Il libro "il vaccino non è un'opinione" (recensito il settembre scorso da Gravità Zero ) ha vinto il premio Asimov 2017 per la divulgazione scientifica.





È Roberto Burioni, con il libro "Il vaccino non è un'opinione" edito da Mondadori, ad aggiudicarsi la seconda edizione dl Premio Asimov per la divulgazione scientifica. Il Verdetto, espresso da una giuria composta da oltre 1400 studenti italiani, è stato annunciato oggi nel corso di una cerimonia continua a L'Aquila, Cagliari e Lecce.
Medico immunologo, ricercatore e profesore Ordinario di Microbiologia e Virologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Roberto Burioni è noto al grande pubblico per la sua attività divulgativa, svolta soprattutto attraverso la sua pagina Facebook, a difesa della verità scientifica sui vaccini e contro le tesi antivacciniste. 
Il suo libro Il vaccino non è un'opinione, ha avuto la meglio sugli altri 4 finalisti rimasti in gara
Per un pugno di idee, Massimiano Bucchi (Bompiani)L'universo senza parole, Dana Mackenzie (Rizzoli)La nascita imperfetta delle cose, Guido Tonelli (Rizzoli)Dall'infinito poetico all'infinito matematico, Giuseppe Zappalà (Aracne Editrice) 
Il Prof. Roberto Burioni al 1° Congresso Medicina e Pseudoscienza del gruppo C1V

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"Questo premio è per me una sorpresa e una gioia. - scrive il prof. Roberto Burloni su Facebook - Una sorpresa perché un anno fa non sapevo di essere in grado di scrivere e comunicare la scienza; una gioia perché è un premio che viene da un'istituzione prestigiosissima e soprattutto perché il libro è stato votato da giovani delle scuole superiori, che sono il futuro del nostro paese. Il motivo per cui ho scritto questo libro è proprio guardando il futuro, del quale loro saranno protagonisti, immaginando un mondo più sicuro grazie alle vaccinazioni ma soprattutto una società dove la verità e la scienza trionfano sulla menzogna e sulla superstizione; dove l'umiltà di chi studia prevale sull'arroganza dell'ignorante. Un mondo che i ragazzi di oggi potranno costruire con l'impegno, il lavoro e l'istruzione".

"Ringrazio la giuria che ha selezionato il mio libro, ogni singolo studente che mi ha votato e anche quelli che, non avendomi votato, hanno comunque dedicato del tempo a leggermi. Un grazie particolare a Mondadori per la fiducia concessa a un esordiente e alle molte persone che mi hanno accompagnato in questa avventura aiutandomi a rendere questo libro migliore. Ringrazio anche tutti voi che mi seguite con un affetto e un entusiasmo che mi commuove e mi spinge a continuare".

"Però il grazie più grande va a mia figlia Caterina Maria, "la mia luce del presente e il mio sguardo nel futuro", che ha da poco compiuto sei anni e alla quale il libro è dedicato: è il pensiero di lei in quel mondo prossimo che mi ha spinto a provare a scrivere questo libro".

LE RICADUTE DELLA PSEUDOSCIENZA NELLA CLINICA PSICOLOGICA

Ven, 05/05/2017 - 11:28

Dr.ssa Pugno e Dott. TrombottoQuando ci è stato chiesto di partecipare al primo congresso nazionale dal titolo “Medicina e Pseudoscienza – La salute tra scienza e falsi miti nell’era 2.0”, ci siamo chiesti quale potesse essere il nostro contributo rispetto agli argomenti trattati da nomi importanti del campo medico e della divulgazione scientifica.Invece di soffermarci sulla scientificità delle cure sul cancro, della validità dei vaccini, dell’efficacia degli psicofarmaci, di cosa accade sul web, abbiamo deciso di partire dalla nostra esperienza di psicoterapeuti e di riportare quali sono le ricadute della disinformazione scientifica in ambito clinico.

Alcuni dei nostri pazienti sono affascinati da tutto ciò che leggono sul cibo ed in particolare al tema del cibo che fa male. Negli ultimi anni, in corso di terapia, dopo aver cominciato a prendersi più cura di sé, alcuni pazienti hanno deciso di diventare vegetariani sia per una scelta etica, sia per la convinzione di migliorare il proprio stato di salute. Qualcuno ha cominciato a consumare cibi biologici, convinto che ciò significhi che i cibi non hanno ricevuto nessun trattamento chimico. Per far chiarezza su questa tematica consigliamo di leggere il libro di S. Fuso “Naturale = Buono?”.

www.ecoassociazione.it
Idee strane si insidiano nel cervello anche rispetto a malattie come i tumori, fino ad arrivare a pensare che insorgano per i dispiaceri provati nella vita, come se un meccanismo psicologico avverso fosse in grado di trasformarli in un qualcosa di estraneo nel corpo. Alcune volte questi pensieri vengono trasmessi addirittura dal personale medico che si occupa della cura di soggetti malati, come è successo ad esempio alla signora Paola, mentre era in attesa per il suo ciclo di chemio, quando una infermiere le ha detto: “Sono tanti anni che lavoro qui ed ho capito che la leucemia viene a chi ha avuto dei dispiaceri nella vita”. Come ha raccontato in terapia, era poi pervasa da senso di colpa ritenendosi responsabile del tumore che aveva, per non aver saputo fronteggiare e superare i dispiaceri vissuti. La storia di Paola è stata molto interessante, perché mentre lavorava in terapia per rielaborare il vissuto sulla sua malattia, ha anche dovuto affrontare le difficoltà di sua figlia. Quest’ultima aveva sentito in ospedale i medici dire che la carne rossa è responsabile dell’insorgere di alcuni tumori. Risultato? Smette di mangiare carne da un giorno all’altro e a distanza di 5 mesi comincia a sentirsi sempre stanca, con problemi intestinali e un senso di malessere generale. Il valore del ferro scende a 3. Infatti cambi repentini di dieta, con eliminazione totale di alcuni alimenti, posso causare delle ricadute sul funzionamento del nostro organismo, come è successo anche ad Hu, che nutrendosi solo più di riso ed insalata ha incominciato ad avere problemi di concentrazione e memoria.
A causa della sempre più crescente attenzione per la salubrità del cibo, e con la scoperta di diverse diete (ad es. quella vegana), è cresciuta la preoccupazione per la propria salute. È cresciuta anche l'idea che il cibo faccia ammalare. Quando una persona durante la terapia comincia a prendersi cura di sé, potrebbe decidere che questo prendersi cura passi anche attraverso l'alimentazione, decide per il cambio di dieta, ma non mangiando meno e/o meglio, ma escludendo dei cibi. Nel tentativo di farsi del bene, finisce col farsi del male procurandosi carenze vitaminiche e deve poi fare marcia indietro.Altro tema importante rispetto alle bufale, è legato alle informazioni che gravitano attorno agli psicofarmaci. Alcuni pazienti preferiscono fumare marijuana per calmare l’ansia, raccontandosi che sia biologica, evitano l’antidepressivo perché ritengono che faccia ingrassare, e lo sostituiscono con le vitamine. Quasi tutti i pazienti che abbiamo incontrato, pensano che lo psicofarmaco sia solo per i «matti», che crei dipendenza, che vada preso tutta la vita, che gli effetti collaterali siano superiori ai benefici. Quelli che li assumono, decidono di poterli autogestire, sia per modificarne le dosi, l’interruzione e la ripresa, spesso invalidando così l’efficacia del farmaco.

Abbiamo quindi raccontato alcuni dei falsi miti che gravitano intorno ai disturbi sessuali, in particolare a quelli del desiderio, riportando le credenze dei nostri pazienti, come Luca che pensava di risolvere gli arrossamenti del glande utilizzando una crema al timo, mentre aveva bisogno di una circoncisione o di Maria che desiderava essere sempre eccitata come Tessa in “After” o di Antonio che non capiva perché non aveva un’erezione a comando per avere rapporti occasionali con donne da cui non era attratto.Abbiamo provato anche ad ipotizzare quali siano le persone più facilmente influenzabili dalla pseudoscienza attingendo dalla nostra esperienza e rifacendoci alla Teoria dell’attaccamento. Gli adulti ripropongono i modelli di relazione interiorizzati nell’infanzia grazie ai modelli operativi interni, ovvero rappresentazioni mentali che conducono le modalità di comportamento in quelle situazioni in cui il soggetto si prende cura. Possiamo così supporre che chi non sia riuscito a costruire una “base sicura”, tende ad avere un minor spirito critico sulle informazioni che trova e si confronta anche meno con il mondo circostante per verificarne la veridicità. Questo succede soprattutto per chi si trova a fare i conti con la malattia, chi soffre perché non si piace o non riesce a dare una direzione e un senso alla propria vita, chi deve affrontare un lutto e interrogarsi sulla morte. Inoltre alcuni disturbi di personalità, come quello istrionico per la sua suggestionabilità, o quello paranoico perché percepisce il mondo come minaccioso, sono più facilmente influenzabili da informazioni verosimili e sono più disposti a crederci, fino a modificare il proprio stile di vita in virtù di queste. Ricercando le informazioni sul web,
 i pazienti arrivano quasi sempre con auto-diagnosi corretta. Tuttavia, poi s’inventano soluzioni strane per risolvere i loro problemi e spesso innescano dei meccanismi di auto-mantenimento del disturbo. Di qui il nostro invito a rivolgersi sempre ad uno specialista.Speriamo che questo contributo possa aiutare a far riflettere su come la pseudoscienza abbia facilità ad insinuarsi nella sofferenza delle persone cerando una falsa speranza, una soluzione fittizia. L’interrogativo finale: chi di noi professionisti in campo scientifico è anche un divulgatore scientifico?

Dott. Fulvio Trombotto e Dr.ssa Luigina Pugno

ITALIAN MASTER STARTUP AWARD (IMSA): ECCO LE 12 FINALISTE

Mar, 05/02/2017 - 18:25
Si affronteranno a colpi di pitch, il 19 maggio a Palermo, per disputarsi il premio PNICube per le startup nate dalla ricerca accademica che hanno evidenziato le migliori performance sul mercato a pochi anni dalla costituzione.
Provengono da tutta Italia e rappresentano i più svariati settori merceologici, non solo biomed o ICT: si va dal green-tech alla cosmetica, dal tessile alla consulenza aziendale passando per l’edilizia e l’ingegneria ferroviaria. 
In dodici si contenderanno l’11° edizione del premio più atteso dal mondo delle giovani imprese hi-tech generate dalla ricerca accademica: l’Italian Master Startup Award, promosso da PNICube, Associazione Italiana degli Incubatori Universitari e delle Business Plan Competition accademiche, e organizzato quest’anno in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e il suo incubatore Arca, con il patrocinio del Comune di Palermo, dell’Ambasciata di Francia e del Department of International Trade dell’Ambasciata britannica, e la sponsorizzazione di Unicredit StartLab e growITup.Si tratta dell’unico premio su base nazionale che va a riconoscere gli effettivi risultati conseguiti dalle startup nate in ambito accademico nei loro primi anni di vita. L’evento di premiazione– che si terrà a Palermo il 19 maggio, presso lo storico Palazzo Chiaramonte Steri – sarà anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute delle startup innovative italiane. Il team vincitore si porterà a casa, oltre a un premio di 5.000 euro, anche la realizzazione di un video professionale sulle proprie attività grazie al contributo di Mosaicoon Spa.Ed ecco chi sono le finaliste selezionate da una Giuria composta da operatori di fondi di investimento, specialisti di early-stage financing e manager d’impresa*:
1.   Atlantech (spin-off Università di Verona) – ha realizzato un dispositivo innovativo per posare pali di illuminazione, con benefici economici, ambientali e sociali, grazie a una soluzione in acciaio, riutilizzabile e completamente riciclabile a fine vita. 2.     Greenrail (PoliHub – Politecnico di Milano) – produttrice della prima traversa sostenibile composita (anima in calcestruzzo precompresso rivestita da composto proveniente da plastica riciclata e gomma di pneumatici fuori uso) che, grazie alla sua composizione, riduce impatto acustico, vibrazioni e costi di manutenzione.3.   H-opera (spin-off Università di Salerno) – fornisce soluzioni innovative di ausilio alla chirurgia, al planning operatorio e all'Health-care in genere, con focus prevalentemente sulla chirurgia spinale, sull'artrodesi peduncolare e sulla ricostruzione biofedele di tutte le strutture ossee, con altissima precisione.4.     In.sight (spin-off Università di Palermo) – sviluppa sistemi di navigazione con realtà aumentata, a basso costo e poco invasivi sull’ambiente, di ausilio anche per persone anziane, ipovedenti o non vedenti.5.     Laborplay (spin-off Università di Firenze) – ha sviluppato un servizio informatico di gaming che consente all’utente di ricavare un CV dinamico delle proprie soft skills a partire dalla condivisione dei punteggi di gioco e alle Aziende, nel contempo, di ottenere graduatorie di candidati in funzione del “job match”.6.     Mediamente Consulting (I3P – Politecnico di Torino) - fornisce alle aziende un’infrastruttura tecnologica di Business Analytics in grado di fornire in poche settimane informazioni utili alle decisioni strategiche di business.7.     Lanieri (I3P – Politecnico di Torino) - primo e-commerce 100% Made in Italy dedicato all’abbigliamento maschile con un servizio su misura interamente online che sfrutta una piattaforma omni-channel e un innovativo algoritmo per l’analisi delle misure anatomiche. 8.     NITe, Natural Intelligent Technologies (spin-off Università di Salerno) – PMI innovativa che fornisce tecnologie software innovative e competenze avanzate nel settore ICT dell’Intelligenza Artificiale e Pattern Recognition per l’elaborazione automatica di documenti digitali, in special modo quelli manoscritti.9.     Sixth Sense (spin-off Scuola Superiore Sant’Anna Pisa) – attiva in ambito Big Data Analytics, Data Visualization, Digital Development e Business Intelligence, opera attraverso partner di sviluppo commerciale con clienti internazionali.10.  SLH (I3P – Politecnico di Torino) – ha realizzato un impianto fisico-chimico in grado di processare sottoprodotti biologici di origine animale e vegetale per produrre biocombustibile, utilizzabile come fonte di alimentazione per motori cogenerativi e caldaie, nonché per la produzione di biodiesel.11.  Sostanze Naturali di Sardegna (Università di Sassari) – realtà produttiva che realizza cosmetici e saponi artigianali sull’Isola di Asinara, secondo ricette originali, utilizzando solo piante spontanee ed estratti provenienti dallo sfalcio della pulizia dei sentieri del Parco Nazionale e prodotti locali, come il latte d’asina.12.  Stem Sel (spin-off AlmaCube – Università di Bologna) - si basa sulla produzione di una strumentazione per la selezione di cellule staminali umane da tessuti adulti “di scarto” per applicazioni in Medicina Rigenerativa (ricostruzione di tessuti e organi).

CORSO ADDETTO ALLA COMUNICAZIONE STAMPA E WEB A INDIRIZZO TECNICO -SCIENTIFICO

Mar, 05/02/2017 - 15:27
Sono aperte le prossime adesioni disponibili per il corso in teledidattica in Ufficio Stampa a Indirizzo Tecnico Scientifico  in collaborazione con la  Scuola Superiore Europea Statale di Torino Altiero Spinelli. Preiscrizioni aperte inviando una email a redazione@gravita-zero.org.
Maggiori informazioni qui


È possibile iscriversi al corso in TELEDIDATTICA con partenza immediata per chi,  distante o con impegni,  non può seguire in aula.
I corsi in aula e in teledidattica sono assolutamente identici, con i docenti via teledidattica (Skype) che si alterneranno alle lezioni.
A chi ne farà richiesta invieremo il modulo di presentazione e di iscrizione scrivendo a redazione@gravita-zero.org

Maggiori informazioni qui



SBOCCHI PROFESSIONALI? 
Il corso prepara a una professione indispensabile in tutte le imprese italiane di ogni dimensione: un numero di imprese che attualmente ammonta a oltre 6 milioni (fonte ISTAT).

Considerando che solo il 7% delle imprese italiane possiede un sito ecommerce (contro il 20% europeo) e che appena quarto delle imprese esaminate non ha un sito web, percentuale che sale al 33.2% per le aziende di piccole dimensioni e arriva al 46.3% per le imprese che operano nel B2B (fonte: DataMediaHub), il corso prepara a un esperto richiestissimo a partire già dal 2016 e per il prossimo decennio nelle imprese che intendano innovarsi e aumentare la propria capitalizzazione sul mercato nazionale e internazionale. 


AGROTECNICI: I CORSI DI LAUREA CHE EVITANO O RIDUCONO LA PRATICA

Mar, 05/02/2017 - 12:50
Per sostenere gli esami di abilitazione all’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici i laureati debbono prima svolgere sei mesi di tirocinio certificato (od un percorso professionalizzante equivalente). Ma è possibile evitare la pratica a certe condizioni.

Tuttavia il DPR n. 328/2001 consente anche di svolgere questo semestre prima del conseguimento della laurea, direttamente nel corso di studi universitario, ponendo però come condizione che venga stipulata una convenzione fra l’Università ed il Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.
Alla data del 5 ottobre 2016 i Corsi di laurea convenzionati sono in numero di 209.
L'ultima Convenzione per lo svolgimento del tirocinio professionale durante il corso di studi universitario è stata stipulata con il Dipartimento di Bioscienze dell'Università di Parma. 

LA DOMANDA È: PERMETTE DI ABBREVIARE IL PERCORSO DI LAUREA? 
La risposta è si, rispettando sempre i termini di legge. Nessuno sconto, intendiamoci, ma il tirocinio è completato durante il corso di laurea. 
Tra le università che  concorrono allo snellimento delle pratiche burocratiche c'è l'UNIVERSITÀ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO - DIPARTIMENTO DI ECONOMIA, INGEGNERIA ED AGRIBUSINESS 
- Classe L-7 “Ingegneria Civile e Ambientale”
- Classe L-18 “Scienze dell’Economia e della gestione aziendale”
- Classe L-26 “Scienze e Tecnologie alimentari”

Si tratta di un traguardo importante in cui abbiamo sempre creduto, in quanto questi corsi si rivolgono spesso a chi, adulto e professionista, svolge già una professione e dunque non ha bisogno di svolgere tirocini abilitanti. 
Le Università Popolari, in Italia, sono generalmente associazioni private, che possono (eventualmente) interagire con le Università di Stato per il rilascio di crediti formativi (CFU). L'Università Popolare degli Studi di Milano è un'UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE che eroga titoli in virtù della Convenzione di Lisbona sul riconoscimento del titolo nella regione europea, affiliata alla UUPN (University Of United Popoular Nations) partner dell'Università di Stato di Bouakè e Ouagadougou, consacrato successivamente con provvedimento amministrativo Prot. 313/11 MIUR e relativi approfondimenti. Maggiori info su: www.unimilano.net

BABYLUX: LA LUCE CHE ILLUMINA I BAMBINI PREMATURI

Lun, 05/01/2017 - 15:41
Obiettivo: ridurre il rischio di danno cerebrale correlato a una nascita pretermine.Per la prima volta sono state associate in un unico strumento due tecnologie fotoniche che hanno permesso alla luce di penetrare in profondità nei tessuti e misurare con precisione l’ossigenazione e la regolarità del flusso sanguigno dei neonati prematuri. La sperimentazione clinica del progetto europeo BabyLux è in corso a Milano e Copenhagen ed è stata studiata al Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e all’Istituto di Scienze Fotoniche (ICFO) di Barcellona



Sono confortanti i primi risultati sui bambini prematuri, ottenuti dalla sperimentazione clinica in corso a Milano e Copenhagen, del progetto europeo BabyLux, che ha come obiettivo il monitoraggio, con un alto livello di precisione, dell'ossigenazione e perfusione cerebrale dei nati pretermine. Dal progetto è nata un’apparecchiatura, non invasiva e di dimensioni adatte agli spazi ristretti delle terapie intensive neonatali: si tratta di uno strumento mobile, dotato di un monitor e di una sonda di fibre ottiche che, appoggiata sulla testa del bambino, fornisce dati sull’ossigeno presente nell’encefalo del prematuro e sulla regolarità del flusso sanguigno, due parametri cruciali per ridurre il rischio di danno cerebrale in caso di nascita pretermine. 
I primi dati, ricavati da misurazioni effettuate in circa 60 bambini tra prematuri e nati a termine, evidenziano una riproducibilità con variabilità inferiore al 5% per la misura di ossigenazione (risultato migliore rispetto agli strumenti attualmente presenti in commercio) e dal 15 al 25% per il flusso sanguigno (risultato comparabile alle misurazioni Doppler transcraniche ad ultrasuoni o altre modalità più complesse). Un altro dato molto importante riguarda la non invasività e la sicurezza dello strumento. 

Secondo gli ultimi dati dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il problema dei nati pre-termine, prima cioè della 37/a settimana di gestazione, riguarda ogni anno nel mondo circa 13 milioni di bambini, 40mila solo in Italia, pari al 6,9% delle nascite che avvengono nel nostro paese. Il rischio di danno cerebrale, problemi di sviluppo e disabilità aumentano se il bambino è molto pretermine. 

“Le tecniche fotoniche che abbiamo sviluppato permettono alla luce laser di penetrare a fondo nei tessuti umani e in particolare di raggiungere la corteccia cerebrale. In questo modo possiamo “illuminare” il cervello e studiarne le dinamiche in modo sicuro e non invasivo - precisa Alessandro Torricelli, Professore ordinario del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano, coordinatore del progetto BabyLux. – Sfruttando queste caratteristiche forniamo ai neonatologi un valido apparecchio di prevenzione per monitorare lo stato di salute dei bambini prematuri. La speranza del progetto, è quella di avere iniziato un cammino che ci porterà nel giro di qualche anno, ad avere questa strumentazione sul mercato”. 

“La nascita pretermine è associata ad un aumentato rischio di sviluppare lesioni cerebrali e disabilità nell'età evolutiva. Molti di questi problemi derivano da alterazioni dell'ossigenazione e perfusione cerebrale nei primi giorni di vita. Lo strumento BabyLux permette di monitorare l’ossigenazione e l’emodinamica cerebrale alla culla del bambino in modo continuo, e non invasivo, senza arrecare troppo disturbo a bambini così fragili ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. – afferma Monica Fumagalli, medico Neonatologo presso l'U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano, diretta dal Prof. Fabio Mosca. I risultati preliminari, ottenuti su neonati a termine e pretermine,  sono incoraggianti; l'obiettivo ora è quello di effettuare ulteriori misurazioni per confermare la validità di BabyLux quale strumento in grado di fornire importanti informazioni cliniche sul "benessere cerebrale" nei nati pretermine e che possa guidare i neonatologi nelle scelte assistenziali.

BabyLux - che vede coinvolti Politecnico di Milano, Fondazione Politecnico di Milano, ICFO- Institute of Photonic Sciences, Fraunhofer Institute for Production Technology IPT Hemophotonics SL, PicoQuant GmbH, Competitive Network SL, Region Hovedstaden e Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano con il finanziamento del 50% della Comunità Europea – ha unito, per la prima volta, in un unico strumento due innovative tecnologie fotoniche (DCS – Diffuse Correlation Spectroscopy e TRS Time Resolved near-infrared Spectroscopy) sviluppate dal Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e dall’Istituto di Scienze Fotoniche di Barcellona (ICFO) e reso così accessibili informazioni cliniche importanti per lo studio dei tessuti umani. 

Il protocollo clinico relativo alla sperimentazione è stato approvato dal Ministero della Salute Italiano, dall’Agenzia Medica danese e dal Comitato Etico di entrambi gli ospedali coinvolti. L’obiettivo è di procedere con i test negli ospedali per acquisire ulteriori dati e consolidare così i risultati della ricerca. Il progetto BabyLux è iniziato nel gennaio del 2014 e si è concluso nell’ aprile del 2017. E’ stato finanziato dalla Commissione Europea, Programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP) – ICT, Policy Support Programme 2007 – 2013 (Grant agreement n. 620996).

Maggiori informazioni al sito www.babylux-project.eu

GETTI RELATIVISTICI DALLA GALASSIA CHE NON TI ASPETTI

Lun, 05/01/2017 - 15:27
La scoperta da parte del satellite Fermi della NASA di emissione variabile nei raggi gamma da galassie di tipo narrow-line Seyfert 1 ha rivelato la presenza di una possibile nuova classe di nuclei galattici attivi (AGN) con getti relativistici. Utilizzando i dati provenienti dallo strumento CIRCE al Gran Telescopio Canarias, un gruppo di ricercatori guidati da Filippo D'Ammando (dell'Istituto Nazionale di Astrofisica a Bologna e dell'Università di Bologna) ha determinato in che tipo di galassia si formano questi getti, che si propagano a velocità prossima a quella della luce. La galassia che ospita l’oggetto FBQS J1644+2619 ha una forma ellittica, contrariamente a quanto finora osservato in questa tipologia di oggetti.

AGN FBQS J1644+2619
Decomposizione della brillanza superficiale bi-dimensionale di FBQS J1644+2619. Pannelli superiori: immagine in scala di colori della galassia in banda J (sinistra), il modello GALFIT usando Sersic+PSF (centro), immagine residua dopo aver sottratto il modello (destro). Pannelli inferiori: la PSF1 (sinistra), il modello GALFIT usando Sersic+PSF1 (centro), l'immagine residua dopo aver sottratto la PSF1 riscalata. In tutti i pannelli il Nord è su e l'Est è a destra.Intervista a Filippo D'Ammando


I getti relativistici sono delle potenti espulsioni di plasma ed energia provenienti dai buchi neri supermassicci al centro dei nuclei galattici attivi. Di solito, gli AGN di tipo narrow-line Seyfert 1 si trovano in galassie a spirale che al loro interno ospitano buchi neri la cui massa non supera qualche decina di milioni di masse solari, mentre i getti relativistici che permettono emissioni fino ai raggi gamma si formano solo in galassie ellittiche dove si trovano buchi neri di masse da cento milioni a qualche miliardo di masse solari.


"In questo lavoro abbiamo mostrato per la prima volta come la galassia ospite di una di queste narrow-line Seyfert 1 sia una galassia ellittica e la massa del buco nero centrale di questo AGN sia circa 200 milioni di masse solari, comparabile con quelle che di solito vengono stimate per i blazar", spiega D'Ammando, ricercatore presso l’INAF-Istituto di Radioastronomia nonché primo autore dello studio pubblicato oggi sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letter.
La rivelazione di getti in una classe di AGN solitamente residenti in galassie a spirale metteva in dubbio il modello finora accettato dalla comunità scientifica secondo cui solo nuclei galattici attivi in galassie ellittiche possano formare getti relativistici. Ciò implicherebbe che tali strutture, nel caso delle galassie di tipo narrow-line Seyfert 1, possano essere prodotte da meccanismi diversi rispetto a quelli che vengono rilevati nei blazar e nelle radiogalassie.
"Non è ancora chiaro come mai una sotto-popolazione di galassie di tipo narrow-line Seyfert 1 venga a trovarsi in una galassia ellittica e non in una galassia a spirale come nel caso delle altre sorgenti di questa classe di AGN. Questa peculiarità sembra essere alla base della formazione del getto relativistico in questi oggetti e quindi della produzione di emissione gamma che vediamo col satellite Fermi”, conclude D’Ammando.
Il team scientifico internazionale (di cui fanno parte anche i ricercatori INAF Alessandro Capetti, Monica Orienti e Claudia Raiteri) ha provato a risolvere l’enigma utilizzando immagini ad alta risoluzione in banda infrarossa della galassia Seyfert FBQS J1644+2619 rivelata nei raggi gamma. Con lo strumento CIRCE sono stati poi derivati il profilo di brillanza superficiale della galassia ospite (per discriminare tra una forma ellittica e una a spirale della galassia ospite) e la massa del buco nero centrale dell'AGN.
La scoperta dei ricercatori è importante per confermare le teorie di formazione dei getti relativistici nei nuclei galattici attivi, ma saranno necessarie ulteriori indagini ad alta risoluzione per chiarire definitivamente il problema.
Per saperne di più.I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letter, Oxford University Press, nell’articolo “Uncovering the host galaxy of the gamma-ray emitting narrow-line Seyfert 1 galaxy FBQS J1644+2619”, di Filippo D'Ammando (Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Bologna, INAF-Istituto di Radioastronomia), Josè A. Acosta-Pulido (Instituto de Astrofisica de Canarias, Departamento de Astrofisica, Universidad de La Laguna), Alessandro Capetti (INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino), Claudia M. Raiteri (INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino), Ranieri D. Baldi (Department of Physics and Astronomy, University of Southampton), Monica Orienti (INAF-Istituto di Radioastronomia), Cristina Ramos Almeida (Instituto de Astrofisica de Canarias, Departamento de Astrofisica, Universidad de La Laguna).

SATURNO COME NON LO AVETE MAI VISTO: ARRIVANO LE PRIME IMMAGINI DALLA SONDA CASSINI

Dom, 04/30/2017 - 11:35
Il 26 aprile scorso è iniziata la spettacolare serie di tuffi della sonda Cassini (saturn.jpl.nasa.gov) negli anelli di Saturno per scoprirne i segreti più reconditi, prima di tutto l'età. Saranno quattro mesi di dati e immagini mai visti, prima del gran finale della missione, previsto il 15 settembre con la discesa nell'atmosfera del pianeta. A questa fase spettacolare della missione, nata dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).



Sono intanto arrivate anche le prime immagini ravvicinate dell’atmosfera di Saturno: scattate dalla sonda Cassini durante il primo dei 22 tuffi negli anelli più interni del pianeta. Nelle immagini mozzafiato si vedono in primo piano nubi e un vortice nell'atmosfera. La Nasa ha diffuso le immagini ancora 'grezze' cioè non elaborate a circa 24 ore dal primo dei 22 tuffi negli anelli più interni e nello spazio che li separa da Saturno, che la sonda farà nei prossimi 4 mesi, prima del gran finale di settembre. Si preannunciano già dati e immagini mai visti.

Our closest look ever at #Saturn’s atmosphere and giant hurricane. #GrandFinale https://t.co/giL0pulIEW pic.twitter.com/Qi3T2wSzc1— CassiniSaturn (@CassiniSaturn) 27 aprile 2017

La sonda si è tuffata a volo radente attorno al pianeta, passando nello stretto varco tra l’atmosfera e il bordo più interno degli anelli. Prossima immersione attesa: il 2 maggio

In azzurro le 22 orbite del Grand Finale di Cassini; in arancio l’ultima orbita parziale seguita dalla sonda fino al 15 settembre 2017, quando brucerà nell’atmosfera di Saturno.
Crediti: NASA/JPL-Caltech

API TORINO SPONSOR DEL SALONE DEL LIBRO 2017

Ven, 04/28/2017 - 08:28
Dal 18 al 22 maggio. L’Associazione presente con un proprio spazio e con l’Assemblea dei Soci.


"API Torino ha scelto di essere presente all’edizione 2017 del Salone del Libro per dare un segnale concreto di sostegno a questo importante evento da parte del sistema economico e sociale torinese e piemontese", dice il Presidente Corrado Alberto. 
La presenza di API al Salone Internazionale del Libro ha anche l’obiettivo di raccontare la cultura d’impresa che le PMI sono in grado di esprimere. 
Nell’ambito del Salone, l’Associazione avrà un proprio stand presso il quale verranno organizzati incontri dedicati alla cultura della piccola e media impresa sui temi inerenti la produzione, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l’alimentazione, l’edilizia. 
Il 22 maggio API terrà la propria Assemblea annuale dei Soci: un evento al quale sono stati invitati tutti i vertici delle Istituzioni.
Presto i dettagli sulla presenza di API oltre che le istruzioni utili per accedere all’evento.

Di seguito il Comunicato Stampa


API TORINO SPONSOR DEL SALONE DEL LIBRO 2017

Corrado Alberto: “Rappresentiamo la cultura della piccola e media impresa dal 1949” Segnale forte di presenza delle imprese locali nell’ambito di un evento fondamentale per il territorio

API Torino ha scelto di essere presente all’edizione 2017 del Salone del Libro per dare un segnale concreto di sostegno a questo importante evento da parte del sistema economico e sociale torinese e piemontese.

La presenza di API al Salone del Libro ha anche l’obiettivo di raccontare la cultura d’impresa che le PMI sono in grado di esprimere con il loro particolare modo di produrre, intendere i rapporti di lavoro, la presenza stessa delle imprese nel territorio.

“Abbiamo deciso di essere presenti per tutta la durata del Salone – dice il Presidente di API, Corrado Alberto -, perché crediamo che le piccole e medie imprese che rappresentiamo siano soggetti non solo economici ma anche culturali e che siano in grado di diffondere una propria cultura d’impresa sostenendo lo sviluppo individuale e collettivo, in coerenza con le dinamiche del mercato globale”.

API Torino nel corso del Salone organizzerà presso il proprio spazio una serie di incontri dedicati alla cultura della piccola e media impresa sui temi inerenti la produzione, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l’alimentazione, l’edilizia. Il 22 maggio API terrà la propria Assemblea annuale dei soci.

API Torino dal 1949 riunisce le Piccole e le Medie Imprese private di Torino e provincia sotto un unico tetto, garantendo rappresentanza ad un sistema industriale che costituisce la sostanza della capacità e della sapienza produttiva di una delle aree economicamente più rilevanti del Paese.

“Uno dei nostro obiettivi principali – continua Alberto – è quello di dare voce alle PMI, sensibilizzando l’opinione pubblica sul mondo imprenditoriale e sull’andamento del sistema produttivo ed economico influendo sulla scena locale, nazionale ed internazionale. Oltre a questo, ogni impresa e ogni imprenditore di API Torino accede ad un insieme di servizi, risorse e tutele ed è inserito all’interno di una rete virtuosa in cui ogni componente ha lo stesso valore partecipativo”.

Con più di 1.700 associati API Torino – che aderisce a livello nazionale a CONFAPI -, è al fianco di imprenditori e aziende manifatturiere e di servizi, di tipologie e dimensioni diverse, ne rappresenta diritti e le necessità in tutti i tavoli istituzionali oltre che nei confronti delle Organizzazioni Sindacali, degli enti di ricerca e del più ampio sistema economico e sociale. Fanno parte del sistema API Torino anche API Formazione e il Centro Servizi PMI: altre due realtà che concretizzano l’impegno di API Torino fornendo una consulenza specifica per ogni esigenza. Completano il sistema associativo il Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) e APID Imprenditorialità Donna.

UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

Gio, 04/27/2017 - 08:05
Dal 18 al 22 maggio, l'Università Popolare di Milano sarà presente al Salone Internazionale del Libro: l'evento nazionale più importante nel settore editoriale e culturale.



L'Università Popolare degli Studi di Milano ha scelto di essere presente all’edizione 2017 del Salone del Libro per dare un segnale concreto di sostegno a questo importante evento da parte del sistema delle Università Popolari Italiane e del  Cnupi | Confederazione Nazionale Università Popolare Italiane

La presenza dell'ateneo ha anche l’obiettivo di raccontare la cultura che le Università Popolari  sono in grado di esprimere con il loro particolare modo di trasmette valori e formazione, intendere i rapporti tra studenti, la presenza stessa delle università nel territorio.
Nell’ambito del Salone, l'ateneo avrà un proprio spazio presso il quale verranno organizzati incontri dedicati alla cultura universitaria popolare negli ultimi 100 anni sui temi inerenti l'intervento sociale, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l'ambiente.
Il 22 maggio l'Università terrà un Open Day: un evento al quale sono invitati anche i vertici delle Istituzioni. Seguiranno naturalmente altri dettagli sulla presenza di Unipmi oltre che le istruzioni utili per accedere all’evento.
In Italia le prime Università Popolari furono organizzate negli ultimi decenni del secolo scorso. Il disagio economico rendeva allora difficile a gran parte della popolazione acquisire quelle conoscenze elementari che avrebbero consentito di vivere e di lavorare meglio. La Scuola era privilegio di pochi, l’Università appariva ancora più inaccessibile. Le Università Popolari, iniziarono ad impegnarsi non soltanto istruendo un numero sempre crescente di cittadini di ogni età e condizione sociale, ma anche coinvolgendo professionisti ed illustri uomini di cultura che desideravano offrire parte del loro tempo e delle loro competenze in questa impresa che appariva loro come una sfida affascinante e, per l’epoca, “anticonformista”. Ricordiamo alcuni tra i nostri docenti di allora: Giovanni Bovio, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, Ludovico Mortara, Roberto Ardigò, Gioacchino Volpe, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini, Francesco Pullé e molti altri. Dall’ultimo dopoguerra v’è stata una ulteriore fioritura di questi Istituti di Cultura. 
A Milano nel 1900 nasce la prima Università Popolare e successivamente l'università popolare di Mantova si trasferisce a Milano denominandosi Università popolare di Milano. L'edizione della Università popolare di Mantova denominata "Università popolare di Milano" diventa una nuova fonte di cultura e volgarizzazione scientifica in Milano. Nascono poi in Milano altre università Popolari di Milano, quella Milanese e la Università proletaria di Milanese.
Infine, il sito unipmi.org è di proprietà dell'Università Popolare degli studi di Milano per le offerte esclusivamente formative culturali. 

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