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Aggiornato: 32 min 9 sec fa

STAMPA DIGITALE ON DEMAND CONTRO STAMPA OFFSET: CHI VINCERÀ?

Mar, 06/27/2017 - 12:31
Tutte le aziende hanno bisogno di comunicare: per aumentare il proprio fatturato, per farsi conoscere, per rendere visibile i propri prodotti, servizi e il proprio brand. Dal biglietto da visita, ai banner e agli striscioni, passando per gli espositori pop-up, fino ad arrivare alle insegne luminose.


Tempo addietro la stampa offset è stata l’unica a poter essere utilizzata per realizzare stampati di buona o alta qualità: la tecnica offset consiste nel trasferire l’inchiostro da una matrice rigida a un supporto, di solito carta o tessuto, ma anche pellicola plastificata. Questo metodo ha da sempre permesso di stampare tirature di grandi quantità. Il problema si presenta quando abbiamo bisogno di stampare anche solo una, fino a poche migliaia di copie. In questo caso i costi di partenza per la realizzazione della matrice e del processo di stampa sono molto alti. Inoltre non c’è quasi nessuna possibilità di personalizzare la stampa. 
Da alcuni anni, però, con la Stampa Digitale, qualsiasi professionista o azienda ha la possibilità di far stampare anche solo una singola copia, con costi iniziali bassissimi e la possibilità di personalizzare il prodotto promozionale anche durante la stampa. Una rivoluzione che ha cambiato diversi settori, come quello editoriale
Elencare le differenze tra stampa Offset e Digitale richiederebbe pagine e pagine di approfondimento e dunque ci limitiamo alle differenze più sostanziali: quelle che interessano noi consumatori. 
Quello che dobbiamo sempre guardare prima di scegliere il tipo di stampa è essenzialmente la tiratura (che è legata al costo). E poi il tempo e la qualità.
Che cos’è la tiratura? Perché incide sul costo? 
La tiratura consiste nel numero di copie che vogliamo stampare. 
Nella stampa offset il costo è inversamente proporzionale al numero di copie stampate. Dunque se devo far stampare solo un numero limitato di copie (da una fino a qualche decina di migliai), la stampa digitale è preferibile. Il motivo, come abbiamo detto prima, sono gli alti costi di partenza, dovuti alla calibrazione del processo. Questi costi diminuiscono, per la stampa offset, solo in caso di alte tirature. 
La Stampa Digitale, dunque, consente di mantenere il costo della singola copia a livelli contenuti. E dato che abbiamo la possibilità di stampare quantità limitate, risulta più conveniente e alla portata di tutti.
Tempo

I tempi di realizzazione, stampa e consegna sono sempre stati un problema per chi lavora. Può succedere, ad esempio, che ci si possa ritrovare a ridosso di una fiera o di un evento e che si debba mandare in stampa prima possibile il nostro materiale promozionale. 
Se utilizziamo metodi come la stampa Offset dobbiamo attendere tempi più lunghi per la preparazione delle macchine e la calibrazione. Con la Stampa Digitale, invece, non si ha nessuna lavorazione intermedia: dal file preparato dal cliente si va direttamente in stampa.
Qualità 
I due metodi, Offset e Digitale, sono ormai arrivati a un livello di qualità paragonabile, ed è difficile, se non si ha un occhio esperto, cogliere le differenze sul prodotto finale tra i due metodi di stampa. 
Per finire, dobbiamo spezzare una lancia in favore del digitale per un ulteriore vantaggio: il “Print on Demand”, traducibile con il termine stampa su richiesta: si tratta dell’opportunità di poter richiedere il prodotto finito solo quando se ne ha effettivo bisogno, arrivando alla realizzaione in brevissimo tempo. 
Con la Stampa Digitale dobbiamo solo preoccuparci di inviare il file al sito che gestisce il servizio, come il sito Saxoprint.it, che possiede numerosi servizi che permettono di personalizzare il nostro brand. In poche ore il progetto viene stampato e, in tempi altrettanto brevissimi, è pronto per essere spedito a casa nostra. 
Il vantaggio del Print on Demand è inoltre l’abbattimento dei costi di magazzino, e dunque dei costi dell’intero processo e del prodotto finito. Ma c’è di più: questo processo ci offre la possibilità di personalizzare il nostro stampato, rendendolo unico e producendo copie diverse senza soluzione di continuità.
Ora che conoscete le differenze fra stampa Offset e Digitale, sta a voi scegliere quella che vi conviene di più.

ULTIMI GIORNI PER CANDIDARSI A "BORN2CODE", DI GROUPAMA ASSICURAZIONI

Mar, 06/27/2017 - 00:07
l’Academy gratuita di Coding per giovani talenti tra i 18 e i 30 anni


Groupama Assicurazioni lancia la 1° Edizione di “Born2Code”, l’Academy di Coding per aspiranti sviluppatori informatici finalizzata all’apprendimento della programmazione web & mobile.


A partire da settembre, i 20 talenti selezionati -sulla base di una autocandidatura e una successiva preselezione- beneficeranno di un corso di 3 mesi full immersion presso le strutture di LUISS EnLabs, uno dei più grandi acceleratori di startup in Europa, con docenti e tutor di Codemotion coadiuvati dagli altri partner tecnologici internazionali come Octo Telematics e Softlab, che curerà i seminari tematici e di approfondimento.
Il programma del corso prevede frequenza full-time da settembre a dicembre, è strutturato in 11 moduli organizzati in lezioni teoriche e laboratori di pratica, con accesso illimitato alle aule. Un format unico e disruptive, che prevede lezioni frontali ma con un approccio hands-on. I partecipanti affronteranno argomenti come HTML5, CSS, Responsive Design, UX/UI, Ajax JavaScript e i suoi Framework.Durante il corso “Born2Code”, ai partecipanti coinvolti sarà data inoltre la possibilità di prendere parte ad un Hackathon organizzato e ospitato dal MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo: una maratona di programmazione di 48 ore in team, con l'obiettivo di realizzare da zero un progetto completo e funzionante.
Candidature entro il 30 giugno sul sito www.born2code.it

CYBER-VEGAS: LAS VEGAS PUNTA SULLA ROBOTICA E SULLA TECNOLOGIA PER L’INTRATTENIMENTO IN CITTÁ

Dom, 06/25/2017 - 10:53
Dal Robot bar alla prenotazione via Facebook Messenger, fino alla fiera più grande del mondo, Las Vegas presenta il meglio della tecnologia ed anticipa gli ultimi trend.



Se tra i maggiori temi di discussione contemporanei troviamo la robotica e il suo futuro apporto al lavoro umano - argomento attualissimo scelto quest’anno anche per le tracce dell’esame di maturità delle scuole superiori italiane - Las Vegas non si risparmia tra innovazioni e interessanti opzioni di intrattenimento legate sempre più al mondo dell’automazione.
Las Vegas rimane infatti la patria indiscussa della tecnologia e dell’innovazione, in primo luogo grazie al CES, la fiera più grande del mondo che la destinazione ospita annualmente a gennaio. Ogni edizione accoglie oltre 170.000 appassionati e professionisti provenienti da tutto il mondo e circa 400.000 aziende e start up espositrici.L’appuntamento del 2017 ha puntato particolarmente sulle ultime novità ed i trend in termini di robotica, virtual reality e dispositivi ‘smart home’, che non rimangono fantascienza, ma iniziano piuttosto a fare la loro comparsa nella vita quotidiana in maniera sempre più rilevante.
Mentre in tutto il mondo si continua a lavorare per lo sviluppo di sistemi sempre più sofisticati, tra pochi giorni aprirà a Las Vegas Tipsy Robot, il primo bar robotico al mondo (su terra ferma), all’interno dello shopping mall Miracle Mile Shops.I clienti potranno scegliere tra una vasta selezione di drink attraverso un’app dedicata. Saranno poi i robot gemelli al bancone a miscelare, shakerare e versare i cocktail con tanto di entusiasmanti coreografie che promettono una nuovissima tipologia di intrattenimento.
Questa innovativa esperienza di bartending sarà inserita all’interno di un ambiente altamente digitale e high-tech: attraverso un photo booth dedicato dagli sfondi colorati e divertenti, i clienti potranno condividere in pochi istanti la propria esperienza sui social.
La città prosegue poi sull’onda dell’incessante innovazione con il nuovo sistema di prenotazione via Facebook Messenger. Dopo l’introduzione del mobile check in, una modalità già consolidata nei principali resort della Strip, The Venetian sarà infatti il primo resort indipendente a lanciare la prenotazione delle sue stanze tramite un’app social
Infine, Las Vegas Convention and Visitors Authority (LVCVA), continua ad invitare turisti e futuri visitatori a scaricare la sua app gratuita di Virtual Reality, Vegas VR, per vivere alcune delle esperienze più amate di Las Vegas in maniera ancora più coinvolgente. É possibile scaricare la app, disponibile per iPhone e Android, visitando il sito internet www.vrtv.vegas.

7 COSE DA SAPERE SUL PERICOLO INDUSTROYER: IL MALWARE CHE ATTACCA I SISTEMI DI CONTROLLO INDUSTRIALI

Dom, 06/25/2017 - 10:33
Intervista di approfondimento a Robert Lipovsky, Senior Malware Researcher di ESET



Il 17 Dicembre 2016 la capitale ucraina Kiev ha subito un blackout di 75 minuti e le indagini degli investigatori locali hanno confermato che l’interruzione di energia fu causata da un attacco informatico. Subito dopo i ricercatori ESET hanno analizzato un nuovo e sofisticato malware, che si sospetta possa essere coinvolto in questo caso. Lo hanno chiamato Industroyer – la più grande minaccia ai sistemi di controllo industrial (ICS) dai tempi dello Stuxnet.

Questo pericoloso malware è stato sviluppato per sfruttare le vulnerabilità di questi sistemi e dei protocolli utilizzati, che sono stati sviluppati decenni fa senza riguardo delle misure di sicurezza.

Riportiamo di seguito l’intervista di approfondimento sul tema a Robert Lipovsky, Senior Malware Researcher di ESET.


Cos’è Industroyer?

Industroyer è un pericoloso strumento nelle mani di un criminale informatico determinato, preparato e adeguatamente finanziato. Il malware è in grado di persistere nella rete compromessa e interferire direttamente con i processi critici in funzione in quella struttura.
Quanto è pericoloso l’Industroyer?
I potenziali danni possono variare dalla semplice interruzione nella distribuzione di energia, passando per vari guasti, fino a danni più gravi alle apparecchiature e tutto ciò può cambiare da una sottostazione all’altra.
Come è possibile?
Il problema principale è che questi sistemi industriali e i relativi protocolli, obiettivo dell’Industroyer, sono stati sviluppati decenni fa e non sono stati ideati per essere sicuri se connessi alla rete.
Perché l’Industroyer viene paragonato allo Stuxnet?
I criminali dietro allo Stuxnet sapevano sicuramente cosa stavano facendo: puntavano al programma nucleare iraniano ed il malware è stato in grado di prendere il controllo diretto delle turbine delle strutture nucleari.Lo stesso vale per l'Industroyer e per i criminali che ci sono dietro. Hanno dimostrato una profonda conoscenza dei sistemi di controllo industriale e, all'interno del malware, hanno implementato funzioni capaci di comunicare direttamente con gli switch e gli interruttori dei circuiti utilizzati nelle sottostazioni della rete elettrica.
Industroyer è responsabile dei blackout in Ucraina?

Il blackout più importante è quello che si è verificato nel Dicembre del 2015 e che ha coinvolto circa 250000 famiglie in diverse regioni del paese, privandole di energia per diverse ore. Questo evento è stato causato dal malware chiamato Black Energy. Nel Dicembre del 2016, esattamente un anno dopo, c’è stato un altro blackout di minore entità e che è durato soltanto un’ora, interessando una sola regione, ma che è stato provocato usando un malware molto più avanzato. Proprio in questo caso si sospetta sia stato usato l’Industroyer.

Chi è il responsabile di questo attacco?

Attribuire la colpa di questi attacchi è sempre molto complesso e spesso impossibile. Questa volta non ci sono indizi e vogliamo evitare qualsiasi speculazione.

Qual è il risultato principale emerso dall’analisi dell’Industroyer?

L’impatto relativamente basso del recente blackout è in forte contrasto con il livello tecnico e la complessità di un malware come l’Industroyer. Quindi la possibile spiegazione – opinione condivisa da la maggior parte degli esperti di sicurezza – è che si sia trattato di un test su larga scala.

Se questa sia o meno la verità, quello che emerge dalla nostra analisi è che questo evento dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme per tutti i responsabili della sicurezza di sistemi critici nel mondo.

Per maggiori informazioni sul malware Black Energy, responsabile di un’interruzione di energia nel Dicembre del 2015 e che ha coinvolto circa 250000 famiglie ucraine è possibile leggere questo articolo del blog di ESET Italia.

Per maggiori informazioni sul malware Industroyer, il principale sospettato nel recente blackout di Dicembre 2016 è possibile leggere l’analisi completa del malware Industroyer sul blog di ESET Italia.


L'Università Popolare di Milano può rilasciare titoli di studio riconosciuti?

Sab, 06/24/2017 - 18:25
Continuiamo a parlare di Università Private in Italia. Dopo avere parlato di Università prive di riconoscimento giuridico (le lauree non sono riconosciute assolutamente dal Miur) come l'University of People tradotta in italiano con il termine l'Università della Gente, di cui ha parlato compiutamente il quotidiano "La prima Pagina" in un articolo contro le Università farlocche, è il turno della Università Popolare di Milano, o Università Popolare degli Studi di Milano, riconosciuta dal MIUR come università internazionale e autorizzata ad emettere titoli riconosciuti nel nostro Paese.

Nella foto a sinistra il regista Stefano Alleva viene Premiato dall'Università Popolare degli Studi di Milano con il Premio Gabriele d'Annunzio consegnato dal Presidente Marco Grappeggia 

In Italia non è l'unica Università "non italiana" ma "internazionale" riconosciuta: pensiamo ad esempio  alla presenza a Roma della John Cabot University e della American University of Rome. 
L'Università Popolare di Milano ha un vissuto di oltre 100 anni, come molte altre università popolari che sparse in tutta Italia nascono sul finire del XVIII secolo o inizi XIX. La nascita dell università popolari (da non confonderle con l'Università della Terza Età) è da fare risalire a un tempo in cui l'accesso all'istruzione era molto limitato: solo le classi più ricche e aristocratiche potevano permetterselo. Dunque le università popolari nascono proprio per coprire l'esistenza di offrire, spesso in maniera volontaria, accesso all'istruzione alle classi più disagiate e povere. Non è vero che queste sono nate, come si legge su qualche sito poco informato, per svolgere attività rivolte al tempo libro: come corsi di pittura, corsi di judo, corsi di yoga.Anche oggi Università Popolari come l'Università Popolare di Torino o l'Università Popolare di Biella (una delle più antiche) contiene nel suo syllabus che propone ogni anno corsi di altissimo livello, quasi universitario, come corsi di lingue e letteratura, fisica, medicina ecc.
Al termine queste università rilasciano, anche se non sempre, un attestato di partecipazione, e lo scopo è quello di imparare, apprendere, e il titolo non ha alcun riconoscimento legale. Tuttavia esistono delle eccezioni. Come l'Università Popolare degli Studi di Milano.Proprio per distinguersi dalle altre Università Popolari, quella di Milano si fa chiamare Università "degli Studi", perché in realtà è una università internazionale, dato che opera anche in altri paesi di cui parleremo tra poco. 
Può rilasciare titoli in Italia questa Università? Assolutamente si, grazie al trattato di Lisbona. Sulla Gazzetta Ufficiale si legge infatti che: 
L’università Popolare degli Studi di Milano è regolarmente iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche n° 58241FKL M.I.U.R. Membro della Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (Personalità Giuridica D.M. Università del 21/05/1991 - Gazzetta Ufficiale del 30/08/1991 n°203 anno 132°).
Autorizzata il 14.10.2011 (Roma), con presa d’atto Ministeriale, prot. 313, MIUR Ministero dell’Istruzione - Università - Ricerca; Trastevere 76/A - 00153 Roma, F.to., il sottosegretario del MIUR Senatore Guido Viceconte per rilasciare i titoli accade- mici e con approfondimento di presa d’atto del 14.10.2011 a cura della segreteria Tecnica del Sottosegretario Senatore Guido Vice- conte prof. Roberto Leoni; Dirigente Tecnico -a r. - Consulente che conferma la piena capacità giuridica di svolgere la formazione e rilasciare titoli accademici con valore legale (in virtù di sede della UUPN) in conformità della Convenzione di Lisbona (25-7-2002 supplemento ordinario della gazzetta ufficiale serie generale n.173) Lisbona 11 aprile 1997 “ Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europea” in virtù e rispetto della convenzione. L'Università Popolare (internazionale) degli Studi di Milano ha voluto proprio per estrema trasparenza pubblicare tutti gli atti che confermano il riconoscimento ufficiale da parte del MIUR, e anche da parte di Albi particolari ai quali chi si laurea presso questo ente può accedere. Li trovate qui. 
ISCRIZIONE AD ALBI DI STATO 
Lo dice il DPR n. 328/2001 che permette a chi lo desideri di svolgere questo semestre prima del conseguimento della laurea, direttamente nel corso di studi universitario, alla sola condizione che venga stipulata una convenzione fra l’Università ed il Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.


Alla data del 5 ottobre 2016 i Corsi di laurea convenzionati sono in numero di 209 e come è possibile visionare l'Università Popolare di Milano insieme ad altre Università è inserita nella Convenzione per lo svolgimento del tirocinio professionale durante il corso di studi universitario.

In particolare dal DIPARTIMENTO DI ECONOMIA, INGEGNERIA ED AGRIBUSINESS
- Classe L-7 “Ingegneria Civile e Ambientale”
- Classe L-18 “Scienze dell’Economia e della gestione aziendale”
- Classe L-26 “Scienze e Tecnologie alimentari”


OLTRE ALL'ITALIA DOVE OPERA L'UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO? 

Ci sono numerose università nel mondo che operano come l'Università Popolare di Milano e prima ne abbiamo citate due. Dove opera dunque questo Ateneo?

L'Università Popolare degli Studi di Milano opera in Costa d'Avorio e in Burkina Faso dove esistono dei gemellaggi e l'intento dell'Università di aiutare nello studio persone che sono più in difficoltà di noi, aiutarle proprio nel loro paese di origine.
Qualcuno si è chiesto come mai proprio questi due paesi africani e non per esempio un paese europeo. Per un motivo principale: le università popolare avevo senso di esistere in Italia in un periodo in cui l'istruzione era inaccessibile ad alcuni strati della popolazione. Oggi non è più così: in Italia chiunque può accedere all'istruzione a qualsiasi livello e dunque una Università come era pensata per le masse popolari non avrebbe più senso di esistere.

L'Università Popolare degli Studi di Milano è da anni impegnata con colleghi del Nord Africa per portare istruzione qualificata in paesi in via di sviluppo come Costa d'Avorio e Burkina Faso. Il 4° da sinistra è il Presidente Marco Grappeggia

È per questo che da alcuni anni la popolare si sta rivolgendo al di fuori dall'europa, prendendo sotto la sua tutela paesi e centri di formazione che hanno un effettivo bisogno di essere aiutati. Avrebbe potuto scegliere qualche paese nell'est asiatico, questo è vero, ma un po' per praticità (il Nord Africa è molto più vicino) e un po' perché da qualche parte si doveva pur iniziare, ci si è concentrati in due paesi principalmente.

L'UNIVERSITÀ POPOLARE NON È L'UNICA A OPERARE IN AFRICA Arrivano spesso commenti che chiedono: come mai proprio in Costa d'Avorio e in Burkina Faso. A parte il fatto che l'Università avrebbe potuto partire da qualsiasi altro paese, per esempio l'Etiopia, verso cui le relazioni italiane sono stabili, ma per una serie di ragioni (anche di conoscenza e stima con alcuni centri e docenti di formazione locali) si è preferito iniziare con questi due paesi. 
E l'Università Internazionale non è l'unica. Se guardata ad esempio a questo link vedrete come anche Università italiane hanno stretto rapporti di collaborazione con Burkina Faso e in particolare l'Université de Ouagadougou. E poi ecco le Università sempre italiane che hanno stretto accordi con le sedi universitarie della  Costa d'Avorio.  
Quindi quando leggiamo in rete frasi come " francamente ci sfugge il nesso tra la Costa d'Avorio e il Burkina Faso con le lauree italiane" noi consigliamo di informarsi perché quasi tutte le università svolgono accordi con paesi in via di sviluppo, ma nel caso di una popolare questo è addirittura contemplato nello statuto. 
Spesso in rete si accusa l'Università Popolare degli Studi di Milano di fare pubblicità, spesso su Internet, rivolgendosi a "consumatori". Teniamo presente che questa è una Università Privata, e come ogni organizzazione o azienda privata è necessario che si tenga sempre un occhio di riguardo al profitto e ai ricavi: questi enti non ricevono infatti sussidi dallo Stato e dunque quasi interamente il corso viene pagato dall'allievo che si, è proprio un consumatore di un servizio a tutti gli effetti, non c'è nulla di male a dirlo. 
Questa è anche la spiegazione del perché i corsi di Laurea dell'Università Popolare di Milano sono leggermente più cari di una statale, ma non certo più cari di una Università privata: da quanto ci risulta ci sono altre università a Milano, private, che hanno rette anche 10 volte superiori. 
CI SONO CORSI DI INGEGNERIA CIVILE 
Oltre alle "facoltà" di sociologia, scienze Politiche e scienze della comunicazione, l'università popolare di Milano promuove ancora corsi di “Ingegneria Civile e Ambientale” che permettono l'iscrizione all'Albo degli Agrotecnici. È tutto autorizzato dal MIUR, al contrario di qualche commento negativo che si leggere qua e là in giro sulla rete. E i documenti di autorizzazione sono facilmente visibili: Li trovate qui. 
Morale della storia: l'università popolare di Milano è riconosciuta dal MIUR nel sistema universitario italiano, e chi afferma il contrario come è già avvenuto in passato è stato querelato. Del resto un ente privato e internazionale come l'Università Popolare ha tutto il diritto di appellarsi alla legge. Con una querela anche al Miur e al CIMEA che finora non hanno annullato alcun documento che permette e permetterà l'Università di svolgere le sue regolari funzioni formative. Se ci saranno sviluppi se ne potrà prendere atto ma fino a che su Gazzetta Ufficiale l'ente ha il permesso di svolgere funzioni formative ed erogare titoli riconsciuti, tali titoli hanno valore e lo avranno anche nel caso, ipotetico, il Miur non concedesse più l'autorizzazione a svolgere attività in Italia. Fermo restando che l'università in quanto internazionale potrà svolgere le sue funzioni in qualsiasi altro paese europeo ed extrauropeo.
Dunque non confondiamoci con l'Università della Gente (o University of People) i cui titoli che vengono rilasciati sono autentici pezzi di carta.  Non si tratta di opinioni, ma di fatti. 
Tra l'altro è possibile, con la laurea dell'Università Popolare, frequentare e farsi riconoscere crediti universitari come per qualsiasi altra università internazionale: è  ovvio che a decidere sarà sempre per ultimo il Consiglio dei professori dell'Ente a cui si farà richiesta. 
Qualcuno chiede: come mai l'Università Popolare degli Studi di Milano non è nell'elenco ufficiale delle università riconosciute dal MIUR? Ripetiamo: questa università è una università internazionale e per questo non assimilabile a una univrsità italiana. Del resto anche se risiedono a Roma, nell'elenco del MIUR non ci sono neppure le Università John Cabot University o della American University of Rome.

Insomma: quando volete sapere se una Università ha qualche riconoscimento in Italia è sufficiente che consultiate gli atti del MIUR in Gazzetta Ufficiale. Chi sta affermando che è falso è stato querelato. Come ad esempio il titolare di un sito farlocco come questo. Dall'Università ci informano che la querela per diffamazione è stata presentata a marzo di quest'anno presso il Tribunale di Milano. Purtroppo ci vorranno mesi per ottenere un risultato, ma arrivano già le prime condanne da parte di chi nel 2015 ha diffamato un membro del senato accademico: 
“La prima sentenza dal tribunale arriva subito e si fa sentire severamente!” ci spiega il presidente di Ateneo. “Il tribunale di Verbania ha condannato infatti a 9 mesi in sede penale e l’esito futuro in sede civile di 800.000€ di danni saranno donati per cause di ricerca scientifica”.

Ne parla anche La Prima Pagina

Dunque basterà attendere qualche mese, perché la giustizia faccia il suo corso.

Curiosamente, lo stesso sito farlocco prende di mira Università Italiane di tutto rispetto come LIUC (Libera Università di Castellanza), e alcuni docenti della Bocconi e de La Sapienza, diffamandoli pesantemente. Evidentemente chi ha realizzato il sito non si sente conto che tale comportamento oltre a essere poco serio, comporta dei danni di immagine quantificabili in centinaia di migliaia di euro che andranno dibattuti in sede penale e civile. 



IL SINGOLARE DI BATTERI È "BATTÈRE" O "BATTERIO"?

Sab, 06/24/2017 - 11:49
Nuova imbarazzante figuraccia alla Maturità, ma anche questa volta non l'hanno fatta gli studenti ma il Miur, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, diretto da Valeria Fedeli.  Dopo la gaffe delle "traccie", con la "i", nel sito del ministero, spunta un altro tragico orrore di italiano. E compare nella prova per l'indirizzo alberghiero-enogastronomico, come si legge su diverse testate nazionali, il singolare di batteri, che è diventato "battere", anziché "batterio".

Certo, perché il singolare di batteri è “batterio” e non certo “battere”. Lo conferma anche l’Accademia della Crusca, che ha già affrontato in passato l’argomento. “La risposta alle numerose domande circa il singolare di batteri è che la forma corretta è batterio e non battère, senza alcun dubbio” scrive l’Accademia della Crusca, che specifica come “l’etimologia parla chiaro: l’italiano batterio proviene dal latino scientifico Bacterium (XIX secolo), che a sua volta deriva dal greco βακτήριον, ovvero ‘bastoncino’, visto che i batteri, microrganismi unicellulari, hanno la forma simile a un minuscolo bastoncello”.
Dopo la scelta di Giorgio Caproni nella prova scritta d’italiano, nonostante il poeta non sia entrato nel piano studi di nessun liceale, e dopo la gaffe sulle “traccie”, ci si mettono anche i batteri a minare la credibilità del Ministero. 
È accaduto nella seconda prova agli esami di maturità per l’indirizzo alberghiero ed enogastronomico. La terza domanda posta agli studenti suona così: “Con riferimento alle buone pratiche di produzione e igiene, il candidato spieghi un comportamento non corretto che può causare la contaminazione batterica di un alimento e un altro comportamento che può favorire la riproduzione di un battere”. 

“battere”, singolare di “batteri”...(sic) 

Come mai questa gaffe? Si tratta di un termine scorretto e abusato. L’Accademia della Crusca, anche qui, ha più volte spiegato che: “Si può pensare che vi sia l’influsso di altri termini medici e scientifici in -ere: sfintere, mesentere, uretere, per non dire del meno nobile clistere. Quindi, per analogia, come da sfinteri si ricava il singolare sfintere, da ureteri si ha uretere, da clisteri si ha clistere, da batteri si può ricostruire un inesistente battère”.

Tuttavia è un errore, e al Ministero dell’Istruzione dovrebbero saperlo...


Le scuse del Miur per il precedente errore L'ortografia italiana è una e le sue regole sono chiare: TRACCIA al plurale si scrive TRACCE. Un chiarimento su quanto accaduto ieri. pic.twitter.com/qYANTrUVzq— Miur Social (@MiurSocial) 20 giugno 2017


Qualcuno però fa notare che, dopo le scuse e la correzione, l'ortografia rimane scorretta

È stato corretto #traccie ma è rimasto un altro errore di #ortografia:
al #Miur continuano a confondere accento e apostrofo!
È ≠ E’ pic.twitter.com/uZFlHt1eTD— Licia Corbolante (@terminologia) 20 giugno 2017

METTIAMO IN PALIO 1000 EURO PER CHI DA INFORMAZIONI SU SITO FAKE PRESTO.NEWS

Gio, 06/22/2017 - 13:12
Su web si fanno spazio alcuni siti internet anonimi, che iniziano a insultare pesantemente l'operato di alcuni atenei. Il sito è Presto.News



Sotto attacco anche la LIUC Libera Università di Castellanza Carlo Catteneo e l'Università la Sapienza di Roma (parlando di presunti esami truccati). Addirittura a farne le spese una docente della Bocconi, la prof.ssa Silvia Vianello  professionisti come Rudi Bandiera e istituti privati come  l'Istituto CEFI di Roma. Il sito è un fake registrato con un dominio a Panama a nome di  Antonio Russo, se ne è parlato  anche qui.

All'interno del sito si parla anche di una fantomatica "Università della Gente", l'unica - pare - non diffamata dal titolar del sito. Una Università che non ha alcun valore legale e alcun riconoscimento in Italia. Fuffa insomma.

Giudicate voi:

"Laurea online gratis tramite l'Università della Gente telematica University of the People UoPeople"

1000 € subito e  un incarico mensile di SEO/SEM  con noi per chi ci può dare informazioni utili per identificare con certezza il titolare del sito presto.news


Scriveteci a redazione@gravita-zero.org

GENETICAMENTE MODIFICATI: VIAGGIO NEL MONDO DELLE BIOTECNOLOGIE

Mer, 06/21/2017 - 15:54
Classifico solitamente i libri scientifici in quattro livelli, secondo la gradualità che occorre seguire quando ci si avvicina alla scienza. Esistono i libri divulgativi di primo livello, che sono - secondo me - i più difficili da scrivere, perché devono essere letti proprio da tutti e non si può dar nulla per scontato, in quanto destinati a coloro che non hanno conoscenze di alcun tipo sulla materia trattata. Esistono poi i libri divulgativi di secondo livello che sono sempre destinati ad un pubblico ampio, ma meno ampio del precedente, poiché si tratta di persone che desiderano un maggiore approfondimento e che di libri di primo livello ne hanno già letti parecchi. Ad esempio, in un libro divulgativo di secondo livello compaiono (se si tratta di matematica) già alcune formule e si considera che il lettore possieda già alcune conoscenze di base. Per chi vuole salire ancora di più verso l'avvicinamento alla scienza esiste il terzo livello, rappresentato dai manuali scientifici delle scuole superiori. Per finire, il quarto livello è occupato dai manuali scientifici di livello universitario.
Si discute da molto tempo sull'utilità della divulgazione scientifica, ma una cosa - oggi - è certa: per affrontare un dialogo costruttivo su un tema scientifico che interessa la nostra società è necessario (almeno) aver letto alcuni libri divulgativi di primo livello sull'argomento. Perché è innegabile che - sul piano delle conoscenze e dell'esperienza nella scienza - non siamo tutti allo stesso livello, ma se vogliamo partecipare all'evoluzione della scienza e della tecnologia abbiamo a disposizione moltissime risorse e dal primo livello possiamo spingerci fino al quarto. Qui mi riferisco in particolare ai libri, che sono molto diversi da un qualunque articolo letto sul web. Un libro è un viaggio e consente al lettore di farsi un'opinione sull'argomento, mentre un articolo è troppo breve, e non è detto che sia stato scritto per qualunque tipo di lettore. 
"Geneticamente modificati - Viaggio nel mondo delle biotecnologie", scritto da Stefano Bertacchi e pubblicato da Hoepli nella nuova collana "Microscopi" si inserisce a pieno titolo fra i libri divulgativi di primo livello. Oltretutto, il tema trattato - cosa abbiamo ottenuto dalle biotecnologie e cosa potremo ottenere in futuro - è molto importante e di stretta attualità. Si tratta di 134 pagine riunite in un formato leggero e tascabile, con un prezzo piuttosto contenuto. Dato il periodo, è da mettere nella borsa per la spiaggia, ma può essere letto in qualunque momento poiché è la dimostrazione che si possono affrontare argomenti molto complessi e pieni di implicazioni con un linguaggio semplice e con delle metafore particolarmente accattivanti.

Ad esempio, il telefono senza fili, che ha come effetto un'eventuale distorsione della parola comunicata tra i partecipanti al gioco, soprattutto quando questi sono molti e si arriva al termine del "filo", viene utilizzato per spiegare la duplicazione del DNA ad opera della DNA polimerasi. Il meccanismo non è infallibile: ogni tanto viene introdotta una mutazione e quindi non si ottiene una copia perfetta. La mutazione viene generata a causa del meccanismo stesso e non è detto che sia dannosa per l'organismo in cui si verifica. Inoltre la mutazione può anche essere causata dall'esterno, da fattori ambientali detti "mutageni", ad esempio i raggi UV derivanti dalle radiazioni solari.

Il famoso film "Una poltrona per due" viene invece utilizzato per spiegare che noi dipendiamo sia dai geni che dall'ambiente. Inoltre è possibile che l'ambiente porti a modifiche dell'espressione genica, senza causare mutazioni nel DNA. Infatti non esiste solo la genetica, ma anche l'epigenetica.
Quando invece ci soffermiamo a guardare un vestito nella vetrina di un negozio, possiamo pensare che a noi il vestito non starà così bene come al manichino. E allora il manichino non serve a nulla? Serve, perché è un modello e nelle biotecnologie si utilizzano diversi tipi di modelli: "in silico" (si tratta di software), "in vitro" (parti di organismi) e infine "in vivo" (interi organismi). E talvolta alcuni (interi) microrganismi possono rappresentare degli ottimi modelli per capire e per lavorare. Un po' come succede nel Calcolo delle Probabilità: l'urna da cui si pescano le palline è solo un modello che serve a rappresentare l'estrazione casuale.
Tanto altro troverete nel libro "Geneticamente modificati", ad esempio gli OGM, ma anche le nuove fabbriche che utilizzano microrganismi e il tutto è trattato in modo molto equilibrato, senza nascondere gli interrogativi aperti e le questioni più "scottanti", ma anche riflettendo sulla natura di molte bufale che circolano sul web. Attenzione: è probabile che vi verrà voglia di approfondire l'argomento delle biotecnologie. Ottimo: allora dovrò farmi segnalare da Stefano Bertacchi libri divulgativi di secondo livello...
"Geneticamente modificati - Viaggio nel mondo delle biotecnologie"
scritto da Stefano Bertacchi
e pubblicato dall'editore Hoepli
nella collana "Microscopi"
nel mese di maggio 2017

Walter Caputo

M'ILLUMINO DI SCIENZA A PERUGIA

Mar, 06/20/2017 - 09:09
Un percorso vario, originale e multidisciplinare, per raccontare la scienza e alcune delle attività di ricerca svolte all'interno dell’Ateneo di Perugia. Questo e molto altro è “M’illumino di scienza” una serata evento sll'insegna della scienza e della conoscenza, per rompere il soffitto di cristallo e far uscire dalla Torre d'avorio la ricerca.

Sabato 24 giugno, nel suggestivo scenario del giardino di San Matteo degli Armeni a Perugia (Via Monteripido, 2), la scienza diventa così racconto, spettacolo e musica.

L’obiettivo della serata, organizzata da micron (rivista edita da Arpa Umbria) in collaborazione con Biblioteche comunali Perugia, ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, Adisu Umbria, Radiophonica, l’Umbria che Spacca, è avvicinare le persone comuni alla scienza.Si parte, alle ore 18, con alcuni giovani ricercatori dell'Università degli Studi di Perugia e dell’Università per Stranieri di Perugia che nel corso di “Nice to Science you!” si alterneranno sul palco per raccontare i loro progetti di ricerca. A seguire la “Scienza coatta” dimostrerà, tra slang in romanesco e battute, che la scienza non è fatta solo di equazioni, teoremi incomprensibili e astrusi personaggi.

Alle 19.30 sarà volta di “#Serendipity: la scienza per caso”, un viaggio, tra racconto e pittura, attraverso le numerose scoperte scientifiche avvenute in modo fortuito.

A chiudere la serata il live di Scarda, cantautore classe ’86, dallo stile acustico e retrò apprezzato sin dal suo debut-album “I piedi sul Cruscotto". Scarda vanta una candidatura ai Premi David di Donatello 2014 per la soundtrack del film "Smetto Quando Voglio", premiato da critica e pubblico per aver trattato l’universo dei ricercatori italiani in modo diverso.

ALLEANZA EUROPEA CONTRO L'ESCLUSIONE FINANZIARIA

Mar, 06/20/2017 - 08:13
A Venezia il summit annuale dello European Microfinance Network (EMN) in collaborazione con Banca Etica. Dal 22 al 23 giugno 2017 



Lo European Microfinance Network (EMN), in collaborazione con Banca Etica ed Etica Sgr, ha scelto Venezia come sede per la sua assemblea annuale in programma il 22 e 23 giugno 2017.
Sono attesi più di 300 delegati da tutta Europa, tra operatori di microfinanza, rappresentanti di banche orientate al sociale, docenti, ricercatori, esponenti di ONG, fondi di garanzia e policy maker.
L’evento sarà occasione di scambio di idee ed esperienze per stimolare la riflessione su come potenziare gli strumenti di inclusione finanziaria, a partire dai livelli di alfabetizzazione ed istruzione per le persone vulnerabili. Durante la conferenza si discuterà di come l’educazione finanziaria possa aiutare il settore della microfinanza a ripensare i propri prodotti e la propria offerta, per ottenere un elevato impatto sociale, dando la priorità ai bisogni dei clienti.

Per il Gruppo Banca Etica è un’occasione importante per rafforzare il network europeo di istituzioni che lavorano sul microcredito ed è una tappa importante nel quadro della campagna per il riconoscimento della Finanza Etica in Europa, dopo l’approvazione - a fine 2016 - della prima legge italiana che definisce e valorizza gli operatori di finanza etica”, dice il presidente di Banca Etica e di Etica Sgr, Ugo Biggeri. “Banca Etica si occupa di microcredito per l’inclusione sociale sin dalla nascita ed è sempre stata in prima linea sia per le erogazioni sia per le attività di sensibilizzazione che - in collaborazione con gli altri soggetti attivi in questo campo - hanno portato nel 2010 all’introduzione per la prima volta di una normativa sul microcredito nell’ordinamento italiano”.
Durante i due giorni di incontri, nella suggestiva cornice dell’isola di San Servolo, interverranno tra gli altri:
  • Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati (23 giugno)
  • Ann Branch, responsabile Direzione Generale per il Lavoro della Commissione Europea (DG Employment)
  • Ambroise Fayolle, vice-presidente della Banca Europea degli Investimenti (BEI)
  • Pierpaolo Baretta, viceministro all’Economia e alle Finanze
  • Luigi Bobba, viceministro per il Lavoro e le Politiche Sociali
  • Pietro Sebastiani, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri
  • Silvia Costa, parlamentare europea
  • Ugo Biggeri, presidente del Gruppo Banca Etica
Il programma completo è disponibile qui:
http://www.emnconference.org/index.php/programme-2017

Gli appuntamenti
  • Nei giorni dell’assemblea di Venezia il presidente di Banca Etica firmerà un protocollo d'intesa con l'ambasciatore Pietro Sebastiani, direttore della Cooperazione Italiana presso il Ministero degli Esteri. Il protocollo permetterà di incrementare l’offerta di microcredito nei Balcani e in Africa.

  • Il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri, firmerà inoltre un contratto con il vice-presidente della BEI (Banca Europea degli Investimenti), Ambroise Fayolleper la costituzione di garanzie per 40 mln di euro su un portafoglio di 50 mln di crediti all'economia sociale in Italia e in Spagna nei prossimi 5 anni (programma EASI).

  • Nel corso del summit sarà presentato anche un accordo di collaborazione, tra Banca Etica, EMN e CoopEst (fondo che sostiene gli investimenti responsabili nell’Europa Centrale e dell’Est). L’accordo vuole consolidare il settore della microfinanza in Europa; incrementare il suo impatto sociale e fornire assistenza tecnica agli operatori di microfinanza europei con particolare focus sull’Europa dell’Est.

  • In chiusura, il 23 giugno, sarà presentata alle istituzioni italiane ed europee la Venice Declaration. Si tratta di un documento di orientamento politico sul ruolo della microfinanza e delle banche eticamente orientate in Europa per affrontare problematiche sociali e ambientali. Tra i temi centrali della dichiarazione ci sono l’educazione finanziaria, l’attenzione all’economia reale e ai bisogni delle persone.

I numeri del microcredito del Gruppo Banca Etica
  • In Italia - Dal 2001 Banca Etica ha sostenuto in Italia più di 3.400 progetti di microfinanza, per un totale di 23,6 milioni di euro erogati. Etica Sgr mette a disposizione di Banca Etica il fondo di garanzia per la microfinanza, alimentato dalla donazione volontaria dei sottoscrittori dei fondi comuni d'investimento, pari allo 0,1% dell’importo investito. Dalla sua nascita, nel 2003, il fondo ha reso possibile l’erogazione di 476 micro-finanziamenti per un valore complessivo di 4,1 milioni di euro. Banca Etica aderisce anche ad altri fondi di garanzia per il microcredito, incluso quello recentemente creato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

  • Nel Mondo - Banca Etica promuove e sostiene la microfinanza anche nei Paesi del Sud del mondo, grazie ad accordi con il Ministero degli Affari Esteri e alla partnership con ONG e istituzioni di microfinanza (tra cui Oikocredit, Sidi, Coopmed). Oggi Banca Etica sostiene progetti internazionali per 17,5 milioni di euro a favore di 30 mila beneficiari nel mondo.

FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE: LA IV EDIZIONE È UN VIAGGIO ATTRAVERSO LE CONNESSIONI

Lun, 06/19/2017 - 21:10
È stato presentato oggi in Rai a Milano la quarta edizione del Festival della Comunicazione, che si terrà a Camogli dal 7 al 10 settembre 2017.

La manifestazione è diretta da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer ed è stata ideata con Umberto Eco
Le Connessioni è il tema del 2017 che, per quattro giornate, è approfondito in più di 100 appuntamenti fra incontri, laboratori, spettacoli, mostre, tutti gratuiti, da oltre 130 esperti e studiosi italiani e internazionali.


Manifestazione giovane, ma già divenuta punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, il Festival della Comunicazione torna per la sua quarta edizione a Camogli, da giovedì 7 a domenica 10 settembre (www.festivalcomunicazione.it). Diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, ideato con Umberto Eco, è organizzato dal Comune di Camogli e da FRAME.
Come sempre, per quattro giornate Camogli diventa centro pulsante di confronto, ricerca e scambio d’opinioni sui grandi temi che interessano il mondo odierno: dopo la Comunicazione, il Linguaggio e il Web, il tema del 2017 è le Connessioni. A confrontarsi sull’argomento sono chiamati oltre 130 esperti e studiosi di diversi ambiti e generazioni, per garantire quella ricchezza di contenuti e punti di vista che ha da sempre contraddistinto il festival e che rappresenta una delle sue caratteristiche più apprezzate. Per questa ragione alle conferenze si affiancano laboratori, panel, spettacoli, mostre, cinema, escursioni e gite in mare, tutti gratuiti: il festival ha avuto sin dall’inizio l’obiettivo di coinvolgere un pubblico eterogeneo per età, formazione e interessi e il risultato è una manifestazione che non si rivolge esclusivamente agli addetti ai lavori, ma si rivela accessibile e stimolante per tutti.Il Premio Comunicazione, quest’anno alla sua seconda edizione, è conferito al divulgatore scientifico Piero Angela, dopo l’assegnazione nel 2016 a Roberto Benigni.
Le Connessioni caratterizzano non solo il secolo ipertecnologico in cui viviamo, ma sono anche intimamente legate alla natura umana: coinvolgono in modo profondo e strutturale la società, la storia, i sistemi economici e di governo, le nostre abitudini e il nostro pensiero. «La sfida dell’edizione 2017 sarà tentare di “attraversare” tutte le connessioni per capire come orientarsi in una realtà così intricata, analizzando i modi in cui la società è arrivata all’attuale organizzazione, i possibili traguardi ed evoluzioni, i fenomeni e le forze in gioco» dichiarano Rosangela Bonsignorio e Danco Singer.Viviamo oggi in un complesso di culture, tradizioni, storie individuali e collettive, tra loro connesse, che modellano le nostre identità. L’economia è un’unica grande area transnazionale costituita da mercati finanziari interconnessi e collegati con la sfera politica, sociale e ideologica; anche le imprese nei processi produttivi condividono know-how tra settori distinti. A livello personale, i nostri stessi sistemi cognitivi e neuronali procedono per associazioni e connessioni, che sono il tessuto vitale della creatività e dell’immaginazione. Anche la conoscenza si sviluppa grazie all’“essere connessi”, inteso come capacità di superare i confini del proprio ambito disciplinare, ampliando e intrecciando saperi e competenze. Il mondo della comunicazione oggi vive di connessioni tra mezzi fisici e tecnologie immateriali: le informazioni passano da un device all’altro, utilizzando codici diversi. Tutto questo ha un impatto sulle relazioni interpersonali che intratteniamo, sulle nostre abitudini e sulle nostre possibilità espressive.
Gli incontri
Oltre 130 ospiti, provenienti da molteplici ambiti del sapere, hanno accettato la sfida di raccontare come “siamo connessi” al giorno d’oggi in più di 80 incontri, visibili anche in diretta streaming sul sito del festival: scrittori, scienziati, artisti, registi, musicisti, filosofi, storici, sociologi, divulgatori informatici e scientifici, psicologi, semiologi, giuristi, giornalisti, blogger, manager, economisti. Alcuni di loro sono presenze ormai storiche e affezionate, altri salgono a bordo per la prima volta quest’anno e contribuiscono a rendere il festival un appuntamento atteso e fecondo. Apre la quarta edizione del Festival della Comunicazione la lectio del presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso. A seguire, un ricco palinsesto di conferenze e dialoghi:
Dal mondo della storia, della filosofia, della semiologia e della letteratura: gli storici Alessandro Barbero (“Connessioni clandestine”), Guido Crainz ed Ernesto Galli della Loggia con il giornalista Pierluigi Vercesi (“Le connessioni della Repubblica”), Massimo Montanari; i filosofi Riccardo Fedriga (“Vedere con infiniti sensi: connessioni con persone molto speciali da Molyneux a Tooteko”), Maurizio Ferraris (“Post verità e altri enigmi”), Marco Santambrogio (“Ultimi barbarorum”); il semiologo Paolo Fabbri (“Segni indelebili: le nuovi arti del tatuaggio”); gli scrittori Stefano Massini con l’editore Beppe Cottafavi (“L’arte del racconto all’alba del Terzo Millennio”), Alessandro Piperno (“L’incipit o l’arte di connettersi al lettore”), Mirella Serri con il giornalista Antonio Prudenzano; l’autrice di graphic novel Cinzia Leone.
Dal mondo della ricerca e divulgazione scientifica: il divulgatore informatico Salvatore Aranzulla con la chef stellata Cristina Bowerman (“Folgorati sulla via di Damasco”); il divulgatore scientifico Piero Angela (“Demografia: la circolazione delle uova umane negli ultimi 1.000 anni”); i matematici Claudio Bartocci (“La tela di Penelope. Come le idee scientifiche si diffondono e talvolta muoiono”), Piergiorgio Odifreddi (“Plutarco, Keplero e Huygens: una connessione astronomica”); il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia Roberto Cingolani con Edoardo Garrone, presidente del Gruppo ERG, e l’avvocato Vincenzo Roppo; il direttore dell’Ente Parco di Portofino Alberto Girani; lo psicoanalista Massimo Recalcati (“Connessioni fallite e riuscite”); il geologo Mario Tozzi; la neuroscienziata Laura Cancedda (“Le connessioni cerebrali”); il fisico Alberto Diaspro (“Connessioni molecolari”); lo psichiatra Paolo Crepet che oltre alla conferenza “I social come via breve per rimbecillirsi” tiene un incontro sul rapporto fra tecnologia e relazioni umane con la blogger Lucrezia Holly Paci (“Agganciami ma sganciati: la liquidità del sentimento nelle relazioni virtuali”). 
Dal mondo dei media e dell’innovazione: i giornalisti Annalisa Bruchi, Mario Calabresi, Aldo Cazzullo (“Metti via quel cellulare”), Luca De Biase (“Pensieri inquinati? Strategie di bonifica per l’ecologia dei media”), Ferruccio De Bortoli, Federico Ferrazza, Aldo Grasso con Edoardo Camurri (“Viaggio nell’Italia delle connessioni”); Gad Lerner (“Operai disconnessi: il lavoro che non raccontiamo più”), Massimo Russo, Beppe Severgnini con Stefania Chiale (“Democrazia. Dieci regole per non farci fregare”); l’autore televisivo Carlo Freccero (“Le connessioni del potere”); gli youtuber Daniele Doesn’t Matter assieme al giornalista David Parenzo (“Storie, vite… e buonanotte”), Michael Righini (“Sconnessi dalle major: fare cinema sul web”); l’esperto di storytelling Andrea Fontana (“Walter White non abita più qui. ‘Connettersi’ nella Post-Verità: limiti, vizi e virtù delle iper-relazioni”); il politologo Evgeny Morozov; le curatrici dell’Enciclopedia delle donne Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli con le scrittrici Eleonora Cirant e Margherita Fronte e la giornalista Valeria Palumbo (“Madre a tutti i costi/ Madre, mai”). 

Dal mondo del diritto: il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone; il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri; l’ex magistrato Gherardo Colombo (“Le connessioni dell’economia criminale”). 
Dal mondo dello spettacolo, dell’arte, della moda e dello sport: gli attori Claudio Bisio, Marco Paolini (con la conferenza-spettacolo “Camogli: Tecno-filò. Technology and me”); il presidente della SIAE Filippo Sugar; lo storico dell’arte Salvatore Settis; lo scrittore Roberto Cotroneo (“Connettersi con l’arte”); lo stilista Brunello Cucinelli con il giornalista Federico Fubini (“Chi sono gli artigiani del web?”); i giornalisti sportivi Fabio Caressa e Pierluigi Pardo con Fedele Usai amministratore delegato di Condé Nast (“Le connessioni del calcio. Voci da un mondo in calzoncini”). Doppio incontro sul tema del teatro con il direttore artistico del Teatro di Roma Antonio Calbi: il primo è su “Il teatro come parlamento sociale”, mentre il secondo, con l’attrice Giulia Lazzarini, è su “Il teatro come relazione. Pensando a Giorgio Strehler”.
Dal mondo delle istituzioni, delle imprese e dell’economia: Walter Veltroni (“Le connessioni tra politica, cultura e società civile”); Monica Maggioni, presidente della Rai; Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo; Evelina Christillin, presidente dell’Enit e del Museo Egizio di Torino, con Alessandra Bianco, chief public relations officer del Gruppo Lavazza; Gabriele Galateri di Genola, presidente di Assicurazioni Generali; Oscar Farinetti, fondatore di Eataly (“Ricordiamoci il futuro”); gli economisti Lucrezia Reichlin, Paola Schwizer, Alessandra Perrazzelli, Severino Salvemini (“Chi ha detto che la finanza porti i pantaloni?”). E ancora, dal mondo della comunicazione d’impresa: Simone Bemporad, direttore comunicazione e relazioni esterne di Assicurazioni Generali, con Lelio Mondella, presidente di Calvisius, e Maurizio Zanella, presidente di Ca’ Del Bosco (“Storie di successo made in Italy”); Luca Casaura, vice president corporate marketing di Costa Crociere; Barbara Cimmino, responsabile marketing di Inticom-Yamamay; Annalisa Galardi, managing director di Wingage-GSO, con l’autore televisivo Carlo Turati (“Le connessioni nudge: la spinta gentile verso la fiducia”); Simone Ungaro, amministratore delegato di Movendo Technology (“Il futuro Welfare & Wellness tecnologico”). 
Due approfondimenti speciali: il genetista Guido Barbujani, il presidente del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze Guido Chelazzi e il filosofo evoluzionista Telmo Pievani ci raccontano l’Homo sapiens, i viaggi, le migrazioni l’evoluzione e le civiltà (in collaborazione con Costa Crociere).L’intero pomeriggio del sabato è invece dedicato allo Sport e alla sua capacità di connettere mondi apparentemente lontani come quello del business, della cultura, dell’estetica, della comunicazione e della natura (in collaborazione con Infront Sports & Media Italy). Al “Saluto di apertura – sport, cultura e natura” di Luigi De Siervo, amministratore delegato di Infront Sports & Media Italy, seguono tre appuntamenti: 
  • “Comunicare lo sport” con Gian Paolo Montali, direttore generale dell'edizione 2022 della Ryder Cup, Marco Nazzari, head of commercial di Nielsen Sports, e Diego Nepi, direttore marketing e sviluppo CONI Servizi spa; 
  • “La bellezza dello sport” con il filosofo Vittorio V. Alberti, il regista Pif e Carlo Alberto Carnevale Maffé dell’Università Bocconi; 
  • “Sport ed etica” con gli ex calciatori Filippo Galli, Marco Nappi e Pietro Vierchowod, gli attori Fabio De Luigi ed Edoardo Leo.


Il buongiorno si vede dal mattino: le Colazioni e il Caffè
Novità della quarta edizione del festival sono le Colazioni, incontri che hanno luogo di prima mattina: al tavolino di un bar del porto di Camogli, di fronte a un cappuccino e a un croissant, il pubblico ha la possibilità di creare un rapporto più stretto e diretto con gli scrittori Andrea De Carlo e Alessia Gazzola.Non solo: fedele al rito quotidiano del Caffè, che è anche un luogo di incontro in cui si discute, si scherza e ci si consola, il giornalista Massimo Gramellini porta a Camogli la sua “tazzina di parole”.Gli spettacoli
La piazzetta del porto di Camogli fa da scenario a tre spettacoli: “Ogni volta che mi baci, muore un nazista”, con il poeta Guido Catalano; “Il dolore pazzo dell’amore” con lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco e i musicisti Mario Incudine e Antonio Vasta; “Ecolalie: le parole e la musica” con il fisarmonicista Gianni Coscia e il semiologo Paolo Fabbri
Tre spettacoli anche al Teatro Sociale di Camogli, che ha riaperto dopo 40 anni: “L’età del caos” con il giornalista Federico Rampini; “Giorni felici” di Samuel Beckett con gli attori Nicoletta Braschi e Andrea Renzi; “La lingua misteriosa dei binari: i treni tra musica, letteratura, giornalismo” con il giornalista Beppe Severgnini, la cantante Simona Bondanza, l’attrice Chiara Buratti e il pianista Piero Trofa. Sempre al Teatro Sociale, in anteprima la proiezione del film “Due soldati” di Marco Tullio Giordana sul tema della criminalità organizzata. 

Le attività collaterali
Come di consueto molte le attività collaterali, momenti di “connessione” tra culture e saperi diversi.Per bambini e ragazzi di diverse fasce d’età, in programma dieci laboratori che, in un contesto ludico, avvicinano le nuove generazioni alla storia, alle scienze e alla biodiversità, alle nuove tecnologie, alla robotica e al linguaggio di programmazione informatica. Per i ragazzi dai 16 ai 19 anni e per le loro famiglie, il festival propone un workshop di orientamento al mondo universitario.Per gli amanti dell’aria aperta, tornano le escursioni in mare “Il cielo stellato sopra di me” con Giacomo Montanari e Walter Riva; “Navigando il promontorio di Portofino” con Mario Peccerini e la passeggiata filosofica “Il silenzio dei lecci e il frangersi del mare” con la psicologa Andrée BellaPer gli amanti dell’arte, due le mostre in programma: “Fotografando il festival” di Roberto Cotroneo e “Omaggio al mare” di Carlo Rognoni

MIGRANTI: BUSTREO (OMS), SONO DONNE QUASI IL 50% DELLA TOTALITÀ MIGRANTI INTERNAZIONALI.

Lun, 06/19/2017 - 17:49
L'Italia modello di accoglienza e garanzia del diritto universale alla salute. Domani 20 giugno è la Giornata internazionale del rifugiato (o dei profughi), indetta dalle Nazioni Unite. Per celebrare la Giornata, l’UNHCR ha lanciato la campagna #WithRefugees che durerà fino al 19 settembre. La campagna ha come obiettivo quello di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si possa chiamare “casa”. Molti attori e personaggi pubblici stanno partecipando alla campagna inviando messaggi e foto con lo slogan #WithRefugees  Lo scopo della campagna consiste nel mostrare ai leader mondiali che i cittadini sono dalla parte dei rifugiati e vogliono inviare un messaggio ai governi affinché collaborino per migliorare le loro condizioni.

Domani è la Giornata internazionale del rifugiato (o dei profughi), indetta dalle Nazioni Unite per commemorare l'approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.  Ogni anno l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) seleziona un tema comune per coordinare gli eventi celebrativi in tutto il mondo. e ricorda  che nel mondo sono oltre 26 milioni le donne e ragazze in età riproduttiva che vivono in situazioni di emergenza e in condizione di bisogno rispetto ai servizi di salute sessuale e riproduttiva.  FIRMA LA PETIZIONE




Il Vicedirettore Generale Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’Oms Flavia Bustreo, appena insignita del premio Internazionale Bellisario, interviene in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato celebrata domani dalle Nazioni Unite: “L’Italia può assumere un ruolo guida nella protezione, nell’assistenza e nelle cure alle popolazioni in difficoltà”.
Nel mondo cresce il numero di donne e ragazze rese più vulnerabili a causa dei fenomeni migratori, in combinazione con ulteriori fattori di ineguaglianza legati al sesso, l’etnia e la classe sociale. Mentre dal 2000 al 2015 la percentuale di migranti internazionali donne è scesa dal 49,1% al 48,2%, il numero totale dei migranti internazionali donne è aumentato di oltre 32 milioni nell’arco dello stesso periodo. Con conseguenze per la loro sicurezza e la loro salute. 
Alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato in programma domani (20 giugno), l’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che nel mondo sono oltre 26 milioni le donne e ragazze in età riproduttiva che vivono in situazioni di emergenza e in condizione di bisogno rispetto ai servizi di salute sessuale e riproduttiva. Nei Paesi in crisi donne e ragazze non hanno accesso ai servizi sanitari di base, come la pianificazione familiare e l’assistenza prenatale. E anche quando questi servizi sono disponibili, le donne vengono spesso mandate via a causa della mancanza di documenti legali che provino il loro stato di migranti, la loro etnia o stato civile, per citare solo alcune delle discriminazioni di cui sono vittime. Inoltre, gli alti tassi di violenza sessuale o di genere registrati in situazioni di emergenza - tra cui lo stupro, la mutilazione genitale femminile, le gravidanze precoci e i matrimoni forzati – espongono maggiormente le donne e le ragazze a cattive condizioni di salute, privazione e abbandono.
“Nei contesti di conflitto, emergenza e migrazione – afferma Flavia Bustreo, Vicedirettore Generale dell’OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini, appena premiata alla XXIX Edizione del Premio Internazionale promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario “Donne ad alta quota” per il suo impegno nelle sfide globali della salute delle donne - sono le donne e le ragazze le prime a subire le conseguenze più gravi in termini di salute, e ad essere particolarmente esposte ai rischi di esclusione, marginalizzazione, sfruttamento sessuale e violenza di genere. Tutti i paesi sono chiamati a riconoscere e proteggere il diritto alla salute in quanto diritto universale facente capo a chiunque, ovunque si trovi, qualunque sia la sua condizione o il suo status”.
Nei paesi colpiti da conflitti o da crisi migratorie aumentano i casi di violenza sessuale e di violenza da parte del partner. All'interno di questi contesti, pratiche tradizionali dannose come la mutilazione genitale femminile o i matrimoni forzati e minorili, possono essere ulteriormente esacerbate.
Le condizioni stesse in cui donne e adolescenti si spostano le rendono particolarmente vulnerabili. Molte viaggiano senza documenti, svolgono attività lavorative a basso salario, o non regolamentate, mancano di protezione, si trovando in condizioni di particolare dipendenza e rimangono vittime di soprusi che possono includere anche la violenza e la violenza sessuale.
“Le crisi – conclude Flavia Bustreo - sono oggi sempre più caratterizzate da spostamenti di massa e di lungo termine con conseguenze sempre più rilevanti, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione rappresentate dalle donne, dai bambini e dagli adolescenti. L’Italia, un paese che storicamente ha saputo garantire il diritto universale alla salute, può assumere un ruolo guida nella protezione, nell’assistenza e nelle cure alla popolazioni in difficoltà in collaborazione con gli altri paesi in prima linea rispetto ai fenomeni migratori”.
Oltre alle donne italiane, ogni anno il Premio Internazionale della Fondazione Bellisario viene assegnato a una donna che si sia distinta nel mondo per il suo impegno a favore dei diritti umani e delle donne. Da Aung San Suu Kyi a Ranja di Giordania, Tara Gandhi, Madeleine Albright, Ségolène Royal, Carly Fiorina, Mary Mc Aleese sono tra le donne premiate. Sin dal suo esordio, oltre a godere dell'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e dei Patrocini di tutti i Ministeri, Il Premio Bellisario ha un Comitato d'Onore che annovera le più prestigiose personalità del Paese, della presenza delle più alte cariche dello Stato e persino dei messaggi del Santo Padre. La premiazione sarà trasmessa mercoledì 21 giugno, a partire dalle ore 23.20, su Rai 2.

I NOVAX E FREEVAX? SONO NATI 188 ANNI FA

Lun, 06/19/2017 - 13:09
E probabilmente il loro livello di informazione medica si è fermato a quel periodo. La storia si ripete e spesso capita che non si tragga insegnamento dal passato!
Il seguente articolo risale infatti a188 anni fa (è 3 dicembre 1829) e pubblicato nel quotidiano che allora si faceva chiamare Gazzetta Piemontese, ma che cambierà nome in La Stampa nel 1894. 
Nell'articolo si parla dell'epidemia del Vaiolo. Prima dell'introduzione di un vaccino, la mortalità della forma grave di vaiolo è stata molto elevata, raggiungendo il 35% in alcuni focolai, ed attestandosi tra il 10-20% in Europa. Nell'articolo si parla delle classi inferiori che pongono dubbi "sull'efficacia e sulla Natura del vaccino", che alcuni con secondi fini si sforzano a disseminare fra chi invece (meticoloso) si vaccina.
In pratica pur non essendici Facebook, frotte di classi poco informate sisseminavano dubbi.
Cosa fece allora la Provincia di Torino? Impose alle scuole e a tutti gli istituti di  non ammettere negli  individui muniti di regolare certificato di vaccinazione (o di aver già contratto il vaiolo)  






L'ultimo caso conosciuto di vaiolo nel mondo è stato diagnosticato nel 1977 in Somalia. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia nel 1980. Eradicato proprio grazie alla somministrazione del vaccino (qui la storia).
Ringraziamo Mariano Tomatis per la segnalazione


"Taluni si sforzano di disseminare dubbiezze sull'efficacia del vaccino." (Gazzetta Piemontese, 3 dicembre 1829) pic.twitter.com/3D49MlQvqf— Mariano Tomatis (@marianotomatis) 17 giugno 2017

LA RICERCATRICE CATALINA CURCEANU VINCE IL PREMIO EMMY NOETHER PER LE DONNE IN FISICA

Dom, 06/18/2017 - 17:49
La  prima ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dei Laboratori Nazionali di Frascati Catalina Oana Curceanu, verrà premiata con un prestigioso riconoscimento dalla Società Europea di Fisica: il Premio "Emmy Noether per le donne in Fisica per l'anno 2017".
Nata a Brasov, (Romania), lavora all'INFN dal 1992, Curceanu è autrice di "Dai buchi neri all’adroterapia. Un viaggio nella Fisica Moderna". Un manuale di fisica, medicina, ingegneria, informatica che alimenta la curiosità e risolve enigmi, in un equilibrio perfetto tra scienza e attualità. 
A questo link la nostra intervista


Il premio prende il nome da Amalie Emmy Noether (Erlangen, 23 marzo 1882 – Bryn Mawr, 14 aprile 1935), una matematica tedesca che si occupò di fisica matematica, teoria degli anelli e algebra astratta e il cui nome è legato all'omonimo teorema del 1915, che mette in luce nel campo della fisica teorica una profonda connessione tra simmetrie e leggi di conservazione. Fu fra i più importanti matematici di tutti i tempi.
Questo riconoscimento viene assegnato due volte l'anno al fine di fare conoscere le donne scienziato ai responsabili politici e al pubblico in generale, e al fine di individuare modelli di comportamento che aiuteranno ad attrarre giovani donne a una carriera nel campo della fisica. La portata di questa distinzione comprende successi personali in settori quali la ricerca, l'istruzione, la sensibilizzazione e l'industria.
Il premio è stato assegnato per il suo ruolo di primo piano nel campo della fisica nucleare sperimentale e adronica, e per il suo contributo sostanziale ad una migliore comprensione della QCD a bassa energia".

Dear Dr. Curceanu,
I have the pleasure of informing you that the European Physical Society(EPS) has awarded you the first "Emmy Noether Distinction for Women inPhysics” of the year 2017.
This distinction is awarded twice a year in order to bring noteworthywomen physicists to the wider attention of the scientific community,policy makers and the general public, and to identify role models thatwill help to attract women to a career in physics. The scope of thisdistinction includes personal achievements in areas such as research,education, outreach and industry.
The citation that will accompany this distinction reads:
_“Dr. Catalina Oana Curceanu is awarded the "Emmy NoetherDistinction for Women in Physics” of the European Physical Societyfor her leading role in experimental nuclear and hadronic physics, forher substantial contributions to a better understanding of low-energyQCD in the non-perturbative regime, and for her pioneering research infoundational issues. With her strong sc

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LO IUS SOLI FOR DUMMIES (PER PRINCIPIANTI)

Dom, 06/18/2017 - 08:40
Sognano di diventare calciatori, scienziati o poliziotti, amano la pasta al pesto e la pizza, la serie A e il basket, sono nati in Italia da genitori stranieri e qui vivono e vanno a scuola. Arua (8 anni) e Hamza (6) hanno genitori egiziani e abitano a Torino. Sono nati e vivono a Roma: Basim (9), mamma e papà marocchini; Jibrill (11), papà egiziano e mamma somala; Nebeyate (8), di mamma etiope; Numayer (11), genitori del Bangladesh. E’ nata in Abruzzo Ghizlan, 8 anni. Sono nati e abitano a Milano: Chantal (8), genitori originari dello Sri Lanka; Francesco Marie-Joseph (7), Mauritius; Israa (8) e Ryan (6), Marocco. A Genova Fallou (12), genitori senegalesi. A Verona Hamza (8) e Oussama (5), genitori marocchini. A Napoli Jason (9) e Richard (6), mamma di Santo Domingo. A Firenze Viola (6), genitori cinesi. Sono solo alcuni degli 800mila bambini nati in Italia da genitori stranieri o che vivono e studiano nel nostro Paese. Alunni delle scuole dell’obbligo in Italia che in Italia non hanno il diritto di cittadinanza, in attesa della legge sullo “Ius soli” tornata in Senato il 15 giugno dopo due anni di dibattito finora inutile.  (video Repubblica ) 


vai al video di Repubblica

LO IUS SOLI ESISTE NEGLI ALTRI PAESI?

Sono molti i paesi che applicano già lo ius soli automaticemente e senza condizioni: da esempio gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l'America meridionale. In Europa viene concessa la cittadinanza per ius soli (per esempio Francia, Portogallo, Spagna, Regno Unito e Germania) con qualche condizione. In Francia, ad esempio, il nato in territorio francese da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza facendone richiesta purché sia vissuto stabilmente sul territorio dello Stato per almeno 5 anni. In Germania, vale di base lo ius sanguinis ma chi nasce nel territorio tedesco da genitori extracomunitari può diventare cittadino tedesco se uno dei due genitori ha il permesso di soggiorno da almeno tre anni e vive in Germania da otto.


COSA DICE LA LEGGE
Chi nasce  in Italia da genitori stranieri può diventare cittadino italiano al compimento dei 18 anni (è una legge del 1992), a condizione che sia stato residente in Italia dalla nascita. Nel nostro Paese lo ius soli si applica anche in due casi eccezionali: se si nasce sul territorio italiano da genitori ignoti o apolidi o impossibilitati a trasmettere al soggetto la propria cittadinanza secondo la legge dello Stato di provenienza, oppure se il soggetto è figlio di ignoti ed è trovato nel territorio italiano.


LO IUS SOLI E LO  IUS CULTURAE, SPIEGATI SEMPLICEMENTE (VIDEO






COME CAMBIEREBBE LA LEGGE

Il decreto legge introduce una forma temperata di ius soli. Diventa cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. E' necessaria comunque una dichiarazione di volontà di un genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale, da presentare al comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età.
In assenza della dichiarazione, chi vuole diventare cittadino italiano può farne richiesta entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. Quanto allo straniero nato e residente in Italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età.


IUS SOLI, IUS SANGUINIS E IUS CULTURAE: COSA SONO? 
Attualmente il nostro ordinamento si acquista Ius sanguinis cioè per diritto di sangue per i nati nel nostro Paese da almeno un genitore italiano. Per quanto riguarda i bambini nati in Italia da entrambi i genitori stranieri, hanno diritto a richiedere la cittadinanza al compimento dei 18 anni di età, a condizione che vi abbiano risieduto fino a quel momento “legalmente e ininterrottamente” e manifestino la volontà di volerla acquisire. Una procedura che non sempre è agevole né immediata.Ius soli, dal latino 'diritto del suolo' è un'espressione giuridica che intende l'acquisizione della cittadinanza come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul territorio di un dato Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Lo ius sanguinis('diritto del sangue'), indica invece la trasmissione della cittadinanza dal genitore alla prole (ad esempio, il figlio di un italiano è italiano). Lo ius cultarae, invece, prevede che può ottenere la cittadinanza il minore straniero, nato in Italia o entrato nel nostro Paese entro il 12° anno di età, purché abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali per conseguire una qualifica professionale. Tra le novità legate allo ius culturae rientra il merito: è necessario che il ciclo delle scuole primarie sia superato con successo. Chi viene bocciato alle elementari dovrà aspettare per chiedere la cittadinanza.
Ci sono degli altri modi per ottenere la cittadinanza: per esempio se ci si unisce in matrimonio con un partner italiano oppure per naturalizzazione, cioè concessa (con Dpr, sentito il Consiglio di Stato), su domanda dell’interessato, a chi risiede in Italia da almeno 1o anni se cittadino extra Ue e 4 se europeo.

LE REGOLE E I REQUISITI 
Le nuove regole per acquisire la cittadinanza per nascita non saranno applicabili ai cittadini europei, perché possono ottenere un permesso dell'Unione europea per soggiornanti di lungo periodo solo i cittadini di Stati non appartenenti all'Ue. Tale permesso è rilasciato allo straniero cittadino di Stati non appartenenti all'Ue in possesso da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno valido.
Inoltre, la famiglia deve dimostrare di avere un reddito minimo non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale, occorre la disponibilità di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge e bisogna superare un test di conoscenza della lingua italiana.
Non hanno diritto al permesso gli stranieri che soggiornano per motivi di studio o formazione professionale; a titolo di "protezione temporanea" o per motivi umanitari; quanti hanno chiesto la protezione internazionale e sono in attesa di una decisione definitiva; chi è titolare di un permesso di soggiorno di breve durata; quanti godono di uno status giuridico particolare previsto dalle convenzioni internazionali sulle relazioni diplomatiche.

Fonti: Repubblica, ADNKronos 

L'UNIONE EUROPEA PORTA IL WIFI GRATUITO A TUTTI I CITTADINI

Sab, 06/17/2017 - 11:28

Con WiFi4EU e la collaborazione di comuni e consorzi municipali, la Commissione europea intende promuovere la connettività WiFi gratuita per cittadini e visitatori in spazi pubblici quali parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta Europa.




La Commissione europea ha annunciato un importante programma pluriennale di sovvenzioni per fornire connettività Wi-Fi gratuita a comuni e associazioni di tutta Europa. Questi contributi copriranno sino al 100% delle infrastrutture necessarie, con l'obiettivo di offrire ai cittadini connettività gratuita di alta qualità in edifici e aree pubbliche cittadine, come parchi, piazze, musei, biblioteche, centri sanitari, e così via.

Il piano metterà a disposizione un totale di 120 milioni di Euro sino al 2019, con una prima tranche di 20 milioni e un massimale di 20.000 Euro per ciascun comune. Il meccanismo prevede che i costi di infrastruttura e installazione saranno coperti al 100%, mentre abbonamento mensile all’operatore e la manutenzione saranno a carico degli enti pubblici.
"Si tratta di una iniziativa di grande respiro" - commenta Marco Olivieri, Regional Sales Manager per l'Italia di Cambium Networks. - "Grazie al nuovo portafoglio prodotti per l'Enterprise Wi-Fi, che abbiamo recentemente presentato, il nostro canale è pronto a mettere in campo la migliore tecnologia oggi disponibile e tutta la sua competenza ed esperienza sviluppata al fianco degli operatori wireless."
Cambium Networks è pronta a sostenere le iniziative dei suoi partner e ad accompagnarli con l'obbiettivo di metterli nelle migliori condizioni per cogliere questa straordinaria opportunità.
La pagina di registrazione al programma Cambium Networks, primo passo per ottenere risorse e infrastrutture dai comuni o dai consorzi municipali che intendono beneficiare di questo contributo: http://www.cambiumnetworks.com/WIFI4EU_Ita/

SUMMER IN SCIENCE: PER FARE CRESCERE GLI SCIENZIATI DI DOMANI

Sab, 06/17/2017 - 11:19
Nasce alle porte di Roma la 1st International Summer School “Summer in Science”, organizzata da Adamas Scienza in collaborazione con EMBL – European Molecular  Biology Laboratory e con il contributo di Amgen Foundation.Un innovativo progetto dedicato agli studenti delle scuole superiori che per la prima volta coniuga la pratica dell’attività di laboratorio con una formazione su misura  e altamente qualificante, grazie alla collaborazione con Enti di ricerca pubblici e privati.
appuntamenti con la scienza - Shutterstock
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Le scienze tallone d’Achille degli studenti italiani: secondo l’ultimo rapporto OCSE-PISA gli iscritti alle nostre scuole superiori sono al 27° posto della graduatoria dei paesi dell’Organizzazione per quanto riguarda la preparazione e la performance nelle materie scientifiche e solo il 4% di loro sono “top performer” con voti superiori alla media.

Per valorizzare e coltivare “scienziati in erba” e indirizzarli verso il percorso accademico migliore, con la prospettiva di fornire nuove leve alla Ricerca italiana e mantenerla a livelli qualitativi di eccellenza, nasce la 1st International Summer School “Summer in Science”, che si svolge dal 12 al 23 giugno al Campus di Ricerca “A. Buzzati-Traverso” di Monterotondo, alle porte di Roma. Una vera e propria full immersion nelle biotecnologie, nella biologia molecolare e cellulare e nella genetica per 20 studenti selezionati del penultimo anno delle scuole superiori.
“Summer in Science” è ideata da Adamas Scienza e organizzata in sinergia con lo European Molecular Biology Laboratory (EMBL) e con il supporto di Amgen Foundation. Il programma è realizzato con la collaborazione dell’Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con la partecipazione di Sapienza - Università di Roma. Il programma è inoltre inserito nell’ambito del progetto “Be Scientist!”, finanziato da Amgen Foundation e che vedrà nel prossimo anno scolastico la sua terza edizione.
“Summer in Science” è l’unico programma di summer school scientifica che prevede, oltre alla componente esperienziale di partecipazione alle attività dei laboratori di ricerca, un percorso formativo iniziale su misura e altamente qualificante, che rende gli studenti più autonomi e in grado di affrontare attivamente i progetti loro assegnati. Il coinvolgimento di professionisti appartenenti a Enti pubblici e privati arricchisce il valore formativo dell’esperienza, fornendo spunti ed ispirazione per gli studenti utili all’orientamento verso una carriera scientifica. Inoltre, “Summer in Science” si svolge presso un Campus di Ricerca internazionale, garanzia di un elevato livello scientifico, assicurato dalla collaborazione di eminenti ricercatori e dall’utilizzo di infrastrutture altamente specializzate.
«Lo European Molecular Biology Laboratory è impegnato nel contribuire alla formazione della futura generazione di scienziati e promuovere un dialogo informato sulla scienza nella nostra società: non c’è modo migliore per realizzare questi obiettivi che sostenendo iniziative come “Summer in Science” – dichiara Philip Avner, Direttore della sede italiana dello European Molecular Biology Laboratory (EMBL) – gli studenti, grazie agli stimoli che offre un ambiente come quello del nostro Campus, comprenderanno in maniera molto concreta la dimensione internazionale di molte ricerche di alto livello e come i ricercatori e gli studenti provenienti da diversi Paesi si riuniscono all’EMBL per vivere la loro passione per la scienza, con l’obiettivo di avanzare nella Ricerca di base e traslazionale».
“Summer in Science” prevede un programma integrato di seminari, approfondimenti critici e attività pratiche di laboratorio messe a punto dagli educatori scientifici di Adamas Scienza. Le attività sono divise in due fasi: una prima fase (dal 12 al 16 giugno) con formazione laboratoriale e approfondimenti scientifici nei laboratori didattici attrezzati presso il Campus Buzzati-Traverso; una seconda fase (dal 19 al 23 giugno) con stage presso laboratori di ricerca aderenti al progetto e tutoraggio della fase di reporting.
«Uno degli obiettivi formativi del nostro approccio è quello di stimolare gli studenti all’autonomia e al pensiero critico – spiegano Tommaso Nastasi e Rossana De Lorenzi, co-fondatori di Adamas Scienza – la prima settimana è dedicata all’apprendimento delle metodologie di base, delle norme di sicurezza e delle tecnologie avanzate di un laboratorio di ricerca. Durante questo periodo, però, gli studenti sperimentano in prima persona, ragionando individualmente e collettivamente sulle strategie di programmazione e conduzione degli esperimenti e sull’analisi critica dei risultati sperimentali. Inoltre, tutto il programma sperimentale è immerso in un contesto di confronto e dibattito critico sui meccanismi della ricerca e della comunicazione scientifica e sulla relazione tra scienza e società. Crediamo che questo percorso formativo e culturale sia propedeutico ad una più profonda esperienza nei laboratori di ricerca e ad un più consapevole e aperto confronto con i ricercatori che accompagneranno gli studenti durante lo stage che si svolge nella seconda settimana del programma».
Uno degli obiettivi centrali del percorso di modernizzazione dell’istruzione a livello europeo consiste nel prevedere momenti di interscambio tra i mondi della scuola, dell’Università e del lavoro, per fornire agli studenti un riscontro pratico a quelle competenze e conoscenze apprese nel corso della formazione scolastica. “Summer in Science” va oltre questo obiettivo, proponendo uno spazio-incubatore in cui far convergere le best practice di didattica e formazione avanzata, coltivare le eccellenze tra gli studenti interessati alla carriera scientifica e creare una rete virtuosa in cui ricercatori, Istituzioni e aziende possano trovare spazio di intervento responsabile e al tempo stesso di azioni e collaborazioni strategiche.
“Summer in Science” si connota infatti come una joint venture che riunisce pubblico e privato, ponendo l’apprendimento critico e lo sviluppo di una più consapevole percezione del mondo della Ricerca scientifica al centro dei suoi obiettivi formativi. Il programma si avvale della collaborazione di Istituzioni pubbliche storicamente impegnate nella formazione e nella ricerca, come EMBL, CNR e Sapienza - Università di Roma, a cui si aggiunge il contributo di Amgen Foundation, che da anni porta avanti diverse iniziative con lo scopo di contribuire allo sviluppo di una nuova, consapevole e preparata generazione di scienziati.
«Amgen, come azienda biotecnologica e innovativa, sente il dovere e la responsabilità di contribuire, supportare e ispirare la prossima generazione di scienziati. Per questo siamo orgogliosi di sostenere “Summer in Science” – dichiara Andrè Dahinden, Amministratore Delegato Amgen Italia – è importante che gli studenti abbiano la possibilità di fare esperienza pratica della scienza, devono entrare in laboratorio, toccare con mano per capire i processi, sviluppare la propria abilità di porsi domande, organizzare le idee e risolvere problemi. Secondo il rapporto PISA tra il 2012 e il 2015 c’è stato un aumento del 4,5% di studenti che non raggiungono il livello minimo di competenza scientifica. Vogliamo invertire la rotta e per farlo c’è bisogno anche di iniziative come questa. Le Fondazione è attiva a livello mondiale dal 1991 e ha erogato contributi per oltre 100 milioni di dollari. I numeri parlano da soli: 6.000 docenti sono stati destinatari di corsi di aggiornamento e sviluppo professionale e 2 milioni di studenti sono stati coinvolti in attività pratiche di ricerca. Anche per quanto riguarda l’Italia lo sforzo è stato importante: le nostre iniziative hanno interessato oltre 250 insegnanti e 10.000 studenti nel corso degli ultimi 5 anni».

ALLARME INDUSTROYER, IL MALWARE CHE METTE IN GINOCCHIO LE RETI ELETTRICHE ED ALTRI TIPI DI INFRASTRUTTURE CRITICHE

Mar, 06/13/2017 - 18:23
Si tratta della più grave minaccia ai sistemi di controllo industriale dai tempi di Stuxnet




È stato rilevato dai ricercatori di ESET con il nome di Win32/Industroyer il potentissimo malware in grado di causare danni significati ai sistemi di alimentazione elettrica e che potrebbe essere adattato per colpire altri tipi di infrastrutture critiche.
Lo stesso tipo di malware era stato utilizzato lo scorso dicembre a Kiev, quando migliaia di cittadini della capitale ucraina erano piombati nell'oscurità in seguito alla mancata erogazione dell’energia elettrica. Il blackout non era dovuto all’eccessiva domanda ma era stato causato da un sabotaggio effettuato da un gruppo di cybercriminali.

Industroyer è una minaccia particolarmente pericolosa in quanto è capace di controllare direttamente gli switch delle sottostazioni elettriche e gli interruttori dei circuiti. Per farlo usa i protocolli di comunicazione industriale progettati decine di anni fa ed usati in tutto il mondo nelle infrastrutture di alimentazione energetica, nei sistemi di controllo dei trasporti e in altri sistemi di infrastrutture critiche come acqua e gas. Questi interruttori sono l’equivalente digitale di quelli analogici e tecnicamente possono essere programmati per svolgere varie funzioni. Pertanto, l'impatto potenziale può variare dalla semplice interruzione nella distribuzione di energia, passando per guasti a cascata fino a danni più gravi alle apparecchiature. Inutile dire che l’interruzione di tali sistemi può influire direttamente o indirettamente sul funzionamento dei servizi vitali. 
L’Industroyer è un malware modulare. Il suo componente principale è una backdoor usata dai criminali per condurre l’attacco: installa e controlla gli altri componenti e si connette a un server remoto per ricevere dei comandi e fornire rapporti ai criminali. 
Quello che distingue l’Industroyer a parte l’obiettivo del malware è l’utilizzo di quattro componenti della payload che sono stati progettati per poter ottenere il controllo diretto degli switch e degli interruttori di circuito di una sottostazione di distribuzione elettrica. Ognuno di questi componenti si occupa di determinati protocolli di comunicazione specificati nei seguenti standard: IEC 60870-5-101, IEC 60870-5-104, IEC 61850, e OLE for Process Control Data Access (OPC DA).
Generalmente, le routine di infezione lavorano per fasi, i cui obiettivi sono la mappatura della rete, l’individuazione del bersaglio e l’invio dei comandi specifici per i dispositivi di controllo industriale da manomettere. Le payload dell’Industroyer dimostrano la competenza e la profonda comprensione dei sistemi di controllo industriale da parte degli autori del malware. 

Per ulteriori informazioni su Industroyer è possibile collegarsi al seguente link del blog di ESET Italia.


L'ORDINE DEL TEMPO NEL NUOVO LIBRO DI CARLO ROVELLI

Sab, 06/10/2017 - 10:00
Le cose in fisica non sono mai quelle che appaiono. Una di queste è il tempo: lo sapevate che scorre più velocemente in montagna e più lento in pianura? 
Se aveste un orologio abbastanza preciso (si trova su Internet per qualche migliaio di euro) potreste constatarlo direttamente. Un orologio a terra va perfino più veloce dell'orologio sul tavolo. Non sono gli orologio a rallentare, ma il continuum spazio tempo: tutto rallenta quando ci si avvicina al centro di gravità di un oggetto dotato di massa come la Terra (dovreste saperlo se avete visto Interstellar).

Ma anche la velocità rallenta il tempo: Einstein lo aveva capito prima che il fenomeno fosse osservato. E all'età, venticinque anni, in cui la maggior parte delle persone non sa ancora cosa farà da grande.

Iniziate a correre: il vostro orologio batterà i secondi meno velocemente rispetto a un orologio fermo. È quello che dà luogo al cosiddetto paradosso dei gemelli, per cui due gemelli Scott e Mark Kelly, uno rimasto sulla terra e l'altro salito per più tempo sulla Stazione Spaziale Internazionale, sono oggi uno più anziano e uno più giovane anche se solo per una frazione di secondo. 
Ma c'è di più: il ponte Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale, noto anche come wormhole, è una caratteristica dello spaziotempo che, almeno in teoria, permetterebbe di percorrere una scorciatoia da un punto a un altro dell'universo e di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. La differenza tra passato e futuro non c'è nelle equazioni che governano gli eventi del mondo. 
Dopo le Sette brevi lezioni di fisica, tradotto in 24 lingue che ha raggiunto un pubblico immenso in ogni parte del mondo, il nuovo libro del fisico Carlo Rovelli tratta di qualcosa che in fisica trascende da qualsiasi altra cosa conosciuta: il tempo. "Pensiamo comunemente il tempo come qualcosa di semplice,  fondamentale - dice Carlo Rovelli -  e che scorre uniforme, incurante di tutto, dal passato verso il futuro, misurato dagli orologi. Nel corso del tempo si succedono in ordine gli avvenimenti dell'universo: passati, presenti, futuri; il passato è fissato, il futuro aperto...Bene , tutto questo si è rivelato falso."Il tempo resta dunque uno dei misteri più grandi dell'universo, non solo per ogni profano, ma anche per i fisici, che hanno visto il tempo trasformarsi in modo radicale, da Newton a Einstein, alla meccanica quantistica, infine alle teorie sulla gravità a loop, di cui Rovelli stesso è uno dei principali teorici. 
Nelle equazioni di Newton era sempre presente, ma oggi nelle equazioni fondamentali della fisica il tempo sparisce. Passato e futuro non si oppongono più come a lungo si è pensato. E a dileguarsi per la fisica è proprio ciò che chiunque crede sia l'unico elemento sicuro: il presente. Sono tre esempi degli incontri straordinari su cui si concentra questo libro, che è uno sguardo su ciò che la fisica è stata e insieme ci introduce nell'officina dove oggi la fisica si sta facendo.
C'è ad esempio il tempo quantistico: quando misuro prima la posizione di un elettrone e poi la velocità, cambio il suo stato in modo diverso che se non misurassi prima la velocità e poi la posizione. Si chiama "non-commutatività" per cui posizione e velocità non si possono scambiare a piacere. L'indeterminazione quantistica intrinseca nelle cose produce una sfocatura, che implica in maniera controintuitiva l'imprevedibilità del mondo (il gatto Schrödinger è vivo!). Il tempo della fisica è dunque legato alla nostra ignoranza sulla conoscenza del mondo. "Il tempo - conclude Rovelli - è ignoranza". 



IL LIBRO: L'ORDINE DEL TEMPOTempo di lettura del libro: 3,5 ore
Difficoltà: triennio scuola secondaria di II grado

Editore: AdelphiAnno edizione: 2017Pagine: 207 EAN: 9788845931925
L'AUTORE: CARLO ROVELLI Laureato in Fisica all’Università di Bologna, ha poi svolto il dottorato all’Università di Padova. Ha lavorato nelle Università di Roma e di Pittsburgh, e per il Centro di Fisica teorica dell’Università del Mediterraneo di Marsiglia. È tra i fondatore della gravità a loop, proposta come  teoria quantistica dello spazio-tempo che cerca di unificare le teorie della meccanica quantistica e della relatività generale. Si è dedicato anche alla storia e alla filosofia della scienza con il libro Che cos'è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro (Mondadori Università, 2011).Tra gli altri suoi libri, Che cos'è il tempo? Che cos'è lo spazio? (Di Renzo Editore, 2010), La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose (Raffaello Cortina Editore, 2014) e Sette brevi lezioni di Fisica (Adelphi, 2014), quest'ultimo tradotto in 24 lingue.




UN MALWARE ATTACCA GOOGLE CHROME: ITALIA LA PIÙ COLPITA

Ven, 06/09/2017 - 20:58
Minacciati nell’ultimo mese il 30% degli internauti italiani, con punte del 45%. Colpiti in particolare siti popolari per la visione di film online.

Si chiama Chromex.Submelius e sembra uscito da una maledizione dei libri di Harry Potter il malware che reindirizza il browser dell’utente verso un indirizzo specifico con contenuti dannosi, veicolato principalmente attraverso Google Chrome, attualmente uno dei browser più utilizzati al mondo. Secondo le statistiche di ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione europea, Submelius si è diffuso tra aprile e gli inizi di maggio nei paesi dell’America Latina, focalizzandosi nell’ultimo mese in Europa - principalmente in Spagna e Italia - dove ha minacciato fino al 45% degli internauti. 
Submelius viene veicolato specialmente attraverso popolari siti per la visione di film online: l’utente visualizza sul browser le classiche finestre con l’annuncio "è stato rilevato un virus" o "guadagna soldi lavorando da casa". In questo caso però il browser non reindirizza ad un'altra pagina con un annuncio pubblicitario ma ad un sito web che chiede a sua volta di passare ad un altro indirizzo, finché l’utente non clicca su "Accetta", indirizzando così il browser verso il download di un’estensione dallo store di Google Chrome. Se l'utente cade nella trappola e installa questa estensione, avrà compromesso la sicurezza del browser perché da quel momento, durante la navigazione su Internet, vedrà improvvisamente nuove finestre con informazioni sui propri sistemi e verrà reindirizzato ad altri siti web che contengono codici dannosi, pubblicità o altri tipi di contenuti malevoli.
COSA FARE IN CASO DI INFEZIONE DA SUBMELIUS?
Se l’utente è stato colpito da Submelius e ha installato una delle estensioni dannose di Chrome sul browser, dovrà rimuoverla il più presto possibile digitando "chrome: // extensions" nella barra del browser ed eliminando le estensioni sospette. E’ inoltre necessario analizzare il computer o il dispositivo infetto utilizzando una soluzione di sicurezza affidabile, per escludere la possibilità di scaricare qualsiasi altro tipo di minaccia.
Come sempre, è molto importante fare attenzione prima di cliccare con facilità su qualsiasi contenuto e prestare molta attenzione a tutti i siti web visitati, soprattutto se richiedono di scaricare estensioni. 
Per ulteriori informazioni su Submelius è possibile visitare il blog di ESET Italia al seguente link

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