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IL TUFFO FINALE DELLA SONDA CASSINI, FIORE ALL'OCCHIELLO DELLE NOSTRE AZIENDE

Ven, 09/15/2017 - 15:13
Si conclude nell’atmosfera di Saturno la missione Cassini, una delle più importanti della storia spaziale alla quale l’Agenzia Spaziale Italiana ha contribuito in maniera determinante.


Orbite sempre più radenti hanno portato la sonda Cassini a precipitare quest’oggi nell’atmosfera di Saturno. Alle sue spalle una lunga scia luminosa simile a una stella cadente. Termina così la lunga avventura durata 20 anni di una delle missioni più importanti e ambiziose della storia della conquista dello spazio nella quale L’Italia, attraverso l’ASI, ha partecipato congiuntamente con la NASA e l’ESA. Le sue immagini e i dati raccolti hanno fatto riscrivere i libri non solo sul pianeta con gli anelli ma su tutto il Sistema Solare.

LE AZIENDE ITALIANE RINGRAZIANO 

Dopo sette anni di viaggio e tredici di attività la sonda ha inviato a terra, attraverso la sua grande antenna di 4 metri di diametro progettata e costruita in Italia dalla Thales Alenia Space, una mole di informazioni che terrà occupati gli scienziati per i prossimi anni per scoprire i dati mancanti sulla formazione di Saturno e sui suoi anelli. L’antenna è stata anche una parte integrante di due strumenti che hanno visto l’ASI e l’università italiana protagonisti, il Radar e la Radioscienza. 
Un programma dai ritorni tecnologici e scientifici senza eguali ad iniziare dalla sua longevità, estesa di 9 anni oltre la vita operativa inizialmente prevista. Cassini ha inviato a terra, già dal suo arrivo, spettacolari immagini di un pianeta poco conosciuto. Ma la bellezza delle immagini ravvicinate degli anelli che circondano Saturno o delle loro ombre proiettate sul Pianeta, è solo una parte degli eccezionali risultati della missione che ci ha svelato la superficie di un mondo prima ignoto. Titano, con i suoi mari di idrocarburi o Encelado, che si credeva fosse un piccolo satellite ghiacciato e poco importante e che si è invece rivelato, con i suoi geiser di acqua che sono l’evidenza di un mare sotterraneo, un mondo dove potrebbero esserci le condizioni per lo sviluppo di forme di vita. 
Gli strumenti di Cassini ci hanno dato le ultime informazioni, fondamentali, man mano che si è avvicinato al tuffo finale. La Camera ha inviato sulla Terra le conclusive dettagliate e ravvicinate immagini prima di essere spenta, NIMS e VIMS, strumenti con l’Italia protagonista, hanno funzionato fino all’ultimo. Il contatto radio si è spento pochi secondi prima che Cassini si dissolvesse nell’atmosfera di Saturno, inviandoci ancora ulteriori dati. Il cammino finale della missione aveva sulla Terra diversi ‘occhi’ attenti a seguirne le ultime tracce. Tra questi, posizionata in provincia di Cagliari, c’è anche la Sardinia Deep Space Antenna (SDSA) dell’Agenzia Spaziale Italiana, ultima arrivata ma tra le più potenti antenne che fanno parte del Deep Space Network. SDSA ha visto il team dell’ASI, ben supportato dai colleghi dell’INAF, equipaggiare in poco tempo, ma in modo adeguato il radiotelescopio per “sentire” le missioni di spazio profondo. Il Sardinia Radio Telescope (SRT) è stato realizzato pochi anni fa dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, la Regione Sardegna e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. 
“Cassini ha esteso in modo esponenziale la nostra conoscenza del Sistema Solare”, ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston. “Questa missione, inoltre, è un esempio del miglior linguaggio della scienza, il linguaggio della cooperazione internazionale e della condivisione dei dati scientifici, essenziale per il successo delle esplorazioni spaziali. L’ASI ha una grande tradizione di collaborazione con le più importanti agenzie spaziali del mondo, e gli accordi che abbiamo fatto per la Sardina Deep Space Antenna, che entrerà nel Deep Space Network della NASA, innalzano ad un livello superiore la capacità spaziale italiana. Una prova di questa capacità l’abbiamo avuta il 22 agosto con il primo collegamento tra Cassini e la Deep Space Antenna. Potremmo definirla una storia d’amore scientifica: due strumenti italiani che si sono “baciati” dopo vent’anni ad oltre un miliardo di chilometri di distanza”. 
“La missione che si conclude oggi parla molto italiano: sono passati oltre 300 anni dalla scoperta dei satelliti di Saturno da parte di Giovanni Domenico Cassini e oggi una sonda che porta il suo nome si tuffa nell'atmosfera di questo remoto pianeta, dopo averceli fatti conoscere da vicino” ha commentato il presidente dell’INAF Nichi D’Amico. “L'INAF partecipa con quattro membri del Team Scientifico dello spettrometro VIMS e 3 Participating Scientists, tutti dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma dell'INAF, che hanno prodotto circa il 20% delle pubblicazioni scientifiche generate dai dati dello strumento, uno dei principali a bordo della sonda. Una grande soddisfazione per il nostro Istituto, viste le sbalorditive scoperte che è stato possibile fare nel corso di questi 10 anni grazie al contributo di VIMS: dimostrare che Phoebe si è formato lontano dal Sole e che Saturno lo ha catturato nelle fasi primordiali del Sistema Solare, dimostrare che i laghi di Titano sono formati da idrocarburi, supporre la presenza di un oceano liquido sotto la crosta ghiacciata di Encelado. Chissà quali altre sorprese ci attendono in questo ultimo tuffo che ci porta un passo più avanti nella comprensione del nostro Universo. Ed è ulteriore motivo di soddisfazione assistere a questo evento con il nostro grande radiotelescopio della Sardegna, appositamente equipaggiato dall'ASI”.
Frutto di una collaborazione iniziata nella seconda metà degli anni ’80 tra la NASA, l’Agenzia Spaziale Europea e L’Agenzia Spaziale Italiana la sonda Cassini-Huygens fu lanciata da Cape Canaveral il 15 ottobre del 1997 a bordo di un vettore Titan IV- Centaur che la portò, dopo un lungo viaggio con fly-by intorno a Venere, Terra e Giove ad inserirsi in orbita intorno al pianeta degli anelli il 1 luglio del 2004. A Natale dello stesso anno Huygens si distaccò e il 14 gennaio seguente iniziò la discesa, frenata da tre paracaduti in sequenza, tra le nubi di Titano una delle Lune di Saturno. Il lander acquisì dati per le due ore e mezzo della discesa ed un’altra mezzora sulla superficie, quanto le batterie di bordo consentirono, ma tanto bastarono per far vedere un mondo mai neppure immaginato dove le rocce sono di ghiaccio e la superficie è formata da una mistura di idrocarburi. Un paio di anni dopo il radar ci mostrò anche l’esistenza di laghi e mari di metano liquido al polo nord. Cassini, la cui operatività era inizialmente prevista essere di 4 anni ha lavorato a una distanza di quasi un miliardo e mezzo di chilometri, il suo segnale radio per giungere sulla Terra ha impiegato mediamente 60 minuti. 
La Missione ha preso il nome dall'astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo fondamentale nello studio di Saturno e dei suoi anelli e da Christian Huygens che, chiamato da Cassini, nel frattempo diventato il primo direttore dell’Osservatorio di Parigi, lavorò con lui e che scopri l’esistenza di Titano. Gian Domenico Cassini, una pura coincidenza ma significativa, morì nel 1712 il 14 settembre.

CASSINI: OGGI ALLE 13:55 IL GRAN TUFFO. E DOPO?

Ven, 09/15/2017 - 12:37
Quale sarà l'eredità di Cassini? La sonda che ha ottenuto importanti traguardi nella conoscenza del nostro Sistema Solare, e in particolare Saturno e le sue lune e di cui abbiamo parlato ampiamente nell'articolo ADDIO CASSINI: BUON VENTO
 
La capacità tecnologica nei confronti di queste macchine si è mantenuta e consolidata negli anni, ed è stata la base per la crescita del settore spaziale nel nostro Paese.
Ci sono apparecchi montati sulla sonda che sono il fiore all'occhiello delle nostre imprese. 

VIMS può essere considerato il capostipite di una famiglia di spettrometri a immagini realizzati da Leonardo che hanno esplorato negli anni successivi la maggior parte del sistema solare (Venere, l’asteroide Cerere e la cometa Churymov-Gerasimenko). Questa stessa tecnologia è la base per la imminente missione PRISMA, dell’Agenzia Spaziale Italiana, a bordo di cui una camera iperspettrale (di Leonardo) di ultimissima generazione osserverà la Terra e ne controllerà lo stato di salute 24 ore al giorno.
Il sensore stellare SRU è stato allo stesso modo il progenitore di una famiglia di sensori di stelle che hanno guidato le principali missioni spaziali nel loro viaggio attraverso il Sistema Solare: non solo Rosetta ed ExoMars, ma anche New Horizon fino oltre a Plutone. Ne sono stati prodotti diverse centinaia di esemplari anche per guidare i satelliti attorno alla terra.
Dopo l’esperienza Cassini-Huygens, grazie alla crescita progressiva delle competenze progettuali e tecnologiche nel SAR, Thales Alenia Space è giunta negli anni ’90 allo sviluppo della costellazione COSMO-SkyMed, un sistema di osservazione nazionale di concezione innovativa. Si è trattato, per la prima volta, di realizzare un programma duale, in grado di far convivere nell’utilizzazione della stessa infrastruttura spaziale il mondo civile e quello della difesa nel rispetto delle regole operative e di riservatezza e in presenza di accordi internazionali. Il programma ha comportato lo sviluppo di una piattaforma satellitare nazionale adatta per una molteplicità di possibili missioni tanto che oggi, oltre alla seconda Generazione in fase di realizzazione si pone l’attenzione anche allo sviluppo della terza Generazione. Anche su COSMO-SkyMed Leonardo ha contribuito con generatori di frequenza ed amplificatori di potenza – come su Cassini, confermando il proprio posizionamento nella gestione delle tecnologie e nel loro impiego sugli equipaggiamenti di bordo.
Thales Alenia Space Italia è inoltre Prime Contractor per la missione Sentinel-1 dedicata al monitoring ambientale globale della Terra mediante tecnologia RADAR ad Apertura Sintetica (SAR). La missione Sentinel-1 fornisce dati in tempo reale grazie all’acquisizione di immagini radar ad alta definizione in qualunque condizione meteorologica, sia di giorno che di notte.
Al contempo l’evoluzione dell’antenna realizzata per la missione Cassini-Huygens per lo studio di Saturno ha portato alla realizzazione dell’Antenna ad alto guadagno, interamente sviluppata da Thales Alenia Space, per la missione BepiColombo, dalle elevatissime prestazioni, indispensabili per affrontare le severe condizioni ambientali di Mercurio. Questa parabola in Titanio di 1,1 m di diametro servirà per comunicare con la Terra.
Analogamente, il successo dell’antenna realizzata per la missione Cassini-Huygens ha portato Thales Alenia Space a sviluppare l’antenna ad alto guadagno per l’orbiter della missione ExoMars 2016.
Di recente sono state completate due unità dell’antenna della missione SARah di osservazione della Terra per OHB: si tratta di una delle più grandi antenne imbarcate su di un satellite di Earth Observation con prestazioni RF/Termo-Meccanico/Strutturali di avanguardia e tecnologie proprietarie che sfruttano appieno l’eredità di Thales Alenia Space acquisita nell’ambito della missione Cassini.
Inoltre, lo storico successo della missione Rosetta/Philae atterrata su una cometa, per la quale Thales Alenia Space ha assemblato, integrato e collaudato la sonda Rosetta, e per cui Leonardo ha fornito i principali strumenti di bordo e i più grandi pannelli solari mai realizzati per una missione scientifica, ha dimostrato non solo che l'industria spaziale europea, e italiana in particolare, può annoverarsi tra i leader mondiali, ma anche che la storia non finisce certo qui. Continua la sfida per Leonardo e Thales Alenia

ADDIO CASSINI: BUON VENTO

Ven, 09/15/2017 - 12:29
Inutile dilungarsi in scioglievolezze: la sonda Cassini è stata un successo, e ha ottenuto importanti traguardi nella conoscenza del nostro Sistema Solare, e in particolare Saturno e le sue lune. La sua missione è al termine, ma lo sapevamo. Dopo aver realizzato numerose scoperte, la missione con una sequenza di spettacolari tuffi tra gli anelli del gigante gassoso, volge al suo termine previsto oggi 15 Settembre, con una “affondata” finale tra le nubi di Saturno.


La missione Cassini-Huygens, realizzata in collaborazione tra NASA (National Aeronautics and Space Administration), ESA (European Space Agency) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), ha come scopo lo studio di Saturno e del suo sistema di satelliti e anelli con particolare riguardo al satellite Titano, elemento cardine per la decodifica di alcuni dei processi primari dell’evoluzione di un sistema planetario e in particolare per la comprensione del più complesso tra i pianeti gassosi.
La sonda si compone di due elementi: l’orbiter Cassini della NASA e il lander Huygens dell'ESA.
Partita nell'ottobre del 1997 per raggiungere, dopo un viaggio di sette anni, il sistema di Saturno, Cassini è la prima sonda a essere entrata nell'orbita di Saturno, il 1º luglio 2004 (ore 04:12 GMT) e la quarta ad averlo visitato (prima della Cassini erano già passate la Pioneer 11 e le Voyager 1 e 2).
Il 25 dicembre 2004 il lander Huygens si è separato dall’orbiter e si è diretto verso la principale luna di Saturno, Titano. Il 14 gennaio 2005 Huygens è sceso nell'atmosfera di Titano e durante la corsa ha raccolto dati sull'atmosfera, immagini della superficie, rumori dall'ambiente circostante. Ha toccato il suolo dopo una discesa di 2 h e 30 m e ha poi continuato a trasmettere il suo segnale per altri 30 minuti.
Huygens e Cassini Tutti i dati raccolti da Huygens nel corso della discesa e dalla superficie di Titano, tra cui quelli dello strumento italiano HASI realizzato da Leonardo, furono trasmessi all’orbiter Cassini per mezzo del sottosistema di comunicazione PDRS (Probe Data Relay Subsystem), realizzato da Thales Alenia Space. Per captare questi dati dal valore inestimabile, l'orbiter puntò la sua antenna ad alto guadagno (HGA) di 4 metri di diametro, anch’essa realizzata da Thales Alenia Space come parte del contributo alla missione da parte dell'agenzia spaziale italiana, verso Titano. Quando Cassini perse il contatto, essendo scivolato sotto l'orizzonte del punto di atterraggio, il lander continuò a trasmettere e i suoi segnali furono captati da grandi telescopi radio sulla terra. Successivamente Cassini diresse nuovamente l'antenna verso la Terra per ritrasmettere i dati registrati. Nel complesso, Huygens trasmise dati per 148 minuti in fase di discesa e per più di tre ore dalla superficie, in un ambiente a -180°C. Per gli scienziati di tutto il mondo, i 474 megabit di dati che includono anche oltre 350 foto, furono una vera "manna dal cielo", e ancora oggi continuano ad essere studiati e analizzati.
La superficie di Titano ha svelato un mondo modellato dalle eruzioni criovulcaniche, oltre che dalle precipitazioni di metano e di altri idrocarburi. Le misurazioni delle proprietà atmosferiche raccolte dallo strumento italiano HASI, realizzato da Leonardo, hanno rivelato un mondo di laghi e mari di metano ed etano allo stato liquido, enormi dune di sabbia, ciottoli di ghiaccio d’acqua e fiumi, un oceano di acqua ricca di ammoniaca al di sotto di un manto superficiale di ghiaccio, nuvole a varie altitudini, un'atmosfera ricca di argon e propilene, e molto altro.
La sonda spaziale internazionale Cassini, inoltre, ha sorvolato Encelado, luna di Saturno sede di un affascinante oceano liquido globale sotto la crosta ghiacciata, transitando nella regione del polo sud a soli 49 chilometri dalla sua superficie. Lo storico avvicinamento era mirato a raccogliere tutte le informazioni possibili dalla nube di particelle ghiacciate che vengono emesse dall’area polare meridionale di Encelado.
Dopo aver realizzato numerose scoperte, la missione con una sequenza di spettacolari tuffi tra gli anelli del gigante gassoso, volge al suo termine previsto il 15 Settembre, con una “affondata” finale tra le nubi di Saturno.

INTELLIGENZA COLLETTIVA: STUDIO SUI FENOMENI DELLA FOLLA E SULLA RESILIENZA DELLA COMUNITÀ

Ven, 09/15/2017 - 12:15
Dal 18 al 22 settembre a Villa del Grumello a Como si terrà “Advances in collective intelligence: crowds, big-data and community resilience”, diciassettesima Lake Como School of advanced studies, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Alessandro Volta di Como che realizza attività di formazione post universitaria rivolte a giovani ricercatori.



Gli ultimi anni hanno visto una crescente popolarità e maturità della ricerca sull’intelligenza collettiva, attivata dai progressi della tecnologia dell'informazione e scienza dei sistemi complessi.
L'intelligenza collettiva è definita come una intelligenza condivisa o di gruppo, emergente dalla collaborazione, dagli sforzi collettivi, e dalla concorrenza di molti agenti (umani o altro). La disciplina si sviluppa in una ricerca interdisciplinare, che coinvolge l'informatica, le scienze cognitive, le scienze politiche, l’economia, l’antropologia, la teoria dell'organizzazione, la giurisprudenza, la sociobiologia, e le scienze di rete. Inoltre, la ricerca e le applicazioni dei big data creano nuove opportunità per sviluppare la progettazione di nuove linee per la crescita dell'intelligenza collettiva verso molti sistemi complessi e organizzazioni.
Lo scopo principale della Scuola è quello di mostrare ai partecipanti i temi e gli strumenti più rilevanti a supporto di nuovi scenari di ricerca e di applicazione includendo l'intelligenza collettiva, concentrandosi su due temi principali: fenomeni della folla (ad esempio, crowdsourcing, gestione della folla) e resilienza della comunità (l’abilità costante di una comunità di utilizzare le risorse disponibili per rispondere, resistere, e uscire da situazioni avverse).
La Fondazione Alessandro Volta organizza inoltre l’incontro aperto al pubblico “Intelligenza Collettiva e complessità urbana: nuovi scenari e nuove opportunità” che si terrà mercoledì 20 settembre presso la Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi a Como. Interverranno Stefania Bandini dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Hiroko Kudo della Chuo University (Giappone).
Ingresso gratuito. Iscrizione sulla pagina https://conferenza20settembre.eventbrite.it/
FONDAZIONE ALESSANDRO VOLTA
La Fondazione Alessandro Volta per la promozione dell’Università, della ricerca scientifica, dell’alta formazione e della cultura nasce il 1° gennaio 2015 dalla fusione di due storiche istituzioni lariane: il Centro di cultura scientifica Alessandro Volta e UniverComo – Associazione per la promozione degli insediamenti universitari in Provincia di Como”.
È una realtà del tutto originale nel panorama italiano e internazionale, unisce a un’intensa attività di organizzazione di scuole, seminari e convegni scientifici una funzione di collegamento del mondo accademico e della ricerca con il tessuto culturale, economico e sociale del territorio.
LAKE COMO SCHOOL OF ADVANCED STUDIES
La “Lake Como School of advanced studies“, istituita nel 2013 da Università dell’Insubria, Università degli Studi di Milano, Università di Milano Bicocca e Università di Pavia, mira a sviluppare sinergie nell’ambito del sistema della ricerca scientifica lombardo, con l’obiettivo di realizzare attività di formazione post universitaria rivolte soprattutto ai giovani ricercatori nel campo dei sistemi complessi.
L'Istituto gestisce programmi scientifici chiamati "scuole" che durano alcune settimane, workshop, conferenze e incontri che diventano un punto di incontro e di studio per ricercatori e scienziati.
La Lake Como School of advanced studies è supportata da Fondazione Cariplo.

TEATRO E SCIENZA - 10ª EDIZIONE

Ven, 09/15/2017 - 11:10
Anche per il 10° anno di Teatro e Scienza, Gravità Zero sarà Media Partner degli eventi teatrali, tutti a ingresso gratuito con una grande mostra d’arte su 28 astronome da 4500 anni fa a oggi; 16 spettacoli sull’Astronomia con artisti italiani e stranieri; 16 seminari di approfondimento.



Prende le mosse da un riferimento dantesco, “il sole e l’altre stelle”, l’argomento del Festival 2017 di “Teatro e scienza” che quest’anno si occupa di Astronomia e Astrofisica: due scienze che da sempre hanno il potere di affascinare l’uomo, ponendolo di fronte alla vastità dell’infinito e ai suoi misteri.

La Direzione Artistica è sempre affidata all’ex-matematica, ora drammaturga, Maria Rosa Menzio, impegnata nella diffusione della scienza con varie modalità espressive.
L’edizione 2017 sarà la decima, si svolgerà a Torino e sarà così strutturata:- Una grande mostra d’arte su 28 astronome da 4500 anni fa a oggi;- 16 spettacoli sull’Astronomia con artisti italiani e stranieri;- 16 seminari di approfondimento.
Come di consueto, “Teatro e Scienza” si propone di portare al pubblico emozione, meraviglia e lo stupore che i nostri avi sentivano davanti al cielo stellato.
Verranno presentati 4 spettacoli su Astronomi, 3 spettacoli ricavati da trattati scientifici, 2 spettacoli da testi classici, 2 spettacoli per ragazzi, 2 sull’ambiente, 1 anatomia di oggetto scientifico (telescopio), 2 spettacoli “tangenti” l’Astronomia.
Questa scienza, nel Festival 2017, sarà declinata in gran parte al femminile, facendo conoscere agli spettatori le vicende di Mileva Maric, prima moglie di Einstein, Valentina Tereskova, prima donna astronauta, o quelle di studiose le cui vicende hanno rivoluzionato il cammino dell’Astronomia (Emilie du Chatelet, Annie Jump Cannon, Margaret Burbidge, Carolina Lucretia Herschel, Cecilia Payne Gaposchkin, Jocelyn Bell Burnell).
In apertura, sarà allestita presso il Palazzo della Regione Piemonte la grande mostra d’arte sulle “SIGNORE DEL CIELO”, 28 grandi astronome dai tempi dell’antica Babilonia ai giorni nostri, interpretate da pittori e scultori contemporanei. La mostra presenterà dipinti, bassorilievi e sculture che illustrano le scoperte di queste scienziate, talvolta le ritraggono; inoltre saranno esposte le tavole dei cieli disegnate dalle stesse Astronome.

Come scrive il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, si tratta di .

Sentiremo parole di scienza tratte dai testi originali di grandi scienziati come Galileo, Einstein, Omar al Khayyam. Parleremo anche di Padre Giovanni Boccardi, proprio nell’Osservatorio di Pino Torinese che egli stesso fondo nei primi anni del ‘900. E poi Shakespeare e i suoi versi sulle stelle; tre spettacoli per ragazzi, commedie sull’ambiente e sulla scoperta delle onde gravitazionali.
Il punto di forza del Festival “Teatro e Scienza” è l’interdisciplinarietà degli spettacoli: scienza condita con recitazione, musica dal vivo, danza, cinema e lo story-telling per gli spettacoli presi da trattati, in modo da rendere la meraviglia della scienza, proprio come si fa imparando una lingua nuova.Si percorrerà un cammino tra dimore storiche e architetture recenti, testimoniando così l’importanza di Torino e del suo territorio metropolitano come contenitore culturale di “Teatro e Scienza” e quindi della terza cultura.
Tutti gli spettacoli sono gratuiti


www.teatroscienza.it

Ecco il programma completo degli spettacoli:
26 Settembre 2017 h 18 - Torino, Palazzo Regione: “ALTRA META’ DELLA RELATIVITA’” Compagnia LaRibalta (Novara)
4 Ottobre 2017 h 15 – Coazze (TO), Palafeste: “BRILLASTELLA” (nonni e bambini) Compagnia IlNaufragarM’èDolce (Roma)
5 Ottobre 2017 h 11 – Pecetto (To) Chiesa Batù: “I RACCONTI del PICCOLO PRINCIPE” (ragazzi) Compagnia Liberipensatori Paul Valer
11 Ottobre 2017 h 17 – Torino, Cavallerizza Reale: “VA TUTTO BENE” Compagnia Causa (PORTOGALLO)
14 Ottobre 2017 h 21 – Pino Torinese, INFINI*TO - Planetario: “CAJKA 7050” Compagnia Mo-Wan (Livorno)
17 Ottobre 2017 h 21 – Torino, Teatro Vittoria: “IL POMARIO MAGICO” Produzione “Teatro e Scienza”
19 Ottobre 2017 h 11 – Beinasco, Chiesa S.ta Croce: “CAVOLI CHE STORIA!” (ragazzi) Compagnia Liberipensatori Paul Valery
24 Ottobre 2017 h 21 – Torino, Aula Magna Chimica: “IL MULINO” Compagnia Compagni di Viaggio
27 Ottobre 2017 h 16 – Pino Torinese, Osservatorio: “PADRE BOCCARDI” Produzione “Teatro e Scienza”
4 Novembre 2017 h 21 – Pino Torinese, INFINI*TO - Planetario: “Questo tetto maestoso di fuochi dorati” Comp. “Il Mulino di Amleto”
7 Novembre 2017 h 19 – POLITECNICO TO: “UN TELESCOPIO TUTTO PER SE’” Compagnia Pacta dei Teatri (Milano)
9 Novembre 2017 h 21 – Torino, Teatro Vittoria: “SIDEREUS NUNCIUS” Produzione “Teatro e Scienza”
15 Novembre 2017 h 19 – POLITECNICO TO: “IL CINGUETTIO DI EINSTEIN” Compagnia Arditodesio/Jet Propulsion Theatre (Trento)
16 novembre 2017 h 17 – Torino, Palazzo Campana: “OMAR” Produzione “Teatro e Scienza”
27 Novembre 2017 h 17 – Torino, Villa Tesoriera: “FAIT MAIN” Compagnia Theatre Diagonale di Lille (FRANCIA)
30 Novembre 2017 h 21 - Aula Magna Fisica: “ANATOMIA DI UN TELESCOPIO” di e con Vittorio Marchis e percussioni.

Per il perseguimento dello storico obiettivo di “Teatro e Scienza” ogni spettacolo sarà seguito da un seminario: 8 tenuti da cattedratici, 3 da esperti dell’INAF, 1 da un esperto dell’INFN, 1 da un’ingegnera aerospaziale, 3 da divulgatori scientifici.

Molti spettacoli rimandano uno all’altro, da “Un telescopio tutto per sé” ad “Anatomia di un telescopio”, da “L’altra metà della Relatività” a “Padre Boccardi” (direttore dell’Osservatorio Astronomico di Pino Torinese a inizio ‘900) che alla relatività non credeva, da “Va Tutto Bene” a “Il cinguettio di Einstein”, dal “Sidereus Nuncius”, tratto dagli scritti di Galileo con le sue osservazioni alla Luna e ai satelliti di Giove a “IL MULINO”, che parla della precessione degli equinozi, dove l’uni-verso viene descritto, anche attraverso i miti, in tutta la sua grandiosità, spaziale e temporale (vd. ad esempio, il ciclo di 26.000 anni).
MARTEDì 26 settembre 2016
Torino, Regione Piemonte, P.za Castello 165, Sala Mostre
ore 18 Spettacolo “L’ALTRA META’ DELA RELATIVITA’”
ore 19,15 Seminario “Chimica Relativistica”

L’ALTRA META’ DELLA RELATIVITA’
Di Sara Urban
Con Tazio Forte (fisarmonica) e Sara Urban (voce)
Regia di Alessia Gennari, Compagnie LattOria e Laribalta (NO)

La storia umana e personale di un grande scienziato, insieme a complesse teorie scientifiche di portata innovativa e all’imprescindibile ruolo assunto all’interno della storia della scienza.
Sentiremo parlare delle idee di Einstein (andare a cavallo di un’onda sonora che viaggia insieme a un’orchestra, superarla, voltarsi e vedere i musicisti muti; oppure andare a cavallo di un raggio di luce con i suonatori, superarli, voltarsi, e vedere che i musicisti non ci sono più, anzi, vedere se stessi bambini). Cosi, con il linguaggio semplice della narrazione teatrale, si parla di alcune fra le complesse questioni scientifiche che interessarono il lavoro di Einstein: dalla natura della luce, alla relatività di spazio e tempo, al legame fra massa ed energia. E non è solo la scienza ad emergere tra i temi affrontati nello spettacolo, ma più ampie questioni storiche: in particolare, la vicenda biografica della scienziata Mileva Marić, compagna di studi e prima moglie di Einstein, fa riflettere sul ruolo della donna all’inizio del XX secolo e sul complesso legame fra istruzione, cultura e femminismo.

MERCOLEDI’ 4 OTTOBRE
PALAFESTE, COAZZE
Ore 15 SPETTACOLO BRILLASTELLA
Ore 16 Seminario “Guarda in alto!”

BRILLASTELLA (per ragazzi)
di Emanuela Bolco, con Emanuela Bolco e Chiara Casarico
Compagnia “Il naufragar m’ è dolce” - ROMA

Lo spettacolo vuole raccontare in maniera ironica ed interattiva i principi base dell’astronomia. Si tratta del viaggio di una stella che lascerà la sua nube-madre Coccon per conoscere l’universo, incontrando sulla sua strada diversi e bizzarri personaggi, le Costellazioni, la stella supergigante Rossa, le Pleiadi, il re Sole, i mostruosi Buchi Neri…
Lo spettacolo vuole essere corretto dal punto di vista scientifico e desidera lasciare libero spazio alla fantasia dei bambini dando una voce e un corpo a quei puntini luminosi chiamati stelle e a quei disegni sui libri detti pianeti, in modo da renderli più vicini e comprensibili.
Si racconterà, in modo simpatico e divertente, con leggerezza ma non con superficialità, quell’incredibile mondo di cui tutti, sia piccoli che grandi, subiamo il fascino, forse proprio perché possiamo ammirarlo solo a testa in su.

SAVING ZHUMAY LAKE IN KAZAKSTAN: THE STORY OF THREE MEN WITH A TRACTOR

Ven, 09/15/2017 - 00:22
This story is about how three men have saved Zhumay Lake in northeastern Kazakistan from disappearing.The lake it’s part of a group of water bodies located 90 km southwest of Astana.This lacustrine system, formed by 6 major lakes (Zhumay is one of them) hosts approximately 23.000 birds belonging to 32 species. The most common species is the Anser albriforns goose but also swans, cormorant and pelicans can be found. In 2009 a severe dry season began which has completely drained Zhumay Lake in three years.











Satellite photo of the original lake up and of the lake drained down


















Fishes have lost their water and have died, migratory birds have lost a stop of their trip and haven’t shown up anymore.

Due to his function the lake it’s an IBA area, which means a very important ornithological area also for its biodiversity. Ruslan Urazaliyev and Timur Iskakov have decided to do something in order to save it.Their idea was to bring back water. Unfortunately no river plumps this lake, which is mostly made from winter snow and rains. Furthermore, the grass in the steppe it’s only 30 cm high, that’s why even if it snows a lot, the wind blows it away. How to do it then?
They remembered a method used by farmers to store the snow and use it in summer to water fields, therefore they involved a local farmer, Kyrykbay Tobanov, and his tractor.Funds were missing, which have been put by Global Environment Facility: an international organization, that has covered just the pocket expenses (gas oil, food, conversion of the tractor into a snow plow).In December 2012, those three men started to work.

The tractor has been manually converted into a snow plow in its rear, forcing the driver to drive always in reverse.

Passing through the drained lake, now covered with snow, snow walls were made. Every new snowfall, the driver passed through the aisle again moving the snow on the sides in order to increase the height of the wall. The snow wall has protected the fresh snow from the wind avoiding its dispersion. This has been done for 4 months, until they got walls 170cm high, that have gradually filled with snow.
After the first winter the lake was filled with 1m of water and had a good amount of water even under the ground.In winter 2013 the operation was repeated, so that by summer the lake had 2m of water, which is its natural depth.Migratory birds have come back, but being carnivorous, they could use the lake just to rest.It was necessary to repopulate the lake with fishes.


Therefore in 2016 fishermen become active and started to take fishes from surrounding lakes to Zhumay. Thinking of the importance of this work done by just three men with a tractor, I can’t help to see them like heroes, I admire the most Ruslan Urazaliyev, a young biotechnologist, PHD in Conservation Biology and Ornithologist for Acbk, an association for the preservation of biodiversity of Kazakistan.
Dr.ssa Luigina Pugno









IL SALVATAGGIO DEL LAGO ZHUMAY IN KASTAKISTAN: L'IMPRESA DI TRE UOMINI CON UN TRATTORE

Ven, 09/15/2017 - 00:19
Questa è la storia di come tre uomini hanno salvato dalla scomparsa il lago Zhumay nel Kazakistan nord orientale.
Il lago si inserisce in un gruppo di corpi d'acqua situati 90 km a sud-ovest di Astana.
Questo sistema lacustre formato da 6 laghi maggiori (Zhumay è uno di questi) ospita circa 23.000 uccelli appartenenti a 32 specie. La specie più comune è l'oca Anser albriforns, ma vi si trovano anche cigni, cormorani e pellicani.

Nel 2009 è cominciata un'importante stagione secca, che ha fatto sì che il lago Zhumay si prosciugasse completamente in tre anni.

Foto satellitare del lago originario a sx e del lago prosciugato a dx



I pesci hanno perso la loro acqua e sono morti, gli uccelli migratori hanno perso una tappa del loro viaggio e non si sono più visti.


Per la sua funzione il lago è un'area IBA, ovvero un'area di grande importanza ornitologica e per la biodiversità.


Ruslan Urazaliyev e Timur Iskakov hanno deciso di fare qualcosa per salvarlo.
L'idea è stata quella di riportare l'acqua. Purtroppo nessun fiume alimenta questo lago, che si forma più che altro grazie alla neve invernale e alle piogge.
Inoltre nella steppa l'erba al massimo è alta 30 cm, per questo motivo anche se nevica tanto, il vento la porta via.

Come fare allora?

Si sono ricordati di un metodo usato dagli agricoltori per conservare la neve da usare in estate per irrigare i campi e così hanno coinvolto un coltivatore locale, Kyrykbay Tobanov e il suo trattore.
Mancavano i fondi, che sono stati messi dalla Global Environment Facility, un'organizzazione internazionale, che ha coperto giusto le spese vive (gasolio, cibo, modifica del trattore in spalaneve).

Nel dicembre del 2012 i tre uomini hanno cominciato i lavori.

Il trattore è stato artigianalmente convertito in spalaneve nella parte posteriore, costringendo l'autista a guidare sempre in retromarcia.
Passando sul lago prosciugato, ora innevato, sono stati fatti dei corridoi di neve.
Ad ogni nuova nevicata, l'autista ripassava per il corridoio, spostando la neve sui lati ed accrescendo così l'altezza del muro.
Il muro di neve proteggeva la nuova neve dal vento evitandone la dispersione.

Si è proceduto così per 4 mesi. Fino ad arrivare ad avere muri altri 170 cm, che si sono gradualmente riempiti di neve.

Ripopolamento ittico. Qui Timur IskakovDopo il primo inverno il lago ha potuto riempiersi di 1 m d'acqua con una buona quantità d'acqua anche sotto terra.
Nell'inverno del 2013 l'operazione è stata rifatta, così quell'estate il lago ha avuto 2 m d'acqua, che corrisponde alla sua profondità naturale.
Gli uccelli migratori sono tornati, ma essendo carnivori, non potevano usare il lago solo per posarvisi.
Bisognava ripopolare il lago di pesci.
Nel 2016 si sono così attivati i pescatori della zona, che hanno portato a Zhumay i pesci dai laghi
circostanti.

Pensando all'importanza del lavoro fatto da 3 soli uomini con un trattore, non posso non guardarli e vederli come degli eroi. Soprattutto ammiro il giovane Ruslan Urazaliyev, biotecnologo, PHD in Conservation Biology e ornitologo per la Acbk, l'associazione per la conservazione della biodiversità del Kazakistan.


Dr.ssa Luigina Pugno

IBC 2017: ADOBE RIVOLUZIONA IL VIDEO

Gio, 09/14/2017 - 11:35
Adobe Creative Cloud si arricchisce di nuove funzionalità per la Realtà Virtuale, l’Animazione e la Motion Graphics.


In occasione di IBC 2017, l’evento annuale dedicato al mondo dell’entertainment e del broadcast, Adobe ha annunciato oggi nuove funzionalità per gli strumenti e servizi video di Creative Cloud.
Per aiutare i produttori di film e i videomaker professionisti a migliorare la qualità dei contenuti, Adobe introdurrà infatti nei prossimi mesi nuove funzionalità per la Realtà Virtuale/360, l’animazione, Motion Graphics, montaggio, servizi per la collaborazione e novità per Adobe Stock. La maggior parte di queste innovazioni sono possibili grazie ad Adobe Sensei, soluzione Adobe basata sull’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning.

"Il video è lo strumento che più sta crescendo nella comunicazione e nell’entertainment. Che tu sia un produttore di contenuti online, una Media Company globale o un regista, al giorno d’oggi hai bisogno di creare contenuti di qualità adatti a tutti i tipi di dispositivi in tempi sempre più rapidi” spiega Bryan Lamkin, Senior Vice President Digital Media Adobe. "Adobe sta rivoluzionando i servizi per la collaborazione, la condivisione sui social media e gli strumenti di analytics per aiutare tutti coloro che producono video a raggiungere i propri obiettivi”.
Adobe Creative Cloud e Premiere Pro sono diventati la piattaforma privilegiata dai professionisti del video-making in tutto il mondo, da Hollywood a Bollywood, incluse produzioni di alto profilo come "Una scomoda verità 2” di Al Gore diretto da Bonni Cohen e John Shenk, a "Mindhunter" del produttore esecutivo e regista David Fincher, "Only the Brave" del regista Joseph Kosinski e" 6 Below "di Scott Waugh. Le Media Company invece stanno facendo la storia dando vita a personaggi sempre più realistici grazie a Character Animator, come ad esempio è successo con Mr. Bean su Facebook Live, anche attraverso il lavoro di creatori di contenuti online come Valentina Vee, Jouelzy, Rooster Teeth and Rachel Nguyen.
Flussi di lavoro integrati e potenziamento delle performance
Ecco le nuove funzionalità degli strumenti video di Adobe Creative Cloud:
· Nell'aprile del 2017 sono stati introdotti modelli di motion graphics, portando la potenza di After Effects a Premiere Pro attraverso modelli di facile utilizzo. I video editor che vogliono lavorare con grafiche professionali dinamiche in After Effects come titoli, sottopancia, bumper e titoli di coda, potranno ora accedere rapidamente a modelli di motion graphics direttamente su Adobe Stock e all’interno delle Librerie Creative Cloud. Inoltre, Adobe ha apportato miglioramenti all'utilizzo del pannello Essential Graphics in Premiere Pro, tra cui opzioni di responsive design per risparmiare spazio e tempo.
· Il nuovo Character Animator 1.0 presenta un’evoluzione nelle sue funzioni di core e custom animation, come ad esempio la fusione di due pose successive, le animazioni basate sulla fisica degli oggetti i e il controllo visivo. Adobe Sensei contribuisce a migliorare le capacità di sincronizzazione dei movimenti labiali con il suono.
· La creazione di video in realtà virtuale sarà possibile grazie a un ambiente di lavoro dedicato in Premiere Pro. I video editor potranno sperimentare la qualità accattivante dei contenuti, rivedere la timeline e utilizzare l'editing su tastiera per il taglio e i marcatori mentre indossano gli stessi visori per la realtà virtuale del loro pubblico. Inoltre, l'audio può essere definito attraverso l’orientamento o la posizione ed esportato come audio ambisonics per piattaforme VR come YouTube e Facebook. Gli effetti e le transizioni VR sono nativi e accelerati tramite il motore di riproduzione Mercury.
· Con il rilascio di Team Projects, Adobe ha migliorato i flussi di lavoro collaborativi su una LAN con funzionalità di accesso gestito che consentono agli utenti di attivare l’accesso in sola lettura a determinati utenti. Precedentemente in beta, il rilascio di Team Projects offrirà workflow fluidi all’interno di Creative Cloud e la possibilità di gestire più facilmente le differenti versioni grazie al salvataggio automatico della cronologia.
· Adobe Audition aggiunge un'organizzazione delle sessioni più flessibile per i flussi di lavoro multipli e la riproduzione continua durante l’editing. Basato su Adobe Sensei, il decodificatore automatico è stato aggiunto al pannello Essential Sound che regola automaticamente i livelli per tipologia di audio: dialogo, suono di sfondo o musica.



Integrazione con Adobe Stock

Adobe Stock, grazie agli oltre 90 miljoni di risorse tra foto, illustrazioni e immagini vettoriali, continua a essere il maggiore marketplace della creatività. I clienti hanno ora accesso a oltre 4 milioni di filmati HD e girati Adobe Stock in 4K direttamente nei loro workflow video all’interno di Creative Cloud e possono cercarne di nuove anche in Premiere Pro. Con questa nuova release, saranno aggiunti a fine anno centinaia di modelli di motion graphics professionali. Inoltre, gli artisti potranno monetizzare il loro lavoro, vendendo i propri modelli tramite Adobe Stock. All'inizio di quest'anno, Adobe ha aggiunto le collezioni editoriali e premium di Reuters, USA TODAY Sports, Stocksy, 500px e Pond5.
Adobe mostra tutte le novità video di Creative Cloud durante IBC in programma dal 15 al 19 Settembre 2017 presso il RAI Amsterdam Convention Center allo stand Adobe 7.G27 e agli stand degli oltre 140 partner.

Link utili
Ulteriori informazioni su Creative Cloud Video
Adobe SenseiAdobe Sensei è la tecnologia avanzata all’interno delle piattaforme cloud di Adobe in grado di migliorare sensibilmente la progettazione e la realizzazione di esperienze digitali attraverso l’intelligenza artificiale e la grande quantità di contenuti e dati di Adobe così come le competenze di Adobe in ambiti quali creatività, gestione documentale e marketing. Per ulteriori informazioni visita la pagina: adobe.com/go/sensei.


GOOGLE RIMUOVE 300 APPLICAZIONI USATE PER ATTACCHI DDoS

Mer, 09/13/2017 - 17:50
Il colosso di Mountain View è stato costretto a rimuovere quasi 300 applicazioni dal suo Play Store dopo aver appreso che le stesse sono state sfruttate per effettuare attacchi DDoS, segnalati da ESET sui propri canali di comunicazione social già all'inizio di agosto.

La botnet WireX, utilizzata in questi attacchi sembra sia riuscita a infettare quasi 70.000 dispositivi prima dell’intervento di Google.
Dopo aver realizzato di essere stati vittima di questa violazione Google ha proceduto a rimuovere le app incriminate "abbiamo individuato circa 300 applicazioni associate al problema, le abbiamo bloccate dal Play Store e stiamo procedendo a rimuoverle da tutti i dispositivi interessati", ha dichiarato un portavoce di Google. "I risultati dei ricercatori, combinati con le nostre analisi, ci hanno permesso di proteggere meglio gli utenti di Android, ovunque".
Lo specialista nella rilevazione delle minacce di ESET, Lukas Stefanko, ha identificato per la prima volta la vulnerabilità 20 giorni prima che fosse rimossa dal negozio e ha provveduto a pubblicarne i dettagli tecnici per mantenere aggiornati gli utenti, "siamo stati tra i primi a rilevare questa infiltrazione come Android / HiddenApp e Android / Clickerand e a fornire indicazioni su come proteggersi ", ha detto Stefanko.
Dopo aver individuato il problema e le nuove applicazioni dannose, ESET ha immediatamente segnalato le sue scoperte al team di Google Security e ha condiviso l'avviso con tutti i propri utenti "una volta che ho scoperto questa minaccia, abbiamo immediatamente informato gli utenti attraverso i nostri social network così da permettere a tutti di proteggere i propri dispositivi e fornendo le necessarie istruzioni per rimuovere le app pericolose ", prosegue il ricercatore ESET.
Se avete scaricato uno di questi software la soluzione immediata è di disinstallarlo ed effettuare una scansione del dispositivo con una soluzione antimalware efficace, inoltre per evitare di cadere vittima di altre minacce mobile gli esperti di ESET ricordano le regole di base per scaricare le applicazioni evitando di incappare nella trappola dei cyber criminali:
– Scaricare solamente da fonti attendibili
– Controllare le recensioni degli utenti e concentrarsi sui commenti negativi, tenendo a mente che quelli positivi potrebbero essere stati creati ad hoc
– Leggere i termini e le condizioni dell’app, concentrandosi in particolare sui permessi richiesti Utilizzare una soluzione di sicurezza mobile efficace 

Nel caso poi si tratti di una app molto attesa, è importante verificare attentamente il nome dell’app e quello dello sviluppatore, che devono corrispondere esattamente a quelle originali.
Per ulteriori informazioni sulla backdoor Gazer è possibile visitare il blog di ESET Italia al seguente link:

https://blog.eset.it/2017/09/google-rimuove-300-applicazioni-usate-per-attacchi-ddos/





CON LA LAUREA STIPENDI PIÙ ALTI

Mar, 09/12/2017 - 19:32
La laurea serve davvero? La risposta è sì. La laurea è un importante riconoscimento accademico, ma anche la chiave per ottenere una busta paga più cospicua di coetanei non laureati. 


“La Retribuzione Annua Lorda media dei laureati è – secondo quanto riportato dallo studio “JP Salary Outlook 2016 – Analisi del mercato retributivo italiano” pubblicato da Job Pricing a settembre 2016 - di 39.934 €, mentre quella dei non laureati è di 27.599 €, con uno scostamento pari al 44,7%”. La differenza principale fra laureati e non laureati però non è solo retributiva, ma legata alla maggiore possibilità di ottenere una qualifica manageriale. 
Fra i non laureati, infatti, solo il 3% occupa una posizione apicale, mentre fra i laureati la percentuale sale al 25%, si legge nel rapporto. Un’altra notizia è relativa alle pensioni: “se il pensionato possiede un titolo di studio pari alla laurea – rileva l'Istat nel focus sulle condizioni di vita dei pensionati 2014-2015 -, il suo reddito lordo pensionistico (circa 2.660 euro/mese) è più che doppio di quello delle persone senza titolo di studio o con al più la licenza elementare (1.160 euro)". 

Il titolo di studio influisce sia sulla carriera che su busta paga e pensione. Non è mai troppo tardi per laurearsi: con l'università online il percorso è più veloce e senza ostacoli
Se qualcuno si sta mangiando le mani per quel corso di studi abbandonato e mai completato, sappia che non è mai troppo tardi per rimettersi a studiare. Grazie alle università telematiche e ai corsi online è possibile seguire le lezioni da casa, dal posto di lavoro o in qualunque altro posto connesso a internet e presentarsi nella sede dell’università scelta solamente per sostenere gli esami e, al fine del percorso, discutere la tesi di laurea. Inoltre non è necessario iscriversi entro settembre/ottobre, ma è possibile iscriversi ai corsi di laurea tutto l’anno, senza alcun sovrapprezzo. 
Leggi anche
La laurea conviene, stipendi più alti e pensioni più ricche


Essendo le università telematiche concepite per la formazione online, sono ottime nel venire incontro aulle esigenze dei lavoratori, con piani di studio personalizzati, con collegio di docenti pronti a valutare ogni singolo curriculum per assegnare CFU in base a studi pregressi o interrotti, corsi frequentati in passato ed esperienze professionali maturate, con l’indubbio vantaggio di avere meno esami da sostenere. Grazie allo studio online, è inoltre possibile ridurre enormemente i costi di trasporti, pasti fuori casa, affitti (in caso si studi fuori sede) e, di conseguenza, delle varie spese che normalmente affronta uno studente tradizionale. 
La laurea, come è possibile intuire, è un investimento a lungo termine, che consente di migliorare le prospettive lavorative dei laureati, con stipendi più elevati e, al momento della pensione, un assegno pensionistico più alto. Con il vantaggio di non dover frequentare le lezioni in ateneo, ma studiare dove si preferisce.

REALIZZAZIONE DELLA NUOVA TORINO-LIONE

Mar, 09/12/2017 - 14:11
Intervento del Vicepresidente API Torino Roberto Cotterchio


A proposito del dibattito innescatosi dopo le dichiarazioni sulla Tav Torino-Lione dell'on. Di Maio alle quali sono seguite quella del sen. Esposito, Roberto Cotterchio, Vicepresidente di API Torino e rappresentante delle PMI all'interno dell'Osservatorio, commenta:

"La realizzazione del collegamento ad alta velocità Torino-Lione non può essere oggetto di propaganda politica. Si tratta di un'opera ormai divenuta imprescindibile per l'economia nazionale e locale, che deve essere realizzata nel rispetto dei territori, ma nel più breve tempo possibile. 

Di fronte a chi crede di barattare infrastrutture e investimenti produttivi con promesse demagogiche e fumose, le imprese e le Istituzioni che tali si sentono devono semplicemente rispondere guardando avanti e oltrepassando discorsi e preconcetti ormai privi di fondamento. Il sistema delle PMI di Torino e del Piemonte chiede con forza che la Torino-Lione si faccia bene e presto".
Fonte:  API Torino

BANDO E WORKSHOP "LA SEDIA BUONA": IN PALIO ROYALTY SULLE VENDITE E STAGE RETRIBUITO

Dom, 09/10/2017 - 11:52
Sono ammessi a partecipare i neolaureati in Architettura o Design con conoscenze dei software Rhinoceros (obbligatorio), Grasshopper e Solidworks.
La sfida lanciata dal workshop di Veneta Sedie. Candidature entro il 30 settembre 2017




L'azienda Veneta Sedie organizza, assieme al laboratorio di manifattura digitale (FabLab) PoPlab, il
design workshop "La sedia buona" (Scarica il bando (PDF)  durante il quale i partecipanti saranno chiamati a realizzare una sedia con materiali di scarto.

Verranno selezionati 15 neolaureati che andranno a partecipare gratuitamente al design workshop durante il quale saranno chiamati a realizzare una sedia con materiali di scarto. L'obiettivo è la promozione dell'innovazione sostenibile, di processo e di prodotto, attraverso un evento interattivo sul tema della manifattura digitale e del design industriale.
L'obiettivo è quello di promuovere l'innovazione sostenibile, di processo e di prodotto, attraverso un workshop interattivo sul tema della manifattura digitale e del design industriale. L'evento permetterà di portare a compimento un'esperienza di progettazione di design integrata, a partire dalla definizione di un concept fino alla realizzazione del prodotto finale, attraverso l'uso di software parametrici e processi di ottimizzazione.
Il workshop punterà all'innovazione del processo costruttivo e si concentrerà sulla ricerca della migliore soluzione possibile in relazione alle esigenze produttive dell'azienda, del target di riferimento, della flessibilità in fase di utilizzo e del ciclo di vita virtuoso dell'oggetto.

Iscrizione

Gli interessati potranno candidarsi inviando via email, all'indirizzo workshop@venetasedie.it, il proprio CV e un portfolio. Le candidature dovranno essere presentate entro il 30 settembre 2017.
Premio

Al termine del workshop verrà consegnato il premio "#oltreillegno" al migliore progetto.


I partecipanti al workshop che avranno contribuito con le proprie idee e competenze a rendere riproducibile e commercializzabile una linea di sedie a partire dagli sfridi di lavorazione avranno diritto, inoltre, ad una royalty del 4% da calcolarsi sul valore di vendita al pubblico del prodotto finito.
Un partecipante al workshop, che sarà selezionato dalla giuria per le sue capacità professionali, di realizzazione del prodotto e di lavorare in gruppo, avrà diritto ad un percorso di stage retribuito, che inizierà indicativamente a dicembre 2017, della durata di 4 mesi all'interno dell'azienda Veneta Sedie. Appuntamento

design workshop dal 20 al 22 ottobre 2017
Casale di Scodosia (PD) e Rovigo

Scarica il bando (PDF) 

SISTEMI COMPLESSI E RETI A INVIARIANZA DI SCALA

Ven, 09/08/2017 - 16:34
Perché su Google io sono primo e tu no? Nel 2001 tutto quello che c'era da sapere sulle regole del Web lo ha spiegato in un "semplice" paper dal titolo "Competition and multiscaling in evolving networks" una allieva di Albert-László Barabási, ora professoressa alla Queen Mary University of London: l'italiana Ginestra Bianconi.
Tratto da un articolo dell'autore del 3 febbraio 2007 
Per più di 40 anni la scienza si è interrogata sul perché certi sistemi complessi (tra cui alcune reti e Internet) non fossero governati dalla casualità.



Dal 1959, da quando due matematici ungheresi, l’inimitabile Paul Erdős e il suo collaboratore Alfréd Rényi iniziarono a studiare il comportamento delle reti in comunicazione e nelle scienze biologiche, è passata molta acqua sotto i ponti. Essi suggerirono, con convincenti calcoli, che i sistemi complessi si comportavano in maniera del tutto aleatoria [1] [2].

Quarant’anni dopo, nel 1999, il fisico Albert-László Barabási (foto) e i suoi collaboratori Reka Albert e Hawoong Jeon si accorsero non solo che non tutte le reti si comportavano come sistemi casuali [3] [4]: anzi, erano molti gli esempi di reti che presentavano un comportamento altamente organizzato: una di queste era proprio Internet e il World Wide Web.

Da sinistra: Alex Vespignani, Claudio Pasqua, Albert-László Barabási


Teniamo presente che gli strumenti che prima di tali studi venivano utilizzati per spiegare il comportamento di Internet si basavano su idee mutuate dall’analisi sul comportamento di sistemi privi di organizzazione.
Gli attuali protocolli sono stati sviluppati negli anni Settanta, quando la rete era piccola, sfruttando le tecnologie disponibili allora.
L’importanza di conoscere la topologia della rete e dei suoi attributi è legata dunque alla necessità di abbattere le limitazioni intrinseche al modello: senza tali conoscenze non si possono ad esempio progettare nuovi strumenti e nuovi servizi.

Da cui l’importanza di introdurre nuovi modelli che spieghino con maggiore raffinatezza le caratteristiche di questi sistemi.

I sistemi complessi come internet non possono essere spiegati come una semplice connessione tra hub, così come un organismo vivente non può venire descritto solo come una riduzione alle sue particelle elementari (le cellule) e alle leggi fondamentali della chimica.

Un ecosistema digitale, così come un ecosistema biologico o sociale, è sufficientemente “reale” al pari delle sue parti costituenti: del che ci accorgiamo con disagio quando, ad esempio, l’ecosistema viene perturbato da inquinamenti o virus, oppure quando si presenta con tanti problemi irrisolti.

Ecco così che si rendeva necessario uno studio più olistico, che tenesse conto dell’estrema complessità delle relazioni tra le parti.

Nell’esperimento che consisteva nella mappatura di una piccola porzione del World Wide Web il gruppo di Barabasi si accorse che l’80 percento delle pagine possedevano non più di quattro link entranti, ma una piccola minoranza (meno dello 0,01 percento di tutti i nodi) ne avevano più di mille, e pochissimi anche milioni!

Conteggiando quante pagine web avevano esattamente k link dimostrò che la distribuzione invece di diminuire con velocità esponenziale, diminuiva con una legge di potenza: la probabilità che un nodo sia connesso a k altri nodi era proporzionale a 1/kn

Il valore della potenza n per i link entranti risultava essere 2,2, valore sperimentalmente e intrinsecamente legato alla struttura del WWW.

In termini algebrici era come dire che ogni volta che il numero di collegamenti in entrata diminuiva di un fattore 10, il numero di pagine che avevano quel numero di collegamenti aumentava, mediamente, di un fattore 10 elevato alla potenza di 2,2. Un numero che è circa uguale a 158. Per dirla in altre parole, significa che le pagine con un numero di collegamenti dieci volte maggiore erano 158 volte meno probabili.

Un comportamento simile da parte di un sistema complesso fa normalmente brillare gli occhi di un fisico perché quando un sistema è retto da una legge di questo tipo significa che il sistema si sta autoorganizzando. [5]

Questi fenomeni si ritrovano di solito nei sistemi in transizione di fase, e accadono quando un sistema si trova ad esempio sull’orlo di un baratro, in bilico tra l’ordine e il caos. Si riconoscono ad esempio nei frattali, quando una parte arbitrariamente piccola riproduce il tutto. Emergono anche nella spiegazione del modo in cui si diffondono le epidemie, nelle statistiche dei fenomeni naturali (terremoti, tsunami), tutti casi in cui il valore medio di una curva gaussiana non può spiegare adeguatamente la distribuzione generale.

In una prima, forte approssimazione, il Web è un esempio di come questo curioso andamento spieghi l’accrescere dei nodi di grandi hub, che diventano sempre più connessi a discapito della maggior parte dei nodi meno connessi.
Infatti nel Web esistono molti pagien che hanno pochi link in entrata, e pochi pagine che hanno invece un elevato numero di collegamenti.

Nel modello a invarianza di scala l’età dei nodi è il fattore più importante e con l’ingresso di nuove pagine gli hub più più popolari hanno maggiori probabilità di essere linkati, accrescendo ulteriormente la loro connettività, un fenomeno che comunemente è conosciuto con il nome di collegamento preferenziale (preferential attachment)

Ma questo modello non è sufficiente a spiegare perché alcuni nodi o website, entrati più recentemente in competizione, riescano in breve tempo a diventare più popolari di altri.


L’EQUAZIONE ALLOMETRICA DEL WEB

Il grado con cui i nodi di una rete accrescono la loro connettività dipende dal loro grado di competere per accaparrarsi link.

In biologia è nota da molto tempo una relazione che viene chiamata equazione allometrica che indica proprio la competizione tra le parti. Tale equazione può essere applicata in un ampio spettro di campi: la morfologia, la biochimica, la fisiologia o la filogenetica. Essa spiega che una certa caratteristica Q1 possa essere espressa come una potenza che è funzione di un’altra caratteristica Q2.
In morfogenesi ad esempio, la grandezza di un certo organo (ad esempio il cervello di un essere vivente) è in generale una funzione allometrica della dimensione del peso complessivo dell’organismo in questione.

L’equazione stabilisce i ritmi dell’accrescimento relativo tra le parti, le quali stanno in una proporzione costante durante tutta la vita dell’organismo, oppure durante un ciclo vitale per il quale sia valida l’equazione allometrica. E’ sorprendente come, nonostante l’estrema complessità dell’intero processo di accrescimento di un organismo, tutto sia regolato da una equazione algebrica così semplice.

In questo caso la capacità dell’organo di prendersi la propria quota è indicata da un coefficiente di ripartizione α.

Se α1> α2 e cioè se l’intensità di accrescimento di Q1 è superiore a quella di Q2 allora α=α1/α2 >1; l’organo cattura allora una quota maggiore di quella relativa alle altre parti; esso pertanto cresce più rapidamente di queste, ovvero cresce con allometria più positiva.

In sociologia, l’equazione di cui stiamo parlando è la cosiddetta legge di Pareto (1897) sulla distribuzione della ricchezza del reddito di una nazione, per cui Q1=bQ2a, con Q1= numero degli individui che guadagnano un certo reddito, Q2 ammontare del reddito e b ed a due costanti.

La distribuzione del reddito di una nazione copre molti ordini di grandezza, dai redditi annuali vicini allo zero dei senzatetto fino ai miliardi di dollari che Bill Gates incassa soli di interessi.

Distribuzioni di questo tipo sono definite anche come scale-free (prive di scala o a invarianza di scala), intendendo con questo che esse non sono dominate da un’unica scala rappresentativa.

Il World Wide Web è appunto una di queste.


RETI IN EVOLUZIONE CONTINUA

Uno dei limiti dei modelli tradizionali della scienza che studia i grafi e le reti è che tiene conto del fatto che il numero dei nodi di una rete sia fissa.

Ma il web non è statico: ogni giorno pagine nuove vengono connesse, nuovi router attivati, dei collegamento vengono aggiunti ma altri vengono persi. Altri infine sono modificati e qualche vecchia pagina muore.

Ginestra Bianconi Così il nuovo parametro "fitness", e introdotto per la prima volta dalla scienziata italiana Ginestra Bianconi, tiene proprio conto di questo comportamento: tiene conto della competizione tra i nodi.

Google è la dimostrazione più evidente di questa possibilità, della possibilità che l’ultimo arrivato, ma con una buona prestanza nell’accaparrarsi link, possa contrastare il comportamento dettato dal modello a invarianza di scala, secondo il quale chi arriva per primo è in vantaggio.

Nel modello che i fisici Bianconi e Barabasi chiamano “modello a fitness” [6] i nodi hanno diversi valori di prestazione e conquistano in maniera diversa la propria connettività.

La probabilità Pi (ki) che un nuovo nodo sia connesso a ki link viene così modificato da un nuovo parametro η


Pi (ki) = ηi ki / Σj ηj kj.

La competizione generata dai diversi valori di fitness causa una evoluzione diversa nel tempo delle connettività dei nodi

Quindi, la connettività di ogni nodo è dato da ki (t) ~= tß(η), dove l’esponente ß(η) cresce con il crescere di η.

Il risultato è che nodi entrati in competizione recentemente (ma con grande η) possono acquisire nuovi link a velocità maggiore rispetto a nodi entrati da più tempo in competizione ma con minore fitness.

Dire che un link ha la probabilità di avere un peso più alto di un altro dipende dal modello che consideriamo.

Molti sono i meccanismi che possono esserne implicati. Meccanismi come la legge di potenza, il preferential attachment, tipici di una rete a invarianza di scala, non sono più sufficienti (studi recenti lo confermano) a spiegare fenomeni come i link interni, il ricablaggio, la rimozione di nodi e link, l’invecchiamento, gli effetti non lineari e molti altri processi relativi alla tipologia delle reti che sono sotto studio solo da alcuni anni.

La risposta è tutta nel modo in cui nuovi hub (es. Google, YouTube) hanno avuto successo nonostante si siano inseriti relativamente tardi nel panorama interrnet, quando altri come Yahoo e Altavista erano già dei colossi.

Alcuni hub adottatarono strategie basate su ecosistemi digitali sperimentali al tempo in cui vennero utlizzati per la prima volta. Quando Google è stata fondata nel 1997 nessuno nell’ambiente scientifico era a conoscenz, ad esempio, che il World Wide Web seguisse comportamenti a invarianza di scala.
Quando il modello a invarianza di scala fu coniato da Barabási e diventò il punto di riferimento, alcuni anni dopo (2000) si è poi iniziato a comprendere che il modello di per sé pur valido, non poteva ancora spiegare tutti i fenomeni del comportamento del WWW.

Una sua evoluzione, il modello a fitness di Barabási e Bianconi, rimane ad oggi il modello più accreditato.

In sintesi hub come Google tentano di avvantaggiarsi rispetto alla concorrenza creando i presupposti per sfruttare quelle non linearità nel modello a invarianza di scala, Ciò consente a hub meno recenti di avvantaggiarsi contrastando la regola del “preferential attachment”

Lawrence Page e Sergey Brin idearono e brevettarono un metodo matematico originale per il calcolo della link popularity di una pagina o di un sito web: il PageRank [7]

Cito qui i 5 fattori più importanti che influenzano il calcolo della link popularity di un nodo descritti proprio da Lawrence Page:

1. Visibilità di un Link
2. Posizione di un Link all’interno di un documento
3. Distanza di tra le pagine
4. Importanza di una pagina linkata
5. Aggiornamento di una pagina linkata
Una caratteristica non spiegata dal modello di rete a invarianza di scala è che quando aggiungo alla mia pagina Web un link verso, ad esempio, una pagina di questa rivista, creo un link interno fra due nodi vecchi!

Luis Amaral e Gene Anely della Boston University [8] e due studenti hanno dimostrato proprio questo: che i nodi, invecchiando, perdono gradualmente la loro capacità di annettersi dei link.
I due studenti del gruppo (Mendes e Dorogovtsev) hanno dimostrato poi che l’invecchiamento non distrugge le leggi di potenza, ma altera semplicemente il numero di hub perché cambia il loro esponente in grado.

Cioè come dire che la regola del collegamento preferenziale (preferential attachment) segue un meccanismo più complesso: la probabilità che un nuovo nodo si colleghi a uno già esistente non dipende unicamente dal numero di link ma anche dall’aggiornamento e dalla distanza tra le pagine.

Ecco perché ad esempio metodi di calcolo come il PageRank di una pagina sono influenzati solo in piccolissima parte da Link ipertestuali interni. Anzi di più: è importante che le due pagine non risiedano sullo stesso server, giudicato dal PR come pagine “vicine tra loro”.

Tutto questo per confermare che in alcuni sistemi complessi come le reti, le caratteristiche fondamentali sono descritte non dai nodi, dai loro costituenti, ma dalle relazioni tra esse.Un approccio totalmente nuovo utilizzato recentemente anche in altri campi scientifici.

In Biologia Sistemica, ad esempio, non si studiano i geni e le proteine individualmente ed un alla volta, come è stato fatto, del resto con straordinario successo, negli ultimi 30 anni. Ma ci si interessa di come si comportano e di quali relazioni hanno tra loro gli elementi che costituiscono un sistema biologico, mentre stanno funzionando.

Un nuovo modo di approcciarsi ai fenomeni che farà di questo nostro secolo, per dirla con le parole di un altro celebre scienziato, Stephen Hawking, il "Secolo della Complessità".


REFERENCES

[1] Paul Erdős and Alfréd Rényi , Publ. Math. Inst. Acad. Sci. 5, 17 (1960).

[2] B. Bollobas, Random Graphs (Academic Press, London, 1985).

[3]Albert-László Barabási, and R. Albert, Science 286, 509 (1999).

[4] Albert-László Barabás, Linked, The New Science of Networks, Perseus Publishing, 2002

[5] Per una introduzione brillante alle leggi di potenza in tutte le forme, si veda Manfred Schroeder, Fractals, Chaos, Power Laws: Minutes from an Infinitive Paradise, W.H.Freeman, New York, 1991

[6] Albert-László Barabási, Ginestra Bianconi, Competition and multiscaling in evolving network, (2000)

[7] The PageRank Citation Ranking: Bringing Order to the Web (PDF, 1999) by Lawrence Page, Sergey Brin, Rajeev Motwani and Terry Winograd

[8] Il lavoro sull’invecchiamento condotto dal gruppo dell’Università di Boston è stato pubblicato in L.A. Amaral, A. Scala, M. Barthélémy e H.E. Stanley, Classes of Small-World Networks, in “Proceedings of the National Academy of Sciences”, 97 (2000). pp. 1149-152


L'AUTOREClaudio Pasqua è docente di Scienza della Comunicazione dal 1994. La teoria della complessità (l'insieme interdisciplinare delle teorie che si occupano dello studio di sistemi complessi) e gli scenari del mondo digitale e delle sue applicazioni nel mondo reale sono alcune delle sue attività di interesse. Pubblica regolarmente articoli sull'argomento ICT su riviste nazionali e su Internet dal 1995

AURORE DI GIOVE: "HO VISTO COSE CHE VOI UMANI..."

Gio, 09/07/2017 - 10:44
Qualcuno di voi ha mai visto le aurore sulla Terra? Spettacolari! Beh, dimenticatevele. Le aurore di Giove, spiega uno studio pubblicato oggi su Nature, si comportano in modo diverso rispetto a quelle terrestri e sono ancor più favolose!  


Le emissioni aurorali da Giove sono molto più potenti di quelle della Terra, e si riteneva quindi che fossero generate da processi simili a quelli responsabili delle forti emissioni aurorali della Terra. Le nuove osservazioni effettuate dalla missione Juno della NASA suggeriscono però che non sia così.
Le aurore terrestri, note anche come aurore boreali o australi, sono prodotte dall’interazione tra particelle cariche provenienti dal Sole e atmosfera terrestre, in particolare al momento del loro ingresso nell’atmosfera. Due sono i processi coinvolti: le aurore più intense sono generate dall’accelerazione degli elettroni, mentre quelle più deboli sono frutto della dispersione (scattering) degli elettroni magneticamente intrappolati. Il primo di questi processi è ritenuto il meccanismo responsabile delle emissioni aurorali di Giove, anche se le osservazioni iniziali della navicella spaziale Juno non avevano trovato alcun riscontro. Durante i successivi sorvoli, Juno ha rilevato elettroni accelerati, ma questo fenomeno non sembra produrre aurore intense, sostengono Barry Mauk e i colleghi che hanno redatto lo studio. Le loro osservazioni indicano invece che le aurore di Giove sono generate da processi simili a quelli responsabili delle aurore più deboli della Terra.


Fra gli autori dell’articolo su Nature c’è anche Alberto Adriani dell'INAF IAPS di Roma, principal investigator dello strumento JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper, a bordo di Juno, finanziato dall’ASI, realizzato da Leonardo-Finmeccanica e operato sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF), che commenta così le recenti osservazioni compiute con lo spettrografo ultravioletto (UVS), anch’esso a bordo della sonda Nasa: «Dalle osservazioni di Giove fatte dalla Terra, dallo Hubble Space Telescope o dalle precedenti missioni spaziali sapevamo che le aurore gioviane sono molto più potenti di quelle sulla Terra. Sulla base della conoscenza della composizione atmosferica del pianeta sapevamo anche che l’idrogeno e il catione triatomico di idrogeno H3+ sono i responsabili delle aurore osservabili rispettivamente nell’ultravioletto e nell’infrarosso. Sulla base della conoscenza delle aurore terrestri avevamo anche immaginato quali fossero i fenomeni all’origine di quelle gioviane, ma la missione Juno ci sta dando invece l’opportunità di capire che la realtà sui processi di formazione delle aurore di Giove è diversa da ciò che ci aspettavamo».
I nuovi risultati forniscono informazioni su come diversi pianeti interagiscono elettromagneticamente con i loro ambienti spaziali. Tuttavia, per capire come questi processi funzionino occorreranno ulteriori dati.

QUANDO QUALCUNO CERCA DI DISTRUGGERE IL TUO NEGOZIO. COME COMBATTERE IL SEO NEGATIVO

Mer, 09/06/2017 - 17:21
Quando si parla di posizionamento web, avere dei link su pagine affidabili è una cosa positiva, specialmente quando la concorrenza è assidua. La peggior cosa che può succedere è essere colpiti da un attacco con google hat SEO. 
Sfortunatamente le autorità non possono fare niente al riguardo, ed è impossibile scoprire il colpevole e il problema lo devi risolverlo da solo. 
Sfortunatamente Trendhim, un impresa danese è stata vittima di questo attacco. I proprietari di Trendhim non si sono persi d’animo e appena si sono resi conto dell’attacco hanno cercato di trovare una soluzione tempestivamente. 

Questo tipo di attacco è silenzioso e spesso ci si accorge tardi, ma l’azienda danese ha notato subito che il loro posizionamento stava subendo una vertiginosa discesa, le entrate nel loro sito diminuivano e di conseguenza le vendite iniziavano a calare. 
Quello che si deve fare se si subisce un attacco simile è cercare i link non validi, con l’aiuto di ahrefs.com “Google’s Search Console”. 
Una volta identificati questi link, devono essere inseriti nella “Google Unwanted List – The Disavow Tool (https://www.google.com/webmasters/tools/disavow-links-main).

Il passo successivo è contattare agli amministratoti delle pagine web. Alcune pagine potrebbero essere ‘hackerate’, senza che i proprietari lo sappiano. 
Purtroppo questo processo è abbastanza lungo e i proprietari devono essere contattati uno per uno, così che tolgano il link. Se si lavora duramente questi link possono essere eliminati rapidamente e ci si può riprendere in fretta. 
Dopo aver sconfitto questa minaccia, ci si concentrare sul riposizionamento della propria azienda, assumere un esperto SEO, se non si ha già una persona così nel team. Si devono cercare siti affidabili dove mettere il proprio link e creare dei contenuti unici ma soprattutto validi. 
Come ultima cosa, si deve monitorare il proprio costantemente utilizzando Ahrefs o un altro strumento simile.

MINDFULNESS BIMBI: COME LA MEDITAZIONE PUÒ AIUTARE I BAMBINI

Mer, 09/06/2017 - 09:43
Abbiamo già scritto in questo sito a proposito della Mindfulness e dei suoi benefici, comprovati anche dalle ricerche scientifiche, ma ne abbiamo scritto come di un'attività rivolta e praticata dagli adulti per migliorare il proprio benessere psicofisico, attraverso l'esercizio della consapevolezza.
Da pochi anni in Italia non è più così. Antonella Montano e Silvia Villani hanno lavorato per adattare il programma Mindfulness che si svolge in otto settimane, alle caratteristiche dei bambini.Il nome che hanno scelto per questo programma è "Il fiore dentro", che è anche il titolo del loro libro, edito da Eclipsi.
L'attività viene svolta in piccoli gruppi. L'età consigliata va dai 6 ai 12 anni, in quanto prima non si sono ancora sviluppate le capacità cognitive per poter utilizzare la meditazione, e tenendo conto delle differenti caratteristiche dei bambini di 6-8 anni rispetto a quelli di 9-12. Poiché sono ancora presenti normali difficoltà a mantenere la concentrazione per tempi prolungati, la durata è di 45-60 minuti.
I destinatari possono essere tutti i bambini, ma è particolarmente indicata per colore che:- vivono situazioni stressanti, come un lutto o la separazione dei genitori- sono ansiosi o eccessivamente preoccupati- fanno fatica a concentrarsi, o sono inquieti- hanno disturbi psicosomatici: mal di testa, mal di pancia, difficoltà col sonno- mostrano ansia da separazione o ansia scolastica- hanno comportamenti ritualizzati
Si utilizza la metafora del Giardino segreto per spiegare in modo immediatamente comprensibile lo stato interiore di pace e consapevolezza, che si vuole sperimentare con la meditazione; si prosegue poi con la mindful eating, per poter meditare su di una attività frequente nella giornata, cioè il mangiare; la walking mindful utile per scaricare le tensioni; la mente vagabonda per imparare che un pensiero è solo un pensiero; si lavora poi alla gestione delle emozioni e dello stress attraverso la mindfulness, e si imparano brevi strategie di ristrutturazione cognitiva; si lavora inoltre sull'essere consapevoli prima di agire, riducendo così l'impulsività; sull'assertività, sul prendersi cura di sé e sulla resilienza.
Come si vede sono obiettivi importanti a cui i bambini possono avvicinarsi attraverso il rispetto delle regole, la meditazione, l'ascolto di storie, la riflessione su di esse e il gioco.
Nel libro Programma di mindfulness "il fiore dentro" , le autrici spiegano come hanno rivisitato il protocollo standard della mindfulness per adattarlo ai bambini.Dopo una breve introduzione, già dalla trentesima pagina le autrici spiegano i fondamenti di questo protocollo e, passo a passo, la sua applicazione.
E' un libro prezioso, che può aiutare il professionista che già conosce la Mindfulness ad applicarla con i bambini, come il genitore a comprenderne l'utilità per il proprio figlio, sia che stia incontrando delle difficoltà, sia come strumento di apprendimenti utili per la sua vita.

Dr.ssa Luigina Pugno

LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI 29 SETTEMBRE 2017

Mer, 09/06/2017 - 09:10
La Notte Europea dei Ricercatori si svolge ogni anno l’ultimo venerdì di settembre contemporaneamente in oltre 200 città europee. L’appuntamento con la dodicesima edizione è il 29 settembre 2017.


La Notte dei Ricercatori è un’iniziativa promossa e co-finanziata dalla Commissione Europea, all’interno del Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione HORIZON 2020.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca e in particolare alla figura del ricercatore, dimostrando che “il ricercatore è una persona normale che fa cose eccezionali”, contribuendo ad accrescere nei cittadini la consapevolezza dell’importanza che oggi riveste la ricerca scientifica per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della società.
Le undici edizioni passate confermano il successo europeo di questo evento. L’Italia ha sempre risposto con molto entusiasmo alla proposta della Commissione Europea e sono moltissime le città che dal 2006 a oggi hanno organizzato la Notte dei Ricercatori.
LA NOTTE DEI RICERCATORI IN REGIONE PIEMONTE 

Il Piemonte è tra le poche regioni che vanta la partecipazione a tutte e undici le edizioni e anche quest’anno ha superato la selezione europea insieme alla Valle d’Aosta con il progetto biennale CLoSER – Cementing Links between Science&society toward Engagement and Responsibility.#CLoSER
Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino, Verbania e Aosta sono pronte a ospitare migliaia di ricercatori e cittadini di tutte le età per incoraggiarli a progettare insieme un futuro sostenibile: CLoSER abbraccia in toto i valori promossi dalla Responsible Research and Innovation (RRI) – la più potente “questione” trasversale in Horizon 2020.
La RRI è un nuovo paradigma che collega scienza e società offrendo l’opportunità di coltivare un interesse comune tra i ricercatori e una varietà di attori sociali tutti impegnati in un dialogo sull’impatto della scienza nella società contemporanea per progettare insieme un futuro sostenibile, eticamente accettabile e socialmente desiderabile.
Per questa ragione la Notte dei Ricercatori in Piemonte e Valle d’Aosta coinvolge università, centri di ricerca e imprese che intendono rafforzare il rapporto tra il territorio e il mondo della ricerca e dell’innovazione.
CLoSER è organizzato da Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, Associazione CentroScienza Onlus e Creativa-impresa di comunicazione. Il progetto è coordinato da Agorà Scienza e si svolge nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte.
Il sito web degli eventi in Piemonte e Valle d'Aosta  http://nottedeiricercatori.piemontevalledaosta.it



ESSN CARD: IL PROGRAMMA DEDICATO ALLE FAMIGLIE RIFUGIATE IN TURCHIA PER RITROVARE STABILITÀ

Sab, 09/02/2017 - 19:11
Selvaggia Lucarelli presta la voce a supporto del Programma ESSN, che aiuta le famiglie di rifugiati in fuga dalla guerra a riacquistare un principio di stabilità.

La Turchia ospita più di 3 milioni di rifugiati, la maggior parte siriani, fuggiti da uno dei più sanguinosi conflitti dell’era moderna. Per fornire un supporto concreto alle famiglie più vulnerabili, l’Unione Europea, insieme al World Food Programme (WFP) e al Governo Turco, ha sviluppato il programma ESSN (Emergency Social Safety Net - Rete di sicurezza sociale di emergenza).



La Rete di sicurezza sociale di emergenza (Emergency Social Safety Net – ESSN) è un programma che fornisce denaro contante alle famiglie di rifugiati più vulnerabili che vivono in Turchia. Denaro che possono spendere per ciò che considerano più importante, come cibo, carburante, affitto o medicine.



Il programma fornisce ai rifugiati un contributo mensile attraverso la carta di debito ESSN che consente loro di acquistare ciò di cui hanno più bisogno, come cibo e medicinali, anche di pagare affitto e bollette per far fronte alla difficile condizione che stanno affrontando. Grazie a questo finanziamento e con la possibilità di poter provvedere alle loro famiglie, i rifugiati possano iniziare a percepire nuovamente un senso di stabilità e serenità: un principio di normalità nella loro vita grazie al contributo mensile di 120 lire turche (circa 28 euro) per ogni membro della famiglia.
Selvaggia Lucarelli, da sempre sensibile a queste tematiche, ha prestato la sua voce sostegno del programma e dei bambini coinvolti nel progetto: “Con questa carta queste famiglie hanno recuperato la libertà di comprare non solo un oggetto ma in qualche modo anche la loro normalità e la loro felicità. Secondo me è un’iniziativa davvero fantastica che riporta la normalità a persone che la normalità l’hanno persa totalmente in guerra.”
Come affermato da Selvaggia, infatti, la carta ESSN viene utilizzata come una normale carta di debito nei negozi ma ha un valore molto più grande: rappresenta il riconoscimento che, nonostante le difficoltà, i rifugiati hanno il diritto di scegliere come gestire le proprie vite.
Il programma ESSN è finanziato dall’Unione Europea, implementato dal World Food Programme e sviluppato grazie alla collaborazione del Turkish Red Crescent e il Governo Turco. Grazie ad un budget iniziale di 348 milioni di dollari, ESSN intende raggiungere e offrire aiuto a un milione di rifugiati siriani entro la fine del 2017, con un approccio efficace e sostenibile.
L’intero video di Selvaggia Lucarelli è disponibile sul canale ufficiale dell’ESSN di youtube.
Per saperne di più, visita il sito  www.essncard.com/it/

BERGAMOSCIENZA - XV EDIZIONE, DAL 30 SETTEMBRE AL 15 OTTOBRE 2017

Sab, 09/02/2017 - 11:54
16 giornate dedicate alla scienza
Conferenze, laboratori, spettacoli e incontri con scienziati di fama mondiale





Il festival di divulgazione scientifica BergamoScienza inaugurerà la sua XV edizione sabato 30 settembre alle 17.30 al Palazzetto dello Sport e proseguirà, per 16 giornate, fino al 15 ottobre.

Lo scorso anno la rassegna ideata dall’Associazione BergamoScienza ha registrato la partecipazione di 152.600 persone e 9.704 collegamenti streaming per assistere ai 20 eventi live contando sulla collaborazione di 3.560 giovani volontari.

Anche quest’anno la città di Bergamo sarà animata da una manifestazione di grandi scoperte, incontri ed emozioni: più di 190 eventi tutti gratuiti – conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre – con protagonisti scienziati di fama internazionale, tra cui il Premio Nobel per la Medicina 2007 Mario Renato Capecchi.

La scienza, protagonista assoluta, sarà affrontata in tutte le sue diverse componenti, da quelle più ortodosse (fisica, chimica, neuroscienze, medicina, biologia, tecnologia) a quelle più artistiche (musica, teatro, letteratura) creando così un intreccio di sapere e spettacolo che promuove e diffonde la cultura scientifica in un pubblico ampio e variegato, con un linguaggio, come sempre, accessibile a tutti.

Alcune anticipazioni del programma on line sul sito www.bergamoscienza.it


il premio nobel
Uno degli ospiti più attesi dell’edizione 2017 è Mario Renato Capecchi, genetista nato in Italia e naturalizzato in America, ideatore del gene targeting, tecnica che consente di ottenere nei topi specifiche mutazioni genetiche utili per lo studio di malattie umane come il cancro e il diabete, ricerca grazie alla quale ha vinto nel 2007 il Premio Nobel per la Medicina.

Il suo incontro si terrà venerdì 13 ottobre alle ore 21 al Teatro Sociale.

ambiente e biologia
Edo Ronchi esperto di problematiche ambientali e di sostenibilità, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, importante centro di ricerca della green economy, parlerà di economia circolare e gestione dei rifiuti, con particolare attenzione alla situazione urbana. L’incontro sarà sabato 7 ottobre alle 10.30 presso la Montello, società leader nel settore del recupero e riciclo di rifiuti e nella produzione di biogas a partire da rifiuti organici.

Domenica 8 ottobre alle 17, al Teatro Sociale, l’ex rettore dell’Università di Bergamo Stefano Paleari, oggi commissario di Alitalia, e Francesco Salamini, uno dei massimi esperti italiani nel campo delle biotecnologie applicate al settore agroalimentare, saranno protagonisti dell’incontro “Il cibo del futuro”, tema centrale di cui si discuterà nelle giornate del G7 dell’agricoltura, in programma a Bergamo il 14 e 15 ottobre e che sarà ulteriormente sviluppato nella Settimana dell’Agricoltura e del Diritto al Cibo .

Con Maya Schuldiner scopriremo una macchina così complessa da essere responsabile di migliaia di funzioni e così piccola che la punta di un ago può contenerne milioni: la cellula. Sabato 14 ottobre alle 11.30 al Centro Congressi Giovanni XXIII, la biologa israeliana del Weizmann Institute of Science farà il punto sullo stato della ricerca nell’ambito della biologia cellulare.

Sabato 14 ottobre alle 17, nell’Aula Magna di Sant’Agostino il biologo Timothy Mousseau, dell’Università del South Carolina, indagherà le conseguenze di disastri nucleari come Chernobyl e Fukushima su esseri viventi ed ecosistemi.

Domenica 15 ottobre alle 9.30, sempre nell’Aula Magna Sant’Agostino, nell’incontro “I motori della vita”, il biologo americano Paul Falkowski della Rutgers University (New Jersey) ci guiderà nel microscopico mondo dei microbi, per scoprire come la vita di piante, animali ed esseri umani si sia sviluppata grazie a loro e quanto ancora ne continui a dipendere.

neuroscienze

Come possono essere d’aiuto nella nostra vita quotidiana le nuove scoperte delle neuroscienze? A rispondere sarà – domenica 8 ottobre alle 9.30 al Teatro Sociale – Wendy Suzuki, docente di scienze neurali e psicologia alla New York University, che renderà noti i benefici dell’attività fisica sulle nostre funzioni cognitive quali umore, memoria e attenzione.

Di neuroscienze applicate al campo delle scienze forensi, si parlerà invece al Centro Congressi Giovanni XXIII, sabato 14 ottobre alle ore 9.30, con Thomas Albright del Salk Institute for Biological Studies in California.

spazio e astronomia
Al Teatro Sociale domenica 8 ottobre alle 11.30, insieme a Patrizia Caraveo, astrofisica dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e direttrice dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano, si andrà alla scoperta del comportamento straordinario e imprevedibile dei più potenti acceleratori di particelle nel nostro Universo, conoscenza resa possibile dai telescopi spaziali quali XMM-Newton, Integral, Swift, Agile e Fermi.

E del più grande di questi telescopi, il James Webb Space Telescope, che sarà lanciato alla fine del 2018, si parlerà sabato 7 ottobre alle 15 al Teatro Sociale con uno dei suoi progettisti: Matthew Greenhouse, astrofisico del Goddard Space Flight Center della Nasa.

Nel secondo weekend (in data da definirsi) al Teatro Sociale delle nuove frontiere da raggiungere nell’esplorazione spaziale durante la tavola rotonda “Luna o Marte? Dove andare?”, con Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, e Franco Ongaro, Direttore Tecnologia e Qualità all’ESA (European Space Agency).

fisica ed elettronica
Il fisico teorico Klaus Mølmer, dell’Università di Aarhus in Danimarca, domenica 15 ottobre alle 15 al Teatro Sociale, si addentrerà nell’universo della teoria dei quanti, sottolineandone le incognite, i paradossi e ciò che ancora deve essere scoperto; mostrando inoltre come un gioco per smartphone possa aiutare la ricerca: è il caso della Quantum Moves App, ideata e usata proprio alla Aarhus University.

A seguire, alle 17, la tecnologia SPADs (Single Photon Avalanche Diodes), una tecnologia di rilevazione delle immagini apparsa nel 2003 e letteralmente esplosa negli ultimi tre anni, sarà la protagonista della conferenza dell’ingegnere elettronico Edoardo Charbon, che ne individuerà le prospettive di utilizzo future, ad esempio in automobili e smartphone.

intelligenza artificiale
L’Intelligenza Artificiale è una delle questioni tecnologiche che nel millennio digitale pone le maggiori sfide e solleva le domande più controverse.

BergamoScienza le dedica ben tre appuntamenti:

lunedì 9 ottobre alle ore 21, al Teatro Sociale, Rob Fergus, docente di scienze informatiche dell’Università di New York alla guida della ricerca sull’Intelligenza Artificiale per Facebook a New York, aggiornerà il pubblico sugli ultimi sviluppi in quest’avanguardistico campo, indicando i limiti delle attuali tecniche e le sfide future.

Del delicato rapporto e confronto tra intelligenza umana e Intelligenza Artificiale tratterà il filosofo Luciano Floridi, esperto di Big Data, che insegna filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute, autore del recente La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo (Cortina). L’incontro, dal titolo “L'Etica dell'AI: Distrazioni Irresponsabili e Vere Sfide”, sarà sabato 14 ottobre alle 15 nell’Aula Magna di Sant’Agostino e indagherà le questioni etiche, aperte dalle nuove e sofisticate tecnologie digitali, che la dicotomia tra essere umano e Intelligenza Artificiale pone alla società dell’informazione.

Pier Luca Lanzi, docente di ingegneria Informatica al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, domenica 8 ottobre alle 15 al Teatro Sociale nell’incontro “Intelligenza Artificiale e videogiochi: avversaria o compagna di avventure?” parlerà invece dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al mondo dei videogiochi e del loro recente uso nella riabilitazione.

salute e medicina


Sabato 7 ottobre alle 9.30 al Teatro Sociale, Giuseppe Ippolito, direttore dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro di vari organismi nazionali ed internazionali che si occupano di preparazione e risposta alle infezioni emergenti, indagherà il ruolo delle epidemie e il loro livello di rischio in un mondo sempre più interconnesso come il nostro.

Seguirà alle 11.30 la conferenza con l’esperto di prevenzione delle infezioni e sicurezza dei pazienti che collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità Didier Pittet e Thierry Crouzet, scrittore che ne ha documentato le ricerche, spiegheranno come un gesto apparentemente così semplice e abitudinario abbia in realtà un’importanza vitale nella prevenzione di molteplici patologie.

Del rapporto tra salute e povertà si parlerà invece nel pomeriggio, alle 17, durante la tavola rotonda con il medico e membro dell'Istituto Superiore di Sanità Giuseppe Remuzzi, Kathrine Pritchard dell’Università di Durham, Carlo Alberto Redi, docente di Zoologia e Biologia dello Sviluppo all’Università di Pavia e Naomi Lee, della School of Medicine and Public Health di New Castle (Australia).

Julian Marchesi, biochimico dell’Imperial College di Londra, e Marian Ludgate, endocrinologa dell’Università di Cardiff, illustreranno l’importanza del microbioma umano, l’appuntamento è nell’Aula Magna S. Agostino domenica 15 ottobre alle 11.30.

spettacoli

Sono molti gli eventi che in questi quindici anni hanno reso BergamoScienza un momento fondamentale in cui cultura scientifica e arte trovano una perfetta intesa.

In questo senso ormai consolidata è la collaborazione con la rassegna Contaminazioni Contemporanee, che continua a portare in città grandi nomi della musica internazionale per esibizioni e concerti. In programma, grazie alla collaborazione con l’Associazione Verbo Essere, il concerto An Evening with Pat Metheny. Il chitarrista statunitense e icona del jazz mondiale si esibirà il 14 ottobre al Teatro Creberg (biglietti disponibili su sito Ticketone). Il musicista vincitore di 20 Grammy Awards sarà affiancato sul palco da tre artisti altrettanto autorevoli: il batterista Antonio Sanchez autore della colonna sonora del film Birdman, nominata per il Golden Globe e per i Grammy Award 2016; Linda Oh, bassista molto attiva sulla scena newyorkese e il pianista Gwilym Simcock, uno degli artisti più interessanti che siano ultimamente apparsi nel Regno Unito.

Il connubio tra musica e scienza coinvolge quest’anno anche la lirica. Venerdì 6 ottobre al Teatro Sociale andrà in scena l’opera “Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse”, una co-produzione del Teatro Sociale di Como e della Fondazione Donizetti, che ripercorre uno dei misteri irrisolti della storia italiana a quasi 80 anni dall’inspiegabile scomparsa del geniale fisico italiano. Il è libretto di Stefano Simone Pintor su musiche di Roberto Vetrano.

Martedì 10 ottobre nella Basilica di Santa Maria Maggiore alle ore 21 il neuroscienziato e linguista Andrea Moro darà voce al poeta e filosofo latino Lucrezio con letture e narrazioni.

laboratori 

I giovani e le scuole sono come sempre protagonisti di BergamoScienza: saranno infatti 58 gli istituti che presenteranno i loro progetti, che da mesi stanno tenendo impegnati 400 insegnanti e 2800 studenti, per un totale di più di 100 eventi. Laboratori e workshop interattivi saranno gestiti direttamente dagli stessi studenti e insegnanti, che guideranno grandi e piccini nella sperimentazione scientifica dei temi più disparati. Solo per fare qualche esempio: si andrà alla scoperta del corpo umano con guide under 5, bambini della scuola materna; usare la geometria per dare vita a sorprendenti opere d’arte; approfondire il tema dei terremoti; imparare a orientarsi nei labirinti grazie alla geografia e alla matematica; conoscere i segreti della stampa tridimensionale e molto altro, e con un video tridimensionale partire per un viaggio alla volta di Mercurio.

la scuola in piazza
Durante il primo weekend del festival, sabato 30 settembre (dalle 14.30 alle 18.30) e domenica 1° ottobre (dalle 10 alle 18) sul Sentierone sarà dato un assaggio dei molti laboratori interattivi che nelle due settimane successive coinvolgeranno i passanti nel centro della città bassa. È il momento della consueta fiera scientifica on the road La Scuola in Piazza che quest’anno vedrà l’esposizione di stand di ben 36 istituti scolastici ai quali si affiancano, quest’anno per la prima volta, quelli delle forze dell’ordine di Guardia di Finanza, Accademia della Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, che mostreranno a tutti le caratteristiche del loro essenziale lavoro.

Il programma integrale è disponibile sul nuovo sito www.bergamoscienza.it.

FB https://www.facebook.com/bergamo.scienza/  twitter @BergamoScienza

TRENTO DIVENTA "FISICITTÀ"

Sab, 09/02/2017 - 09:25
Tra pochi giorni prende il via a Trento la settimana di eventi e iniziative per avvicinare la cittadinanza alla Fisica in occasione del Congresso della Società Italiana di Fisica (SIF). Un evento scientifico e un compleanno speciale per la SIF, che festeggia a Trento i suoi 120 anni dalla fondazione. Inaugurazione l’11 settembre. Tra gli eventi clou per la cittadinanza “Emozionare con la Scienza”, una Notte bianca dedicata alla Fisica e l’evento finale “Particelle”. 

Settembre sarà un mese speciale per la Fisica a Trento. La città sarà infatti teatro dall’11 al 15 settembre di eventi e iniziative di divulgazione scientifica, dedicati a far conoscere e apprezzare la Fisica anche a chi non ha mai avuto occasione di incontrarla da vicino. L'occasione sarà il Congresso della Società Italiana di Fisica (SIF) che l’Università di Trento – e in particolare il Dipartimento di Fisica – ospiterà nelle sedi accademiche di Povo. Un'edizione importante perché la SIF festeggia quest’anno i suoi primi 120 anni. 
120 anni di SIF: il congresso scientifico dall’11 al 15 settembreQuella di quest’anno sarà un’edizione particolare del congresso, che oramai da più di cent’anni (103, per essere precisi) riunisce circa 600 tra fisici e fisiche da tutta Italia (con presenze anche dall’estero). Per l’associazione, che esprime una grande comunità scientifica con interessi culturali e di ricerca diversi, il traguardo dei 120 anni di vita è di quelli da non dimenticare. Anche perché coincide con un’altra ricorrenza significativa: si tiene infatti a 90 anni dal celebre Congresso di Solvay del 1927, durante il quale i maggiori esponenti della fisica dell’epoca posero le basi della moderna meccanica quantistica. Risale ad allora la polemica, divenuta celebre sulla natura della meccanica quantistica, che vedeva contrapposti Albert Einstein ("Dio non gioca a dadi con l'universo") e Niels Bohr ("Non dire a Dio come deve giocare") e coinvolse poi anche Richard Feynman ("Dio non solo gioca a dadi con l’universo, ma li getta anche dove non li possiamo vedere").Le cinque giornate di lavoro del congresso si terranno al Polo scientifico e tecnologico “Fabio Ferrari” a Povo e si articoleranno, come da tradizione, in sezioni e incontri plenari, di taglio scientifico più aperto e divulgativo, di interesse anche per i fisici e le fisiche non esperti/e del settore. Le sette sessioni parallele ricalcano gli ambiti di interesse della fisica: Fisica nucleare e subnucleare; Fisica della Materia; Astrofisica; Geofisica, Fisica dell’Ambiente; Biofisica e Fisica medica; Fisica applicata, Acceleratori e Beni culturali; Didattica e Storia della Fisica. Per le sessioni plenarie previsti invece argomenti di grande attualità scientifica: lunedì 11 settembre "Il neutrino: 90 anni e ancora non lo conosciamo veramente" di Fernardo Ferroni e "LISA Pathfinder and LISA: gravitational waves from the dawn of the universe" di Stefano Vitale; martedì 12 “I Pinocchi della Scienza: Storie di illusioni e frodi nella ricerca scientifica" di Stefano Ossicini e "Ioni pesanti: dalla terapia sul cancro alla missione su Marte" di Marco Durante; mercoledì 13 "Ultra-Relativistic Heavy Ion Physics – Recent Results and a Future Perspective" John W. Harris e una relazione del fisico Wolfgang Losert; giovedì 14: "Soft optoelectronic interfaces to the brain" di John A. Rogers; venerdì 15 "Water and nitrogen in confinement" di A. Soper. I lavori prenderanno il via lunedì 11 settembre al Teatro sociale di Trento con l’inaugurazione, nel corso della quale saranno premiati giovani fisici e fisiche che si sono particolarmente distinti con le loro attività di ricerca. Verrà inoltre conferito il prestigioso premio "Enrico Fermi", che ogni anno dal 2001 (nel centenario della nascita di Fermi) viene assegnato a uno o più soci che abbiano particolarmente onorato la fisica con le loro scoperte. Nella giornata di martedì si terrà invece la tradizionale assemblea generale dei soci della Società Italiana di Fisica. Il congresso di settembre non sarà solo una celebrazione dei primi 120 anni della Società Italiana di Fisica. «Questa edizione è intitolata “Passion for Physics” e questo motto – ha spiegato la presidente Luisa Cifarelli – ben si adatta a quanto vogliamo trasmettere. La voglia di conoscere è insita nella natura umana. Vogliamo cogliere l’occasione di questo congresso per trasmettere i valori profondi, nobili della ricerca e l’importanza di sostenerla. Il congresso sarà però un’occasione anche per mostrare ai fisici italiani cosa si fa a Trento. Quello che si vede a Trento è un paradigma di come la ricerca dovrebbe essere fatta ovunque in Italia. A cominciare dalla collaborazione e sana competizione tra le istituzioni di ricerca del territorio. Per passare poi alla presenza del MUSE, ideale per fare divulgazione scientifica ad alto livello». «La fisica è percepita come disciplina difficile, non per tutti» commenta Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento. «Ma sa invece essere appassionante e attuale, sia dal punto di visa teorico – basti pensare alle recenti scoperte sulle onde gravitazionali – sia sul versante tecnologico. Internet, i laser e le numerose applicazioni in ambito medicale per la radioterapia e la diagnostica, per esempio, vengono dalla ricerca in fisica. A distanza di 90 anni dal celebre Congresso di Solvay che segnò un momento fondativo della nuova fisica moderna, vogliamo marcare l’edizione trentina come una nuova partenza. La rivoluzione quantistica, appoggiata dall’Unione Europea con uno stanziamento da un miliardo di euro, vede l’Università di Trento protagonista con la cordata Quantum@TN insieme a CNR e FBK. Questo gioco di squadra è ben visibile anche nel Comitato organizzatore locale che lavora dietro le quinte per il Congresso di settembre e che include, oltre al Dipartimento di Fisica anche il TIFPA (Trento Institute for Fundamentals Physics Applications dell’Istituto Nazionale di Fisica della Materia)».

FisiCittà: il programma collaterale per la cittadinanzaLa Fisica è una disciplina affascinante e attuale, che può rivelarsi interessante anche per un pubblico non specializzato. Per questo il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, insieme ai fisici e alle fisiche degli altri centri di ricerca del Trentino (FBK, CNR, TIFPA e ECT*), ha in cantiere una serie di eventi pensati per la cittadinanza. La Fisica sarà infatti protagonista di incontri, spettacoli e approfondimenti, tutti a ingresso gratuito, che si terranno durante i lavori del Congresso, dall’11 al 15 settembre in città e sulla collina di Povo.Si comincia già lunedì 11 settembre con un pomeriggio-sera ad alta concentrazione di idee: alle 17 al Teatro sociale di Trento con “Emozionare con la Scienza”, una sfida per raccontare la scienza in soli sette minuti, con l’aiuto della capacità di incuriosire e coinvolgere propria del teatro. A seguire, alle 20.45, l’approfondimento “Uno spazio quantistico”, promosso in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, che ci porterà ad esplorare i segreti del cosmo nel dialogo tra Roberto Battiston (presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana) e Giovanni Caprara (giornalista scientifico del Corriere della Sera).Per gli appassionati di cinema, l’appuntamento da segnare sul calendario è martedì 12 settembre al cinema Astra: il cineforum “Science on screen” propone la visione di tre film in cui la fisica è protagonista: “Elysium”, presentato da Marco Durante e Roberto Poli; “Il diritto di contare” presentato da Barbara Poggio ed Eugenio Coccia; “Deadpool” presentato da Stefano Gialanella e Paolo Macchi. Obiettivo: rispondere, non solo scientificamente, a qualche interrogativo sul mondo che ci circonda. Una serata in forma di cinema in cui, a margine della visione, esperti (fisici e non) dialogheranno sui temi sollevati dai film. “Physics 2night”, la Notte bianca della Fisica animerà invece la serata di mercoledì 13 settembre. A partire dalle 18 prenderanno il via gli incontri con giovani ricercatori e ricercatrici in alcuni bar del centro storico della città: “Appuntamento (non) al buio” al Café de la Paix (Passaggio Teatro Osele, 6), “Cavalca l'onda” alla Bookique (Via Torre D'Augusto, 29), “E.R. fisici in prima linea” al Circolo culturale Don Quijote (Vicolo Adige, 31) e “Incontri ad alte energie” al Simposio (Via Antonio Rosmini, 19).

Gran finale giovedì 14 alle 20.45 con l’evento “Particelle”, una serata organizzata attorno a sei frammenti di fisica, illustrati attraverso racconti, fatti e narrazioni che si intrecciano alle storie personali di chi la fisica la fa tutti i giorni. Ad arricchire l’evento con un sottofondo musicale sarà l’ensemble de “I Minipolifonici” di Trento. L’evento a ingresso gratuito (fino ad esaurimento posti) si terrà al MUSE. Durante i giorni del congresso – dall’11 e fino al 22 settembre – al Liceo Classico G. Prati sarà allestita la mostra “I giocattoli e la scienza”. Una mostra scientifica interattiva con oggetti divertenti e giocattoli per osservare alcuni aspetti paradossali e divertenti della fisica. L’ingresso (dalle 8.10 alle 17) è libero e gratuito e prevede la presenza di personale esperto per illustrare gli oggetti in mostra e visite guidate per le scuole.Tante dunque le occasioni per le scuole di conoscere da vicino il mondo della fisica. Nel programma collaterale è infatti previsto anche il ciclo di conferenze “In viaggio con la fisica” rivolto a studenti e studentesse di scuola superiore. Le conferenze si terranno da martedì 12 a giovedì 14 settembre e saranno ospitate in particolare dai licei Prati, Galilei e da Vinci di Trento e Rosmini di Rovereto.

Donne e ricerca scientifica: le iniziative dedicateTutta al femminile invece la riflessione giovedì 14 settembre. Durante la mattinata a Povo (nella sede della Fondazione Bruno Kessler, aula Stringa) si parlerà delle difficoltà che ancora le donne hanno nell’accesso alle discipline scientifiche e alle carriere scientifiche. Si comincia alle 9.30 con l’incontro introduttivo “Ricerca: quali spazi per le donne?” in cui saranno mostrati alcuni dati nazionali e internazionali per inquadrare il fenomeno. Interverranno le sociologhe Rossella Bozzon e Francesca Sartori, l’assessora provinciale Sara Ferrari e l’onorevole Manuela Ghizzoni, la prorettrice Barbara Poggio e il giornalista scientifico Fabio Turone. Spazio poi alle testimonianze e alla discussione nella seconda parte della mattinata con la tavola rotonda “Fisica, singolare femminile”, parte integrante del Congresso SIF sullo stesso tema, in cui saranno ospiti alcune fisiche italiane di rilievo: Caterina Biscari (direttrice ALBA CELLS), Angela Bracco (presidente NuPECC), Monica Colpi (Advisory Board eLISA Consortium), Speranza Falciano (membro giunta INFN, Roma), Antigone Marino (past Chair EPS Young Minds), Elisa Molinari (direttrice Istituto CNR NANO-S3 Modena).Infine, nel primo pomeriggio alle 15 verrà scattata al contrario, come atto simbolico, la famosa fotografia del congresso di Solvay del 1927 in cui Marie Sklodowska Curie era l'unica donna. Ritrarremo una trentina tra le migliori fisiche italiane. E un solo uomo. La sessione dedicata alle donne si completa con una mostra fotografica dedicata alla vita, al lavoro e al rapporto con la società di 14 grandi scienziate del '900. La mostra “La scienza delle donne” sarà allestita al Polo scientifico e tecnologico “Fabio Ferrari” a Povo e sarà aperta dall’11 al 15 settembre (dalle 9 alle 18).

Il programma del Congresso SIF è disponibile online sul sito della SIF all’indirizzo: https://congresso.sif.it/atticon/programma
Il programma degli eventi di “Fisicittà” è disponibile su: http://events.unitn.it/sif2017

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