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Aggiornato: 12 min 35 sec fa

SATURNO COME NON LO AVETE MAI VISTO: ARRIVANO LE PRIME IMMAGINI DALLA SONDA CASSINI

Dom, 04/30/2017 - 11:35
Il 26 aprile scorso è iniziata la spettacolare serie di tuffi della sonda Cassini (saturn.jpl.nasa.gov) negli anelli di Saturno per scoprirne i segreti più reconditi, prima di tutto l'età. Saranno quattro mesi di dati e immagini mai visti, prima del gran finale della missione, previsto il 15 settembre con la discesa nell'atmosfera del pianeta. A questa fase spettacolare della missione, nata dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).



Sono intanto arrivate anche le prime immagini ravvicinate dell’atmosfera di Saturno: scattate dalla sonda Cassini durante il primo dei 22 tuffi negli anelli più interni del pianeta. Nelle immagini mozzafiato si vedono in primo piano nubi e un vortice nell'atmosfera. La Nasa ha diffuso le immagini ancora 'grezze' cioè non elaborate a circa 24 ore dal primo dei 22 tuffi negli anelli più interni e nello spazio che li separa da Saturno, che la sonda farà nei prossimi 4 mesi, prima del gran finale di settembre. Si preannunciano già dati e immagini mai visti.

Our closest look ever at #Saturn’s atmosphere and giant hurricane. #GrandFinale https://t.co/giL0pulIEW pic.twitter.com/Qi3T2wSzc1— CassiniSaturn (@CassiniSaturn) 27 aprile 2017

La sonda si è tuffata a volo radente attorno al pianeta, passando nello stretto varco tra l’atmosfera e il bordo più interno degli anelli. Prossima immersione attesa: il 2 maggio

In azzurro le 22 orbite del Grand Finale di Cassini; in arancio l’ultima orbita parziale seguita dalla sonda fino al 15 settembre 2017, quando brucerà nell’atmosfera di Saturno.
Crediti: NASA/JPL-Caltech

API TORINO SPONSOR DEL SALONE DEL LIBRO 2017

Ven, 04/28/2017 - 08:28
Dal 18 al 22 maggio. L’Associazione presente con un proprio spazio e con l’Assemblea dei Soci.


"API Torino ha scelto di essere presente all’edizione 2017 del Salone del Libro per dare un segnale concreto di sostegno a questo importante evento da parte del sistema economico e sociale torinese e piemontese", dice il Presidente Corrado Alberto. 
La presenza di API al Salone Internazionale del Libro ha anche l’obiettivo di raccontare la cultura d’impresa che le PMI sono in grado di esprimere. 
Nell’ambito del Salone, l’Associazione avrà un proprio stand presso il quale verranno organizzati incontri dedicati alla cultura della piccola e media impresa sui temi inerenti la produzione, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l’alimentazione, l’edilizia. 
Il 22 maggio API terrà la propria Assemblea annuale dei Soci: un evento al quale sono stati invitati tutti i vertici delle Istituzioni.
Presto i dettagli sulla presenza di API oltre che le istruzioni utili per accedere all’evento.

Di seguito il Comunicato Stampa


API TORINO SPONSOR DEL SALONE DEL LIBRO 2017

Corrado Alberto: “Rappresentiamo la cultura della piccola e media impresa dal 1949” Segnale forte di presenza delle imprese locali nell’ambito di un evento fondamentale per il territorio

API Torino ha scelto di essere presente all’edizione 2017 del Salone del Libro per dare un segnale concreto di sostegno a questo importante evento da parte del sistema economico e sociale torinese e piemontese.

La presenza di API al Salone del Libro ha anche l’obiettivo di raccontare la cultura d’impresa che le PMI sono in grado di esprimere con il loro particolare modo di produrre, intendere i rapporti di lavoro, la presenza stessa delle imprese nel territorio.

“Abbiamo deciso di essere presenti per tutta la durata del Salone – dice il Presidente di API, Corrado Alberto -, perché crediamo che le piccole e medie imprese che rappresentiamo siano soggetti non solo economici ma anche culturali e che siano in grado di diffondere una propria cultura d’impresa sostenendo lo sviluppo individuale e collettivo, in coerenza con le dinamiche del mercato globale”.

API Torino nel corso del Salone organizzerà presso il proprio spazio una serie di incontri dedicati alla cultura della piccola e media impresa sui temi inerenti la produzione, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l’alimentazione, l’edilizia. Il 22 maggio API terrà la propria Assemblea annuale dei soci.

API Torino dal 1949 riunisce le Piccole e le Medie Imprese private di Torino e provincia sotto un unico tetto, garantendo rappresentanza ad un sistema industriale che costituisce la sostanza della capacità e della sapienza produttiva di una delle aree economicamente più rilevanti del Paese.

“Uno dei nostro obiettivi principali – continua Alberto – è quello di dare voce alle PMI, sensibilizzando l’opinione pubblica sul mondo imprenditoriale e sull’andamento del sistema produttivo ed economico influendo sulla scena locale, nazionale ed internazionale. Oltre a questo, ogni impresa e ogni imprenditore di API Torino accede ad un insieme di servizi, risorse e tutele ed è inserito all’interno di una rete virtuosa in cui ogni componente ha lo stesso valore partecipativo”.

Con più di 1.700 associati API Torino – che aderisce a livello nazionale a CONFAPI -, è al fianco di imprenditori e aziende manifatturiere e di servizi, di tipologie e dimensioni diverse, ne rappresenta diritti e le necessità in tutti i tavoli istituzionali oltre che nei confronti delle Organizzazioni Sindacali, degli enti di ricerca e del più ampio sistema economico e sociale. Fanno parte del sistema API Torino anche API Formazione e il Centro Servizi PMI: altre due realtà che concretizzano l’impegno di API Torino fornendo una consulenza specifica per ogni esigenza. Completano il sistema associativo il Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) e APID Imprenditorialità Donna.

UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

Gio, 04/27/2017 - 08:05
Dal 18 al 22 maggio, l'Università Popolare di Milano sarà presente al Salone Internazionale del Libro: l'evento nazionale più importante nel settore editoriale e culturale.



L'Università Popolare degli Studi di Milano ha scelto di essere presente all’edizione 2017 del Salone del Libro per dare un segnale concreto di sostegno a questo importante evento da parte del sistema delle Università Popolari Italiane e del  Cnupi | Confederazione Nazionale Università Popolare Italiane

La presenza dell'ateneo ha anche l’obiettivo di raccontare la cultura che le Università Popolari  sono in grado di esprimere con il loro particolare modo di trasmette valori e formazione, intendere i rapporti tra studenti, la presenza stessa delle università nel territorio.
Nell’ambito del Salone, l'ateneo avrà un proprio spazio presso il quale verranno organizzati incontri dedicati alla cultura universitaria popolare negli ultimi 100 anni sui temi inerenti l'intervento sociale, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l'ambiente.
Il 22 maggio l'Università terrà un Open Day: un evento al quale sono invitati anche i vertici delle Istituzioni. Seguiranno naturalmente altri dettagli sulla presenza di Unipmi oltre che le istruzioni utili per accedere all’evento.
In Italia le prime Università Popolari furono organizzate negli ultimi decenni del secolo scorso. Il disagio economico rendeva allora difficile a gran parte della popolazione acquisire quelle conoscenze elementari che avrebbero consentito di vivere e di lavorare meglio. La Scuola era privilegio di pochi, l’Università appariva ancora più inaccessibile. Le Università Popolari, iniziarono ad impegnarsi non soltanto istruendo un numero sempre crescente di cittadini di ogni età e condizione sociale, ma anche coinvolgendo professionisti ed illustri uomini di cultura che desideravano offrire parte del loro tempo e delle loro competenze in questa impresa che appariva loro come una sfida affascinante e, per l’epoca, “anticonformista”. Ricordiamo alcuni tra i nostri docenti di allora: Giovanni Bovio, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, Ludovico Mortara, Roberto Ardigò, Gioacchino Volpe, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini, Francesco Pullé e molti altri. Dall’ultimo dopoguerra v’è stata una ulteriore fioritura di questi Istituti di Cultura. 
A Milano nel 1900 nasce la prima Università Popolare e successivamente l'università popolare di Mantova si trasferisce a Milano denominandosi Università popolare di Milano. L'edizione della Università popolare di Mantova denominata "Università popolare di Milano" diventa una nuova fonte di cultura e volgarizzazione scientifica in Milano. Nascono poi in Milano altre università Popolari di Milano, quella Milanese e la Università proletaria di Milanese.
Infine, il sito unipmi.org è di proprietà dell'Università Popolare degli studi di Milano per le offerte esclusivamente formative culturali. 

COME ARGOMENTARE LE RISPOSTE AGLI ANTIVAX

Mer, 04/26/2017 - 14:43
Roberto Burioni al congresso "Medicina e Pseudoscienza"
Si è concluso da un paio di settimane a Roma il congresso organizzato dalla C1V edizioni su Medicina e pseudoscienza, e sono della scorsa settimana le notizie della radiazione dall’albo dei medici del dott. Gava per la sua “posizione non scientifica” rispetto ai vaccini, e dell’infermiera che fingeva di somministrare i vaccini.
I social network hanno dato democraticamente la parola a tutti, ma non tutti coloro che parlano lo fanno per il bene, spesso travestono con il bene i propri interessi, che possono essere anche di tipo economico.
Il dott. Catania afferma che l’aver studiato, l’aver acquisito autorevolezza su un determinato argomento non sono più riconosciuti come elementi che danno fiducia, ma vengono interpretati dai promotori delle terapie “non chimiche” come elementi che dimostrano l’essere al servizio delle lobby. Il non aver studiato viene visto come più vicino alle persone e come segno di un pensiero più genuino e meno contaminato da altri interessi. Spesso però questo pensiero non ha prove di validità, ma si ferma ad essere un pensiero ingenuo. Ma in una società in cui stanno venendo meno la comunicazione e l’informazione in favore della conversazione e della promozione, coloro che più facilmente riescono a parlare in modo colloquialefiniscono con l’essere sempre più ascoltati a discapito della correttezza del contenuto.
Ci ricorda Catania, che andare al di là della prima informazione letta, richiede motivazione e ciò comporta un certo impegno di energie e di tempo, che spesso non si vuol utilizzare e ci si ferma alla superficie di quanto letto.
Il dott. Clavenna ci ha ricordato che la storia dei vaccini è una storia di successo quando ha portato alla scomparsa del vaiolo; di quasi successo perché dei 3 tipi di poliomielite ne esiste ancora 1 e di non ancora successo quando si parla di morbillo, che nel mondo miete ancora 15 morti ogni ora. Questo avviene perché, dichiara il dott. Rezza, una persona infetta col morbillo ne riesce ad infettare altre 15, mentre una persona infetta con influenza ne riesce ad infettare altre 4! Il vaccino per il morbillo ha evitato 20.000.000 di morti.
Quando la popolazione è per il 95% vaccinata si crea l’immunità di gregge, ciò permette al 5% non vaccinato di non contrarre le malattie. L’immunità di gregge è molto utile perché protegge anche chi non può vaccinarsi, come coloro che, adulti o bambini, stanno facendo la chemioterapia e sono immunodepressi.
Dopo l’acqua potabile, afferma il dott. Burioni, i vaccini hanno salvato più vite, che non altri farmaci.Gli antivaccinisti sono nati con i vaccini. Per esempio quando si cominciò a somministrare il vaccino contro il vaiolo, ricavato dai bovini, gli antivax dell’epoca dicevano che ci si sarebbe trasformati in bovini.
Si è successivamente entrati più nelle argomentazioni provax e antivax ben curate dai dott. Sani, Tafi e dalle mamme del sito www.iovaccino.itSpesso gli antivax parlano di reazioni pericolose conseguenti la somministrazione del vaccino: sviluppo dell’autismo, sviluppo di allergie, bambini che si ammalano più di frequente, sviluppo della patologia del vaccino.
I dott. Sani e Tafi hanno preso queste argomentazioni e ci hanno fatto sapere che:- la reazione indesiderata più frequente dopo un vaccino è nel 90% dei casi il pianto; - segue a grande distanza la reazione allergica- seguono febbriciattola e vomito, sonnolenza o irritabilità.L’unica davvero preoccupante è la reazione allergica, ma è per questo che si chiede al soggetto di rimanere una mezz’ora prima di andare via, così, nel caso si presenti una reazione allergica, il personale addestrato è in grado di intervenire. Occorre sapere che lo choch anafilattico dato da un vaccino ha una mortalità dello 0,4%, mentre uno choch anafilattico dato dall’ingestione di un cibo a cui si è allergici ha una mortalità del 20%.Il vaiolo - se ne è parlato al congresso"Medicina e Pseudoscienza"
L’Etilmercurio che aveva un effetto tossico non viene più usato da tempo nei vaccini. Non è mai stata provata la pericolosità dell’additivo Thimerosal usato come conservante.Per quanto riguarda l’autismo ben 107 studi hanno dimostrato scientificamente che non c’è nessuna correlazione tra questa patologia e la vaccinazione.Poi c'è chi afferma che il vaccino stimoli troppo il sistema immunitario, non sapendo che quando prendiamo il raffreddore il nostro sistema immunitario lavora come se avessimo fatto 30 vaccini tutti insieme.Si dice che i vaccini causino il cancro, ma invece ci sono vaccini che lo prevengono.
Un’ultima, si spera, rimostranza contro i vaccini è che essi servano più ad arricchire Big Pharma che a proteggere le persone dalle patologie e qui mi permetto delle riflessioni personali tratte dall’esperienza mia e non solo.Trovo legittimo che chi fa un lavoro venga pagato, per cui se il mio lavoro è fare ricerca, creare farmaci e poi produrli, ho il diritto che questo lavoro mi venga pagato.Si può anche decidere di non arricchire Big Pharma non facendo il vaccino, ma poi i soldi glieli darò lo stesso per comprare i farmaci per curare la patologia contratta. In più pagherò in terminI di salute, ore di lavoro perse e a livello emotivo nel vedere mio figlio star male anche per un mese, senza contare che lo Stato pagherà, se dovesse esserci, anche il ricovero ospedaliero. Inoltre bisogna sapere che l’introito per la vendita dei vaccini è una voce di entrata bassa rispetto ad altri farmaci come i chemioterapici, ad esempio. Per finire: costano molto di più i prodotti omeopatici, che quelli farmaceutici. Allora chi guadagna di più?
A mio modesto parere le persone dovrebbero essere informate anche sul fatto che nuovi vaccini sono disponibili (esempio papilloma virus) e che tutti possono farsi vaccinare, che vaccinazioni non obbligatorie (esempio epatiti) sono disponibili per tutti e che esistono vaccini, come quello per il morbillo, che possono perdere di efficacia e che quindi bisognerebbe verificare se è necessario rifarlo.
Luigina Pugno

IL SALONE DEL LIBRO DIVENTA "SUPER" CON 67 FESTIVAL DA 18 REGIONI

Lun, 04/24/2017 - 21:56
Il 30° Salone del Libro, a Torino dal 18 al 22 maggio, sarà anche quest'anno una sorta di 'festival dei festival culturali'. Sono infatti 67, in rappresentanza di 18 regioni, i festival italiani che hanno risposto all'appello lanciato dalla buchmesse che per la prima volta riunisce il meglio delle manifestazioni che 'producono cultura' in Italia. Per il Superfestival è stato creato un apposito sito web consultabile all’indirizzo www.superfestival.it



L'idea è creare un momento di condivisione, una 'casa comune' per offrire occasioni di confronto fra addetti ai lavori - organizzatori, direttori, sponsor, istituzioni, operatori - ma anche aperta al pubblico con un palinsesto ad hoc.

Nato da un'idea di Gianmario Pilo e Marco Cassini e coordinato dal Festival della Lettura di Ivrea, 'Superfestival' ospita, tra gli altri, 'Dialoghi sull'uomo' di Pistoia, 'Pordenonelegge', 'Caffeina' di Viterbo, il Festival dell'Economia di Trento, il Festival della Mente di Sarzana, Milanesiana, 'Un'altra Galassia' di Napoli, 'Women's Fiction Festival' di Matera, 'Marina Cafè Noir di Cagliari.
e quindi è ufficiale: nasce il #SuperFestival al @SalonedelLibro.
oltre 60 festival tutti insieme appassionatamente!https://t.co/YpFkIN5mNo— marco cassini (@marcominimum) 24 aprile 2017
Un vero e proprio gemellaggio, dunque, in grado di mettere a sistema esperienze, creatività e idee, stimolando l’interesse e il coinvolgimento degli organizzatori anche di manifestazioni più piccole, ma che, pur non inserendo propri eventi in calendario, saranno comunque ospiti del Superfestival con la possibilità di utilizzare la sala dello spazio incontri per presentarsi e raccontarsi sia a un uditorio professionale sia al più ampio pubblico del Salone.
Inoltre, grazie alla collaborazione con Italiafestival e Efa -European Festival Association, qui saranno anche presentati i festival italiani vincitori dell’Effe label, il marchio di qualità per i festival culturali europei che saranno annunciati a Wiesbaden in Germania nel mese di maggio.

Al Superfestival contribuiscono festival partner e festival ospiti. Tanto i partner quanto gli ospiti saranno presenti allo Spazio Superfestival, per incontrare pubblico e operatori professionali, partecipare ai panel, esporre e distribuire materiale informativo. I festival partner, in più, hanno proposto l’organizzazione a propria cura e spese di un evento che è stato incluso nel programma ufficiale del Salone del Libro.

I FESTIVAL PRESENTI 

FESTIVAL PARTNER
  1. DIALOGHI SULL’UOMO, Pistoia
  2. ENCUENTRO PERUGIA, Perugia
  3. FESTIVAL CAFFEINA, Viterbo
  4. FESTIVAL DEL MONDO ANTICO, Rimini
  5. FESTIVAL DELL’ECONOMIA, Trento
  6. FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE, Camogli
  7. FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO, Roma
  8. FESTIVAL DELLA MENTE, Sarzana
  9. FESTIVAL VICINO/LONTANO, Udine
  10. I BOREALI, Milano
  11. I DIALOGHI DI TRANI, Trani
  12. INCROCI DI CIVILTà, Venezia
  13. LA BELLEZZA DELLE PAROLE, Cesena
  14. LA GRANDE INVASIONE, Ivrea
  15. LECCE FESTIVAL DELLA LETTERATURA, Lecce
  16. LIBR’ARIA, Albinea
  17. LIBRI NEL BORGO ANTICO, Bisceglie
  18. MARINA CAFè NOIR, Cagliari
  19. LA MILANESIANA, Milano
  20. MIMESIS FESTIVAL, Udine
  21. PASSPARTOUT EN HIVER 2017, Asti
  22. PAZZA IDEA, Cagliari
  23. PORDENONELEGGE, Pordenone
  24. PORTE APERTE FESTIVAL, Cremona
  25. PRALIBRO, Prali
  26. SALERNO LETTERATURA, Salerno
  27. SCRITTORINCITTà, Cuneo
  28. SULLA TERRA LEGGERI, Sardegna
  29. SUQ FESTIVAL, Genova
  30. TEATRO SULL’ACQUA, Arona
  31. UN’ALTRA GALASSIA, Napoli
  32. URBINO E LE CITTà DEL LIBRO, Urbino
  33. WOMEN’S FICTION FESTIVAL, Matera

FESTIVAL OSPITI
  1. BORGATE DAL VIVO, Piemonte e Valle d’Aosta
  2. CAGLIARI FESTIVALSCIENZA, Cagliari
  3. CINEMA DI FRONTIERA, Marzamemi
  4. FESTIVAL DEL GIORNALISMO ALIMENTARE, Torino
  5. FESTIVAL DEL GIORNALISMO CULTURALE, Urbino, Pesaro e Fano
  6. FESTIVAL DELLA SCIENZA, Genova
  7. FESTIVAL GIALLO GARDA, Puegnago del Garda
  8. FESTIVAL INCANTI, Torino
  9. FESTIVAL NAZIONALE PIRANDELLO, Piemonte e Sicilia
  10. FESTIVALETTERATURA CALABRIA, Coprani
  11. FILOSOFI LUNGO L’OGLIO, Lombardia
  12. FIRENZE RIVISTA, FIRENZE
  13. FOOD&BOOK, Montecatini Terme
  14. GARFAGNANA IN GIALLO, Toscana
  15. GITA AL FARO, Ventotene
  16. GOLA GOLA FESTIVAL, Parma
  17. LECTORINFABULA, Conversano
  18. LEGGENDO METROPOLITANO, Cagliari
  19. LIBRA CASENTINO BOOK FESTIVAL, Chiusi della Verna
  20. LIBRI NEL BORGO ANTICO, Bisceglie
  21. LIBRINFESTIVAL, Monterotondo
  22. LUCCAUTORI, Lucca
  23. MEMOFEST, Massa
  24. OVEN POESIA FESTIVAL, Bologna
  25. PAGINE DI RUSSIA, Bari
  26. PASSA LA PAROLA, Modena
  27. PICTURBOOK FEST, Lecce
  28. PAROLE SPALANCATE, Genova
  29. RASSEGNA DELLA MICROEDITORIA, Chiari
  30. SCIABACA FESTIVAL, Pizzo Calabro
  31. SEMINARI DI MARZO, Alberobello
  32. SETTE SERE SETTE LIBRI SETTE PIAZZE, Perdasdefogu
  33. TERRACINA BOOK FESTIVAL, Terracina
  34. TROPEA FESTIVAL, Vibo Valentia
  35. TUTTESTORIE, Cagliari 


Superfestival è un progetto a cura della Grande invasione.
La grande invasione è il festival della lettura di Ivrea ideato e diretto da un editore e un libraio: Marco Cassini (edizioni SUR) e Gianmario Pilo (Galleria del libro).
Marco Cassini (1970) ha fondato le case editrici minimum fax e SUR. Con Martina Testa ha curato l’antologia Burned Children of America (minimum fax 2001; Penguin 2003). Nel 2008 Laterza ha pubblicato il suo memoir Refusi. Diario di un editore incorreggibile. Dirige la Scuola del libro di Roma.
Gianmario Pilo (1971), ex judoka, ha lavorato dal 1997 al 2008 per Sport Studio, occupandosi principalmente di consulenze televisive. Dal 2009 lavora alla Galleria del libro.
Insieme producono dal 2013 il festival La grande invasione; con l’associazione culturale Practica curano il festival Urbino e le città del libro; e nel 2016 hanno dato vita al Superfestival.
Il sito web del  Superfestival è www.superfestival.itCanale Twitter @suxfestQuello del Salone Internazionale del Libro di Torino  www.salonelibro.it 

ECCO I FINALISTI DEL PREMIO ASIMOV PER L'EDITORIA SCIENTIFICA DIVULGATIVA - SECONDA EDIZIONE 2017

Lun, 04/24/2017 - 18:04
Il Comitato Scientifico del Premio Asimov per l'Editoriale Scientifica Divulgativa ha reso note le opere finaliste per la seconda edizione del Premio Asimov, elencate di seguito in ordine alfabetico di autore.



Per un pugno di idee, Massimiano Bucchi (Bompiani)Il vaccino non è un'opinione, Roberto Burioni (Mondadori) - recensito da Gravità Zero L'universo senza parole, Dana Mackenzie (Rizzoli)La nascita imperfetta delle cose, Guido Tonelli (Rizzoli)Dall'infinito poetico all'infinito matematico, Giuseppe Zappalà (Aracne Editrice) 

Il Premio Asimov per l’editoria scientifica divulgativa ha l’obiettivo di avvicinare gli/le studenti alla scienza, esponendoli/e ai temi più attuali della ricerca scientifica in modo informale tramite le migliori opere divulgative pubblicate recentemente, e favorire lo sviluppo di un approccio critico e razionale verso la realtà. 
Come da Regolamento, la partecipazione al Premio Asimov viene riconosciuta valida e attestata dagli Enti Organizzatori ai fini delle attività di alternanza scuola-lavoro oppure ai fini dell’attribuzione dei crediti formativi. L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Abruzzo, dalla Società Italiana di Fisica (SIF), dall'Accademia dei Lincei, dalla Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (SIGRAV), Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP) e dall'Università di Cagliari.
Il premio è intitolato allo scrittore Isaac Asimov, autore di numerose opere di divulgazione scientifica, oltre che di un’immenso numero di romanzi e racconti. 

6ª EDIZIONE DEL PREMIO GIOVEDÌSCIENZA PER LA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA

Lun, 04/24/2017 - 17:47
In gara 10 finalisti da Torino, Bologna e Roma venerdì 28 aprile – ore 9:00 presso MBC – Molecular Biotechnology Center dell’Università di Torino in Aula Darwin - Via Nizza 52, Torino


Piemonte, Lazio, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Toscana, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Trentino Alto-Adige: c’è tutta la ricchezza del patrimonio della ricerca italiana nelle 77 candidature raccolte dal Premio Giovedì Scienza, il riconoscimento per la comunicazione scientifica che - giunto alla sesta edizione - ha esteso per il primo anno la call ai ricercatori under 35 di tutta Italia.



Un comitato di 110 referee ha selezionato in base al merito scientifico la rosa dei dieci finalisti che accedono alla fase conclusiva del Premio, la competizione. I finalisti hanno a disposizione6 minuti e 40 secondi per esporre il loro progetto di ricerca e conquistare due severissime Giurie: quella Tecnica, composta da esperti del panorama scientifico-divulgativo, e quella Popolare, composta da 5 classi delle scuole superiori.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale www.giovediscienza.it

A LHC UNO ‘STRANO’ RISULTATO APRE NUOVE PROSPETTIVE SULLO STUDIO DELLA MATERIA PRIMORDIALE

Lun, 04/24/2017 - 17:23
L’esperimento ALICE al Large Hadron Collider (LHC) del CERN ha osservato per la prima volta nelle collisioni tra protoni un aumento di produzione di particelle cosiddette strane, che è uno dei fenomeni distintivi del plasma di quark e gluoni, uno stato della materia molto caldo e denso esistito appena pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang. 


Hadron Collider Cgi - Shutterstock
Finora questa caratteristica dello stato della materia primordiale era stata osservata solamente nelle collisioni tra nuclei pesanti, e non si pensava potesse essere ritrovata anche nelle collisioni tra protoni. Questa inaspettata osservazione rappresenta una sfida ai modelli teorici esistenti, che non prevedono l’aumento di particelle strane in questi eventi. Il risultato, basato sui dati delle collisioni con protoni a 7 TeV del Run 1 di LHC, è stato pubblicato su Nature Physics il 24 aprile.
“Siamo molto entusiasti di questa scoperta”, ha commentato Federico Antinori, ricercatore dell’INFN alla guida della collaborazione internazionale ALICE. “Stiamo ancora imparando molto su questo stato estremo della materia, – prosegue Antinori – essere in grado di isolare fenomeni analoghi a quelli osservati nel plasma di quark e gluoni in un sistema più piccolo e più semplice, come la collisione tra due protoni, apre una nuova dimensione per lo studio delle proprietà di questo stato primordiale della materia da cui il nostro universo è emerso”.
“Aver osservato anche nelle collisioni protone-protone questo segnale, che normalmente è associato alla formazione del plasma di quark e gluoni nelle collisioni nucleo-nucleo, aggiunge un tassello importante alla nostra comprensione dei meccanismi di interazione fra i costituenti elementari della materia”, spiega Vito Manzari, responsabile nazionale INFN dell'esperimento ALICE. “È un risultato scientifico di grande rilevanza al cui raggiungimento hanno contribuito in modo determinante i ricercatori INFN e questo ci rende particolarmente fieri”, conclude Manzari.
La ricerca
Il plasma di quark a gluoni è uno stato della materia in cui i quark e i gluoni diventano ‘liberi’, cioè non sono più confinati all’interno degli adroni, e si ricrea in condizioni di temperature e densità estreme, condizioni che possono essere ottenute a LHC facendo collidere nuclei pesanti ad alta energia. La maggiore produzione di adroni strani è una manifestazione tipica di questo stato della materia, il cui studio rappresenta un modo per indagare le proprietà dell'interazione forte, una delle quattro forze fondamentali conosciute, che caratterizza i legami all'interno dei nuclei atomici. Il risultato pubblicato ora dall’esperimento ALICE è basato sull'osservazione degli adroni strani in quelle collisioni protone-protone nelle quali viene prodotto un gran numero di particelle. Gli adroni strani sono particelle ben note, chiamate così perché sono composte di quark, di cui almeno uno è un quark strano, un quark cioè che possiede una particolare proprietà che i fisici hanno denominato stranezza. I quark strani sono più pesanti dei quark che compongono la materia “normale” e sono difficili da produrre. Ma questo cambia quando siamo in presenza di un’elevata densità di energia (la quantità di energia per unità di volume), che riequilibra la creazione di quark strani in relazione a quelli non-strani, come nelle collisioni tra ioni pesanti. In particolare, i nuovi risultati mostrano che il tasso di produzione degli adroni strani aumenta con la ‘molteplicità’ (il numero di particelle prodotte in una data collisione) più velocemente di ciò che accade per le altre specie di particelle generate nella stessa collisione. I dati mostrano anche che maggiore è il numero di quark strani contenuti nell’adrone prodotto, maggiore è l'aumento della sua velocità di produzione. Non si osserva, invece, alcuna dipendenza dall’energia di collisione o dalla massa delle particelle generate, dimostrando che il fenomeno osservato è correlato al fatto che le particelle prodotte contengano quark strani. La produzione di stranezza è in pratica determinata contando il numero di particelle strane prodotte in una data collisione e calcolando il rapporto tra particelle strane e non-strane.
L’aumentata produzione di stranezza era stata suggerita come una possibile conseguenza della formazione del plasma di quark e gluoni fin dai primi anni ’80 del secolo scorso, e poi scoperta in collisioni tra nuclei negli anni ’90 da esperimenti al Super Proton Synchrotron(SPS) del CERN. Lo studio più preciso di questi processi sarà la chiave per comprendere più approfonditamente i meccanismi microscopici del plasma di quark e gluoni e del comportamento collettivo delle particelle in sistemi piccoli.

SULL'ARGOMENTO GRAVITÀ ZERO HA PUBBLICATO 

L'UNIVERSITÀ DI PAVIA PRESENTA IL VOLTO DI ALESSANDRO VOLTA

Lun, 04/24/2017 - 15:58
Secondo le tecniche di ricostruzione forense
Venerdì 5 maggio presso il Museo per la Storia dell’Università di Pavia (Strada Nuova 65) alle ore 17.30 sarà mostrata al pubblico 
la ricostruzione forense del volto del grande genio che ha segnato la storia della scienza italiana e del mondo
Alessandro Volta (1745-1827) è noto ai più per l’invenzione della pila e per la scoperta del metano. Sua è stata la cattedra di Fisica sperimentale dell’Università di Pavia, dove ottenne tanto seguito da spingere l’imperatore d’Austria Giuseppe II a ordinare la costruzione di un nuovo "teatro fisico", oggi "Aula Volta". E qui effettuò gli studi che lo condussero alla grande invenzione, la pila, che nel 1801 a Parigi presentò a Napoleone, suscitando grande entusiasmo. Negli anni successivi fu onorato da molte cariche e titoli: membro dell’Istituto lombardo di scienze e lettere, insignito della Legion d’Onore, nel 1809 Senatore del Regno d’Italia e Conte del Regno d’Italia.
All’interno delle collezioni museali dell’Università di Pavia si trova un reperto particolare: il calco in gesso del cranio di Alessandro Volta, realizzato in occasione dell’esumazione e del seppellimento definitivo delle sue spoglie nel 1875.
Il cranio venne studiato da Cesare Lombroso che lo giudicò «di bellissime forme e d’una capacità di certo maggiore dell’ordinario», pur se dotato di «molti dei caratteri che gli antropologhi credono più propri alle razze inferiori», tratti degenerativi che secondo la visione lombrosiana potevano tuttavia coesistere anche negli uomini di genio. Il notissimo inventore della pila fu descritto da un biografo coevo come un uomo dai lineamenti «ben pronunciati, ma né aspri, né duri, né fieri; e se il suo sguardo non lampeggiava del foco di un genio altero, brillava della punta penetrante della più viva riflessione […] La sua faccia, anzi che essere austera per severo cipiglio, o superba per disdegnoso labbro, era umana per maestosa dolcezza, e veneranda per dolce maestà». Di Alessandro Volta si moltiplicarono statue e ritratti, spesso non somiglianti gli uni agli altri. Qual era quindi il volto di Volta? Il suo cranio può dare qualche indizio sul suo aspetto? 
Per tentare di risolvere il mistero l’Università di Pavia si è rivolta ai tecnici del Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense dell’ Università degli studi di Milano, esperti nelle metodiche di ricostruzione facciale in casi forensi e in soggetti antichi. Queste metodiche, applicate a soggetti senza identità, consentono di trasformare i dati ottenuti dallo studio antropologico in un volto che risulta utile all’identificazione nei casi recenti e consente di ‘riportare in vita’ persone scomparse da tempo. Benché il volto sia solo in parte influenzato dall’architettura ossea sottostante, le tecnologie moderne ci hanno offerto la possibilità di ottenere oggi, a quasi duecento anni dalla sua morte, un nuovo ritratto del viso dello scienziato comasco.
La ricostruzione del volto di Alessandro Volta è stata realizzata nell’ambito del progetto sostenuto dalla Regione Lombardia - Avviso unico 2016. Interventi per attività culturali. L.r. 39/74 -: “Condividere il patrimonio museale universitario: nuove modalità di fruizione rivolte anche agli utenti con disabilità sensoriali”, nella parte concernente questa struttura.
Il Museo per la Storia dell’Università di Pavia, parte del Sistema Museale d’Ateneo, nacque negli anni Trenta del Novecento per conservare testimonianza degli studi universitari nel campo delle scienze fisiche e mediche. Arricchì successivamente il proprio patrimonio con materiali relativi a diverse discipline, i più antichi dei quali risalgono alla seconda metà del XIV secolo. Le collezioni principali, di fisica e medicina, hanno entrambe un nucleo originario risalente alla seconda metà del secolo XVIII, quando, a seguito delle riforme volute dall’imperatrice d’Austria Maria Teresa, l’Università di Pavia divenne uno dei centri scientifici più all’avanguardia in Europa. La sezione di fisica si è sviluppata intorno agli strumenti dell’antico laboratorio di Alessandro Volta, ricostruito in una delle sale del Museo, mentre quella di medicina è erede delle raccolte anatomiche che Antonio Scarpa aveva organizzato proprio nei locali che attualmente lo ospitano.
IL VOLTO DI VOLTA
IL SUO “VERO” ASPETTO RICOSTRUITO GRAZIE ALLA TECNOLOGIAVenerdì 5 maggio ore 17.30
Museo per la Storia dell’Università
Strada Nuova, 65 PAVIA

Interverranno
Magnifico Rettore: Prof. Fabio Rugge; Rappresentante Regione Lombardia Ass.re alla Cultura e Identità: Dott.ssa Cristina Cappelini; Presidente del Sistema Museale di Ateneo: Prof. Paolo Mazzarello; Direttore del Museo:Prof.ssa Lidia Falomo; Labanof Laboratorio di Antropologia forense: Dott. Davide Porta
Intermezzo musicale a cura di: Istituto Musicale Vittadini.


Con la collaborazione di SMOV EVENTS di Vittoria Oglietti; GPBM Batteries

PAPILLOMA VIRUS E VACCINO. FISV RISPONDE ALL'INCHIESTA DI REPORT

Lun, 04/24/2017 - 09:42
Le posizioni antiscientifiche che mettono in dubbio l’efficacia dei vaccini, trascurando di analizzare i dati reali riguardo i rischi delle malattie e quelli delle vaccinazioni, alimentano nel pubblico la diffidenza verso una pratica sanitaria di fondamentale importanza preventiva e hanno già contribuito in maniera determinante a causare l’epidemia di morbillo attualmente in corso in Italia e in molti altri paesi d’Europa.
La Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV), che rappresenta più di 5.000 ricercatori italiani appartenenti a 14 Associazioni Scientifiche, stigmatizza l’ingiustificato allarmismo riguardo il vaccino anti-Papillomavirus (HPV) che ha caratterizzato la trasmissione di Report di lunedì 17 aprile.
La FISV sottolinea quanto riportato in una recente pubblicazione contenente ampia documentazione scientifica, a cura delle Società Italiane di Farmacologia, di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, e di Pediatria, e delle Federazioni Italiane dei Medici di Medicina Generale e dei Medici Pediatri (scarica il PDF): “le evidenze riguardo alla diffusione delle patologie HPV correlate maligne e benigne non solo nel sesso femminile, ma anche maschile, insieme alla riduzione dei costi della vaccinazione anti-HPV, rendono ormai raccomandabile una strategia di vaccinazione in età pre-adolescenziale che coinvolga tutti i soggetti, indipendentemente dal sesso, offrendo una protezione diretta verso il maggior numero di tipi di HPV”.

Il documento  prodotto a cura dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF), è stato condiviso e sottoscritto dalla Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, dalla Società Italiana di Pediatria, dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale e dalla Federazione Italiana Medici Pediatri.

Approvato dall'Istituto Superiore di Sanità e sottoscritto dall'Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bologna e dall'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bologna, il position paper redatto dal gruppo di lavoro SIF coordinato dal Presidente, prof. Giorgio Cantelli Forti, ha lo scopo di divulgare in maniera corretta un tema molto attuale nel Paese.
Gli argomenti trattati, infatti, sono divenuti particolarmente importanti con la recente approvazione dei LEA in concomitanza al Piano Nazionale Vaccini 2017- 2019.
Le posizioni antiscientifiche che mettono in dubbio l’efficacia dei vaccini, trascurando di analizzare i dati reali riguardo i rischi delle malattie e quelli delle vaccinazioni, alimentano nel pubblico la diffidenza verso una pratica sanitaria di fondamentale importanza preventiva e hanno già contribuito in maniera determinante a causare l’epidemia di morbillo attualmente in corso in Italia e in molti altri paesi d’Europa.
La disaffezione del pubblico nei confronti dei vaccini prepara inevitabilmente il terreno anche ad altre epidemie.I servizi pubblici d’informazione hanno grandi responsabilità verso i cittadini. Sarebbe bene farne sempre buon uso, invece di cercare ad ogni costo lo scandalo anche quando questo è inesistente.
FISV – Federazione Italiana Scienze della Vita



SULL'ARGOMENTO GRAVITÀ ZERO HA PUBBLICATO:



ALL'INRIM IL COMPITO DI SCANDIRE IL TEMPO DEI SATELLITI DI GALILEO

Sab, 04/22/2017 - 15:04
Giovedì 27 aprile, a Torino, la firma del contratto tra l’INRIM, l’istituto di metrologia italiano, la società THALES Francia e Spaceopal, joint venture italo-tedesca che nel 2016 si è aggiudicata la gara indetta dall’Agenzia Europea GNSS (Global Navigation Satellite Systems) per gestire Galileo, il sistema satellitare europeo di navigazione e posizionamento, progettato anche per fornire accuratissimi servizi di sincronizzazione.




È ufficiale la presenza dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) e di Thales Alenia Space Francia (TASF) nel team di supporto alla compagnia Spaceopal, incaricata di gestire il programma Galileo nei prossimi dieci anni. Spaceopal è una joint venture tra le aziende Gesellschaft für Raumfahrtanwendungen (GfR) dell’Agenzia Spaziale Tedesca DLR e Telespazio, a sua volta costituita da Leonardo e Thales.


Attraverso il progetto Galileo Time Service Provider (TSP) l’istituto metrologico italiano dovrà effettuare il confronto costante e la sincronizzazione tra l’ora di Galileo e la scala di tempo internazionale, nota agli addetti ai lavori come Tempo Universale Coordinato (UTC), contribuendo a sostenere il servizio di diffusione del segnale di tempo da parte di Galileo con un’accuratezza al livello dei nanosecondi. Tale precisione permetterà di soddisfare le esigenze di localizzazione e di sincronizzazione di potenziali nuovi utenti, quali il mondo delle telecomunicazioni, la finanza, le reti di distribuzione dell’energia, i trasporti, gli operatori per la sicurezza e il soccorso. Nel 2016 Spaceopal è stata scelta come gestore di Galileo dall’European Global Navigation Satellite System Agency (GNSS Agency), spesso indicata con l’acronimo GSA (Global Navigation Satellite System Agency). Lo ha sancito un contratto siglato lo scorso 15 dicembre, a Bruxelles, da Carlo des Dorides, Executive Director di GSA e da Giuseppe Lenzo e Simon Plum, rispettivamente CEO e COO di Spaceopal.
Il prossimo 27 aprile viene formalizzato l’accordo tra la joint-venture italo-tedesca, Thales Alenia Space Francia (TASF) e l’INRIM. L'appuntamento è alle 11 del mattino, presso la sede dell’Istituto di Strada delle Cacce 91, a Torino. Giuseppe Lenzo e Simon Plum firmano questa volta insieme al Direttore di TASF Philippe Blatt e al Presidente dell’INRIM Diederik Wiersma. La firma del contratto sarà anche l'occasione per presentare il progetto Galileo TSP.
“Spaceopal e il suo team sono orgogliosi di essere stati selezionati dall’Agenzia Europea GNSS per gestire Galileo nei prossimi dieci anni,” dichiara il CEO di Spaceopal Giuseppe Lenzo. “L’INRIM ha fornito un contributo unico e siamo onorati che questo istituto di ricerca, riconosciuto a livello internazionale, sia parte del progetto e ci aiuti a portare il segnale di tempo di Galileo dallo spazio ai suoi utenti, rendendo disponibili i migliori servizi di navigazione satellitare”.
Al progetto TSP partecipano anche la società italiana Aizoon, la spagnola Indra e la francese SII. Collaborano inoltre il Politecnico di Torino e i maggiori istituti metrologici europei: il tedesco Physikalisch-Technische Bundesanstalt (PTB), l’Observatoire de Paris (OP) in Francia, lo spagnolo Royal Institute and Observatory of the Armada (ROA), il Royal Observatory del Belgio (ORB) e il Technical Research Institute (SP) della Svezia.
“L’INRIM, che assicura in Italia il riferimento per tutte le misure, vanta una solida expertise nei servizi di timing: i suoi laboratori contribuiscono infatti a elaborare la scala di tempo internazionale UTC e generano il segnale dell’ora esatta per il nostro paese. L’Istituto è inoltre coinvolto nel progetto Galileo fin dai suoi albori”, spiega Patrizia Tavella, che coordina il gruppo di ricercatori INRIM impegnati nella realizzazione del sistema di navigazione promosso dall’Unione europea.
La consolidata partnership tra l’INRIM e Thales Alenia Space (TAS) risale al 2001, anno in cui l’Istituto sviluppa una Experimental Precise Timing Facility per i test di prova. Dal 2005, con il lancio di Giove A, primo satellite sperimentale di Galileo, monitora l’andamento degli orologi di bordo. Nel 2005 l’INRIM inizia ad operare all’interno del Consorzio Torino Time, selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per creare una Precise Time Facility, il laboratorio che oggi misura e realizza il tempo di Galileo.
Ancora su incarico dell’ESA l’INRIM mette a punto, sempre in collaborazione con TAS e con i maggiori istituti metrologici europei e il Politecnico di Torino, una Time Validation Facility, che dal 2005 al 2014 fornisce misure di tempo per i test di validazione in orbita.
Con il progetto DEMETRA, iniziato nel 2015 e conclusosi dopo 24 mesi, l’INRIM, ancora con TAS, progetta e collauda un prototipo in grado di migliorare il segnale di tempo proveniente dai satelliti di Galileo, controllare e tarare gli strumenti di trasmissione e ricezione, trasmettere, integrare e verificare i dati utilizzando altri canali, quali radio, tv, internet, fibra ottica e satellite geostazionario. 
“Basato sull’esperienza acquisita con DEMETRA, il progetto TSP mira a realizzare un’infrastruttura duttile e nello stesso tempo robusta, capace di evolversi e di adattarsi alle esigenze future. L’obiettivo è inoltre fornire una facility in grado di monitorare lo stato del sistema, lanciare allarmi e suggerire azioni di recupero, semplice da utilizzare anche per chi non possieda una formazione metrologica”, continua Patrizia Tavella. 
Il Time Service Provider verrà installato nei due Centri di Controllo Galileo, che si trovano l’uno presso il Centro Spaziale “Piero Fanti” di Telespazio sulla piana del Fucino e l’altro a Oberpfaffenhofen, vicino a Monaco di Baviera, in un sito dell’Agenzia Spaziale Tedesca.

108 ANNI FA NASCEVA IL PREMIO NOBEL RITA LEVI-MONTALCINI

Sab, 04/22/2017 - 12:10
La nipote, l'ing. Piera Levi Montalcini, spiega come il Premio Nobel sia un patrimonio dell'Umanità. 


Il 22 aprile di 108 anni fa, nel 1909, nasceva a Torino Rita Levi-Montalcini. Premio Nobel per la medicina nel 1986, grazie alla scoperta del fattore di crescita nervoso, è l'unica donna italiana ad aver ricevuto in campo scientifico il prestigioso premio ed è stata anche la prima donna ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. 
Dallo scorso anno, il giorno della sua nascita è stato scelto per celebrare la Giornata Nazionale della Salute della Donna; la prevenzione il tema trattato quest'anno.
Piera Levi-Montalcini"Zia Rita - spiega Piera Levi-Montalcini, nipote della scienziata e presidente dell'Associazione Levi-Montalcini - è ormai l'emblema nel mondo del fatto che infrangere 'il tetto di cristallo' sia possibile, senza nulla togliere alle peculiarità femminili. In questi ultimi anni spesso la sua immagine è stata abbinata a campagne e iniziative per la tutela e il sostegno del mondo femminile in ogni ambito e credo che quello della salute sia tra i più importanti".









NUOVA TRUFFA SU GOOGLE PLAY: UN'APP FAKE CONVINCE GLI UTENTI A PAGARE 18€ PER UN AGGIORNAMENTO DI FLASH PLAYER INESISTENTE

Ven, 04/21/2017 - 13:28
Scaricata fino a 500.000 volte negli ultimi 6 mesi, l‘app non contiene un codice maligno ma si basa su tecniche di ingegneria sociale

ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione europea, ha individuato una app fake su Google Play, chiamata F11, che tramite tecniche di ingegneria sociale induceva gli utenti Android a pagare 18€ per scaricare un aggiornamento di Flash Player inesistente. Già, perché Flash Player per Android è sempre stato disponibile gratuitamente ed è ormai obsoleto, essendo stato ritirato addirittura nel 2012. Eppure, secondo gli esperti di ESET, l’app è stata scaricata dalle 100.000 alle 500.000 volte. Questo probabilmente perché la truffa era ben realizzata dal punto di vista grafico ed i loghi che comparivano nell’app richiamavano esattamente quelli originali.

Ma come funzionava l’app F11?

Una volta scaricata l’app, si apriva un finto tutorial che spiegava all’utente come completare l’installazione di Flash Player sul dispositivo Android; si veniva poi indirizzati su una pagina PayPal sulla quale l’utente ignaro inseriva i dettagli della propria carta di credito per ottenere l’aggiornamento. Dopo il pagamento, appariva un link che invitava a scaricare un browser a scelta tra Firefox o Dolphin, due piattaforme che supportano di default i contenuti flash e che sono disponibili gratuitamente su Play Store senza dover pagare nessuna cifra. A seguito della segnalazione di ESET, l’app maligna è stata rimossa da Google Play.

Gli esperti di ESET raccomandano di verificare sempre il numero di installazioni, il rating e soprattutto i commenti degli utenti che hanno già scaricato un’app. In ogni caso, l’utilizzo di un software di sicurezza affidabile e costantemente aggiornato eliminerà la possibilità di essere insidiati da ogni tipo di minaccia.

Per ulteriori informazioni sull’argomento è possibile visitare il blog di ESET Italia al seguente link: https://blog.eset.it/2017/04/nuova-truffa-su-google-play-unapp-fake-convince-gli-utenti-a-pagare-18e-per-un-aggiornamento-di-flash-player-inesistente/

SCARICHI FILM DA TORRENT? ATTENZIONE, SATHURBOT POTREBBE MINACCIARE IL TUO PC

Ven, 04/21/2017 - 11:58
Secondo i ricercatori di ESET il trojan Sathurbot utilizza siti WordPress compromessi per diffondersi. La botnet conterebbe almeno 20.000 PC. 


Allerta Virus Equitalia - Shutterstock



ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, ha individuato nuovi attacchi associati al trojan Sathurbot che per diffondersi sfruttano un gran numero di siti compromessi - la maggior parte gestiti con WordPress - trasformandoli in veri centri di distribuzione del trojan.
Secondo ESET la backdoor è attiva dal giugno 2016 ed utilizza collegamenti a file Torrent che consentono apparentemente il download di film molto popolari. Le vittime cadono nel raggiro con estrema facilità soprattutto grazie al fatto che molti dei siti compromessi hanno un buon ranking sui motori di ricerca e appaiono quindi nei primi posti delle ricerche online.
L’utente, ignaro del pericolo, scarica il file con un’estensione video, insieme ad un eseguibile e un file di testo di accompagnamento che spiega come sia necessario installare un codec (l’eseguibile allegato) per poter guardare il film. 
Naturalmente è tutto falso: chi avvia il presunto codec si trova davanti a un falso messaggio di errore, mentre il Sathurbot si installa sul sistema.
Il trojan si mette subito al lavoro e contatta il proprio server di comando e controllo da cui riceve due tipi di istruzioni: o l’utilizzo della backdoor per installare ulteriori malware sul computer infetto o l’utilizzo del Pc per eseguire ricerche su Internet e individuare altri siti WordPress, che a loro volta verranno utilizzati per infettare altri Pc. Insomma, un sistema ben congegnato dai cybercriminali per alimentare la botnet, che secondo gli esperti di ESET conterebbe almeno 20.000 Pc.
Per ulteriori informazioni su Sathurbot è possibile visitare il seguente link del blog di ESET Italia 


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