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Aggiornato: 29 min 49 sec fa

AUTON SISTEMI PRESENTA ESPRIT: SISTEMA CAM ALL'AVANGUARDIA

Mar, 05/23/2017 - 15:09
Maurizio Villani, amministratore e uno dei soci fondatori di Auton Sistemi (www.autonsistemi.it) all'interno della Fiera A&T: Affidabilità e Tecnologia alla quale la sua azienda partecipa da quasi dieci anni. Intervista è di Artedas Italia, distributrice OrCAD e SolidWorks


Auton Sistemi  è anche quest'anno in fiera a presentare tutte le novità e le innovazioni di Esprit, il sistema CAM che viene utilizzato per programmare i movimenti di taglio della gran parte delle macchine utensili a controllo numerico: stiamo parlando di fresatrici, torni, macchine per elettrolisioni. 

"Nell’ambito di questa manifestazione - ci spiega Maurizio Villani  - siamo, insieme ad altre due aziende, che sono Artedas Italia e Hurco Italia, a presentare idealmente una filiera produttiva che prevede l’ideazione di un oggetto fino al suo concepimento, ovvero dall’idea del particolare fino alla sua realizzazione in macchina utilizzando strumenti quali siano il sistema CAD, il sistema CAM e una macchina a controllo numerico a cinque assi"."Volendo parlare di ciò che Auton Sistemi espone e presenta in questa fiera, devo necessariamente parlare di Esprit, soluzione CAM che viene sviluppata dalla casa madre californiana che ha diversi siti produttivi in Europa, e uno di questi è in Italia. Auton Sistemi distribuisce questo software dal 2005. Esprit è la soluzione ideale per programmare percorsi di taglio di macchine a controllo numerico, siano essi centri di fresatura, centri ibridi multitasking, o centri di tornitura, da due fino a ventidue assi controllati. Più la macchina è complicata da programmare manualmente, più riteniamo che i nostri potenziali clienti abbiano bisogno di Esprit. Esprit è questa soluzione che consente la programmazione dei cicli di taglio".Auton Sistemi è un distributore nazionale del prodotto Esprit. Si trova a Torino ed è nata nel 1998 circa 19 anni fa. Auton Sistemi oggi è un’azienda matura, ha un settore proprio di ricerca e sviluppo, ha un team di tecnici qualificato e una sua rete commerciale propria.

"In questi anni stiamo consolidando la nostra presenza in Italia, e stiamo cercando di farci conoscere al meglio in regioni e località nelle quali non siamo molto presenti".
Quali sono le aziende interessate alla vostra produzione? 

Siamo orgogliosi di essere un’azienda italiana: riteniamo che la Piccola-Media Impresa italiana sia una ricchezza del tessuto produttivo italiano. Per questo con molto orgoglio diciamo che il target al quale si rivolge Auton Sistemi è la PMI italiana, per la quale noi investiamo. Un know-how ch mettiamo a disposizione al meglio grazie ai nostri tecnici e, molto spesso, diventiamo loro partner nella produzione dei particolari che diversamente non riuscirebbero a produrre. Naturalmente questo non vuol dire che non abbiamo fra i nostri clienti anche la grande impresa. Fra i nostri clienti abbiamo naturalmente FIAT, siamo presenti nella costruzione stampi, siamo presenti in Alenia Aerospazio, copriamo in maniera efficace tutta la fascia di produzione delle rubinetterie del polo soprattutto attorno al Lago d’Orta.
Quali sono i principali vantaggi che le aziende possono ottenere dall’uso del prodotto Esprit?

I principali vantaggi sono, principalmente, quelli di avere un tempo-ciclo molto preciso, che consente ai nostri clienti che consente di produrre dei preventivi ai loro clienti in tempi relativamente rapidi senza andare in macchina. L’altro grosso vantaggio competitivo è dovuto al fatto che Esprit consente di realizzare percorsi utensili mentre la macchina sta già lavorando, quindi non necessita di fermi macchina per la produzione dei file iso. L’altro grosso vantaggio è quello di consentire ai nostri clienti di andare in macchina con percorsi controllati e sicuri. Chi utilizza Esprit sa già di poter verificare che non ci siano collisioni fra le macchine utensili in movimento offline, mentre la macchina lavora su altre commesse.


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FUTURO

SDL CENTROSTUDI: UN PROGETTO PER LA LEGALITÀ CONTRO AGROMAFIE ED ECOMAFIE

Lun, 05/22/2017 - 22:53
L'Associazione  Bang (cultura della legalità) con SDL Centrostudi, partner dell’iniziativa, organizza il 25 maggio 2017 a Cernusco Lombardo, in provincia di Lecco, la giornata di studio Agromafie ed ecomafie".
Ospiti della serata:
(Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Agromafie)
Nando dalla Chiesa (professore dell’Università degli Studi di Milano)

Presso il Cine-Teatro San Luigi
Via Lecco, 45. Cernusco Lombardo (LC)


Ad accompagnare gli ospiti vi saranno Piero Calabrò e Roberto Romagnano, co-organizzatori e responsabili del “Progetto Legalità” (www.progettolegalita.com), che dal 2012 si propone l'obiettivo di una riflessione collettiva e partecipata in Lombardia sui temi della corruzione e della presenza mafiosa nell'economia, nella politica e nella società.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti e come di consueto sarà possibile seguire la diretta streaming sulla pagina Facebook @progettolegalitabrianza o il live twitting sul profilo Twitter di Progetto Legalità.

SDL Centrostudi, partner dell’iniziativa, è una società all’avanguardia specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario e nella lotta all’anatocismo, di ristrutturazione del debito delle imprese, del sovraindebitamento, dell’esdebitazione e di ogni aspetto del contenzioso tributario, offrendo sostanziali e concrete soluzioni.

ESET ITALIA A FIANCO DELLA RACE FOR THE CURE 2017 PER LA LOTTA AI TUMORI AL SENO

Lun, 05/22/2017 - 20:22
I dipendenti di ESET Italia hanno indossato ieri la maglia della Race for the Cure - l’evento sportivo nato nel 2000 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prevenzione dei tumori del seno - e hanno partecipato alla corsa stracittadina che si è tenuta al Circo Massimo di Roma.

Con questo contributo piccolo ma concreto, ESET Italia si affianca alle aziende che sostengono la Susan G. Komen Italia (organizzatrice dell’evento), alle Istituzioni, ai testimonial e alle numerose ‘Donne in Rosa’ che, avendo vissuto l’esperienza di un tumore del seno, lo hanno affrontato e superato. 
ESET Italia, da sempre in prima linea nell’impegno sociale e nel coinvolgimento in iniziative di solidarietà, ha scelto di sostenere quest’anno la lotta ai tumori del seno poiché rappresenta una causa di grande rilevanza sociale che coinvolge direttamente o indirettamente moltissime persone e perché crede fortemente nell’importanza della prevenzione e della ricerca in ogni campo, da quello della sicurezza informatica in cui opera ESET a quello ben più importante della salute e della lotta ai tumori.
Per ulteriori informazioni su ESET visitare il sito www.eset.it

MATH 2017: UNO STAGE DI MATEMATICA PER LE SCUOLE A BARDONECCHIA

Dom, 05/21/2017 - 15:07
Si chiama MATH 2017, ed è la nuova edizione di uno stage per studenti per le scuole medie superiori, tutto dedicato alla matematica. Una vera full immersion tra scuole di Torino e provincia che si terrà a Bardonecchia (ex Villaggio Olimpico) in provincia di Torino, in quattro turni, il primo dei quali tra il 22 e 24 maggio, che metterà a confronto studenti appassionati di numeri, formule ed equazioni a Bardonecchia. Saranno 1.685 gli studenti che parteciperanno e che si metteranno a confronto nello stage 2017 che si terrà in alta Val di Susa. Si supera quindi il record di presenze delle edizioni precedenti. 
I partecipanti a una delle precedenti edizioni di Math

Lo stage di Bardonecchia conferma il successo delle edizioni precedenti, anche sulla scia del successo ottenuto negli ultimi 17 anni con la "Festa della Matematica", che si tiene ogni anno ad inizio marzo al Lingotto di Torino; lo stage è ideato e organizzato dall'Associazione Subalpina "Mathesis" (sezione Bettazzi) da tempo impegnata, alla guida del professor Franco Pastrone, nella divulgazione della matematica e nel conferire il Premio Peano in importanti eventi di divulgazione scientifica.

L'iniziativa, realizzata con il supporto della Compagnia di San Paolo, coinvolge anche quest'anno le scuole di Torino e provincia e del Piemonte, e di altre città italiane, operando con gli studenti più interessati e motivati nello studio della matematica. Obiettivo principale è di far vivere ai ragazzi momenti di approfondimento su temi di matematica al di fuori di schemi scolastici sia per i contenuti che per le modalità di lavoro, cercando di sviluppare la creatività e lo scambio di esperienze tra le verie scuole, favorendo altresì i contatti fra scuola ed università. 
"Gli studenti vengono coinvolti in altre attività di vario tipo" – spiega il professor Franco Pastrone - "oltre alle gare di matematica, exibit o mostre progettati dalle scuole e presentati dagli studenti al grande pubblico, rendendo così gli studenti protagonisti di un'operazione di diffusione della matematica a più largo raggio in grado tra l'altro di offrire all'intero progetto maggiore visibilità".
Per MATH 2017 è prevista la presenza di più di 1.700 partecipanti tra studenti, docenti e corsisti, più alcuni relatori che terranno conferenze divulgative su tematiche scientifiche correlate alla matematica, che paraltro sta alla base della maggior parte delle discipline scientifiche. Alcuni docenti provengono da altre nazioni: due insegnanti e un preside da Vught, in Olanda, e due docenti da Kongsberg, in Norvegia. E' inoltre interessata allo stage uno scuola di Granada, per comprendere come si svolge lo stage per poterne realizzare una versione in lingua inglese per il prossimo anno.“L’obiettivo fondamentale, come sempre, è quello di far vivere ai ragazzi un’esperienza di approfondimento su temi di matematica” - spiega il professor Pier Luigi Pezzini, dell'Associazione Subalpina Mathesis tra i docenti organizzatori degli stage - “Tutto questo al di fuori di schemi scolastici sia per i contenuti che per le modalità di lavoro, cercando di sviluppare la creatività e lo scambio di esperienze tra scuole differenti di Torino e Provincia favorendo altresì i contatti fra scuola ed università”. I ragazzi lavorano in gruppi di 6 studenti con gli insegnanti, come coordinatori sul materiale predisposto nei fascicoli preparati per ogni classe. Dopo una breve presentazione dell'argomento i ragazzi entrano nel vivo e costruiscono da soli il loro sapere utilizzando "mani e testa". Durante tutto lo stage si favorisce un approccio ai concetti attraverso la costruzione e manipolazione di materiale concreto. Sollecitati dalle richieste del fascicolo gli studenti formulano congetture che confrontate all'interno del gruppo e riviste in un momento comune a fine giornata con la presenza dei docenti, conducono ad una comprensione e approfondimento delle tematiche proposte. 
Ogni giorno si propongono inoltre problemi e giochi matematici di una certa difficoltà in modo da sollecitare i ragazzi a presentare impostazioni e strategie risolutive particolari e originali in un clima di giocosa competizione. Per questa attività ci si avvale in particolare del contributo di alcuni studenti universitari già precedentemente coinvolti nelle attività di allenamento finalizzate alle olimpiadi della matematica.
Al termine dei lavori si propone una "Caccia al tesoro" sulle tematiche affrontate, con il duplice scopo di verificare le attività svolte e di concludere in modo divertente, valorizzando anche con una premiazione di tutti coloro (singoli o gruppi) che si sono particolarmente distinti nelle varie fasi dello Stage. “Nell’edizione 2016” - aggiunge Pezzini - “i risultati sono stati lusinghieri in termini di impegno, interesse, partecipazione sia per quanto riguarda gli allievi che per quanto riguarda i docenti. In alcune situazioni, come ad esempio nella gara dei problemi, per alcuni quesiti, gli allievi hanno saputo far meglio dei docenti. Caratteristica di molti docenti è di lavorare in classe fiduciosi di collaborare a costruire un futuro migliore. Allo stage i docenti possono subito verificare che molti ragazzi e ragazze delle nuove generazioni hanno un tocco in più rispetto alle precedenti”. Lo Stage di Matematica è rivolto a studenti e professori delle classi I , II , III , IV di scuola media superiore, e si svolgerà in quattro turni a Bardonecchia (Torino) presso il Villaggio Olimpico (Via della Vittoria 46) nei giorni dal 22 al 24 maggio (primo turno), dal 25 al 27 maggio (secondo turno), dal 29 al 31 maggio (terzo turno) e dal 5 al 7 giugno.
Ulteriori info all'email alocampo@alice.it
Tel: 339.6259952

AL SALONE DEL LIBRO UN SIMULATORE DI VOLO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

Dom, 05/21/2017 - 14:11
Altro che "realtà virtuale immersiva": il  simulatore di volo di Herlitzka degli inizi del '900 sembra un oggetto steampunk uscito da un romanzo di fantascienza, eppure  ha permesso di salvare la vita a molti aspiranti aviatori durante la grande guerra.  Si tratta di uno degli oggetti scientifici visionabile nella science gallery "Open science, open To the world" della Università degli Studi di Torino al   Salone Internazionale del Libro di Torino dal 18 al 22 maggio 2017". 

È un’occasione unica per vederlo. Appartiene all’Astut, l’Archivio scientifico e tecnologico dell’Università, alla Manifattura Tabacchi, che è chiuso per motivi di sicurezza da quasi due anni.Questo simulatore di volo ante litteram venne utilizzato dal 1917 insieme ad altri strumenti per valutare l'attitudine al volo degli aspiranti piloti della Prima Guerra Mondiale. I movimenti di questo dispositivo riproducevano molto bene le sollecitazioni a cui l'aereo era sottoposto in quota. I test si svolgevano presso l'Istituto di Fisiologia Umana dell'Università di Torino che aveva sede in corso Raffaello, 30. 


Il simulatore fu ritrovato nel 1994 in una scantinato dov era stato dimenticato per circa 70 anni ed è stato opportuntamente restaurato grazie al GAVS (Gruppo Amici Veicoli Storici) sezione di Torino 
In questa foto d'epoca, dell'archivio storico dell'Università di Torino vediamo il simulatore utilizzato da un pilota. Questa macchina nacque probabilmente come un riesame delle caratteristiche del simulatore “Bleriot” ed è composto da un seggiolino, una pedaliera e un volantino, con intorno un telaio di legno basculante che permette oltre al rollio e al beccheggio anche la simulazione dell’imbardata. 
Appartiene all’Astut, l’Archivio scientifico e tecnologico dell’Università, alla Manifattura Tabacchi, che è chiuso per motivi di sicurezza da quasi due anniLink: https://gavs-torino.com/2015/04/12/simulatori-15-18/

UNIVERSITÀ A SUPPORTO DELLE VITTIME DI VIOLENZA SESSUALE

Dom, 05/21/2017 - 00:21
A Torino un percorso di formazione per servizi sostenibili nel tempo

La violenza sulle donne: un crimine da contrastare - Shutterstoc
Lunedì 22 Maggio, dalle ore 9,30 alle ore 13, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, via Verdi 9, avrà luogo il convegno “Università a supporto delle vittime di violenza sessuale: un percorso di formazione per servizi sostenibili nel tempo”. Parteciperanno, oltre ai rappresentanti dell’Università e del Politecnico di Torino, anche l’Assessore alle Politiche Giovanili e alle Pari OpportunitàCittà di TorinoMarco Giusta, e l’Assessora alle Pari Opportunità, Regione PiemonteMonica Cerutti.
Sono inoltre previste: la presentazione dei risultati del questionario “Riconoscere e reagire alla violenza sessuale – USVReact: atteggiamenti e opinioni degli/lle studenti/esse di Unito e di Polito e dei/lle partecipanti alla formazione” a cura della Prof.ssa Norma De Piccoli e della dott.ssa Mara Martini; una tavola rotonda “Violenza sulle donne e violenza omofobica: quali punti di contatto e quali differenze?” a cura dell’Avv.a Elena Bigotti e del prof. Luca Rollè.
Il Convegno è il momento conclusivo del progetto di cui il CIRSDE (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere dell'Università degli Studi di Torino) è referente per l’Università di Torino “USVREACT: Università a supporto delle vittime di violenza sessuale” (www.usvreact.eu), finanziato dalla Commissione Europea DG Justice, Rights, Equality and Citizenship Programme (DAPHNE-III strand).
L’ingresso è libero sino a esaurimento dei posti.
Per ulteriori informazioni: prof.ssa Norma De Piccoli (coordinatrice locale per il progetto) norma.depiccoli@unito.it

RAPTUS E RAPINE CON L'IPNOSI: ESISTONO DAVVERO?

Ven, 05/19/2017 - 13:03
Ci sono parole che sembrano appartenere alla terminologia tecnica di psichiatri e psicologi, ma che in realtà o non esistono, o non sono come si pensa.
Mi sto riferendo a termini come raptus, sindrome di Stoccolma, psicopatia, ipnosi ecc.
Termini che vengono usati per spiegare eventi criminosi tirando in causa la psicopatologia.
In realtà raptus, sindrome di Stoccolma, psicopatia e rapine che avvengono utilizzando l'ipnosi semplicemente non esistono.

Ma allora come mai tutti pensiamo che esistono?
I misteri, i gialli, le storie di paura, indovinelli e rompicapo hanno sempre affascinato e interessato la mente umana. Ne sono un esempio la quantità di gialli,  serie tv e fiction poliziesche o del mistero che da un paio di secoli sono state scritte e sono presenti nelle programmazioni televisive. Esistono anche canali dedicati solo a questo argomento.
Anche i giornali quando occasionalmente accadono questi eventi ne danno grande risonanza.
Ma sono proprio i mezzi di comunicazione che utilizzando queste terminologie, che rimandano a cause psicologiche e che le han fatte entrare nel linguaggio comune.
Se noi prendessimo il DSM-V, il manuale diagnostico delle patologie mentali semplicemente non troveremmo questi termini.


Se non esistono, allora cosa esiste?
Le risposte a questa domanda si trovano nel libro di Capuano Delitti. Raptus, follia e misteri. Dalla cronaca alla realtà, edito da C1V edizioni.
Ne esistessero di libri così ben scritti! Dove non devi rileggere le frasi per capirne il senso. Dove dopo 3 pagine ti devi fermare perché il cervello è già stanco. Con la bibliografia alla fine di ogni capitolo.
Complimenti a Giovanni Romolo Capuano per la gradevolezza della scrittura e per lo studio approfondito.


Cos'altro si può trovare in questo libro?
Oltre a quanto citato sopra nel libro si parla anche dei veggenti, del Criminal profiling, dell'effetto CSI, della credibilità dei testimoni oculari, dei rituali satanici e persino dell'optografia, di cui ignoravo l'esistenza.


Dr.ssa Luigina Pugno

P.S. I dati ISTAT indicano una diminuzione della criminalità in Italia negli ultimi anni

API TORINO SPONSOR DEL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Gio, 05/18/2017 - 00:07
Corrado Alberto: “Rappresentiamo la cultura della piccola e media impresa dal 1949”. Segnale forte di presenza delle imprese locali nell’ambito di un evento fondamentale per il territorio

Lo stand di Api Torino al Salone Internazionale del Libro API Torino ha scelto di essere presente all’edizione 2017 del Salone del Libro per dare un segnale concreto di sostegno a questo importante evento da parte del sistema economico e sociale torinese e piemontese. 

La presenza di API al Salone del Libro ha anche l’obiettivo di raccontare la cultura d’impresa che le PMI sono in grado di esprimere con il loro particolare modo di produrre, intendere i rapporti di lavoro, la presenza stessa delle imprese nel territorio.

“Abbiamo deciso di essere presenti per tutta la durata del Salone – dice il Presidente di API, Corrado Alberto –, perché crediamo che le piccole e medie imprese che rappresentiamo siano soggetti non solo economici ma anche culturali e che siano in grado di diffondere una propria cultura d’impresa sostenendo lo sviluppo individuale e collettivo, in coerenza con le dinamiche del mercato globale”.
API Torino nel corso del Salone organizzerà presso il proprio spazio una serie di incontri dedicati alla cultura della piccola e media impresa sui temi inerenti la produzione, la sicurezza, il lavoro, l’imprenditoria femminile, il web e l’ICT, i giovani, l’alimentazione, l’edilizia. Il 22 maggio API terrà la propria Assemblea annuale dei soci.
API Torino dal 1949 riunisce le Piccole e le Medie Imprese private di Torino e provincia sotto un unico tetto, garantendo rappresentanza ad un sistema industriale che costituisce la sostanza della capacità e della sapienza produttiva di una delle aree economicamente più rilevanti del Paese.
“Uno dei nostri obiettivi principali – continua Alberto – è quello di dare voce alle PMI, sensibilizzando l’opinione pubblica sul mondo imprenditoriale e sull’andamento del sistema produttivo ed economico influendo sulla scena locale, nazionale ed internazionale. Oltre a questo, ogni impresa e ogni imprenditore di API Torino accede ad un insieme di servizi, risorse e tutele ed è inserito all’interno di una rete virtuosa in cui ogni componente ha lo stesso valore partecipativo”.
Con più di 1.700 associati API Torino – che aderisce a livello nazionale a CONFAPI – è al fianco di imprenditori e aziende manifatturiere e di servizi, di tipologie e dimensioni diverse, ne rappresenta diritti e le necessità in tutti i tavoli istituzionali oltre che nei confronti delle Organizzazioni Sindacali, degli enti di ricerca e del più ampio sistema economico e sociale. Fanno parte del sistema API Torino anche API Formazione e ilCentro Servizi PMI: altre due realtà che concretizzano l’impegno di API Torinofornendo una consulenza specifica per ogni esigenza. Completano il sistema associativo il Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) e APID Imprenditorialità Donna.
Per approfondire: 


L'INNOVAZIONE IN MEDICINA: COME SI ALLUNGA LA VITA IN SALUTE?

Mer, 05/17/2017 - 16:24
Dott. Marcello Coppa - CEO di 
Coppa + LandiniDomani, giovedì 18 maggio alle 19, nella Sala Arena del Polihub in Via Durando 39 a Milano si terrà l'evento "Explore Talks on Healthcare". Il tema è: "l'innovazione applicata alla salute umana, tra algoritmi matematici, big data e le nuove frontiere della medicina predittiva e della precision medicine".
Vista l'importanza dell'innovazione nell'ambito della salute, Gravità Zero ha posto qualche quesito al Dott. Marcello Coppa, CEO di Coppa + Landini, società di consulenza per l'innovazione. Sarà proprio il Dott. Coppa, domani, ad introdurre l'evento.
1) La pseudoscienza in medicina oggi è molto diffusa. La gente crede fermamente a cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra, come si usa dire. Come si può comunicare l'innovazione in medicina in modo scientificamente rigoroso, ma anche divulgativo?
Ciò che può essere immesso sul mercato nell'ambito della salute è regolamentato da diversi organismi nazionali e sovranazionali: per poter essere applicata sull'uomo una soluzione deve percorrere un iter ben definito, che richiede anni di sperimentazione e test a diversi livelli. Ciò ha diverse implicazioni: innanzitutto esistono diverse tipologie di rimedi e solo alcuni sono effettivamente dei farmaci. Altri non lo sono, sono trattamenti cosmetici, integratori, … non farmaci
Per quanto riguarda la pratica medica c’è anche il giudizio della comunità scientifica che “accetta”  o meno determinati approcci. Questo è un primo discrimine: esiste una versione “ufficiale” dell’innovazione significativa, ma spesso i media cavalcano le pseudoscienze per qualche click. 
Quindi la buona comunicazione è innanzi tutto un problema etico. Poi, c’è anche un tema di competenze scientifiche di chi comunica. Spesso le scoperte o le innovazioni in campo medico vengono comunicate un po’ superficialmente come “cure”. Il fatto è che sono ancora molto lontane dal diventare cure, perché dovranno superare proprio quell'iter che le istituzioni che governano la salute pubblica richiedono.
2) La durata della vita si allunga e questo è un successo in medicina. Ma alcuni pazienti dicono che - soprattutto in certe condizioni - non vale la pena vivere. Esistono innovazioni che miglioreranno la qualità della vita delle persone molto anziane? 
Rispetto al tema degli anziani, sta emergendo il concetto di silver economy, cioè di un comparto dell’economia composto da prodotti e servizi dedicati alle persone anziane. Sul tema della non autosufficienza, credo che l’innovazione medica debba andare di pari passo con l’innovazione sociale. La salute non è soltanto assenza di patologia, ma benessere complessivo. La componente di socialità e di servizi alla persona è quindi fondamentale.
3) La medicina sarà in grado di dirci in anticipo esattamente quanto vivremo? Se è vero che siamo "guidati" da geni ed ambiente in un'interazione piuttosto complessa, quali innovazioni dobbiamo aspettarci in questo campo? 
Più che quanto vivremo, che probabilità avremo di sviluppare determinate patologie. Questo è già possibile. Ma la genetica non ha un valore soltanto predittivo. L’innovazione più significativa in questo campo è la possibilità di intervenire a modificare il genoma per correggerne gli “errori”, come ad esempio attraverso la tecnologia di editing chiamata CRISPR/CAS9. Ciò ha implicazioni straordinarie dal punto di vista dell’allungamento della vita in salute (healthy longevity), ma anche diversi risvolti etici rispetto a cosa è da considerarsi “errore”. Sarebbe più corretto infatti parlare di mutazioni, cosa che naturalmente accade, e del fatto che esistano anche mutazioni positive. In silicon valley e negli ecosistemi più avanzati del mondo gli investimenti si stanno orientando dal software all’healthcare. L’afflusso di capitali contribuirà ad accelerare l’innovazione in questo ambito.
Grazie Dott. Coppa e buon lavoro.
Walter Caputo
Science writer e redattore scientifico per Gravità Zero
Cofondatore del blog "Cibo al microscopio"

IL VIDEO DA FAR VEDERE AGLI ANTIVACCINISTI

Lun, 05/15/2017 - 15:16
Ogni anno la razza umana si sforza verso la totale eradicazione delle malattie, con alcuni grandi progressi compiuti soprattutto negli ultimi decenni. La maggior parte delle malattie sono ora più prevenibili che curabili. Ad esempio con i vaccini, ultimamente sotto attacco da parte di persone, evidentemente poco informate e che hanno la memoria corta: le epidemie, infatti, erano la regola per i nostri avi di anche solo pochi decenni fa. Come dimostra questo video realizzato da BuzzFeed. 




Nel Video: Alcune di queste patologie sono scomparse grazie agli antibiotici e ai vaccini, ma, tranne il valiolo (eradicato quasi definitivamente grazie ai vaccini) tuttora mietono vittime e sono:

  • Epatite B con  686.000 decessi all'anno
  • Shingles (Herpes Zoster) un centinaio di decessi solo negli USA
  • Spallpox (Vaiolo) - solo nel 1700 causò 400.000 decessi, fino alla scoperta del vaccino
  • Tubercolosi - solo nel 19° secolo causò il 40% di decessi della classe lavoratrice 
  • Difterite - Centinaia di migliaia di decessi all'anno fino alla scoperta del vaccino nel 1913.
  • The Plague (Peste Nera) - ricordiamo la peste raccontata dal Manzoni che colpì metà della popolazione. In tutta Europa tra il 1347 e il 1352 uccise almeno un terzo della popolazione del continente. Tuttora la peste è diffusa in vari continenti. 
50,000 americani muoiono per cause che potrebbero essere prevenute dai vaccini.

FONTI http://science.nationalgeographic.com...https://www.cdc.gov/plague/symptoms/https://www.britannica.com/science/di...https://www.cdc.gov/hepatitis/hbv/bfa...https://www.cdc.gov/tb/topic/basics/s...https://www.cdc.gov/shingles/ Crato da https://www.buzzfeed.com/bfmp/videos/... + Lili Kaytmaz https://www.instagram.com/lekmakeup+ Gabby Grave http://www.gabbygrave.com/+ Keyera Williams + Sunny Drissia https://www.instagram.com/sunnydrissi...+ René Hartel http://www.imdb.com/name/nm4689036/

IL NATIONAL GEOGRAPHIC FESTIVAL DELLE SCIENZE SI CHIUDE CON CIRCA 25000 PRESENZE

Dom, 05/14/2017 - 17:50
Una grande partecipazione di pubblico, con circa 25 mila presenze in quattro giorni (17 mila l’anno scorso) fitti di incontri, dialoghi, presentazioni di libri, spettacoli e laboratori (quest’anno particolarmente affollati da studenti e ragazzi che hanno registrato oltre 3 mila presenze) ha premiato la dodicesima edizione del Festival delle Scienze dedicata al tema del cambiamento, che da quest’anno porta il nome National Geographic Festival delle Scienze, grazie alla partnership con una delle maggiori realtà internazionali impegnata nella ricerca e nella conservazione. 


Numerosi i sold out registrati grazie alla presenza di grandi nomi della ricerca scientifica come la primatologa Jane Goodall, il fisico Geoffrey West, il paleontologo e borsista di National Geographic Federico Fanti, e le novità di quest’anno con i sorprendenti incontri con i videomaker The JackaL, protagonisti di una conversazione con Roberto Battiston dell'Agenzia Spaziale Italiana e Fernando Ferroni dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con David Weinberger Davide “Boosta” Di Leo, con Danilo Rea Alex Braga, e con Patti Smith.


José R. Dosal, Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, non nasconde la propria soddisfazione: «Il Festival cresce nella sua vocazione verso pubblici sempre più ampi e quest’anno l’offerta per i bambini, i ragazzi e le famiglie è stata accolta con grandissima partecipazione. Questo rende evidente il servizio della Fondazione per la città di Roma e per il territorio. I miei ringraziamenti più sentiti ai compagni di viaggio di questa nuova avventura dal MIUR, ASI, INFN, Codice Edizioni e naturalmente National Geographic».

Vittorio Bo, co-direttore del Festival, aggiunge: «Questa edizione ha offerto una grande occasione di confronto sulle sfide che dobbiamo affrontare per il futuro, dal riscaldamento globale alle nuove fonti di energia, dallo sviluppo delle città alla crescita demografica, e grazie alla partnership con National Geographic, ASI e INFN ha consolidato la propria vocazione alla divulgazione scientifica, coniugando contenuti e linguaggi coerenti per il proprio pubblico».

Kathryn Fink, Amministratore Delegato di Fox Networks Group Italy, ha dichiarato: «Sono fiera e felice che National Geographic abbia dato il suo nome al Festival delle Scienze e abbia vissuto queste giornate cosi ricche e partecipate accanto alla Fondazione Musica per Roma. Con il National Geographic Festival delle Scienze abbiamo dato concretezza a un valore per noi fondamentale: la celebrazione dell’ingegno umano, che abbiamo potuto conoscere da vicino grazie ai tanti straordinari talenti che hanno preso parte al Festival in questi giorni».

Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Codice Edizioni e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il National Geographic Festival delle Scienze di Roma è realizzato in partnership con National Geographic, ASI - Agenzia Spaziale Italiana e INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e in collaborazione con INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica e Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il sostegno di Enel Nissan: il programma che dall’11 al 14 maggio ha animato l’Auditorium Parco della Musica ha visto protagonista la grande ricerca scientifica italiana e internazionale grazie al confronto con filosofi, psicologi, linguisti, giornalisti, artisti.

La suddivisione in percorsi tematici delle conferenze – Changing Future (sul clima e sul nostro futuro), Global Change (sulla globalizzazione), Next Tech (sull'innovazione nella medicina, nella tecnologia, nella riflessione filosofica), Our Evolution (sui grandi sistemi: dalle metropoli all'universo), Changing Economy (sulle sfide economiche e la lotta contro la povertà) – si è rivelata vincente. Affollati gli incontri dedicati al cambiamento climatico: Douglas Ray Joanna Haigh hanno riflettuto sulle possibili strategie che l'uomo può adottare per limitare l'intensità del cambiamento climatico, mentre Luca Meini, responsabile delle politiche ambientali di Enel, e Paolo Matteucci di Nissan hanno ragionato sul ruolo e sulla responsabilità delle imprese, sottolineando alcune delle soluzioni adottate dalle aziende più virtuose negli anni recenti. Molto apprezzata la serie su globalizzazione e innovazione digitale, che ha visto protagonisti la filosofa statunitense Ruth Chang (Rutgers University) sul “prendere decisioni difficili” e Geoff Mulgan della Fondazione NESTA sulle potenzialità insite nella ricerca e nello sviluppo delle scienze sociali. Seguitissimo anche l’evento collettivo Come saremo con Luca De Biase, David Weinberger, Telmo PievaniSalvatore Iaconesi, Oriana Persico e Maria Agostinelli.

Il ricco contenitore dedicato all'innovazione nel campo della tecnologia, della medicina e alla riflessione filosofica ha offerto al pubblico una vasta gamma di temi e prospettive con tanti ospiti che hanno richiamato un pubblico attento e curioso: le linguiste Elly Van Gelderen Judith Tonhauser, la filosofa Nicla Vassallo, la naturalista e biologa marina dell'Università di Padova Mariella Rasotto, l'astrofisico e scrittore Giovanni Bignami, che ha dialogato con il giornalista Giuseppe Cruciani. Ryan McKay, psicologo della Royal Holloway University of London, si è focalizzato sul cambiamento delle nostre idee, mentre Ramanan Laxminarayan, epidemiologo ed economista, ha sottolineato la necessità di cambiare il nostro approccio nei confronti di microbi e batteri. Il blogger, giornalista ed esperto di cultura digitale Tom Chatfield si è soffermato sul rapporto tra uomo e tecnologia, mentre il filosofo Timothy Williamson (Oxford University) ha sfatato alcuni miti su identità e cambiamento. Molto apprezzati anche gli incontri con Chloé Cipolletta, primatologa italiana che dirige i progetti di ricerca e conservazione di National Geographic in Africa Orientale, e con Ibrahim Cissé, che ha raccontato le ultime scoperte del suo laboratorio di biofisica al Massachusetts Institute of Technology. Molto apprezzata anche la lectio dell'astrofisica Sandra Savaglio, che ha svelato i segreti delle supernovae (nella sezione Our Evolution).

Al programma delle conferenze, National Geographic Festival delle Scienze ha affiancato un'articolata sezione di performance, presentazioni di libri e serie tv. Come lo spettacolo Il maschio inutile, in cui la Banda Osiris ha proposto una terapia d'urto a base di scienza e musica live per spiegare le ragioni dell'esistenza dei maschi (con il contributo eccezionale del filosofo della biologia e esperto di evoluzione Telmo Pievani e dello storyteller Federico Taddia) e i due appuntamenti dedicati alla proiezione di altrettante serie televisive prodotte da National Geographic, l'anteprima a inviti di Genius e la maratona di Marte.

In questi quattro giorni la scienza si è potuta anche imparare divertendosi: diversi spazi dell’Auditorium hanno infatti ospitato laboratori, workshop, spettacoli e altri appuntamenti pensati per i ragazzi, le scuole, le università e più in generale il mondo educational, che sono stati particolarmente apprezzati. Tra questi l’evento speciale FameLab Italia - Finale Nazionale 2017, il talent show della scienza nato nel 2005 nel Regno Unito e organizzato In Italia con il coordinamento di Psiquadro, presentato al Festival in collaborazione con British Council e Cheltenham Festivals, e lo spettacolo-conferenza Starlight - Settemillimetridiuniverso, prodotto dalla compagnia teatrale Zelda in collaborazione con INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica, di e con Filippo Tognazzo. La grande novità dell’edizione 2017 è stata la serie di workshop organizzati da FablabforKids, in collaborazione con realtà romane come CodemotionKids e Minimakers. Dai robot alle stampanti 3D, dalle macchine elettriche alle lezioni di codice, per quattro giorni i giovani visitatori di National Geographic Festival delle Scienze hanno potuto scoprire alcuni degli orizzonti su cui si muove oggi l’innovazione fai-da-te in campo informatico, elettronico e digitale. Su un altro versante della scienza, quello dello studio dei fossili, i ragazzi hanno potuto incontrare il paleontologo e borsista di National Geographic Federico Fanti, protagonista di una serie di incontri.

Il Festival prosegue fino a stasera con numerosi incontri che vedranno protagonisti, tra gli altri, John-Paul Flintoff (Come cambiare il mondo, alle 17 in Sala Petrassi), l'economista indiano Abhijit Banerjee e il filosofo Rob Reich, che si confronteranno sul reddito di base (alle 19 in Sala Petrassi). Gran finale alle 21 con Time for change,con la cantante e poetessa rock Patti Smith in dialogo con Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Magazine Italia in Sala Petrassi, e con 1927 - Monologo quantistico di e con Gabriella Greison in Sala Sinopoli.

Anche quest’anno il Festival è stato trasmesso in diretta dall’Auditorium da Radio3 Scienza, con interviste ai protagonisti della manifestazione. Una novità è stata la collaborazione con Radio Dimensione Suono Due. L'audio delle conferenze sarà presto disponibile in podcast sul sito www.auditorium.com.

WANNACRY: 6 COSE DA SAPERE PER PROTEGGERSI DAL NUOVO RANSOMWARE

Dom, 05/14/2017 - 12:20
Un attacco Ransomware su vasta scala ha colpito nelle ultime giornate diversi paesi del mondo. Fino ad ora sono stati colpiti più di duecentomila computer in almeno 99 paesi, rendendolo uno dei maggiori attacchi informatici mai avvenuti. L'attacco, che inizialmente si è diffuso nel Regno Unito, soprattutto verso 16 ospedali inglesi, sta continuando a diffondersi in altri paesi, colpendo diversi enti e aziende. 
La scheramata che si presenta su un PC sotto attacco ransomware

COS'È WANNACRY? WannaCry, chiamato anche WanaCrypt0r 2.0, è un ransomware, uno dei malware (software dannosi) più pericolosi nati negli ultimi anni. I cyber criminali, una volta entrati all'interno del sistema, immediatamente bloccano tutte le attività, facendo poi comparire una finestra dove si fa una richiesta di riscatto in bitcoin, la valuta elettronica.

CHI PUÒ ESSERE ATTACCATO? I computer dell'attacco hacker di questi giorni hanno interessato PC con sistemi operativi Windows  non aggiornati, ovvero che presentano falle nella sicurezza dell'SMB Server di Windows, soprattutto su PC con Windows XP, non più supportato dalle patch di sicurezza da oltre un anno.L'ITALIA È SOTTO ATTACCO? Si, anche in Italia si sono verificati nel passato e negli ultimi giorni fenomeni come quello del Ransoware Wannacry. L'Università Bicocca di Milano ad esempio ne è stata colpita, anche se il fenomeno è stato rapidamente circoscritto.
COSA SUCCEDE SE VENIAMO ATTACCATI? 
Il malware viene diffuso attraverso finte email (o chiavette USB) e, dopo che viene installato su un computer, comincia a infettare altri sistemi presenti sulla stessa rete. Quando infetta un computer, WannaCry cripta i file bloccandone l'accesso e aggiunge l'estensione .WCRY; impedisce inoltre il riavvio del sistema. A quel punto, in un file denominato @Please_Read_Me@ è presente una richiesta di riscatto, dai 300 ai 600 dollari, che l'utente deve pagare in bitcoin per avere lo sblocco dei file.
COME POSSIAMO EVITARE DI ESSERE ATTACCATI? 
Non aprite file e non cliccate su link sospetti (es. quelli che ricevete via email)RISPOSTA SEMPLICE: Per evitare pericoli legati a nuovi attacchi Ransomware si consiglia di installare l'ultima versione del sistema operativo, utilizzare un buon antivirus e soprattutto evitare di scaricare allegati da mail sospette o cliccare su link che possono nascondere pericoli per la sicurezza dei vostri dispositivi. Ricordiamo che in passato gli attacchi Ransomware hanno interessato anche smartphone e tablet e pertanto è importante scaricare applicazioni solo dagli store ufficiali, evitando di ricorrere a file scaricati da fonti non sicure.RISPOSTA PER ESPERTI: WannaCry sfrutta un exploit chiamato EternalBlue e sviluppato dalla National Security Agency statunitense per attaccare sistemi informatici basati sul sistema operativo Microsoft Windows.  EternalBlue sfrutta una vulnerabilità di Windows che era già stata corretta da Microsoft il 14 marzo 2017 con una patch chiamata "Security Update for Microsoft Windows SMB Server (4013389)". Tuttavia molti computer non sono mantenuti aggiornati e non dispongono di quella patch, rimanendo perciò vulnerabili al virus.
ANCHE I MAC POSSONO ESSERNE COLPITI?
Wannacry si basa su una falla del sistema operativo Windows e dunque è improbabile che possa infettare un Mac. Tuttavia è possibile che accada con altre tipologie di Malware, come nel caso di installazione di App di terze parti. Pochi giorni ad esempio c'è stata una diffusione di un Trojan (un cavallo di Troia che si installa nel sistema rendendolo vulnerabile) tramite l'installazione di una nota applicazione: HandBrake per Mac. Ne abbiamo parlato in questo articolo.
ULTIMA ORA

IL MESSAGGIO DELLA POLIZIA POSTALE

Un vasto attacco hacker ha colpito i sistemi informatici di aziende in molti Paesi i consigli della #poliziapostale https://t.co/3Sw32t2iVd pic.twitter.com/2mnb2251qQ— Polizia di Stato (@poliziadistato) 12 maggio 2017

VACCINI? SI, GRAZIE: LA CAMPAGNA SOCIAL IDEATA DAL MAGAZINE FAMILY HEALTH

Sab, 05/13/2017 - 15:51
Sì ai vaccini è la campagna social ideata dal magazine Family Health per sensibilizzare sul tema: lo strumento scientifico più efficace per proteggere i nostri figli e la comunità dalle gravi malattie




Sì ai vaccini nasce dalla Settimana europea, e mondiale, delle vaccinazioni svoltasi dal 24 al 30 aprile per confermare il valore scientifico e l’importanza sociale di questo strumento. LA CAMPAGNA SUI SOCIAL - La campagna “virale” ha già raggiunto 100.000 italiani e tutti possono partecipare. Come? Seguendo le istruzioni sulla Mappa Google (http://bit.ly/mappa-si-ai-vaccini) e aggiungendo il proprio nome (anche di fantasia) e un breve commento sul perché dovremmo dire tutti sì ai vaccini. Hanno già detto “sì” ai vaccini:
  • Alberto Villani, Presidente Società Italiana di Pediatria (SIP), Responsabile Dipartimento Pediatria Generale e Malattie Infettive, Ospedale Bambino Gesù, Roma
  • Giovanni Corsello, Past President Società Italiana di Pediatria (SIP), Professore Ordinario Pediatria, Università di Palermo
  • Mauro Stronati, Presidente Società Italiana di Neonatologia (SIN), Direttore Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino, Neonatologia e della Terapia Intensiva Neonatale, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia
  • Marcello Ciaccio, Presidente Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SiBioC), Professore ordinario di Biochimica Clinica della Scuola di Medicina, Direttore del Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio del Policlinico Universitari, Palermo
  •  Marco Bianchi, Divulgatore scientifico nella squadra del Prof. U. Veronesi, cuoco amatoriale, autore di libri di cucina e volto televisivo.

OBBLIGATORIO SI O NO? CONTA SENSIBILIZZARE - Mentre si discute per rendere obbligatoria questa pratica clinica per garantire l’accesso sicuro dei bambini agli asili nido, tutti concordano sull’importanza della sensibilizzazione per raggiungere e mantenere una copertura vaccinale appropriata (95%) indispensabile per ridurre la “circolazione” dei germi e proteggere ciascun individuo, a partire dai più piccoli e per tutte le fasi della vita, dall’insorgenza di malattie ad alto rischio di disabilità o di morte. 
SALVARE VITE - L’introduzione dei vaccini ha infatti permesso di salvare milioni di vite e prevenire malattie complicanze. Ne è un esempio il morbillo, fatale per un numero di pazienti tra i 30 e i 100 casi su 100.000 persone colpite (fonte Epicentro) a causa di superinfezioni batteriche.
Anche se i vaccini non forniscono una protezione completa dalla malattia alla totalità degli individui a cui sono stati iniettati, emerge chiaramente dai dati che la diffusione delle vaccinazioni ha prodotto un importante calo del numero dei casi per malattie come poliomielite e difterite (per il 100 %), morbillo, rosolia e pertosse (oltre il 96%), tetano (91%) ed epatite B (86%).
L'IMPORTANZA DELLA COPERTURA PER LA COMUNITA' - Un’elevata copertura vaccinale permette inoltre di proteggere le persone che, per controindicazioni mediche o una mancata risposta immunitaria, non possono vaccinarsi.
E se qualcuno ancora dubitasse a causa di campagne denigratorie appartenenti al passato, è bene sapere che dal 2002 i conservanti a base di mercurio (timerosal) non vengono più utilizzati. 
CORRETTA INFORMAZIONE - La nuova sfida è dunque sfatare i falsi miti, rassicurare la popolazione a tutti i livelli attraverso una corretta informazione che tenga aggiornati sul calendario vaccinale per ciascuna età e documenti sull’efficacia reale e il grado di protezione per tutti i vaccini. Perché l’unica arma di prevenzione efficace per i nostri figli e per la comunità in cui viviamo resta la copertura vaccinale.
In quest’ottica si inserisce Family Health – per amore della tua salute che, attraverso il magazine per la famiglia, con editoriali, rubriche di esperti e news, contribuisce a sensibilizzare i lettori sull’importanza della prevenzione, come primo passo responsabile nella gestione del bene più prezioso: la salute. 

IL FESTIVAL DELLA MENTE AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

Sab, 05/13/2017 - 14:33
Il Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività,  prosegue le iniziative di avvicinamento alla sua XIV edizione che si terrà a Sarzana l’1, 2 e 3 settembre. 


Dopo gli incontri organizzati all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e a Tempo di Libri a Milano, il Festival della Mente – diretto da Benedetta Marietti con la consulenza scientifica di Gustavo Pietropolli Charmet – si sposta al Salone internazionale del libro di Torino con un appuntamento nell'ambito della sezione Superfestival.

GIULIA MELCHIORRE VINCE AL FAMELAB: IL TALENT SHOW DELLA SCIENZA

Sab, 05/13/2017 - 13:59
Sarà la giovane cagliaritana studentessa all’Università di Pisa a rappresentare l’Italia nella finale internazionale del Cheltenham Science Festival nel Regno Unito il prossimo mese di giugno

Giulia Melchiorre - Foto Marco Giugliarelli


Si è chiuso ieri (12 maggio) il sipario sull’edizione italiana 2017 di Famelab Italia, gara di comunicazione tra giovani ricercatori che hanno condiviso con il numeroso pubblico accorso la passione per la ricerca e la bellezza della scienza. Sul gradino più alto del podio è salita la giovane studentessa dell’Università di Pisa Giulia Melchiorre. I venti finalisti si sono sfidati a colpi di temi scientifici e tecnologici, coordinati dal presentatore Tiziano Storti, professionista del teatro d’improvvisazione, sul palco della sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’ambito del National Geographic Festival delle Scienze, alla corte di una platea attenta e di una giuria tecnica di esperti composta da Marco Cattaneo (direttore della rivista Le Scienze e di National Geographic Italia), Anna di Ciaccio, (direttore della sezione INFN di Roma Tor Vergata e ricercatrice dell’esperimento ATLAS), Patrizia Brigidi (Università di Bologna, delegata del rettore alla ricerca europea), Francesco Lancia (attore e autore radio-televisivo). Durante la mattinata si sono alternati anche momenti didattico-culturali con Astronomia e dialetti della mente a cura di Angelo Adamo dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, la proiezione di Luce, materia e gravità: fisica da cartoon a cura di INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, due tra le realtà partner dell’edizione 2017 Famelab Italia, e all’inarrestabile one man show Andrea Paris. 
Gruppo finalisti Famelab - Foto Marco Giugliarelli 

La famelabber vincitrice - In soli tre minuti (questo il tempo limite per i concorrenti per la divulgazione scientifica) è stata la narrazione della cagliaritana Giulia Melchiorre (tema trattato: risonanza) a vincere il contest, secondo la giuria “per aver saputo sintetizzare un argomento trasversale di fisica fondamentale come le onde con estrema chiarezza visualizzandone anche la forma concreta con esempi semplici ed efficaci”. A lei il compito di sfidare altri 29 campioni provenienti da tutto il mondo nella finale internazionale a giugno del Cheltenham Science Festival nel Regno Unito. La Melchiorre, che aveva superato le fasi preliminari della gara nella selezione di Modena, è laureanda magistrale in chimica fisica all’Università di Pisa, appassionata di metodologia scientifica, fondamenti e didattica delle scienze. Fa parte dell’Associazione Italiana per l’Insegnamento della Fisica. 
Secondo posto per Giorgio Boccarella (tema trattato: DNA ed evoluzione dell’embrione) “per aver raccontato la scoperta fondamentale per la genetica e la biologia evoluzionistica usando un mezzo di giocoleria che illustra in modo semplice ma rigoroso un meccanismo dello sviluppo comune dagli insetti all’uomo”. Boccarella è studente di biologia dell’Università di Bari. Scrive di scienza per vari siti web e partecipa a progetti europei per la rivitalizzazione di aree naturali. 
Terzo classificato  Gabriele Scattini (tema trattato: mutazioni genetiche) “per aver affrontato un tema di stretta attualità come gli ogm attraverso l’utilizzo di strumenti e competenze provenienti dalla propria esperienza di formazione e di ricerca”. Scattini è iscritto al corso di Biotecnologie Farmaceutiche presso l’Università degli Studi di Perugia ed attualmente impegnato nell’attività di tirocinio presso i laboratori di Farmacologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale in collabora con l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR a Perugia. 
Vincitore per la giuria popolare è stato invece il triestino Tiziano Suran (tema trattato: come il cervello interpreta realtà ed immaginazione). Suran è laureato in Psicologia Cognitiva Applicata presso l’Università di Padova e dottorando in Neuroscienze Cognitive presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. 

I ringraziamenti del responsabile Psiquadro, Leonardo Alfonsi, sono andati non solo alla giuria e agli oltre 50 partner coinvolti in tutta Italia, ma anche al pubblico attento per aver ascoltato venti storie "che spero vi abbiano lasciato un messaggio. Cercate qualcosa che vi appassiona veramente, coltivatelo con tutte le vostre forze. Ma questo non sarà abbastanza finché non avrete gustato il piacere di condividere la vostra passione con tanti altri. Questo è lo spirito di Famelab che abbiamo cercato di condividere stamattina". 
Famelab Italia - La gara coordinata dal 2012 da Psiquadro e realizzata in collaborazione con il British Council Italia ha coinvolto quest’anno 10 città da nord a sud della penisola e 60 istituzioni tra Università, Centri di Ricerca Nazionali, Comuni, Associazioni per la promozione della cultura scientifica e società di comunicazione della ricerca, oltre che musei e centri della scienza.  
Fotografie della finale di Roma. Credits: Marco Giugliarelli 
Informazioni: www.famelab-italy.it  - info@famelab-italy.it

SICUREZZA MAC A RISCHIO CON LA APP HANDBRAKE

Sab, 05/13/2017 - 12:12
Nei giorni scorsi un gruppo di hacker ha violato uno dei server per il download del famoso strumento di transcodifica video HandBrake, sostituendo poi la versione legittima del software con un malware per Mac.



I primi utenti Mac a venire a conoscenza dell’accaduto sono stati quelli che collegandosi al sito dell’app https://handbrake.fr, hanno visualizzato un link collegato a un “Avviso di protezione”:
Chiunque abbia scaricato HandBrake su Mac tra il 2 Maggio e il 6 Maggio deve verificare il valore del checksum SHA1 / 256 del file prima di eseguirlo.

Nel caso in cui si sia installato HandBrake per Mac occorrerà controllare che il proprio sistema non sia stato infettato da un Trojan, considerato che durante il periodo indicato ci sono state il 50% delle possibilità di aver scaricato un malware al posto del vero HandBrake.


I prodotti per la sicurezza ESET correttamente aggiornati rilevano il download maligno come OSX / Proton.A - un Trojan che consente ai criminali di accedere da remoto ai computer Mac infettati, di catturare screenshot dei computer, sottrarre i dati della carta di credito e le password immesse usando la tastiera, utilizzare la webcam connessa al sistema, e rubare i documenti registrati nella macchina.
Gli utenti di antivirus di altri produttori dovrebbero verificare che le loro soluzioni di sicurezza per Mac siano in grado di rilevare questa ultima variante del malware Proton che consente l’accesso remoto alle macchine infettate.

La triste verità è che gli utenti Mac in genere non utilizzano un prodotto antivirus a differenza di chi usa Windows - ciò li rende un facile bersaglio per i criminali informatici che decidono di prendere di mira la piattaforma Apple. Anche se negli ultimi anni l’uso di soluzioni di sicurezza per Mac è in continua crescita come anche la diffusione di nuove minacce, i numeri però sono ancora lontani da quelli degli utenti Microsoft.
È vero quindi che ci sono molti meno malware per Mac OS X che per Windows, ma questa è una magra consolazione per gli utenti Apple vittima di un’infezione, per cui indipendentemente dal sistema in uso navigare su Internet senza un’efficace soluzione antimalware è estremamente pericoloso.

Analizzando il comportamento dell’app infetta, i ricercatori di ESET hanno notato come, a differenza dell’HandBrake originale, questa mostra una strana finestra di dialogo all’avvio in cui si chiede di inserire la password per “installare codec aggiuntivi”. Pur rifiutando questa richiesta di aggiornamento, successivamente si presenta un’altra finestra, non legata a HandBrake e apparentemente associata al “Network Configuration” che ha bisogno della password di sistema per “aggiornare le impostazioni DHCP”. Anche tentando di chiudere questo messaggio la finestra viene continuamente riproposta e l’unica soluzione per chiuderla definitivamente è di riavviare il dispositivo.

I produttori di HandBrake consigliano agli utenti di controllare il checksum SHA quando scaricano nuove versioni dell'app dal sito, anche se è difficile immaginare che la maggior parte degli utenti sia così attenta a questi dettagli tecnici.

In ogni caso, i ricercatori di ESET segnalano che i file HandBrake.dmg con i seguenti valori checksum sono assolutamente infetti e da evitare:
SHA1:0935a43ca90c6c419a49e4f8f1d75e68cd70b274
SHA256: 013623e5e50449bbdf6943549d8224a122aa6c42bd3300a1bd2b743b01ae6793


Per maggiore sicurezza, i ricercatori di ESET consigliano di verificare il proprio sistema e il file DMG scaricato con una soluzione di sicurezza affidabile che sia in grado di rilevare questa particolare variante del Trojan Proton.

I DINOSAURI GIGANTI DALL'ARGENTINA SONO GIUNTI AL MUDEC DI MILANO

Sab, 05/13/2017 - 09:54
Il "ventre" della lucertola argentinaDite la verità; se vi chiedessero i primi tre nomi di dinosauri che ricordate, rispondereste: "Tyrannosaurus Rex, Stegosauro e Triceratopo". Se è così, significa che il più grande carnivoro che conoscete è il T. Rex, poi vi ricordate quella schiena a forma di rombi dello stegosauro e la testa un po' larga e piatta del triceratopo. Se è così, siete rimasti indietro. Se anche vostro figlio non ha altro da aggiungere, allora portate anche lui.
Dove? a Milano, perché al Mudec c'è veramente roba grossa e importante, in tutti i sensi. Occorre aggiornarsi, perché sono arrivati i dinosauri dall'Argentina e sono proprio giganti. Ma non giganti, intendo dire giganti come non li avete mai visti.
Rimarrete di stucco, quando vedrete la lucertola argentina (Argentinosaurus huinculensis), un erbivoro da 38 metri e 80.000 Kg. Dovrete attraversare tre (grandi) stanze per osservarlo interamente. Una serve per la coda, un'altra per il corpo e la terza per la testa. Peraltro la testa sbuca proprio nel book shop dove troverete una gradita sorpresa. Siete abituati a cataloghi delle mostre costosissimi, illeggibili, enciclopedici o che non aggiungono nulla a ciò che è esposto? Ecco, allora siete nel posto sbagliato, perché invece al book shop del Mudec scoprirete il volume "Dinosauri - Giganti dall'Argentina" che ha delle notevoli caratteristiche: non costa molto, è scontato per i visitatori, contiene la mostra e molto altro, ma non troppo, in modo da essere un testo effettivamente leggibile ed utilizzabile. Ecco, queste - per me - sono le caratteristiche che deve avere un catalogo di una mostra.
Il catalogo della mostra, che in realtà
è un buon libro
Ma torniamo alla lucertola argentina. Era un puzzle con pochissimi pezzi: solo alcune vertebre dorsali, qualche osso delle zampe e alcuni frammenti di costole. E' stato interamente ricostruito ed è uno dei dinosauri più grandi del mondo. Mentre fissavo le sue vertebre dorsali da 130 cm - ve lo devo dire perché per me è stata un'emozione notevole - ho pensato alla sua enorme pancia come quella della balena in cui finì Mastro Geppetto con tutto l'arredamento della sua stanza. Ecco, in quella pancia ci sarei stato comodo anch'io, con una bella scrivania e un bel po' di libri interessanti da leggere...
E da uno dei più grossi titanosauri mai ritrovati passiamo ad uno dei più piccoli. Si tratta della "lucertola topolino" (Mussaurus patagonicus) che - sebbene piccola - non passa certo inosservata. 220 milioni di anni fa quel giovane esemplare da 30 cm, ora fossilizzato, sarebbe arrivato a tre metri di lunghezza. E voi avete la possibilità di vedere uno dei più antichi cuccioli di dinosauro al mondo. Con la bocca piccola, ma già piena di denti per mangiare piante.
Lucertola topolinoMa la mostra "Dinosauri - Giganti dall'Argentina", al Mudec in Via Tortona 56 a Milano, fino al 9 luglio 2017 riserva moltissime sorprese. Ad esempio, riuscite ad immaginare un dinosauro con quattro zampe appoggiate a terra che, ad un certo punto, si alza sulle zampe posteriori e si mette a correre? E' la lucertola che mangia lontano (Adeopappasaurus mognai), un erbivoro di dimensioni ridotte (2 metri di lunghezza e 80 Kg di peso) che se ne andava in giro circa 190 milioni di anni fa. E' stato ritrovato nel bacino di Mogna, provincia di San Juan, Argentina nord-occidentale.

E a questo punto devo raccontarvi del Gigante del Sud. Sono entrato nella sua stanza e ho piegato il collo per guardare in alto.
Walter Caputo cerca di misurare la lunghezza della
mascella del Gigante del Sud
Per interminabili minuti ho fissato soltanto la sua mascella, che mi è sembrata lunga quanto me, cioè circa 180 cm. Ebbene, Giganotosaurus carolinii, lungo 14 metri e pesante 8 tonnellate, con la sua mandibola proprio da un metro e ottanta avrebbe potuto ingoiare diversi esseri umani in un sol boccone. E' stato probabilmente il più grande predatore di terraferma, altro che T. Rex! Meno male che nessun umano abitava da quelle parti, circa 93 milioni di anni fa. Altrimenti i suoi discendenti, circa 65 milioni di anni fa avrebbero assistito ad una delle più grandi catastrofi che la Terra abbia mai sperimentato: l'estinzione dei dinosauri....

Mostra "Dinosauri. Giganti dall'Argentina"presso il Mudec, Museo delle Culture
in Via Tortona 56 a Milano
Fino al 9 luglio 2017

Orari
- lunedì 14:30-19:30
- martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9:30-19:30
- giovedì e sabato 9:30-22:30

Biglietti
- intero 12 euro; ridotto 10 euro; ridotto speciale 8 euro
- gruppi: adulti 10 euro; scuole 6 euro; scuola infanzia (3-6 anni) 3 euro.

Walter Caputo

RICCI (FIAGOP): LE VACCINAZIONI DEVONO ESSERE UNA RESPONSABILITÁ SOCIALE

Ven, 05/12/2017 - 16:35
“Non vaccinare un figlio non è solo un problema di coscienza personale ma anche di responsabilità sociale”, lo ha dichiarato Angelo Ricci, presidente di FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica Onlus), in riferimento alle dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli sul decreto vaccini, secondo la quale verrebbe minacciato il diritto all'Istruzione. 
vaccinazione esavalente - shutterstock
Stiamo vivendo con particolare preoccupazione quanto sta accadendo. Il fatto di non vaccinare i bambini può rappresentare un pericoloso veicolo di virus per i loro coetanei che stanno lottando contro il cancro infantile e dell’adolescente – spiega il presidente A. Ricci che prosegue – La chemioterapia e la radioterapia a cui quotidianamente si sottopongono li rende immunodepressi e quindi particolarmente vulnerabili a virus e batteri. Il percorso terapeutico di questi bambini è lungo e debilitante e non possono essere esposti ad ulteriori problemi causati da pericolose tendenze sociali”.
Angelo Ricci, che si trova a Roma per partecipare al convegno europeo Childhood Cancer International “Connecting Europe”, evidenzia il caso dei bambini sottoposti a trapianto di midollo osseo, una preziosa terapia salvavita in campo oncoematologico, ma che procura ai piccoli pazienti l’azzeramento di tutte le coperture vaccinali pregresse, riportandoli ad una situazione neonatale, senza difese.

I pazienti oncologici sono bimbi che, per non contrarre malattie per loro devastanti se non mortali, devono poter contare sulla cosiddetta immunità di gregge, cioè sulla vaccinazione di massa di tutte le persone con cui entrano in contatto. Una forma di protezione indiretta che fornisce una tutela anche a chi non ha ancora sviluppato direttamente l’immunità, o l’ha persa per problemi di salute. – chiarisce A.Ricci - Il rischio diventa altrimenti altissimo persino all’interno del focolare domestico. Il fratello di un bambino oncologico, ad esempio, andando a scuola può veicolare tutti virus presenti nella comunità scolastica, rappresentando un vero e proprio pericolo. Per i nostri bambini contrarre una malattia esantematica può diventare un’emergenza. Quindi l’aumento del numero di bambini non vaccinati non solo rappresenta un veicolo e una trasmissione di questi virus nella società ma un serio pericolo di vita per altri bambini” conclude il presidente di FIAGOP Angelo Ricci.

OrCAD E LA SQUADRA CORSE DEL POLITECNICO DI TORINO: COSA BOLLE IN PENTOLA?

Ven, 05/12/2017 - 13:35
Continuiamo a seguire i progressi della Squadra Corse del Politecnico di Torino che abbiamo incontrato alla Fiera A&T da poco conclusa e in cui Artedas Italia ha presentato le novità nel settore CAD.

Si tratta di una trentina di studenti che costruiscono auto da corsa: una piccola scuderia automobilistica fucina di ingegneri talentuosi che, negli anni, hanno preso il posto dei precedenti colleghi con un continuo turnover: ora alcuni lavorano già in Lamborghini, in FCA o si sono trasferiti a Londra, alla McLaren. Altri hanno fondato aziende e progettano vetture. 

Artedas Italia fornisce il software OrCAD e l'assistenza necessaria per la progettazione dei bolidi. La Squadra Corse del Politecnico di Torino nasce così: nell'ottobre del 2003 con l'obiettivo di partecipare al campionato mondiale universitario Formula SAE - Student nell'annata 2005. I fondatori del progetto sono 9 studenti di Ingegneria dell'Autoveicolo coordinati dal Faculty Advisor, Ing. Andrea Tonoli. 

Abbiamo chiesto a Stefano Negrini, membro del reparto Sporting e Responsabile del Business Plan del team, di aggiornarci sullo stato dell'arte.


Stefano Negrini, membro del reparto Sporting e Responsabile del Business Plan del team



Quali sono le novità di quest'anno in Squadra Corse?  

Senza dubbio le novità iniziano dalla nuova struttura di team che è stata scelta per la stagione 2016/2017: contenere fortemente il numero di membri a meno di 30 (uno dei team meno numerosi in Europa) puntando su qualità invece che su quantità e prediligere una organizzazione "orizzontale", in cui interdisciplinarietà e collaborazione sono le parole chiave, costituiscono i cardini del nostro team.

Dal punto di vista tecnico la vettura presenta numerosi miglioramenti rispetto allo scorso anno, ma il miglioramento più notevole riguarda la riduzione di peso di più del 16%, da 270kg a 225kg. Il fil rouge della progettazione della SCdiciassette è stato l'incremento delle prestazioni vincolato ad un tassativo aumento dell'affidabilità. Un comune errore dei team di FSAE infatti è quello di presentare aggiornamenti tanto innovativi quanto compromettenti dal punto di vista dell'affidabilità.

Quali sono i prossimi appuntamenti? 
Sicuramente il 28 giugno con una partecipazione a un test organizzato da FCA presso l'autodromo di Varano de Melegari, in vista della successiva gara. (il test è aperto ai soli team italiani, verrà fatto solo al raggiungimento di un numero minimo di team partecipanti). Un obiettivo ambizioso, in quanto la vettura dovrebbe già essere finita e decentemente testata per quella data. La difficoltà sta nel fatto che la vettura, essendo progettata e creata da zero, solitamente viene testata molto in prossimità delle gare del 19-23 luglio che si svolgerà sempre all'autodromo di Varano de Melegari

Quali prevedete siano i principali e più temibili avversari alla gara di Varano? 
Guardando alla categoria Electric, nella quale gareggiamo, ci si può fare un'idea dell'alto livello della tappa Italiana del campionato: più di 25 team provenienti dai più disparati paesi (Islanda, Germania, India e Indonesia etc.) partecipano a questa categoria.


Di sicuro i team Tedeschi come DHBW dell'Università di Stoccarda (sesto miglior team al mondo) e E-Team dell'Università di Duisburg Essen sono tra i più combattivi, ma non bisogna assolutamente sottovalutare l'agguerrito Team Spark dell'Università dell'Islanda e i numerosi competitor italiani (Università di Trento, Università di Padova e Università La Sapienza di Roma), sui quali dobbiamo confermare il primato anche in questa stagione sportiva.
Il sito della Squadra Corse del Politecnico di Torino - quadracorse-polito.com

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Sulla Squadra Corse del Politecnico di Torino Artedas Italia ha pubblicato Al Politecnico di Torino, dove gli studenti costruiscono le auto da corsa e progettano il loro futuro in Formula 1




ALLE SETTIMANE DELLA SCIENZA ARRIVANO "SCIENZA IN FABBRICA" E "A BIT OF HISTORY"

Ven, 05/12/2017 - 09:09
Se ancora qualcuno avesse qualche dubbio sulla vocazione storica di Torino (e del Piemonte) quale diffusore della cultura scientifica, ecco, dopo gli appuntamenti ormai trentennali dei GiovedìScienza, un  fitto calendario di attività diffuse su tutto il territorio piemontese che tornano a maggio e giugno con Le Settimane della Scienza, alle quali partecipa anche Gravità Zero in qualità di Media Partner. Qui il programma completo

Per l’edizione 2017 più di 40 enti tra Istituti, Musei e organizzazioni che si occupano di ricerca e diffusione della cultura scientifica (e non solo) concorrono  con le proprie proposte a costruire, un fitto palinsesto che per 2 mesi coinvolgerà il pubblico di tutte le età, a Torino e in Piemonte: mostre, conferenze, workshop, porte aperte, dibattiti, laboratori, visite guidate e spettacoli teatrali ai maggiori centri di ricerca del territorio. Per info e prenotazioni: Tel 011 8394913 settimane@centroscienza.itSABATO 13 E DOMENICA 14 MAGGIO SPAZIO MRF CORSO SETTEMBRINI 164 TORINO - ORARI: SABATO 10/24 – DOMENICA 10/20 INGRESSO LIBERO -  QUI IL PROGRAMMANOVITÀ DI QUESTA NUOVA EDIZIONE: due  proposte che occuperanno per un intero fine settimana lo Spazio MRF di Corso Settembrini, ex area logistica degli stabilimenti Fiat di Mirafiori, un luogo simbolo per la città industriale che torna a vivere con SCIENZA IN FABBRICA e A BIT OF HI(STORY)Da sempre Torino è una città prevalentemente manifatturiera, attraversata da innovazioni tecnologiche e scientifiche che l’hanno trasformata in un polo di sviluppo del territorio piemontese. In questo contesto l’appuntamento del 13 e 14 maggio sarà un occasione di incontro tra il pubblico, i luoghi che hanno caratterizzato lo sviluppo torinese e le discipline che trasversalmente sono state investite da questi cambiamenti.Sarà un intenso week end in collaborazione con musei, enti di ricerca e associazioni del territorio che, attraverso la proposta di laboratori, exhibit interattivi, spettacoli teatrali, conferenze coinvolgerà un  pubblico di tutte le età, con una particolare attenzione al pubblico giovanile. Un viaggio alla scoperta delle scienze della vita e delle tematiche ambientali, per capire e apprendere strategie e “buone pratiche” a sostegno della qualità della vita di domani.Per i più piccoli “Le Mirabolanti avventure del dottor Burger” (sabato 13 alle ore 20.30 e domenica 14 alle ore 10) curiosità stupore e divertimento: ingredienti perfetti per scoprire la scienza! 
Per grandi e piccini sarà presente il CAM di Edu Iren che racconterà in modo giocoso la raccolta differenziata, tutti potranno cimentarsi con il  mega cruciverba ambientale o giocare  a “Io mi rifiuto! L’incastro che fa la differenza!” imparando con l’aiuto dei ragazzi del Centro Scienza e di Edu Iren a riconoscere i vari tipi di rifiuti e a conferirli in modo corretto.Accanto al CAM verranno esposti alcuni mezzi di raccolta e spazzamento messi a disposizione da Amiat.Sabato 13 e domenica 14 dalle ore 15 alle ore 19 sarà presente del personale Amiat che spiegherà ai presenti il funzionamento e l’utilizzo dei mezzi esposti e per i più curiosi sarà possibile accedere all’interno dei mezzi.
Domenica 14 ore 18 lo spettacolo teatrale “Cellule fate scienza” di e con Mariella Fabbris, al pianoforte Ilaria Schettini, video Mimmo Dicosta. Tutti gli appuntamenti su www.settimanedellascienza.itPer la seconda edizione di A Bit of History, organizzata dal MuPIn Museo Piemontese dell’Informatica,  una esposizione con Il meglio delle collezioni di computer storici da tutta Italia, oltre 70 espositori privati e non. Dedicato alle ragazze under 15 l’hackathon, una gara tra sviluppatori (domenica 14 dalle 9 alle 18) organizzato da IBM che mette in palio 3 giorni di full immersion in IBM.Nello spazio conferenze più di venticinque relatori di fama nazionale e internazionale affronteranno tematiche legate al mondo dell’informatica e alle nuove tecnologie. Per citare alcuni ospiti: sabato 13 Giorgio Metta, Gastone Ciuti, Vito Fernicola, modera Patrizio Roversi (ore 18), Sydney Padua (ore 21) domenica 14 Paolo Attivissimo (ore 14),  Alessandro Apreda “Doc Manahattan (ore 15.30). Tutto il programma completo su www.abitofhistory.it
L’evento rientra nella programmazione de Le Settimane della Scienza che sono ideate e organizzate da Associazione CentroScienza Onlus,con il sostegno della Compagnia di San Paolo, il contributo di: Regione Piemonte, Iren e Smat. Con il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana di Torino. L’iniziativa si svolge nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte. In collaborazione con oltre 40 enti e istituzioni del territorio piemontese.


Collaborazioni:SCIENZA IN FABBRICAa cura dell’Associazione CentroScienza Onlus in collaborazione con:Museo Nazionale del Cinema di Torino, MAcA – Museo A come Ambiente, MRSN – Museo Regionale di Scienze Naturali, Xkè? Il Laboratorio della Curiosità, Iren, MuPIn Museo Piemontese dell’Informatica, Osservatorio Astrofisico di Torino, Associazione Subalpina Mathesis, Associazione ToScience, Ecomuseo Alessandro Cruto, Festival dell’Innovazione e della Scienza di Settimo. Dipartimenti dell’Università di Torino: Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi NICO, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Ospedale San Luigi Gonzaga, Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi DBIOS, Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Dipartimento di Informatica, Dipartimento di Matematica “Giuseppe Peano”, ASTUT – Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino, MBC- Molecular Biotechnology Center.
A bit of (hi)storyDalla valvola allo smartphone a cura di MuPIn Museo Piemontese d’Informatica in collaborazione con:Opere Scelte, Esocop, Fondazione Natale Cappellaro, Tecnologicamente Amici-Laboratorio Museo Ivrea, Museo dell’Informatica Funzionante, Museo interattivo Archeologia Informatica, Firenze Vintage Bit, Re.Bit Magazine, Vintage64, RetroAcademy, Bit Story.it, Fondanzione Ultramundum, AllGoRhythm, Dipartimento di Informatica Università di Torino, Istituto Superiore “Mario Boella”, Associazione CentroScienza, Liceo Artistico “Renato Cottini”, IIS “A.Avogadro”, ITIS Pininfarina, Dipartimento di Informatica Università di Torino, Synesthesia Srl.








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